Le app gratuite passano il loro tempo a spedire dati sulla vostra posizione e le vostre abitudini per potervi meglio profilare e abbinare alle inserzioni pubblicitarie. Per farlo usano la batteria del vostro smartphone.
La ricerca sui costi nascosti delle app gratuite viene dalla Purdue University, dove Y. Charlie Hu, che insegna ingegneria elettrica ed elettronica, ha messo a punto uno strumento chiamato eprof (energy profiler) che misura i consumi di app come Angry Birds, Facebook e il browser Android.
Il gioco si chiama Energy Battle e le squadre che si sfidano sono gruppi di studenti che abitano insieme. Vince chi consuma meno energia.
L’idea di aggiungere un po’ di adrenalina e di far leva sull’orgoglio per ridurre i consumi domestici di elettricità arriva dall’università di Delft ed e’ stata testata su una ventina di abitazioni studentesche. I risultati a breve termine sono interessanti, una riduzione media del 24% dei consumi, e quelli a lungo termine, seppur minori, dimostrano l’acquisizione di buone prassi.
Il gioco fornisce l’occasione e la motivazione sufficienti a cambiare qualche abitudine, non solo energetica, ma anche sociale. I ricercatori dicono, ad esempio, che i ragazzi hanno iniziato a mangiare insieme per risparmiare energia e che hanno affrontato un argomento (il risparmio energetico) altrimenti evitato.
Quando, per studiare o per lavorare, si va a vivere da soli, si registra una impennata dei consumi di risorse. Ogni buona abitudine presa tra i 20 e i 30 anni avrà effetti notevoli nel corso della vita della persona. Si pensa ora a come esportare quest’idea alle famiglie.
Le nuove etichette sono molto più dettagliate (nella scala già esistente, da A a G, si inseriscono tre nuove classi energetiche: A+, A++, A+++ che consentono rispettivamente di risparmiare fino al 13% in più rispetto ad A; fino al 25% in più rispetto ad A e fino al 60% in più rispetto ad A). Il sistema dei colori, che permette una consultazione più rapida dei prodotti, viene definito dal verde scuro per i prodotti più efficienti al rosso per quelli che consumano più energia.
Dal punto di vista ambientale funziona meglio un condominio in centro che una villetta in periferia. Quartieri ad alta densità abitativa e ben serviti dai mezzi pubblici fanno risparmiare energia molto più che cambiare gli elettrodomestici o isolare la casa.
Uno studio dell’EPA ha comparato i consumi di villette monofamiliari, a schiera o case multipiano e la loro collocazione nel tessuto urbano. Una villetta isolata geograficamente ma non termicamente, in un quartiere dove gli abitanti siano forzati a usare l’auto privata consuma 4 volte di più di un appartamento della stessa metratura in centro. Basta spostare la villetta in una posizione ben servita dai mezzi pubblici per quasi dimezzare le necessità energetiche, se poi si migliora anche l’isolamento termico e si usano elettrodomestici di classe A, i risultati arrivano anche al 64%.
“In 150 anni il popolo italiano ha fatto troppi danni al mare, ai monti e al piano, ma adesso io rimedio mi illumino di meno, l’ambiente è sotto assedio non spargo più veleno…mi illumino di meno, ma sono felice uguale risparmio come un treno è festa nazionale!”
Inizia così l’inno dedicato alla giornata del risparmio energetico “Mi illumino di meno”. L’inno è la novità di questa edizione 2011, si tratta infatti di una edizione speciale dedicata non solo alla sostenibilità ambientale, ma anche ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Continua a leggere: Mi illumino di meno, ma accendo una candela per l’Aquila!
Andare a dormire un’ora prima, per risparmiare energia, e’ il suggerimento del ministero dell’ambiente giapponese a tutti coloro che si attardano a guardare la TV fino alle ore piccole. Alzandosi un’ora prima al mattino si avrebbe tempo e luce naturale per fare una colazione migliore, correre o fare yoga in un parco, dedicarsi ad un hobby…
Il concetto e’ lo stesso del passaggio da ora solare ad ora legale, con il vantaggio che l’abitudine non verrebbe spezzata al cambio di stagione ma resterebbe immutata nel corso dell’anno. Lo stesso ministero aveva lanciato, cinque anni fa, la campagna Cool Biz in cui si invitavano gli impiegati ad indossare maniche corte e a lasciare a casa la cravatta per poter sopportare meglio le temperature estive senza ricorrere eccessivamente all’aria condizionata.
Spegnere la televisione o il computer mentre si mangia e’ uno dei metodi migliori per dimagrire, secondo uno studio della Cornell University che ha indagato gli aspetti psicologici del mettersi a dieta.
Sono stati monitorati i 200 partecipanti della National Mindless Eating Challenge per capire quali abitudini inconsce fanno ingrassare di più e quali ostacoli impediscono di seguire una dieta con successo. Si e’ visto che chi si concentrava principalmente nel pesare le calorie seguiva la dieta per meno giorni di chi, invece, eliminava le distrazioni durante i pasti spegnendo tv, computer e cellulare.
Insomma: mangiare concentrati sul cibo invece che curiosando nella vita di amici e colleghi su facebook oppure smettere di farsi venire l’amaro in bocca ascoltando i telegiornali sarebbero le migliori abitudini da prendere per chi fosse interessato a perdere peso prima dell’estate.
Per apprezzare gli effetti ecologici di questa dieta pensate a quante ore di inutile funzionamento di macchine potremmo risparmiare, a quanto cibo in meno verrebbe prodotto (consumando terra e risorse), trasformato (consumando energia), trasportato (intasando le strade) per finire sul nostro girovita.
Catherine Mohre e’ una tecnofanatica ambientalista che, in 6 minuti su TED, spiega quali criteri ha usato per costruirsi la casa. Per darvi il livello di meticolosità di Catherine vi basti sapere che si e’ calcolata quanta energia grigia avrebbe usato per pulire una goccia di yogurt dal tavolo usando un pezzo di carta da cucina (normale o riciclata), una spugna o un panno di cotone.
Inutile dirvi che mi e’ piaciuta subito moltissimo e che leggere queste belle notizie di lunedì mattina mi ha messo di buon’umore.
Ritorna puntuale alle 20.30 del 27 Marzo 2010: l’Earth Hour, l’ora da dedicare alla Terra. Monito mediatico per ricordarci di esser più green. Quest’anno nessun assillo con i soliti suggerimenti e consigli per consumare meno, ridurre la nostra impronta ecologica e risparmiare qualche soldino salvando l’ambiente.
Quest’anno invece, la redazione di Ecowiki invita tutti i lettori a fregarsene totalmente: lascia accese le lampadine di casa tra le 20.30 e le 21.30 se non sono quelle ad incandescenza. Non sei obbligato ad andare a sbattere camminando per casa in quell’ora. Certo se poi ti ricordi di staccare tutti gli odiosi lumicini dello stand-by stai molto avanti rispetto alla media mondiale.
Se puoi, esci di casa. Farsi due passi a piedi è l’attività meno inquinante che tu possa fare per spostarti: troverai migliaia di luci accese, non farci caso, è la città. Non intralcerai il traffico e non darai fastidio a nessuno. Per i capitolini, lo spettacolo del Colosseo spento non sarà una novità, ma Palazzo Madama e Fontana di Trevi al buio non capita spesso di vederle di notte.
As usual mezzo mondo si spegne. Tutti i potenti corrono dietro alla fazione degli ambientalisti per quella mezz’ora, salvo poi fare le peggiori eco-porcate in nome di soldi e potere. Mezz’ora per pulirsi la coscienza, l’altra mezz’ora serve per sprecare tutto quello che non son riusciti a consumare nella mezz’ora precedente. Continua a leggere: Earth Hour 2010, 27 Marzo ore 20.30: ecco cosa fare
Il libro, edito da Terre di Mezzo, parla degli usi dell’energia nel nord e nel sud del mondo. Gli autori del progetto si interrogano insieme a varie ong sui modelli energetici che vengono promossi attraverso la Cooperazione Internazionale. Sono sostenibili o andrebbero ripensati?
Quando l’apparecchio ha terminato la carica, il cavo di alimentazione viene disconnesso dalla presa di corrente. “Sputato fuori” rende meglio l’idea del funzionamento dell’Outlet Regulator. Il caricabatterie non resta inutilmente caldo tutta la notte se ve lo dimenticate attaccato alla corrente.
L’idea di Conor Klein e’ carina: elimina gli sprechi di energia e pertanto merita attenzione. Merita attenzione anche il video con cui il giovane ecodesigner presenta la sua idea: il video fa pena. Io non mi intendo di grafica, ma mi pare male illuminato, poco contrastato, lento all’avvio, banale nelle inquadrature, sciatto nell’ambientazione, e, soprattutto, leverei le scariche elettrostatiche che fanno da colonna sonora ai 48 secondi di filmato.
Qualcuno di voi e’ in grado di assemblare una presentazione decente per questo oggetto?
Nasce un nuovo gioco da tavolo: Energy Empire. Gli ideatori sono Martina Manieli, Gianluca Carta e Giuseppe Nieddu, tre giovani laureati che spinti dalla passione per la scienza hanno dato vita non solo al gioco, ma anche ad un’associazione di promozione sociale il cui nome ScienzUp è già tutto un programma: lo scopo principale è quello di comunicare ed educare alla sostenibilità ambientale e per farlo si può ricorrere a diverse strategie, una di questa è proprio il gioco.
Energy Empire prende forma a conclusione di un master sulle energie rinnovabili organizzato nell’ambito del progetto T.E.R.S.O. (Talenti, Energia, Ricerca, Sviluppo, Organizzazione) finanziato dalla Fondazione per il Sudall’interno dei progetti per lo Sviluppo del capitale umano di eccellenza. Presentandosi come un mix tra Monopoli e Trivial Pursuit, nel gioco troviamo: un tabellone su cui è rappresentata l’Europa, Carte della Rinnovativita’, carte della Ricerca, carte Domande, Cartoncini dei Certificati Verdi, Tavola Pitagorica, Contagiri, Banconote degli Ecoins e un dado a dodici facce. I giocatori vanno da un minimo di due a un massimo di cinque e ognuno di essi rappresenta una Nazione.
Spegnere i distributori di merendine quando nella scuola non ci sono ragazzi interessati ad acquistarle e’ uno dei dieci suggerimenti del decalogo del risparmio energetico studentesco che verrà presentato il prossimo 12 febbraio.
A proporre il decalogo saranno gli stessi ideatori, gli studenti dell’ITIS Leonardo da Vinci, nella giornata di autogestione del liceo scientifico Galilei di Borgomanero (NO). Questo lavoro di educazione tra pari e’ la prosecuzione del progetto energeia, comprendente anche un convegno e l’ideazione di due giochi da tavolo.
Leggo della “svolta verde” di Roma su Il Tempo e mi sembra che si annuncino come novità delle cose di cui a Roma si parla da tempo. L’assessore De Lillo ha parlato del piano energetico comunale alla conclusione del festival dell’ambiente “Presto la Capitale potrà contare su un piano energetico comunale per fare di Roma la città del sole”. Livio De Santoli, membro della commissione Energia del Comune, aggiunge che la priorità «sarà prevedere un regolamento edilizio che vincoli la costruzione di nuovi edifici proprio al risparmio energetico».
Nel piano regolatore della capitale, anno 2003, si parlava di “regolazione climatica degli edifici secondo principi della bio-architettura”. La regione Lazio impone la produzione domestica di energia solare termica dal 2004 e nel 2006 (era sindaco Veltroni) si deliberava un regolamento comunale che prevedeva il risparmio energetico negli edifici e incentivi per le rinnovabili. Dal 2008 negli edifici pubblici e privati di nuova costruzione deve essere assicurata la copertura del 30% del fabbisogno energetico complessivo dell’edificio con fonti di energia rinnovabile.
L’aeroporto di Heathrow sarà in parte demolito e ricostruito con criteri ecologici per consumare il 40% in meno di energia rispetto ad oggi. L’attuale Terminal 2 e il Queen’s Building saranno sostituiti ed integrati con nuovi padiglioni, progettati dallo studio Foster + Partners e successivamente sviluppati da HETCo; una joint venture tra Ferrovial Agroman e Laing O’Rourke. Foseter + Partners e’ lo stesso studio che si sta occupando della nuova stazione di Firenze.
Il data center di Google di Saint-Ghislain in Belgio viene raffreddato sfruttando l’ambiente esterno: acqua da un canale e aria fresca. Il clima del Belgio permette a Google di mantenere la temperatura di lavoro per le sue macchine a livelli ottimali per quasi tutto l’anno. Nella settimana (in media) in cui fa troppo caldo, Google devia l’elaborazione dei dati sugli altri data center disponibili.
Il data center di Saint-Ghislain e’ stato progettato appositamente per funzionare senza un sistema di condizionamento energivoro. L’acqua usata per il raffreddamento viene prelevata da un canale industriale e purificata in loco, senza intaccare le riserve municipali di acqua potabile. La filosofia di base scelta da Google e’ quella di adattarsi alla natura spostando le attività nel posto ottimale per svolgerle, invece di spendere energia per creare condizioni innaturali in cui lavorare.
Il prossimo passo nel risparmio energetico sarà quello di far ruotare il carico di lavoro tra i vari data center sparsi per il mondo per farli lavorare di notte. Il prezzo dell’energia nelle fasce notturne permette un bel risparmio e, parallelamente, si ottiene anche il pregevole risultato ambientale di ridurre la richiesta energetica di picco, riallocando un utilizzo di risorse in un momento in cui c’è meno richiesta.
Siamo nell’era del risparmio energetico, abbiamo recepito la normativa per la sostituzione definitiva delle lampadine ad incandescenza ma spegnere l’interruttore non è uso comune, almeno di notte in tutte le filiali delle banche italiane. Lo chiediamo a Laura, giovane cassiera di Unicredit, a Roma.
Benvenuta su Ecowiki Laura, quante lampadine ci sono all’interno dell’agenzia in cui lavori e quante ne rimangono accese di notte?
Le ho contate ieri sera: 160 punti di luce (comprese scrivanie, hall e vetrine). Accese di notte solo la metà per fortuna.
Quante filiali ha il tuo gruppo in Italia?
Lavoro in una delle 2500 filiali Unicredit. Agenzia più, agenzia meno.
In tutt’Italia secondo l’Abi ci sono più di 27mila sportelli bancari.
Quindi 80 x 27.000 fa…
Circa 2milioni 160mila lampadine !
Una donna italiana media spende due ore a settimana per stirare. Io no.
Non stiro da circa 6 anni.
Oltre al risparmio di tempo personale, c’è anche il risparmio energetico di cui, volendo, potrebbero godere in molti. Se volete liberarvi dalla schiavitù del ferro da stiro, iniziate gradualmente acquistando capi che non devono essere stirati. Sembra ovvio, ma ci vuole tempo per adeguare un guardaroba, specie se non volete cambiare di botto tutto quello che avete.
Ci sono poi alcuni trucchi che mi hanno permesso di mantenere un aspetto decoroso in tutto questo tempo: eccoveli!
Capi “spiegazzati” come le gonne o le sciarpe che devono asciugare non stese ma attorcigliate sono un ottimo inizio. Facile e prêt-à-porter.
Pile, tessuti tecnici per lo sport e capi di lana come golfini e scialli non si stirano e per la stagione fredda siete a posto. Le T-shirt in tessuto traspirante per fare sport sono ideali per l’estate.
Capi di tessuto a fibra grossa si spiegazzano meno di quelli a fibra fine. Pensate ad un paio di pantaloni militari o in cordura e paragonati ad un paio di lino (i pantaloni di lino sono tremendi!). Per l’estate basta metterli corti e si sta freschi ugualmente.
Capi elasticizzati, come maglie a collo alto, pantaloni aderenti, calzini… si adeguano alla forma del vostro corpo e le pieghe che vedete sul capo non stirato spariscono al momento di indossarli.
I vip italiani testimonial dell’Earth Hour edizione 2009 sono il canale più rapido per diffondere il messaggio ai giovani. Per la gioia della parte romanista (?) della redazione di Ecowiki.it vi proponiamo il video del capitano giallorosso impegnato nello spot.
Bisogna però ricordare che tra i testimonial italiani compaiono figure di spicco della scienza come il premio Nobel Rita Levi Montalcini madrina dell’evento, l’astronauta Roberto Vittori e l’l’astrofisica Margherita Hack. Al lunghissimo elenco di testimonial si aggiungono in continuazione attori stranieri, cantanti, sportivi, elementi di spicco del mondo ecclesiastico e perfino i politici. Speriamo che si ricordino dell’Earth Hour quando siederanno intorno ad un tavolo per discutere di questioni internazionali. .
Fate un nodo al fazzoletto: tra le 20.30 e le 21.30 del 28 marzo 74 metropoli di 62 paesi del mondo spegneranno le lampadine in nome della Terra. All’evento partecipa anche l’Italia con più di 80 Comuni, a partire da Venezia, città le cui opere architettoniche d’immenso valore sono a rischio per l’innalzamento del livello delle acque terrestri.
L’iniziativa per il risparmio energetico avviata nel 2007 in territorio australiano ha ben presto ricevuto l’adesione di 370 città. La responsabilità e la diffusione di abitudini volte al risparmio energetico è un binomio da incentivare. Se ogni partecipante farà il semplice gesto con un interruttore, verranno messi su OFF più di 60 milioni di interruttori in tutto il mondo.
Guardatevi il video ufficiale dell’Earth Hour 2009 (in inglese) dopo aver spento almeno una lampadina e cliccato sul link “continua”.
Il Google PowerMeter ti mostra i tuoi consumi elettrici in un grafico incluso nella pagina iGoogle. Google sta studiando il modo di far dialogare dei contatori contatori intelligenti con un programma che renda facilmente utilizzabili i dati on line. Google stima che si potrebbe facilmente risparmiare dal 5 al 10% dei consumi, una volta visti i dettagli dei consumi.
La condizione di accesso al prestito e’ che la ristrutturazione porti ad un risparmio energetico, sono contemplati la sostituzione degli impianti termici, i cappotti isolanti per tetto e pareti, la posa di doppi o tripli vetri, le pompe di calore geotermiche e l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.
Il “Mutuo a-profitt0” è cumulabile con le agevolazioni fiscali previste dalla Legge Finanziaria 2008 sulle detrazioni d’imposta del 55% per gli interventi di risparmio energetico sugli edifici esistenti. La BCC di Inzago e la Provincia di Milano si fanno carico, ognuno al 50%, degli interessi sul prestito.
Nuove tecnologie di fabbricazione permetteranno di ridurre i costi di produzione dei LED. Produrre il nitruro di gallio (GaN) necessario al funzionamento dei LED e’ costoso per via del veloce raffreddamento di questo materiale che porta a rotture nei cristalli.
Colin Humphreys e il suo gruppo di ricerca dell’università di Cambridge hanno coltivato i cristalli di GaN su uno strato composto da una lega di nitruro di gallio e nitruro di arsenico che si raffredda e restringe più lentamente del substrato di silicio (il cui differente comportamento termico portava alla rottura frequente).
Poter confrontare le proprie bollette dell’energia con quelle dei vicini di casa aventi abitazioni simili aiuta a ridurre i consumi. L’esperimento lanciato dallo SMUD (Sacramento Municipal Utility District) ha funzionato benissimo ed e’ stato replicato in una decina di città americane.
Hanno preso i consumi di 35.000 abitazioni e ad ogni bolletta allegavano un grafico con le proprie prestazioni comparate con la media di 100 vicini simili. Mostravano anche i risultati dei 20 migliori vicini affiancando una faccina sorridente ai virtuosi ed una triste agli spreconi. Il trucco psicologico che funziona e’ quello di mostrare le prestazioni dei singoli rapportate a casi simili e visibili.
In tempi di crisi è necessario puntare sull’innovazione tecnologica, tanto più se verde. Rex offre oggi sul mercato una lavatrice, Sunny, che si distingue da tutte le altre per sfruttare l’acqua calda prodotta direttamente da pannelli solari consentendo un notevole risparmio di energia. L’elettrodomestico è dotato di un doppio tubo di carico per l’acqua calda che acqua fredda a seconda del programma e della temperatura selezionati. Questo consente l’utilizzo dell’acqua calda prodotta da pannelli solari oppure dal riscaldamento.
Secondo i calcoli dell’azienda con un carico di acqua a 55° C si può arrivare a risparmiare fino al 50% di energia rispetto ad una lavatrice tradizionale. E’ necessario avere la predisposizione dei due tubi di carico altrimenti il sistema non funziona e Sunny diventa una normale lavatrice che riscalda l’acqua al suo interno.
La giornata “M’illumino di meno” scatterà il 13 febbraio 2009, quando saremo tutti invitati a spegnere i dispositivi elettrici superflui. L’edizione 2008 dell’evento ha fatto risparmiare agli italiani qualcosa come 400 MegaWatt – più o meno come 7milioni di lampadine – un modo per dire “anche io partecipo al risparmio energetico mondiale”.
Nel 2008 partecipavano diverse piazze importanti dei maggiori centri urbani del Vecchio Continente – Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino. Quest’anno Caterpillar, la trasmissione di Radio Due che promuove l’iniziativa da alcuni anni, ha coinvolto anche Frankie Hi Nrg. L’artista infatti ha creato per l’occasione l’inno ufficiale M’illumino di meno, liberamente scaricabile.
Anche quest’anno, come sempre, potete segnalare sul sito della trasmissione le vostre iniziative per il risparmio energetico. Fedeli lettori di Ecowiki.it, cosa farete? Boicotterete l’iniziativa del 13 febbraio ed aumenterete i consumi energetici per poi risparmiare di nuovo dal 14 o aderirete in massa premendo OFF sugli interruttori? In nome del risparmio energetico, noi di Ecowiki, staccheremo il sito per un quarto d’ora. Continua a leggere: M’illumino di meno 2009
Per avere la strada illuminata per 15 minuti bisogna mandare un sms che costa 50 centesimi. Questa la trovata per ridurre lo spreco di energia elettrica, le tasse comunali e l’inquinamento luminoso di Dieter Grote, un ingegnoso tedesco.
La società che fornisce il servizio e’ la Dial4Light, che lo ha attivato in una strada della cittadina di Lemgo, facendo risparmiare 70mila euro, in un anno, dalla bolletta del comune. Altri comuni hanno richiesto l’attivazione del servizio, specie nelle ore notturne di scarso traffico. Dopotutto, se in casa spegniamo la luce quando usciamo da una stanza, perché non dovremmo farlo anche per strada?
Entrando attraverso la porta girevole si aziona un meccanismo che trasforma l’energia cinetica in elettrica. Il soffitto a vetri permette di vedere parte del meccanismo e un led che si illumina segnala la produzione di energia: facendo girare velocemente la porta si produce più energia e si accende un led verde, passando lentamente se ne accende uno rosso o arancione. Si stima che la porta girevole possa produrre 4,6 MWh di energia grazie al passaggio dei clienti in un anno, energia destinata principalmente all’illuminazione della porta e delle zone adiacenti.
A realizzare la prima porta a guadagno energetico e’ stata la Boon Edam, che l’ha integrata nel Natuurcafé La Porte progettato da RAU nella stazione ferroviaria di Driebergen-Zeist. L’edificio ospita anche un centro visite del vicino parco naturale Utrechtse Heuvelrug; nel ristorante si trovano cibi biologici e arredi ecologici. Sul tetto ci sono pannelli solari termici e fotovoltaici; a breve, anche un mulino a vento. Dopotutto, siamo nei Paesi Bassi, dove i mulini a vento sono benvisti.
Il comune di Botticino (Brescia) ospita da pochi giorni il primo supermercato sostenibile. Il progetto è stato realizzato da Legambiente in partnership con il gruppo della grande distribuzione Sma/Simply.
Il supermercato è più sostenibile rispetto ad altri in quanto sfrutta molti accorgimenti per ridurre la propria impronta ecologica in termini energetici, nella gestione dei rifiuti e nell’approvvigionamento di prodotti. Ad esempio carrelli, cestini, banchi sono realizzati rispettivamente con plastica e legno riciclati. Le piastrelle sono rivestite dal vetro che viene recuperato dalle lampade a fluorescenza esauste. A questo si aggiungono le borse biodegradabili per portare a casa gli acquisti, un tetto coperto da un impianto fotovoltaico, la gestione di vasche per la raccolta di acqua piovana con la quale irrigare il verde nei pressi del negozio e la vendita di prodotti sfusi e a chilometri zero, quindi provenienti dalle zone limitrofe.
Legambiente ha calcolato in 220.000 KWh annui il risparmio energetico generato dalla combinazione di questi interventi. Continua a leggere: Aperto il nuovo supermercato sostenibile
Nel Decreto Legge anticrisi varato dal governo ci sono nuove limitazioni nei fondi a disposizione di chi ristruttura la casa in modo ecologico, ovvero isolandola bene pensando al risparmio energetico. Il meccanismo ora è incerto, nel senso che prima bisogna finire i lavori e poi ci si mette in coda per richiedere i finanziamenti. I fondi a disposizione hanno un tetto, per cui non è detto che li si riceveranno. Questo scoraggia un po’ gli investimenti, portando i proprietari di case a ristrutturare in base esclusivamente alle proprie possibilità, non potendo contare con certezza sull’aiuto di Stato con cui si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore.
La modifica alle regole ha lo scopo di risparmiare denaro pubblico togliendo gli aiuti ai singoli, ma in questo modo lo Stato scarica sulla collettività gli effetti degli sprechi energetici. L’Unità è abbastanza critica sul provvedimento. La CNA (Confederazione Nazionale Artigiani) vedeva con favore la programmazione degli aiuti per la durata di tre anni, invece che per uno solo da rinegoziare ogni volta, perché questo permette alle persone di programmare con maggior anticipo i lavori da fare in casa. Effetto però vanificato dalla aleatorietà degli aiuti.
Il segretario generale della CNA, Sergio Silvestrini, ricorda che negli ultimi due anni le ristrutturazioni agevolate sono state oltre 230.000, per un volume d’affari di 3,3 miliardi di Euro, che hanno portato ad una riduzione stimata di oltre 200.000 tonnellate annue di emissioni di anidride carbonica.
Una parrucca, un paio di occhiali da sole, una tuta colorata, un paio di guanti e delle scarpe da montagna. E’ quanto basta per portare avanti una “azione sensata e non violenta” contro lo spreco energetico, almeno secondo il Clan du Néon: un gruppo di ragazzi francesi che di notte si aggira per le strade delle città a spegnere le insegne luminose dei negozi. Se tutti gli esercizi commerciali lasciassero di notte spente le loro insegne il risparmio energetico considerando che hanno una potenza media di 50 W per metro di insegna.
Non credo però che i commercianti si possano facilmente convincere a spegnere le loro insegne in nome dell’ambiente. Per loro tenere acceso il nome del loro negozio di notte è una vera e propria pubblicità. Immaginiamo di percorrere in auto una via buia dove solo due o tre negozi hanno le loro insegne coloratissime accese: sarà più semplice per noi ricordarli il giorno dopo nel caos del traffico e delle gente. Il Clan du Néon però riconosce questa funzione delle insegne luminose e precisano di selezionare con attenzione i neon che vanno spenti, di non agire mai su negozi aperti (come i bar o le farmacie). Affermano di lottare contro il loro impiego abusivo a favore della pubblicità.
Un po’ come una mamma prende per mano suo figlio e gli insegna sin dalla nascita a vivere: mangiare, camminare, parlare…. Così Coop ha deciso di accompagnare per un anno 1500 famiglie di consumatori soci del Consorzio e informarli e sensibilizzarli sulle tematiche ambientali. La gdo in questione ha oggi presentato a Roma il progetto “Risparmia le energie”, iniziativa con il patrocinio del ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, del ministero dello Sviluppo Economico e del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti. Enel è il partner tecnico e le tre grandi associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente e Greenpeace) hanno dato il loro sostegno alla campagna.
Vediamo come funziona. Alle famiglie saranno distribuiti una serie di strumenti per indirizzarle verso scelte di consumo e abitudini quotidiane più verdi. In particolare, riceveranno un kit chiamato “Green Box”. Ne hanno dato uno anche a me che sono andata alla presentazione del progetto. Dentro ho trovato 7 lampadine a basso consumo, 6 riduttori di flusso idrico, un dossier informativo sul protocollo di Kyoto e più in generale sui cambiamenti climatici e sul risparmio energetico, un manuale sui diversi comportamenti quotidiani da poter intraprendere non solo in casa, un diaro di bordo e il questionario “Il mio profilo”.
Dopo Ikea, Coop e Leroy Merlin anche Castorama ha deciso di eliminare dai propri scaffali le lampadine incandescenti prima del 1° gennaio 2011, data stabilita dal Governo per il bando di queste lampadine. Con la decisione della catena arriva il plauso di Greenpeace che ha stilato una vera e propria classifica delle “Scelte illuminate”: “Castorama guadagna, così, la quarta posizione alle spalle di Ikea, Coop e Leroy Merlin e sorpassando il gruppo Auchan”.
Obiettivo della classifica è mettere in evidenza i virtuosi e bacchettare pubblicamente i più pigri! Un mezzo per sviluppare una concorrenza tra imprese basata su scelte di tipo ambientale. Le svolte eco sono oggi sempre di più uno strumento di marketing e non è sempre semplice capire quali sono veramente sincere o meno.
Thema Condens, Meteo Green, Genus Premium e Bluette. Sono queste le 4 caldaie che hanno passato a pieni voti l’esame della rivista consumerista Il Salvagente (di questa settimana numero 43). La testata ha infatti messo a confronto 12 caldaie sulla base del rendimento, dell’inquinamento e della portata d’acqua. Sotto la lente 6 apparecchi tradizionali e 6 a condensazione. Sono tutte caldaie murali a metano che alimentano sia il riscaldamento che l’acqua calda. La potenza è media: 24 kW con prezzi che vanno da un minimo di 1.020 euro a un massimo di 3.500 euro.
Questi i modelli analizzati: Vaillant eco Block proVMW IT 226, Vaillant atmoBlock pro VMW IT 240/3, Themaclassic F25E, Thema Condens F24E, Family Cond, Caldariello, Ciao, Meteo Green, Genus 24W FF, Genus Premium, Bluette 107.24 Cpr, EcoSi 25 Cs Cpr.
Tra i contrari alla messa al bando delle lampadine a incandescenza c’è Assoluce, l’Associazione nazionale delle imprese degli apparecchi di illuminazione. Secondo i tecnici del settore, le lampadine convenzionali non avrebbero tutti i benefici ecologici declamati dalla pubblicità. In particolare ne viene contestato il risparmio energetico complessivo.
Produrre una lampadina a risparmio energetico richiede più energia che produrre una lampadina convenzionale, racconta Assoluce nel suo convegno, per non parlare dei rischi dovuti al mercurio contenuto all’interno delle lampadine. Il bilancio del mercurio e’ stato oggetto di studio da parte della Yale University, che ha dimostrato come, nella maggior parte dei casi, produrre energia con centrali a carbone da mandare alle lampadine a incandescenza rilasci nell’ambiente più mercurio di quello dovuto allo smaltimento delle lampadine a fluorescenza.
Interessanti dal punto di vista ambientale le proposte di Assoluce di ridurre i consumi riducendo l’illuminazione in alcune fasce notturne, cosa che aiuterebbe anche a mitigare gli effetti dell’inquinamento luminoso. In concreto l’associazione chiede che sia lasciata a discrezione dei professionisti la scelta delle lampadine da usare, invece che rendere obbligatorio l’uso delle fluorescenti con la messa al bando delle incandescenti dal 2011 in poi.
Usare le vecchie lampadine a incandescenza, senza mercurio, fa arrivare nell’ambiente più mercurio che usare quelle a fluorescenza, che ne contengono un po’. Il paradosso e’ stato studiato dalla Yale University, che ha calcolato le emissioni di mercurio in tutto il ciclo di vita delle lampadine, accoppiandolo con i dati regionali di produzione dell’energia elettrica.
La maggior parte delle emissioni di mercurio non avviene nello smaltimento delle fluorescenti, ma nella combustione di carbone con cui alimentare, sprecando energia, le lampadine a incandescenza. Il carbone bruciato nelle centrali elettriche contiene piccole quantità di mercurio, che raggiungono l’atmosfera attraverso i camini, nei fumi. Riducendo la quantità di energia da produrre, ovvero sfruttando il risparmio energetico dovuto alle fluorescenti, si riduce di molto la quantità di questo inquinante che avvelena l’ambiente.
I termosifoni hanno un difetto: irradiano calore. Lo fanno indiscriminatamente, a 360 gradi, il che significa che in buona parte si ostinano a riscaldare la parete su cui sono installati.
Sulla sezione eco-shopping del Guardian ho trovato questo semplice foglio isolante in alluminio che dovrebbe aiutarvi a fare “rimbalzare” il calore e risparmiare metano.
Ovviamente non compratelo on-line ma impegnatevi a crearne una versione fai da te.
Il ministro francese dell’Ambiente, Jean-Louis Borloo, ha annunciato l’intenzione del suo governo di sostenere economicamente coloro che volessero migliorare la propria efficienza energetica. Il sostegno si concretizza in un prestito a zero interessi, da utilizzare per la coibentazione degli edifici e la sostituzione delle vecchie caldaie. Pare (le misure non sono ancora state fissate definitivamente) che si potranno spendere fino ad un massimo di 300 Euro al metro quadro, per un totale di 30.000 Euro.
Il ministro delle finanze Bercy non e’ dell’idea di spendere un miliardo di euro all’anno per accontentare Borloo, il quale propone la manovra non come un costo per lo Stato, ma come un investimento capace di mobilitare il mercato immobiliare, aiutando i privati che ora come ora non sono attratti dal ritorno economico troppo lontano nel tempo dell’investimento nel risparmio energetico.
Le HID (High Intensity Discharge) sono le lampadine nei fari usati per illuminare gli stadi, le rotonde, gli interni dei supermercati e altri grandi ambienti. Sono lampadine che consumano molto perché non hanno il dim e richiedono parecchi minuti per scaldarsi, quindi si preferisce lasciarle accese e trovarle pronte.
Gli Hid laboratories hanno messo a punto un apparecchio (un ballast) che consente la regolazione fine delle lampadine, riducendone drasticamente i costi di esercizio e rendendole competitive anche nei confronti dei LED. Si parla di un risparmio fino al 40% dell’energia richiesta.
Si prevede che tali apparecchi saranno sul mercato a partire dal prossimo anno e che i primi ad essere disponibili saranno quelli per le lampade da 200 e 450 Watt.
Interessante comunicato stampa del Kyoto Club che spiega efficacemente il risparmio che potrebbero dare i LED se usati seriamente nell’illuminazione pubblica. Riporto la parte saliente:
Si è stimato che l’illuminazione pubblica italiana ha un consumo elettrico di circa 6,5 TWh all’anno.
Un normale lampione stradale spreca energia elettrica perché è generalmente costituito da tecnologie obsolete:
- Non utilizza apparecchi ad alta efficienza: impiega lampade a bassa efficienza energetica (vapori di mercurio, vapori di sodio, ioduri metallici);
- Non utilizza sistemi di controllo: utilizza lampade senza elettroniche di controllo come i riduttori del flusso luminoso;
- Non utilizza armature adeguate: utilizza armature che irradiano la luce in tutte le direzioni perdendo in efficienza luminosa sul piano stradale e determinando inquinamento luminoso;
Utilizzare, in alternativa, un lampione a LED determina invece una riduzione dei consumi fino al 70% rispetto ai lampioni tradizionali.
ULTIMI COMMENTI
Geniale ! Soprattutto per chi non ha spazio !
Giusto, fanc*lo al PIL.
Molto carina come idea, la vedo un regalo perfetto per gli amanti della natura, è la prima...
Ciao Luca, interessante quello che dici sulla competizione femminile. In effetti nelle riviste...
mah…è un tema al quale ho pensato ultimamente, sul serio! sul fatto che la società...