Tutti i divieti UE contro i beni pericolosi o poco efficienti

martedì, 31 marzo 2009 a cura di PiccoloSocrate
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

Stufe a fungo per esterno Non solo i termometri a mercurio ad avere le ore contate, anche i sacchetti di plastica saranno vietati a partire dal 1° gennaio 2010 in base alla norma Ue EN 13432 recepita con la Finanziaria 2007: i sacchetti per fare la spesa saranno più costosi ma meno inquinanti di quelli di plastica. Utilizzeremo sacchetti biodegradabili, risolvendo un duplice problema: smaltimento della plastica e produzione – processo che necessita circa 2,3 tonnellate di petrolio per ogni tonnellata di sacchetti di plastica.

Se finirà il braccio di ferro tra ristoratori e UE saranno bandite anche le stufe da esterno a forma di fungo. Apprezzatissime dai clienti, le stufe producono ogni ora la stessa anidride carbonica prodotta da un’auto che percorre 25km a forte velocità. I ristoratori ovviamente non vogliono proprio saperne di sostituirle, visto che costano circa 600 euro l’una sostenendo anche che quelle elettriche aumenterebbero solo la bolletta.

L’Unione Europea quindi spera di varare almeno le eco-etichette, per certificare il grado di efficienza di modelli più efficienti e per promuovere il passaggio a prodotti con un minore impatto negativo sull’ambiente e sul benessere dei cittadini. Ma non finisce qui perchè l’UE ha messo al bando anche prodotti a favore della sicurezza dei minori.

La direttiva 87/357/EEC vieta la vendita di prodotti non commestibili che si presentano sotto forma di cibo come candele o saponette a forma di frutti, che spesso traggono in inganno i più piccoli anche grazie a profumo e colore.

La vita sarà ancora più dura per i fumatori perchè – sempre in nome della sicurezza dei minori – dal 2007 con la EN/13869/2002 è vietata la vendita accendini non a norma, ma alle industrie è stato permesso di vendere le scorte fino al 2009. D’altronde, sembra incredibile, ma ogni anno gli accendini non sicuri spesso più colorati e fantasiosi, sono responsabili di 1.700 infortuni ogni anno di cui 37 anche mortali.

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