Gabinetti per maiali: risparmio di acqua ed energia

lunedì, 31 gennaio 2011 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

liquami allevamento suinoSe tutti i sei milioni di maiali di Taiwan usassero il gabinetto, il consumo di acqua per le pulizie si dimezzerebbe. Per questo il governo ha lanciato un programma di sensibilizzazione per gli allevatori di suini.

Insegnare ad un porcello a fare i suoi bisogni in un punto preciso non e’ molto difficile. I maiali già di natura tendono a concentrare gli escrementi in un unico punto del porcile. Basta quindi delimitare un’area (sbarre metalliche sporgenti per 20 cm dal suolo) sovrastante una grata, pulire tutto intorno e lasciare un po’ di “buon esempio” nel posto per avviare il processo. L’accumulo viene poi aspirato via da sotto i piedi dei maiali.

Il tasso di sopravvivenza degli animali che usano la toilet e’ passato dal 70 al 90%. Non occorre lavare tutto lo spazio tutti i giorni e quindi gli animali non si bagnano e non prendono freddo. Un’altra fonte di guadagno da questa buona pratica e’ l’utilizzo di concime. Avendolo concentrato e non mischiato con il resto della lettiera e’ possibile rivenderlo ad un prezzo maggiore.

Via | Reuters
Foto | phoenix hill

Allevamenti sostenibili, intervista di HC allo chef Leemann

martedì, 6 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

sostenibilità allevamenti leemann
Cambiamenti climatici, allevamenti e scelte alimentari. Ormai è un tema portante per Ecowiki. Per Help Consumatori ho intervistato Pietro Leemann, chef vegetariano che gestisce il famoso ristorante Joia di Milano. Ho voluto sentire la testimonianza di chi ha fatto della scelta vegetariana un cavallo di battaglia. Una definizione alquanto riduttiva, questa, della cucina di Leemann: una cucina fatta soprattutto di amore, passione, fantasia e di simboli. Simboli che vogliono comunicare al consumatore messaggi importante ma anche sensazioni ed emozioni. Perché come afferma lo stesso chef “Collegare simboli alle ricette può sembrare un procedimento complicato, in realtà non è così: quando il cibo ha alle spalle un’idea, il messaggio può essere trasmesso in modo molto tangibile e gustoso e quindi efficace”.

D’altra parte mangiare non è solo soddisfare un nostro bisogno primario. E’ anche gustare. Fare una precisa scelta economica, sociale, in alcuni casi anche politica. Ma è anche sognare e riflettere. Pensiamo a quando dei profumi ci ricordano posti o situazioni che abbiamo vissuto da bambini. Oppure quando ci fanno sentire viva la sensazione di una stagione. Infine, mangiare è anche una scelta ambientale.

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Allevamenti sostenibili, il parere dei produttori e la confusione di Fazio

giovedì, 24 giugno 2010 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

allevamenti sostenibiliGli allevamenti inquinano. Ne abbiamo parlato ad Ecowiki in riferimento sia al consumo di carne che di latte e derivati. Lo dice la Fao e molti altri studi. Ma che ne pensano i produttori? Ieri si sono riunite a Roma Assalzoo e Assocarni per comunicare il loro punto di vista. In particolare, per sottolineare come una modifica della dieta alimentare, orientata verso un minore consumo di carne, non sia la panacea di tutti i mali.

Ad aprire il convegno il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Arrivato di fretta ha sottolineato di avere poco tempo. Ha preso un foglio e ha cominciato a parlare un po’ a braccio un po’ leggendo . Ha parlato di tutto, tranne che di allevamenti sostenibili, inquinamento atmosferico, efficienza del settore, innovazione tecnologica. Ha parlato di sicurezza alimentare, di Ogm e della collaborazione con la Fao (Food and agricolture organization) e con l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) in questo settore. Eppure il titolo del convegno parlava chiaro: L’allevamento per un mondo sostenibile. Non solo per lui ma anche per chi gli aveva preparato quel foglio. Altrettanto chiara è stata l’introduzione che gli è stata appositamente fatta prima del suo intervento. Insomma, l’opinione delle istituzioni è a noi cosa oscura.

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Inquinamento, colpa anche di latte e formaggi

giovedì, 22 aprile 2010 a cura di Fresna
in: Salute e alimentazione

inquinamento da prodotti caseari Dito puntato contro gli allevamenti. Produrre carne, latte e derivati inquina. Ne avevamo già parlato soprattutto in riferimento al grande consumo di carne a livello mondiale. Ma non avevamo considerato il settore lattiero caseario. Adesso un nuovo rapporto della Food and Agricolture Organization (FAO), “Greenhouse gas emissions from the dairy sector”, afferma che il comparto è responsabile per il quattro cento sul totale di tutte le emissioni di gas serra causate dall’uomo.

Secondo la FAO nel 2007, il settore lattiero-caseario ha emesso 1.969 milioni di tonnellate equivalenti di biossido di carbonio (CO2), dei quali 1.328 milioni di tonnellate sono da attribuire al latte, 151 milioni di tonnellate alla carne di animali lattieri, e 490 milioni da vitelli allevati espressamente per la carne. In pratica produrre un chilo di latte e relativi derivati costa, in termini ambientali, 2,4 kg di anidride carbonica.

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Cambiamenti climatici e malattie degli animali: ipotesi di correlazione

mercoledì, 25 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

cambiamenti climatici Dalla fine degli anni ’90 in poi la blue tongue (malattia dei ruminanti) ha fatto capolino in Europa ed è giunta in Italia nel 2000. Anche la peste equina ultimamente si è sempre più diffusa a latitudini più alte rispetto a quelle in cui era normalmente presente. Colpa dei cambiamenti climatici? Anche.

Della correlazione positiva che esiste tra il riscaldamento globale e le malattie degli animale se ne è parlato ieri al Sanit 2008, il 5° forum internazionale della salute in corso a Roma. “Gli insetti e i parassiti tropicali e subtropicali possono – ha detto il Sottosegretario alla salute Francesca Martini – migrare oppure essere trasportati verso zone più settentrionali (basti pensare ai potenziali vettori della Febbre della Valle del Rift e della peste equina, malattie queste presenti nel continente africano) e altre specie di insetti e parassiti possono aumentare la loro resistenza negli ambienti (come dimostratosi, in Europa, per i vettori della Blue Tongue). Tutto ciò può rappresentare la causa di casi nuovi o più numerosi di zoonosi e di malattie degli animali e la diffusione di nuovi patogeni in aree nelle quali non erano precedentemente presenti”.

Rapidità dei traffici e dei commerci, globalizzazione e cambiamenti climatici sembrano essere alcune delle cause della diffusione di malattie come quelle citate anche alle nostre latitudini. Sono soprattutto le malattie trasmesse dai vettori ad essere influenzate dal clima. Come ci ha spiegato Vincenzo Caporale dell’Istituto zoooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise” molti studi concludono che la temperatura influenza le componenti più importanti della capacità vettoriale, ma altri fattori ambientali, oltre alla temperatura, giocano un ruolo significativo”.

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