venerdì, 24 giugno 2011
a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura
Oggi parliamo di informazione e controinformazione: una battaglia di pubbliche relazioni fatta di spot, video virali, sentenze di tribunali e banner pubblicitari.
Lo spot televisivo con cui in questi giorni APP (Asian Pulp and Paper) tenta di ripulire la sua immagine e’ un esempio classico di greenwashing. Se APP fosse davvero “green” avrebbe il marchio FSC, che invece le e’ stato rifiutato proprio per la mancanza di credenziali ambientali.
APP trasforma gli alberi dell’Indonesia in carta, che noi troviamo, oltre che nelle scatole dei giocattoli Mattel, in molti libri e nei quaderni Pigna. Per denunciare i disboscamenti di APP, Greenpeace aveva diffuso il video in cui Ken lascia Barbie per colpa del cartone in cui si imballa.
Continua a leggere: La guerra di spot sulla carta (Pigna e APP vs Terra! e Greenpeace)
giovedì, 26 agosto 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
La canapa e’ una fibra vegetale molto lunga, resiste bene agli strappi, al lavaggio e ai pesi. Chi cerca una alternativa alla plastica trova un vasto assortimento di borse e zaini di canapa. La linea Outdoor e’ anche impermeabile grazie a un apposito tessuto laminato biodegradabile.
La borsa in canapa e’ biodegradabile (cerniere a parte), richiede meno energia grigia per essere prodotta di una cartella derivata dal petrolio. Per coltivare la canapa serve meno acqua e molti, ma davvero molti meno fitofarmaci che per coltivare il cotone. Continua a leggere: Borse, zaini e cartelle in canapa
lunedì, 9 agosto 2010
a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

L’idea nasce a Genova da un gruppo di donne e mamme che molti genovesi conoscono con il nome di “Vicini di banco“, un’associazione che inizia a muovere i suoi primi passi a partire dal 2007 rispondendo ad un bando del Ministero delle politiche giovanili (Giovani che cambiano l’Italia) e da allora è sempre attenta a promuovere azioni di economia etica.
A dare forma all’idea ci hanno pensato le mani degli artisti di Designer senza frontiere , un’associazione senza scopo di lucro impegnata nell’aiuto allo sviluppo economico, culturale e sociale dei Paesi nel sud del Mondo.
Nasce così il primo kit per la scuola a filiera etica. Si tratta di zaini, cartelle e astucci realizzati in PVC riciclato e contraddistinti dall’originale marchio “Sottobanco“. I prodotti saranno realizzati nelle Filippine dalla Fondazione Preda impegnata da più di trenta anni nella difesa dei diritti dei minori.
Il PVC utilizzato arriva direttamente dai cartelli pubblicitari dismessi; data l’origine della materia prima questi prodotti non solo sono resistenti all’acqua e al tempo e ai nostri vivaci bambini, ma si presentano come pezzi unici e originali, ecco dunque che non si vedranno mai due zaini uguali nella fantasia e nei colori, proprio perché essi sono il frutto di mille combinazioni dei vari cartelloni pubblicitari.
Continua a leggere: A scuola con etica e sostenibilità
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...