lunedì, 29 marzo 2010
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Il CubeSail è un nano satellite capace di raccogliere la spazzatura spaziale, ovvero gli oggetti che restano in orbita attorno al nostro pianeta. Si calcola che sopra le nostre teste ci siano 5,500 tonnellate di spazzatura volante. Lo hanno costruito al Surrey Space Centre.
I frammenti di satelliti che hanno terminato la loro missione in orbita costituiscono un pericolo per le missioni future, perché anche solo un paio di bulloni volanti possono danneggiare le strumentazioni o i pannelli dei nuovi satelliti. I satelliti vecchi dovrebbero essere rimossi entro 25 anni dalla chiusura del progetto in cui erano impegnati.
Il CubeSail è dotato di una rete con la quale spazza l’orbita in cui gira (quella di prova passerà sui poli, ad una altezza di 700 km), la rete funge anche da vela solare, permettendo al nanosatellite di funzionare per almeno un anno. A fine missione il CubeSail si espelle da solo dall’orbita, portandosi dietro tutto quello che ha raccolto.
Via | BBC
mercoledì, 2 settembre 2009
a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia
Una stazione orbitale da 21 miliardi di dollari potrebbe produrre un GW di energia, abbastanza per rifornire circa 300mila abitazioni. Produrre energia fotovoltaica nello spazio ha un rendimento maggiore che produrla a terra, sotto le nuvole, ma portare i pannelli nello spazio e riportare a terra l’energia hanno, fino ad ora, impedito l’attuazione di questi progetti. La JAXA Japan Aerospace Exploration Agency, capofila del progetto, crede di averli risolti e ha in programma di lanciare un satellite di prova nel 2015.
Mitsubishi Electric Corp. e IHI Corp. entreranno nel progetto SSPS (Space Solar Power Systems) per costruire e rendere operativo, nei prossimi 30 anni, un satellite dotato di 4 chilometri quadrati di pannelli solari. I pannelli fotovoltaici saranno montati su supporti gonfiabili e saranno posati e riparati da robot appositamente costruiti.
La trasmissione dell’energia a terra dovrebbe avvenire in forma di microonde o di fascio laser, per poi essere convertiti in energia elettrica da una rectenna. I tecnici rassicurano chi teme che i raggi possano “cuocere” ogni cosa possa trovarsi sul loro cammino ricordando che microonde simili sono usate nelle telecomunicazioni attuali. Dal punto di vista del bilancio termico, un SSPS introduce energia nell’atmosfera e questo potrebbe causarne il riscaldamento. L’efficienza di conversione di una rectenna e’ del 90% e le emissioni di CO2 evitate bilanciano abbastanza bene (a detta dei tecnici) la dispersione.
Via | JAXA
martedì, 24 febbraio 2009
a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

OCO (Orbiting Carbon Observatory) misurerà dallo spazio i pozzi e le sorgenti di CO2 e i dati raccolti potranno essere usati per migliorare l’accuratezza delle previsioni sui cambiamenti climatici.
Le misure da satellite permettono di raccogliere dati relativi a zone in cui non sarebbe facile raccoglierli di persona, ovvero nelle parti meno abitate del pianeta. Molte stazioni meteo usate fino ad ora sono infatti vicine alle città, dove storicamente avevano sede gli istituti di ricerca.
Continua a leggere: Lanciato OCO, il satellite per la CO2
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...