L’aumento delle meduse è tra le principali preoccupazioni dei milioni di bagnanti estivi. Le più comuni sono il polmone di mare (Rhizostoma pulmo), poco urticante, e la medusa luminosa (Pelagia noctiluca), notoriamente urticante e, nonostante il nome, meno visibile.
Gli ultimi studi sulle meduse sembrano confermare due fatti:
1) le meduse sono utili poiché, muovendosi, rimescolano l’acqua di superficie con quella profonda, ossigenandola (Katija e Dabiri, Nature);
2) il numero crescente della popolazione di meduse, specie nel Mediterraneo, è dovuto alla “desertificazione” del mare, da cui spariscono i loro predatori specifici, quali tonni e tartarughe (Richardson, Bakun e Gibbons, The jellyfish joyride, pdf pag. 11).
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”. Il doppio senso della pubblicità del tonno Nostromo mi fa gelare il sangue nelle vene. Il Nostromo cerca di far ridere lasciando sottintendere che la sua flotta di pescherecci pesca i tonni migliori. Il messaggio che vuole far arrivare allo spettatore e’ sulla qualità del pescato, quello che arriva a me e’ una autodenuncia sullo sterminio di una specie oltre le sue possibilità di recupero biologiche.
1) La pesca del tonno si chiama mattanza perché i pesci vengono ammazzati in un bagno di sangue. Nessuno getta corone di fiori e chi soffre per la mancanza dei morti non e’ certo chi li ammazza.
2) Buona parte di quello che ci arriva in tavola viene dalla pesca illegale. Oltre ad renderci complici involontari di un crimine ecologico, si finanzia pure la malavita.
3) I tonni sono pesci predatori il che significa che per fare un chilo di tonno negli allevamenti gli si devono fornire 10 chili di pesci piccoli, depredando ulteriormente i mari. Togliere i predatori da un ambiente manda in palla anche gli equilibri preda-predatore lungo tutta la rete trofica.
Pescherecci non autorizzati, vendite al mercato mafioso, catture con metodi fuori legge. Questi alcuni dei “reati” dei quali l’Italia si è macchiata nel settore della pesca al tonno rosso. Il WWF ha oggi presentato un dossier che dimostra come la gestione di questo tipo di pesca sia insostenibile anche per colpa di un’illegalità diffusa dalla quale il nostro Paese non è esente.
“Dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest’anno, grazie alla decisione dell’UE di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo. – commenta Enzo Venini, Presidente del WWF Italia – Dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest’anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell’anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono). Ma il dossier che consegneremo al ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Luca Zaia, alla Commissione Pesca dell’Ue e alle autorità preposte al controllo dice di più”.
Molti stock di specie ittiche sono al collasso e sempre di più si parla di acquacoltura e pesca insostenibili. Cosa possono fare i consumatori oltre che informarsi e sperare che le istituzioni e le associazioni ambientaliste promuovano iniziative che tutelino i nostri mari? Con i loro atti di acquisto e consumo possono fare molto. In nostro aiuto arriva Greenpeace che ha redatto una “Guida ai consumi ittici” che indica quali pesci non bisogna comprare e quali evitare.
Nella guida l’associazione fornisce una serie di informazioni base per i consumatori, visto che l’informazione è il punto di partenza per poter effettuare scelte di acquisto consapevoli. Ad esempio si spiega la differenza tra un prodotto di pesca artigianale, a strascico o di origine tropicale. Meglio prodotti derivanti dalla pesca o dall’acquacoltura? Difficile dirlo anche perché esistono criteri di insostenibilità diversi per i due metodi di cattura. Alla fine della guida, inoltre, si potrà trovare anche un utile “glossario informale” sulla pesca.
Una delle principali cause del rischio di estinzione del tonno rosso è la pesca illegale. Entro questo mese in Europa si dovrebbe approvare il regolamento sulla pesca illegale. Il provvedimento crea una disciplina per i casi gravi di pesca illegale e ne fissa le sanzioni.
Secondo Legambiente WWF e Marevivo dovrà essere applicato “a tutte le imbarcazioni comunitarie e di paesi terzi, sia in acque europee sia in acque internazionali, perché altrimenti non raggiungerebbe lo scopo prefissato dalla Commissione e la sua applicazione darebbe luogo a disparità tra Paesi”.
Molte specie commerciali di pesce del Mediterraneo rischiano di scomparire. Tra queste il tonno rosso (Thunnus thynnus) . Secondo Greenpeace tre quarti del patrimonio ittico e il 90% delle specie più pregiate quali il merluzzo atlantico, il tonno e il pesce spada del Mediterraneo, è stato pescato. Secondo alcuni scienziati della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT) le attuali catture rappresentano un tasso di mortalità per pesca di tre volte superiore al rendimento massimo sostenibile. Fra le cause del rischio estinzione: l’assenza di una gestione razione nella cattura e l’utilizzo di mezzi illegali di pesca
Il tonno rosso è una grossa specie pelagica diffusa negli oceani e nel Mediterraneo. Consumato in tutto il mondo, questo pesce ha in Giappone uno dei suoi mercati principali: si tratta infatti di uno degli ingredienti essenziali dei famosi sashimi e sushi. Si stima un consumo annuo che supera i 5 kg a persona. Tuttavia, negli ultimi anni, tale mercato si sta progressivamente espandendo anche agli Stati Uniti e all’Europa (La filiera del tonno rosso Mediterraneo, Università degli studi di Napoli “Parthenope” Istituto di studi economici).
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...