Una proposta di legge per la biodiversità agroalimentare
giovedì, 20 maggio 2010in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione
Un’anagrafe della biodiversità agroalimentare, una Rete nazionale del germoplasma e dei coltivatori custodi, programmi per la conservazione delle razze locali, un Fondo per danni da Ogm. Queste solo alcune delle azioni concrete previste dalla proposta di legge n. 2744 per la biodiversità agraria e alimentare presentato oggi alla Camera dalla deputata (PD) Susanna Cenni.
Proprio nel corso della Settimana e dell’Anno della Biodiversità arriva questo disegno di legge che ha lo scopo, non soltanto di fissare obiettivi, già ampiamente condivisi da atti internazionali in materia di biodiversità (vedi ad esempio alcuni documenti della Conferenza di Rio o della FAO), soprattutto di avanzare proposte concrete. Vediamo di esaminarlo articolo per articolo. “La proposta – ha commentato la deputata – ha avuto numerose adesioni non solo dai banchi del Partito Democratico, ma anche da IDV, UDC e PDL, rappresentando un auspicio per una pronta discussione in Commissione Agricoltura della Camera”.
Innanzitutto si prevede la creazione dell’Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo (art. 2 )con l’obiettivo di aggiornare e tutelare l’elenco delle con tutte le varietà vegetali e animali e la Rete nazionale del germoplasma animale e vegetale (art. 3). Si sottolinea nero su bianco l’importante ruolo degli agricoltori quali “custodi” della biodiversità con la nascita di una Rete nazionale (art. 4)che operi in accordo con le regioni al fine di conservare e tutelare il patrimonio genetico sociale. La Rete riguarderà anche gli allevatori e i cd custodi dei semi.
In tema di Ogm Cenni ha spiegato che “la legge prevede strumenti di tutela finanziati da sanzioni comminate a chi provoca inquinamento genetico, istituendo un Fondo (art. 9) per risarcire chi fosse danneggiato da colture geneticamente modificate.
Alla redazione della legge hanno partecipato molte realtà tra cui Slow Food, tanto che nel testo sono previste le cd Comunità del Cibo dell’associazione e di Terra Madre. “Siamo contenti – ha commentato soddisfatto il presidente Slow Food Italia, Roberto Burdese – che nel documento venga enfatizzato questo concetto delle Comunità del Cibo come elemento di riferimento nella salvaguardia della biodiversità. Speriamo che questo testo abbia un percorso legislativo rapido e condiviso”.
Per quanto riguarda la brevettabilità delle varietà dalle quali provengono le sementi, il ddl prevede una speciale tutela per le certificazioni dall’inquinamento genetico e dall’agropirateria (art. 8) e alcune novità in tema di scambio e vendita di semi. In particolare, l’art. 10 prevede la possibilità per chi produce semi da conservazione di venderli liberamente e ne garantisce la libera circolazione sul territorio nazionale.
Infine l’art. 13 chiede maggiore sostegno alla ricerca pubblica. “La riduzione delle varietà – ha proseguito Cenni – e la semplificazione dei paesaggi causata dall’attività umana costituiscono un dei problemi più impellenti a livello mondiale. L’impoverimento della base genetica si manifesta con una mancanza di resistenza delle nuove sementi agli attacchi di agenti fitopatogeni e ai vari stress ambientali, come il cambiamento climatico. E’ paradossale che anziché fare ricerca per recuperare queste potenzialità si pensi di rispondere solo nuovi fertilizzanti e magari con gli Ogm”.
Via | Proposta di legge n. 2744
Foto | Sante.boschianpest
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