venerdì, 7 ottobre 2011
a cura di ecowiker
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura
Judith e Paul – coppia di liberi professionisti con due case di proprietà, abitudini e passatempi da benestanti e nessun tipo di limitazione economica – il 1° gennaio 2004 si sono detti che non avrebbero comprato più nulla per un anno, se non quanto necessario per la sussistenza, la salute e il lavoro. Perché?
Non per arrivare alla fine del mese. Non per essere più clementi con l’ambiente ed evitare gli sprechi, per quanto sensibili a queste argomentazioni; nemmeno per farsi promotori di una vita diversa, più leggera e quindi più felice.
Quello di Judith e Paul è partito e si è rivelato un vero e proprio esperimento sociale, di riscoperta del sé: in un’epoca in cui infatti i destini delle nazioni sembrano risiedere nelle mani e nei desideri dei consumatori, riscoprire la propria identità come un qualcosa di non necessariamente connesso alle proprie scelte d’acquisto è una presa di coscienza rivelatoria. Preziosa quanto faticosa. Se non rivoluzionaria. Per Judith e Paul, il cui percorso di vita è poi proseguito ancora diversamente, è stato così.
Judith Levine, “Io non compro“, Ponte delle Grazie, 2004. Pagg. 243, Prezzo Euro 14,00
lunedì, 17 gennaio 2011
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli
Scelgono candidati con proposte concretamente ecologiche nel programma, sono informati sui temi ambientali e preoccupati per le generazioni future, orientano i loro acquisti in modo sostenibile e prendono in considerazione fattori eco anche nella scelta del lavoro. Tra le altre cose, sono anche LGBTQ.
L’ultimo sondaggio e’ stato fatto da Harris Interactive, su 2,352 adulti statunitensi di cui una parte (347 individui) si definiscono LGBTQ e i dati confermano quanto già misurato in precedenza: gli etero sono meno attenti all’ambiente degli altri.
Continua a leggere: Perché i LGBTQ sono un po’ più eco degli altri?
mercoledì, 30 giugno 2010
a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione
Il Barilla Center for Food & Nutrition ha presentato la doppia piramide alimentare dove, alla tradizionale piramide con tanta frutta e verdura alla base e poca carne in cima, se ne affianca una dei costi ambientali di ogni alimento. In soldoni: costa poco (poco terreno, poca acqua, poca energia,…) produrre vegetali e costa tanto produrre bistecche.
Barilla ha usato bellissime foto dall’archivio del National Geographic per illustrare il suo programma, io mi sono limitata a fotografare i fatti. I fatti in questione sono i piatti al buffet del convegno della Barilla “Alimentazione e ambiente” dove si vede bene la distanza tra la pubblicità alla dieta mediterranea e la messa in pratica dei concetti ecologici usati per rafforzare l’immagine del marchio.
Sotto ogni piatto, gadget e grafico troverete le mie considerazioni e quelle dei relatori intervenuti. Le slide del convegno spiegano con maggiore dettaglio i vantaggi ecologici della dieta mediterranea in termini di water footprint, carbon footprint e life cycle assessment.
lunedì, 29 dicembre 2008
a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione
Allan Green è un pediatra statunitense che ha deciso, per tre anni, di mangiare sempre e soltanto cibo biologico. Lo ha fatto per vedere quali effetti avesse sulla salute questo tipo di dieta e ne è rimasto soddisfatto. Ora, su un singolo caso non si possono fare statistiche valide per tutti, ma è interessante leggere come questa scelta abbia influito sulla sua vita.
Per prima cosa Green racconta di come sia difficile mangiare bio fuori casa. Andare in un ristorante e chiedere al cameriere “che cosa c’è di biologico nel menù” ha avuto come risposta “vuole l’elenco dei piatti vegetariani?”. Manca la cultura di base, manca proprio la conoscenza del termine biologico da parte degli operatori del settore alimentare. Probabilmente ci vorranno anni prima che questa cultura si diffonda capillarmente e se saranno in pochi a fare domande del genere, forse decenni.
Continua a leggere: 3 anni di solo cibo bio per il dott. Green
martedì, 11 novembre 2008
a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Energia e carburanti
Un po’ come una mamma prende per mano suo figlio e gli insegna sin dalla nascita a vivere: mangiare, camminare, parlare…. Così Coop ha deciso di accompagnare per un anno 1500 famiglie di consumatori soci del Consorzio e informarli e sensibilizzarli sulle tematiche ambientali. La gdo in questione ha oggi presentato a Roma il progetto “Risparmia le energie”, iniziativa con il patrocinio del ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, del ministero dello Sviluppo Economico e del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti. Enel è il partner tecnico e le tre grandi associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente e Greenpeace) hanno dato il loro sostegno alla campagna.
Vediamo come funziona. Alle famiglie saranno distribuiti una serie di strumenti per indirizzarle verso scelte di consumo e abitudini quotidiane più verdi. In particolare, riceveranno un kit chiamato “Green Box”. Ne hanno dato uno anche a me che sono andata alla presentazione del progetto. Dentro ho trovato 7 lampadine a basso consumo, 6 riduttori di flusso idrico, un dossier informativo sul protocollo di Kyoto e più in generale sui cambiamenti climatici e sul risparmio energetico, un manuale sui diversi comportamenti quotidiani da poter intraprendere non solo in casa, un diaro di bordo e il questionario “Il mio profilo”.
Continua a leggere: Coop prende per mano i suoi consumatori-soci e insegna la vita ecosostenibile
giovedì, 23 ottobre 2008
a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura
L’UNEP (United Nations Environment Programme), il programma per l’ambiente dell’ONU, ha presentato YouthXChange, progetto formativo per giovani consumatori.
YouthXChange è basato su un kit formativo composto da una guida (tradotta dai gruppo locali in 18 lingue e distribuita in oltre 400.000 copie), da un sito molto completo e con svariati spunti di condivisione e partecipazione, e da una serie di strumenti pedagogici (slide, esercizi, case study, giochi…) studiati per coinvolgere le nuove generazioni nel percorso verso l’adozione di stili di vista e di consumo sostenibili.
Continua a leggere: YouthXChange: l’ONU in campo per i consumi responsabili
mercoledì, 27 agosto 2008
a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura
Un anno vanno di moda le scarpe a punta, un anno le ballerine, poi è la volta di quelle aperte color oro o bronzo. Sul vestiario ci sono i pois di estate, i colori pastello di inverno, la stagione successiva si ricomincia con tonalità e tagli totalmente diversi da quelli passati. Oggi se una donna vuole essere alla moda deve saper stare al passo con i tempi, perché le tendenze si rivoluzionano nel giro di pochi mesi. Seguirele non è più un privilegio per ricche. Il mercato si è adeguato ai nuovi ritmi della “fast fashion”. E così potremmo trovare un pezzo veramente “in” anche nel banco di fronte il mercato rionale a pochi euro!
Un ricambio del genere di vestiti negli armadi dell’universo femminile puzza un po’ di “spreco”. Quali quindi i costi in termini ambientali di tali abitudini di consumo? Se lo è chiesto il quotidiano britannico The Guardian che in un articolo di Lucy Siegle denuncia fatti e misfatti della “Mcfashion”!
Continua a leggere: La moda di oggi, molto trendy ma poco eco
giovedì, 7 agosto 2008
a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli
A Firenze le istituzioni danno il buon esempio in tema di stili di vita ecosostenibili. Il comune fiorentino ha ieri presentato il progetto che prevede l’utilizzo negli uffici comunali di bicchieri biodegradabili in Mater-Bi prodotti da Novamont. L’iniziativa era già in sperimentazione da un po’ ma dal prossimo autunno la svolta sarà definitiva.
Il progetto è stato presentato da Cristina Bevilacqua, non a caso assessore per i nuovi stili di vita e consumo critico. “L’obiettivo – ha detto – è promuovere l’utilizzo dell’acqua di rete attraverso appositi erogatori collegati al sistema idrico cittadino al posto dell’acqua minerale, ma anche ridurre i rifiuti in discarica e incentivare il riutilizzo e la differenzazione dei rifiuti. Negli uffici saranno utilizzati bicchieri biodegradabili, da conferire come rifiuto organico che viene trattato e trasformato in compost, un prodotto fertilizzante. In questo modo utilizziamo i prodotti innovativi e rispettosi dell’ambiente che esistono sul mercato”.
Niente bottiglie di plastica quindi negli uffici del comune. Come ha spiegato l’assessore si usa l’acqua potabile comunale così da poter “risparmiare in un anno circa 250mila bottigliette di plastica da mezzo litro, pari a oltre 7,5 tonnellate di rifiuti in meno in discarica. Dagli studi effettuati emerge che 1 kg di rifiuto organico avviato ad un corretto compostaggio permette di tagliare le emissioni inquinanti di almeno 250 grammi di CO2”.
Via | Comune di Firenze
Foto | Hold Me
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...