Le stampanti in funzione negli uffici producono polveri sottili che gli impiegati si respirano. Per ridurre fastidio, allergie e problemi alle vie respiratorie la soluzione migliore e più ecologia e’ non stampare.
Ovviamente chi vende stampanti, carta, toner e filtri per l’aria vi dirà che “La stampa nel lavoro di oggi svolge un ruolo primario e necessario” e vi proporrà un modo per ridurre le emissioni di polvere delle stampanti. La soluzione presentata da EcoStore a Fa’ la cosa giusta e’ una cappa aspirante da applicare alle stampanti per catturare le polveri alla sorgente.
E’ periodo di tesine per l’esame di maturità; per non trasformare l’operazione stampa in un’onda anomala (inquinante) di carta e inchiostro, ecco alcuni suggerimenti:
Utilizzate il font con i buchi! Lo potete scaricare gratuitamente.
L’acquisto di una stampante è una scelta importante, per esempio esistono modelli che stampano automaticamente su entrambi i lati di un foglio, in modo da risparmiare carta. Poi esistono stampanti senza cartucce, stampe che durano 24 ore (per le bozze), persino stampanti a caffè (non vedo l’ora che sia in commercio!). Sarebbe bello poter scegliere di utilizzare inchiostri a base di oli vegetali, o inchiostri solidi, ma per ora sono commercializzati solo per la stampa professionale.
Esistono font che usano molto meno inchiostro di altri, a parità di grandezza delle lettere: Il Garamond e’ il migliore tra quelli testati dal britannico Matt Robinson nel suo progetto Measuring Type. Oltre alla ovvia conclusione che scrivere grande e in grassetto non serve, e’ interessante vedere come anche il Courier sia meglio del Times New Roman e quanto inchiostro si sprechi anche con font senza grazie come il Comic Sans. Il migliore resta il font con i buchi Ecofont disegnato apposta per risparmiare inchiostro.
Una accurata scelta del font con cui si scrive, e con cui poi il testo verrà stampato, permette di minimizzare il consumo di inchiostro, di risparmiare sul costo delle cartucce e ridurre tutto l’inquinamento correlato (produzione, trasporto, smaltimento degli imballaggi…).
Matt Robinson ha studiato Communication Design e ha inventato un semplice ma efficace modo di misurare la quantità di inchiostro usata da ogni font: ha ingrandito la parola sample (esempio, campione) e l’ha scritta sul muro con delle penne trasparenti usando vari font. Ha poi mostrato il livello dell’inchiostro rimasto nella penna quantificando il risparmio possibile.
La Xerox si e’ inventata un inchiostro solido che non ha bisogno della cartuccia di plastica. Usandolo si riduce del 90% la produzione di rifiuti e del 60% i costi di stampa. I blocchetti di inchiostro possono essere maneggiati tranquillamente perché non sono tossici e si sciolgono solo all’interno della stampante.
Le stampanti ad inchiostro solido sono le ColorQube 9200, macchine piuttosto costose (23mila Dollari) e destinate ad un uso industriale. Xerox anni fa aveva usato l’inchiostro solido in un modello meno costoso, ma le cattive recensioni che aveva ricevuto dalle riviste di informatica aveva smorzato molto la novità.
Nella pubblicità di queste stampanti si sottolinea il risparmio di quasi il 50% di carta usando opzione di stampa sui due lati. Personalmente credo che il risparmio di carta sia da attribuire alla sensibilità ecologica di chi stampa, più che alla tecnologia, visto che si possono risparmiare fogli anche usando altre stampanti e scegliendo l’opzione presente da anni “stampa pagine pari”, rimettendo i fogli stampati nel carrello della carta e selezionando “stampa pagine dispari”.
Una parte del ricavato dalla vendita delle stampanti Epson a getto d’inchiostro verrà impiegato per ripiantare alberi nelle zone incendiate. Questo il contenuto dell’accordo “parco per il clima” recentemente firmato da Epson con Legambiente.
Le stampanti a getto di inchiostro utilizzano meno energia di quelle laser per stampare, per questa ragione sono state scelte come oggetto di una campagna dai toni ambientali. La Epson ha in programma di ridurre del 90% le emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita dei suoi prodotti. L’azienda si e’ data tempo fino a 2050 per raggiungere questo obiettivo.
Espon pianta alberi anche nel parco nel Parco del Grugnotorto-Villoresi, nel Comune di Cinisello Balsamo in cui ha sede Epson Italia e in Costa Rica. Queste piantumazioni sono previste nel programma Impatto Zero® di LifeGate come mitigazione dell’impatto del Forum Energy Economy Innovation.
L’ideale resta stampare il meno possibile. Dopotutto la maggior parte dei documenti si stampa su carta fatta con alberi.
Gli avanzi di caffè possono essere riciclati e diventare inchiostro per stampare documenti, usando una stampante appositamente disegnata per questo scopo. La stampante e’ dotata di una specie di bicchierino in cui versare gli avanzi di bevande scure (tè o caffè). Il bicchierino va mosso a destra e sinistra manualmente e la bevanda viene depositata sul foglio.
Si può risparmiare fino al 20% di inchiostro scegliendo dei caratteri studiati appositamente per essere ecologici. I font sono basati sul Vera Sans e hanno dei cerchi vuoti all’interno. Lo spazio vuoto non cambia il contorno della lettera, permettendone il riconoscimento, ma consente di utilizzare meno inchiostro per stamparla.
L’idea di “svuotare” le lettere del Bitstream Vera e’ di Colin Willems e i caratteri sono stati disegnati dalla Spranq, una agenzia di comunicazione con base a Utrecht, nei Paesi Bassi. Gli Ecofont sono dei font Open Source, disponibili per Windows, MacOSX e Linux.
Il documento resta leggibile per 24 ore, poi sbiadisce. Volendolo riutilizzare subito, basta inserire il foglio in una stampante particolare che cancella quanto vi e’ scritto sopra (usando una sorgente termica) prima di stamparvi sopra un altro documento temporaneo.
L’idea e’ di Xerox, che la ha sviluppata dopo aver constatato che in un ufficio medio il 40% dei documenti che vengono stampati ha una certa utilità solo nelle prime 24 ore, dopodiché diventa inutile. Questo metodo di stampa permette di riusare la carta sul posto, senza passare da un impianto di riciclaggio, e potrebbe quindi consentire un notevole risparmio di carta.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...