Andare a dormire un’ora prima, per risparmiare energia, e’ il suggerimento del ministero dell’ambiente giapponese a tutti coloro che si attardano a guardare la TV fino alle ore piccole. Alzandosi un’ora prima al mattino si avrebbe tempo e luce naturale per fare una colazione migliore, correre o fare yoga in un parco, dedicarsi ad un hobby…
Il concetto e’ lo stesso del passaggio da ora solare ad ora legale, con il vantaggio che l’abitudine non verrebbe spezzata al cambio di stagione ma resterebbe immutata nel corso dell’anno. Lo stesso ministero aveva lanciato, cinque anni fa, la campagna Cool Biz in cui si invitavano gli impiegati ad indossare maniche corte e a lasciare a casa la cravatta per poter sopportare meglio le temperature estive senza ricorrere eccessivamente all’aria condizionata.
Spegnere la televisione o il computer mentre si mangia e’ uno dei metodi migliori per dimagrire, secondo uno studio della Cornell University che ha indagato gli aspetti psicologici del mettersi a dieta.
Sono stati monitorati i 200 partecipanti della National Mindless Eating Challenge per capire quali abitudini inconsce fanno ingrassare di più e quali ostacoli impediscono di seguire una dieta con successo. Si e’ visto che chi si concentrava principalmente nel pesare le calorie seguiva la dieta per meno giorni di chi, invece, eliminava le distrazioni durante i pasti spegnendo tv, computer e cellulare.
Insomma: mangiare concentrati sul cibo invece che curiosando nella vita di amici e colleghi su facebook oppure smettere di farsi venire l’amaro in bocca ascoltando i telegiornali sarebbero le migliori abitudini da prendere per chi fosse interessato a perdere peso prima dell’estate.
Per apprezzare gli effetti ecologici di questa dieta pensate a quante ore di inutile funzionamento di macchine potremmo risparmiare, a quanto cibo in meno verrebbe prodotto (consumando terra e risorse), trasformato (consumando energia), trasportato (intasando le strade) per finire sul nostro girovita.
Catherine Mohre e’ una tecnofanatica ambientalista che, in 6 minuti su TED, spiega quali criteri ha usato per costruirsi la casa. Per darvi il livello di meticolosità di Catherine vi basti sapere che si e’ calcolata quanta energia grigia avrebbe usato per pulire una goccia di yogurt dal tavolo usando un pezzo di carta da cucina (normale o riciclata), una spugna o un panno di cotone.
Inutile dirvi che mi e’ piaciuta subito moltissimo e che leggere queste belle notizie di lunedì mattina mi ha messo di buon’umore.
Ritorna puntuale alle 20.30 del 27 Marzo 2010: l’Earth Hour, l’ora da dedicare alla Terra. Monito mediatico per ricordarci di esser più green. Quest’anno nessun assillo con i soliti suggerimenti e consigli per consumare meno, ridurre la nostra impronta ecologica e risparmiare qualche soldino salvando l’ambiente.
Quest’anno invece, la redazione di Ecowiki invita tutti i lettori a fregarsene totalmente: lascia accese le lampadine di casa tra le 20.30 e le 21.30 se non sono quelle ad incandescenza. Non sei obbligato ad andare a sbattere camminando per casa in quell’ora. Certo se poi ti ricordi di staccare tutti gli odiosi lumicini dello stand-by stai molto avanti rispetto alla media mondiale.
Se puoi, esci di casa. Farsi due passi a piedi è l’attività meno inquinante che tu possa fare per spostarti: troverai migliaia di luci accese, non farci caso, è la città. Non intralcerai il traffico e non darai fastidio a nessuno. Per i capitolini, lo spettacolo del Colosseo spento non sarà una novità, ma Palazzo Madama e Fontana di Trevi al buio non capita spesso di vederle di notte.
As usual mezzo mondo si spegne. Tutti i potenti corrono dietro alla fazione degli ambientalisti per quella mezz’ora, salvo poi fare le peggiori eco-porcate in nome di soldi e potere. Mezz’ora per pulirsi la coscienza, l’altra mezz’ora serve per sprecare tutto quello che non son riusciti a consumare nella mezz’ora precedente. Continua a leggere: Earth Hour 2010, 27 Marzo ore 20.30: ecco cosa fare
Il libro, edito da Terre di Mezzo, parla degli usi dell’energia nel nord e nel sud del mondo. Gli autori del progetto si interrogano insieme a varie ong sui modelli energetici che vengono promossi attraverso la Cooperazione Internazionale. Sono sostenibili o andrebbero ripensati?
Quando l’apparecchio ha terminato la carica, il cavo di alimentazione viene disconnesso dalla presa di corrente. “Sputato fuori” rende meglio l’idea del funzionamento dell’Outlet Regulator. Il caricabatterie non resta inutilmente caldo tutta la notte se ve lo dimenticate attaccato alla corrente.
L’idea di Conor Klein e’ carina: elimina gli sprechi di energia e pertanto merita attenzione. Merita attenzione anche il video con cui il giovane ecodesigner presenta la sua idea: il video fa pena. Io non mi intendo di grafica, ma mi pare male illuminato, poco contrastato, lento all’avvio, banale nelle inquadrature, sciatto nell’ambientazione, e, soprattutto, leverei le scariche elettrostatiche che fanno da colonna sonora ai 48 secondi di filmato.
Qualcuno di voi e’ in grado di assemblare una presentazione decente per questo oggetto?
Nasce un nuovo gioco da tavolo: Energy Empire. Gli ideatori sono Martina Manieli, Gianluca Carta e Giuseppe Nieddu, tre giovani laureati che spinti dalla passione per la scienza hanno dato vita non solo al gioco, ma anche ad un’associazione di promozione sociale il cui nome ScienzUp è già tutto un programma: lo scopo principale è quello di comunicare ed educare alla sostenibilità ambientale e per farlo si può ricorrere a diverse strategie, una di questa è proprio il gioco.
Energy Empire prende forma a conclusione di un master sulle energie rinnovabili organizzato nell’ambito del progetto T.E.R.S.O. (Talenti, Energia, Ricerca, Sviluppo, Organizzazione) finanziato dalla Fondazione per il Sudall’interno dei progetti per lo Sviluppo del capitale umano di eccellenza. Presentandosi come un mix tra Monopoli e Trivial Pursuit, nel gioco troviamo: un tabellone su cui è rappresentata l’Europa, Carte della Rinnovativita’, carte della Ricerca, carte Domande, Cartoncini dei Certificati Verdi, Tavola Pitagorica, Contagiri, Banconote degli Ecoins e un dado a dodici facce. I giocatori vanno da un minimo di due a un massimo di cinque e ognuno di essi rappresenta una Nazione.
Spegnere i distributori di merendine quando nella scuola non ci sono ragazzi interessati ad acquistarle e’ uno dei dieci suggerimenti del decalogo del risparmio energetico studentesco che verrà presentato il prossimo 12 febbraio.
A proporre il decalogo saranno gli stessi ideatori, gli studenti dell’ITIS Leonardo da Vinci, nella giornata di autogestione del liceo scientifico Galilei di Borgomanero (NO). Questo lavoro di educazione tra pari e’ la prosecuzione del progetto energeia, comprendente anche un convegno e l’ideazione di due giochi da tavolo.
Leggo della “svolta verde” di Roma su Il Tempo e mi sembra che si annuncino come novità delle cose di cui a Roma si parla da tempo. L’assessore De Lillo ha parlato del piano energetico comunale alla conclusione del festival dell’ambiente “Presto la Capitale potrà contare su un piano energetico comunale per fare di Roma la città del sole”. Livio De Santoli, membro della commissione Energia del Comune, aggiunge che la priorità «sarà prevedere un regolamento edilizio che vincoli la costruzione di nuovi edifici proprio al risparmio energetico».
Nel piano regolatore della capitale, anno 2003, si parlava di “regolazione climatica degli edifici secondo principi della bio-architettura”. La regione Lazio impone la produzione domestica di energia solare termica dal 2004 e nel 2006 (era sindaco Veltroni) si deliberava un regolamento comunale che prevedeva il risparmio energetico negli edifici e incentivi per le rinnovabili. Dal 2008 negli edifici pubblici e privati di nuova costruzione deve essere assicurata la copertura del 30% del fabbisogno energetico complessivo dell’edificio con fonti di energia rinnovabile.
L’aeroporto di Heathrow sarà in parte demolito e ricostruito con criteri ecologici per consumare il 40% in meno di energia rispetto ad oggi. L’attuale Terminal 2 e il Queen’s Building saranno sostituiti ed integrati con nuovi padiglioni, progettati dallo studio Foster + Partners e successivamente sviluppati da HETCo; una joint venture tra Ferrovial Agroman e Laing O’Rourke. Foseter + Partners e’ lo stesso studio che si sta occupando della nuova stazione di Firenze.
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Non l’ho provato in lavastoviglie, ma a mano è più laborioso dei comuni...
Cara Valeria, per averlo provato personalmente mi permetto di dissentire… I piatti...
Ciao Lumachina, devo dire che questa volta non mi trovo d’accordo con la tua analisi. Il terzo...
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