Ultimo giorno di bike-sharing a Roma: dalle 23 del 14 marzo il servizio è sospeso
sabato, 14 marzo 2009in: Auto e trasporti
Il bike sharing romano Roma’n'bike ha vita breve, appena nove mesi, periodo in cui la società spagnola incaricata ha finanziato e realizzato l’installazione delle postazioni e delle biciclette. Il progetto di condivisione delle due ruote nella Capitale dal 13 giugno, non è mai stato oggetto di regolamentazione contrattuale.
Durante i sei mesi di sperimentazione (e i tre di proroga) il Comune di Roma avrebbe dovuto pubblicare un bando per una gara pubblica o cedere alle richieste della società Cemusa: soldi o spazi pubblicitari da vendere. Secondo quanto dichiarato da Alemanno il sistema di bike-sharing dovrebbe esser potenziato per migliorare il cosidetto piano di mobilità sostenibile del centro storico. In teoria auto elettriche, bike-sharing e servizi pubblici efficienti; in pratica solo dichiarazioni e beghe politiche da aula di Consiglio Comunale dove pare il servizio sia tuttora in fase di “studio”.
Bisognava dare il contentino ai tassinari romani che hanno votato Alemanno a discapito del bike-sharing? Non potendo bloccare una società estera che si propone e realizza senza chiedere soldi, che fretta avevano di indire il bando o cosa ancora più semplice, concludere un contratto con la Cemusa?
La mobilità romana nel centro storico scorre fluida e senza intoppi, perchè spingere sul bike-sharing quando non viene realizzata nemmeno mezza pista ciclabile? Pensieri sparsi di un ex-ciclista romano.
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