martedì, 4 maggio 2010
a cura di Enrico Pascucci
in: Auto e trasporti

Per chi vive in città su una bici, le auto sono la prova che l’uomo si è abbandonato alle lusinghe del demonio.
Sempre costretti a mantenere allenati i riflessi per sopravvivere a chi parla col cellulare mentre guida incapsulato in un mezzo che pesa (nei casi migliori) come 15 uomini e che produce la forza di 3000 atleti, si vive in strada in un costante stato di ansia e nervosismo.
C’è però un nemico che con tutta la nostra bravura e tutta la nostra attenzione non possiamo evitare: lo smog.
Mentre un ciclista immette nell’atmosfera soltanto un minimo di anidride carbonica e al limite un po’ di sudore, l’orda di mostri meccanici che lo circondano appestano l’aria con svariati tipi di carburante incombusto, prodotti nocivi dovuti a combustione parziale e, ancora peggio, micro e nanoparticelle risultanti dal lavoro dei catalizzatori e dai filtri anti-particolato.
Se questi sono tutti buoni motivi per odiare le auto che vi circondano, la lettura di un interessante studio pubblicato sul sito della FIAB vi darà anche qualche buon motivo per gongolare.
Secondo degli studi commissionati dall’UE chi viaggia in macchina respira una quantità di sostanze inquinanti doppia rispetto a chi viaggia in bici e questo nonostante il ritmo respiratorio di chi pedala sia decisamente più sostenuto rispetto a quello di chi poltrisce in auto.
Resta sempre il fatto che, se pur in maniera minore, siamo pur sempre bersaglio di una gran quantità di patogeni che non abbiamo scelto noi di immettere nell’atmosfera, ma con poca spesa possiamo fare molto per difenderci. Continua a leggere: Che aria respiriamo in bici? Come possiamo difenderci?
giovedì, 9 aprile 2009
a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione
I bambini concepiti tra aprile e luglio hanno una maggior probabilità di nascere con difetti genetici. Tra aprile e luglio i livelli di pesticidi usati in agricoltura sono molto alti. Paul Winchester, della University School of Medicine di Indianapolis, ha trovato una correlazione positiva tra questi due fatti, osservando i dati sui neonati statunitensi tra il 1996 e il 2002.
Il fatto che ci sia una correlazione positiva non chiarisce se ci sia o no un nesso di causa-effetto. I due fenomeni potrebbero anche, casualmente, avere lo stesso andamento annuale.
Alcune delle sostanze chimiche che in primavera ed estate si trovano a concentrazione maggiore nelle acque superficiali, ad esempio l’atrazina, hanno effetti sullo sviluppo embrionale. L’atrazina e’ stata usata in Italia come diserbante nei campi di mais. Oggi e’ vietata, sia per i suoi effetti cancerogeni che per l’interferenza ormonale (provoca la comparsa di caratteri femminili nei maschi).
Foto | Ordered Chaos
Agrichemicals in surface water and birth defects in the United States on Acta Paediatrica
lunedì, 8 dicembre 2008
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Le troppe sostanze chimiche disperse nell’ambiente stanno creando problemi ai maschi della Terra. Le dimensioni del pene dei bambini nati in posti inquinati sono minori dei loro coetanei che hanno avuto la fortuna di crescere in posti puliti e i maschi già adulti producono meno sperma.
Uomini, pesci, orsi polari, rospi e cervi stanno mostrando caratteri femminili o perdendo quelli maschili in tutti i continenti. Ci sono pesci maschi che producono uova, orsi con problemi di impotenza, daini senza testicoli e coccodrilli con pochi ormoni maschili.
A mettere insieme i dati raccolti in più di 250 studi scientifici è stato il britannico Chem Trust, che punta il dito sulle reazioni che avvengono quando diversi elementi chimici si mischiano. Ogni elemento si può anche trovare sotto la propria soglia di tossicità, ma gli effetti del miscuglio con altre sostanze sono comunque dannosi. L’Unione Europea ha proposto di ridurre l’uso di fitofarmaci e ftalati (usati per rendere la plastica flessibile) con effetto sul sistema endocrino, ma alcuni Stati come Regno Unito, Irlanda e Romania si sono opposti.
Il fatto che manchino i maschi mette a rischio la sopravvivenza delle specie in pochissime generazioni. Il fatto che le difficoltà riproduttive siano diffuse in ogni classe di vertebrati (pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) mette in serio pericolo il funzionamento degli ecosistemi e noi esseri umani non siamo esclusi dal problema.
Via | ChemTrust
Foto | wolfpix
Endocrine disruptors: le molecole che fanno cambiare sesso
Widespread feminisation of male wildlife raises the alarm from ChemTrust
sabato, 7 giugno 2008
a cura di Fresna
in: Auto e trasporti

Scegliere di spostarsi con i mezzi pubblici invece che con l’auto è meno inquinante. Questo si sa. Ma quanto meno inquinante? Qual è la quantità di CO2 che evitiamo di immettere nell’aria raggiungendo, ad esempio, il nostro luogo di lavoro con l’autobus invece che con il mezzo privato? L’Atac, l’azienda che gestisce a Roma il trasporto pubblico, offre sul suo sito un sistema di stima delle emissioni inquinanti evitate.
Il calcolo è costruito in termini parametrici utilizzando un algoritmo che si riferisce al parco medio delle vetture circolanti sul territorio romano e sul traffico totale, orario e giornaliero, nell’intera città.
Facciamoci due conti. Percorrendo in autobus 10 chilometri si risparmiano circa due chili di CO2. Ovvero quanto produce in media una famiglia di 4 persone in mezza giornata: circa 3,2 kwh. Oppure quattro ore di accensione contemporanea di otto lampade da 100 watt.
Fonte | Atac Roma
Foto | Air Force One
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...