Villaggi tossici, dove i cinesi smaltiscono i raee
lunedì, 10 novembre 2008in: Scienza e tecnologia
12 dollari al giorno per smontare rifiuti elettronici, seduti per terra, all’aperto, in mezzo a montagne di rifiuti elettronici. Questa la allettante prospettiva lavorativa che attrae giovani cinesi verso i villaggi della rottamazione, dove vengono portati i container pieni di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) da smaltire. Smaltire significa svitare, strappare, bruciare le parti di plastica e recuperare metalli con valore commerciale.
Non vi sono controlli su cadmio, piombo, mercurio e altre sostanze tossiche presenti nel materiale in arrivo e mancanti in quello in uscita, parte di questi metalli si accumulano nel sangue delle persone che lavorano, vivono e si riproducono nei villaggi della rottamazione. Mancano totalmente gli equipaggiamenti di sicurezza e, ovviamente, l’attenzione dei media non è gradita.
Le autorità locali non vogliono troppa attenzione sul business del riciclaggio, ma una università cinese ha iniziato a fare degli studi sulla salute delle persone che passano la giornata smontando monitor e videoregistratori, bruciando plastiche e sciogliendo metalli nel cortile di casa loro. Si è scoperto che l’accumulo di metalli pesanti nel sangue dei bambini e dei neonati ne compromette lo sviluppo intellettivo. I media ne hanno parlato e il governo locale è stato costretto ad aprire gli occhi.
La Cina ha ratificato la Convenzione di Basilea che vieta l’esportazione di rifiuti tossici, ma la sua produzione interna e un po’ di corruzione sono comunque abbastanza alte da rifornire i villaggi del riciclaggio. Gli USA, che sono i maggiori produttori ed esportatori di RAEE al mondo, non applicano la convenzione, pur avendola firmata.
Via | Current
Puoi seguire tutte le novità tramite il RSS 2.0 Feed. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
















mercoledì, gennaio 7, 2009 @ 3:27 pm
[...] traccia. Il problema è che per quanto si possano mandare montagne di rifiuti altrove (come i RAEE che vengono smaltiti in Cina) l’inquinamento prima o poi torna indietro, fino al giardino sotto [...]
lunedì, novembre 23, 2009 @ 4:14 pm
[...] Maher, l’inventore di questi computer, era rimasto impressionato dai ragazzini che smontano i rifiuti elettronici per recuperarne i componenti. Ragazzini che passano la giornata nelle discariche e che lavorano [...]
giovedì, novembre 11, 2010 @ 9:01 am
[...] tutta questa roba avvelena. Quando i rifiuti elettronici vengono riciclati, spesso ciò viene fatto a mani nude in villaggi dell’orrore perché farlo per bene costerebbe [...]