Testaccini o testoni?

mercoledì, 17 giugno 2009 a cura di Giancarlo
in: Auto e trasporti

piramideIl quartiere romano di Testaccio, il XX rione di Roma, deve il suo nome alla presenza del monte dei cocci (testae in latino) creato dall’accumulo delle anfore che giungevano dal mare all’Emporium risalendo il Tevere. Già il primo piano regolatore di Roma capitale, nel 1873, prevedeva che l’espansione industriale della città dovesse avvenire nella zona Ostiense, grazie al territorio pianeggiante ed alla presenza di varie vie di comunicazione – la via Ostiense appunto, il fiume con il porto di Ripa, e la ferrovia.

Testaccio si trova, dunque, ad essere un importante crocevia tra la zona sud del centro storico di Roma ed i quartieri Ostiense, Marconi, Trastevere e la Garbatella. In particolare, a Porta San Paolo (luogo storico della Resistenza) si concentrano, la ferrovia Roma-Ostia, la linea B della Metropolitana e la fermata ferroviaria Roma Ostiense (che collega Fara Sabina, Fiumicino e Civitavecchia. Insomma, Testaccio è uno snodo fondamentale per la città: è nelle immediate vicinanze della Terza Università di Roma e centro della movida (oltre che luogo di partenza della Critical Mass ogni mese).

Il presidente del I Municipio Corsetti (PD) dopo aver deciso l’apertura del cantiere per la realizzazione di una pista ciclabile su Via Zabaglia, in seguito ad un’assemblea di quartiere tenutasi venerdì 12 giugno in Via A. Volta 45, constatata l’opposizione di alcuni cittadini e di qualche commerciante, ha deciso la sospensione temporanea del cantiere. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, la pista non si realizzerà più.

Assisitiamo, dunque, all’ennesimo esempio di miopia pianificatoria: a causa di pochi locali (votanti) contrari, si nega a tutti la possibilità di muoversi diversamente nella città con più auto per abitanti al mondo. Dopo la Nomentana, Viale Marconi (ma l’odissea è simile anche per il tram su Via Nazionale per arrivare a Termini), anche nel popolare quartiere che diede i natali a Gabriella Ferri, si deve ricorrere ad una disperata richiesta di incontro, per richiedere il normale svolgimento dei lavori a cantiere già aperto.

Costruire una pista ciclabile necessita un budget modesto, un cantiere leggero e risulta in uno spazio di mobilità sicura per gli anziani, le mamme con bambini, i disabili e – semplicemente – i ciclisti. Questo metro di spazio vitale durerà nel tempo e, inevitabilmente, valorizzerà l’area attraversata, rendendola più accessibile e conviviale.

Via | Romapedala
Foto | A. Nessenzia

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