Volete ricaricare anche le batterie NON ricaribili? Si può!

venerdì, 2 settembre 2011 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

caricatore per batterie alkaline La Watt Clever ha messo sul mercato un carica batterie capace di ridare vita alle batterie non ricaricabili come le AA e AAA Alkaline, Ni-Mh, Ni-Cd, RAM.

Nell’ipotesi che vogliate provare a casa (non fatelo!) a ricaricare una batteria scarica, sappiate che esplodono (vi abbiamo avvisato!). Il problema e’ il calore che si sviluppa durante la ricarica che le batterie normali non sono in grado di sopportare.

Lo Smart Battery Charger ha un sensore del calore che interrompe l’alimentazione quando la soglia di tolleranza al calore delle pile viene superata. Con questo sistema la ricarica di 4 stilo dura circa 4 ore.

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10 modi in cui un ospedale può ridurre il suo impatto ambientale

mercoledì, 2 febbraio 2011 a cura di smilingfrogs
in: Bioedilizia ed ecodesign, Salute e alimentazione

paziente a lettoI modi con cui un ospedale può avvicinarsi all’ambiente sono numerosi. Ecco una lista con alcune idee, proposte in Italia e all’estero, che possono rendere gli ospedali un po’ più verdi:

  1. attuare politiche di riciclo e recupero: si punta alla riduzione delle quantità di rifiuti sanitari pericolosi da smaltire. In ambito sanitario i rifiuti prodotti sono davvero tanti. Le cifre con cui la ditta Mengozzi di Forlì, che si occupa dello smaltimento del 25% degli scarti sanitari d’Italia fin dal 1978, si ritrova a che fare ogni anno sono esorbitanti: 32.000 tonnellate smaltite, lavorando ogni giorno per 365 giorni l’anno. A partire da questi dati è nato il progetto “Ospedale a Imballo Zero“, un’idea coraggiosa che ha l’obiettivo di sensibilizzare gli ospedali al problema dei rifiuti;
  2. attuare la raccolta differenziata dei rifiuti (come è stato fatto nell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma);
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Compostare in cucina, sotto il lavello

giovedì, 21 ottobre 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

composter domesticoCompostare gli avanzi di cibo, per chi abita in condominio e’ problematico. Con il NatureMill, un piccolo elettrodomestico che accelera il processo, diventa facile e possibile.

Lo scatolotto e’ grande come il bidoncino dell’umido, va collegato alla corrente e si occupa di rimescolare le bucce, gli scarti di verdura e tutta la frazione biodegradabile prodotta quotidianamente. Non produce cattivi odori (l’ho annusato ad una fiera), non attira insetti, può lavorare a diverse velocità a seconda delle necessità (ad esempio pranzo di Natale o settimana di digiuno…).

In un mese il NatureMill riesce a lavorare fino a 50 kg di materiale, riducendo del 70% il peso (principalmente per perdita d’acqua). Nell’arco della sua vita e’ in grado di evitare il conferimento in discarica di circa 2 tonnellate di rifiuti, trasformandoli in terreno da giardinaggio immediatamente utilizzabile. Continua a leggere: Compostare in cucina, sotto il lavello

Barattoli “preziosi”- il packaging diventa sostenibile

venerdì, 13 agosto 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

Ogni cosa dovrebbe avere una seconda opportunità”, questa è la filosofia di JUST SUGAR una giovane azienda di Trebaseleghe (provincia di Padova) che per commercializzare i propri preziosi (anelli, collane, orecchini) ha scelto una tipologia di packaging altrettanto “preziosa”: barattoli per alimenti usati.

Attraverso un sistema di raccolta differenziata le lattine che una volta contenevano cibi come pelati, fagioli, tonno, mais, pisellini e quant’altro vengono recuperate, lavate, verniciate con prodotti all’acqua e riutilizzate come contenitori.
La raccolta delle lattine è affidata ad associazioni di volontariato che le prelevano direttamente da privati e da ristoratori. A queste la JUST SUGAR riconosce una quota in denaro che viene devoluta in beneficenza oppure direttamente utilizzata per l’acquisto di materiali e attrezzature necessarie alle stesse associazioni.

Anche il privato cittadino, che nel momento dell’acquisto diviene a tutti gli effetti proprietario del barattolo, può decidere di raccogliere e regalare (o al limite vendere) alla Just Sugar le sue lattine ormai vuote e inutilizzate.

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Comuni Ricicloni, come funziona il concorso di Legambiente

martedì, 13 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

comuni ricicloni Comuni Ricicloni 2010 è stato realizzato da Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. In collaborazione con: Conai, Federambiente, Fise Assoambiente, Anci, Cial, Comieco, CoRePla, CoReVe, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Achab Group, Novamont, Consorzio Italiano Compostatori, Scuola Agraria del Parco di Monza e la rivista Rifiuti Oggi.

A tutti i Comuni italiani è stata inviata tramite posta la scheda di rilevazione dei dati . Legambiente così ha raccolto i dati utili alla determinazione dei risultati finali. Il periodo di riferimento è il 2009. La Giuria è composta da rappresentanti di Legambiente, Anci, Fise Assoambiente, FederAmbiente, Conai, Cial, CoRePla, CoReVe, Comieco, Rilegno, Consorzio Italiano Compostatori, Centro di coordinamento RAEE, Novamont, Rifiuti Oggi, Achab Group. La verifica dei dati pervenuti è stata effettuata direttamente coi responsabili comunali per la gestione dei rifiuti attraverso colloqui telefonici.

L’indice di buona gestione è un “voto” alla gestione dei rifiuti urbani che tiene conto di: recupero di materia, riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, sicurezza dello smaltimento, efficacia del servizio. Non basta, quindi, solo aumentare percentuale di raccolta differenziata, ma anche diminuire la produzione pro capite totale di rifiuti, incrementare la raccolta differenziata dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) o promuovere il compostaggio domestico.

Via | Comuni Ricicloni
Foto | Legambiente

Bio Bottle, la bottiglia vegetale

sabato, 17 aprile 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

In Italia il commercio di acqua in bottiglia, si attesta attorno ai 3,2 miliardi di euro, ovvero circa 11.200 mila litri di acqua l’anno, pari a circa 7.467 mila bottiglie l’anno. Produrre un chilo di Polietilene tereftalato (PET) significa consumare 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, ed immettere in atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, a cui va aggiunto anche l’inquinamento per il trasporto.
Una possibile risposta sostenibile è Bio Bottle, una bottiglia “quasi” 100% vegetale. Dico quasi poiché il tappo in realtà è fatto di polietilene, un derivato del petrolio e come tale non biodegradabile. In realtà la bottiglia 100% vegetale di Sant’Anna era già stata presentata nel 2007, ma l’azienda ha pensato bene di “riciclarla” in occasione di Biopolpack, il congresso nazionale sugli imballaggi in polimeri biodegradabili che si è tenuto all’Università di Parma il 15 e 16 aprile.

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Eco mozziconi di sigaretta a base di canapa

giovedì, 8 aprile 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

mozziconi di sigarette biodegradabiliSe il mozzicone di sigaretta contiene semi di fiori ed e’ fatto di materiali facilmente biodegradabili, quando lo buttate via fate una buona azione, non una da buzzurri metropolitani menefreghisti e zozzoni.

Il Greenbutt sembra un oggetto di design from cradle to cradle, ovvero progettato pensando anche al suo smaltimento. Il filtro e’ fatto di canapa e cotone incollati con acqua e farina. (No, ragazzi, non si tratta di fumare “quella” canapa, ma solo di fumare tabacco con un filtro di canapa senza effetti collaterali gratuiti).

Se pensiamo che i mozziconi costituiscono il 30% dei rifiuti dispersi nell’ambiente (mentre i sacchetti di plastica arrivano solo al 12%) si vede subito che un buon filtro e’ un buon punto d’inizio per ridurre i rifiuti nell’ambiente. Questi filtri dovrebbero metterci molto meno dei 10 anni necessari a degradarsi dei filtri tradizionali.

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Buona Pasqua o buona plastica?

mercoledì, 31 marzo 2010 a cura di iso9001
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

uova di cioccolato Tonnellate di plastica scintillante (non riciclabile) avvolgono qualche grammo di cioccolata industriale in forma di uova pasquali.

Secondo i risultati di una ricerca inglese del 2007, la quantità di cioccolata è un ridicolo 15% sul totale del “pacco” che ci rifilano, accompagnato da pubblicità fintamente angeliche per attirare bambini inconsapevoli e adulti creduloni. Come ogni anno siamo complici, più o meno inconsapevoli, dello spreco di Pasqua.

Una piccola lezione di economia elementare può aiutare i più a far luce: il prezzo di un uovo di Pasqua è la somma dei costi dell’involucro, del trasporto, della sorpresa e della cioccolata. Considerando fissi i costi di trasporto e sorpresa, all’aumentare delle decorazioni e della quantità di involucro la vostra deliziosa cioccolata tenderà ad un mix marrone di dubbia qualità e provenienza.

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Detersivi alla spina nella casa del GF9

domenica, 18 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

detersivi grande fratello 9Anche il Grande Fratello userà detersivi alla spina. I concorrenti useranno detersivo per i piatti, per i pavimenti e per il bucato prodotti dalla Solbat e dosati alla spina.

Cinzia Vaccaneo, presidente di Ecologos, spiega che “Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta della Endemol di fare parte del comitato scientifico della casa del Grande Fratello perché inserire le buone pratiche nella casa più osservata d’Italia, permetterà di informare in modo immediato e semplice milioni di cittadini”.

La campagna di promozione dei distributori alla spina si inserisce nel più ampio progetto di riduzione degli imballaggi (e quindi dei costi, dei rifiuti e dell’inquinamento).

Via | Ecologos
Foto | Gribiche

Rifiuti delle feste

domenica, 4 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

A Roma, circa 300 amministratori locali e giornalisti hanno ricevuto una scatola di cartone con mezzo chilo di compost come regalo di Natale, da parte della società che raccoglie i rifiuti nella capitale.

A Torino, la società di raccolta rifiuti ha fatto scendere nelle strade dei Babbo Natale che omaggiato la gente di cioccolatini e cartoline, spiegando come differenziare gli imballaggi dei regali.

A Chiaiano, dove prima di Natale sarebbero dovuti arrivare i primi camion carichi di rifiuti da Napoli, la gente del posto, per protesta, ha ambientato presepe e albero di Natale in mezzo ai sacchetti della mondezza.

Giocattoli in affitto per Natale

sabato, 13 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Rent a toy e’ un sito da cui si possono affittare giocattoli per bambini. Si paga una quota di iscrizione e si possono scegliere giocattoli da usare per un mese e poi restituire per averne di nuovi. Spesso i bambini mostrano un grande entusiasmo per i giocattoli nuovi, che però si spegne velocemente. Affittarli per un periodo di tempo permette di godere della prima fase, senza riempirsi la casa di oggetti inutilizzati.

L’idea e’ venuta ad un padre di famiglia con tre bambini e sono disponibili giocattoli per tutte le età, dai primi mesi fino ai dinosauri e ai videogiochi Wii. I giocattoli sono usati, ma trattati con cura. Ad ogni rientro vengono ispezionati e sanificati per essere consegnati alla famiglia successiva. Evitare di comprare cose che si usano poco, affittandole e condividendole, aiuta a ridurre i rifiuti senza privarsi del piacere di usare le cose.

Info e foto | RentaToy

Riduzione dei rifiuti: spot per la settimana UNESCO

sabato, 15 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Appuntamenti, Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

L’idea centrale dello spot, la discarica proprio sotto casa, mi fa pensare a tutti coloro che gettano via le cose pensando che esista un buco nero, da qualche parte ma non nel loro giardino, dove le montagne di mondezza vengono risucchiate senza lasciare traccia. Il problema è che per quanto si possano mandare montagne di rifiuti altrove (come i RAEE che vengono smaltiti in Cina) l’inquinamento prima o poi torna indietro, fino al giardino sotto casa.

Metà dello spot sono titoli di coda e all’inizio il conto alla rovescia e’ molto lungo. Guardando il tempo dedicato al tema e quello dedicato al contorno, ho il sospetto che forse Roberto Quarta, di Contemporary Art Addiction abbia ritenuto più importante far sapere di essere il regista di uno spot sulla riduzione dei rifiuti che convincere qualcuno a produrre meno rifiuti.

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Risparmiare tempo e soldi con la mappa dei detersivi alla spina

venerdì, 14 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

risparmiare sulla spesa con i detersivi sfusiNella mappa dei distributori di detersivo sfuso disponibile su www.detersivisfusi.it potete trovare i punti vendita che dispongono di questo servizio. Ve ne sono moltissimi in Piemonte, regione che ha avviato ormai da anni una sperimentazione per ridurre il volume degli imballaggi di plastica aiutando la gente a cambiare abitudini di acquisto.

Lazio e Umbria hanno deciso di promuovere la vendita alla spina a scala regionale, visto il successo dell’iniziativa in Piemonte. Altri distributori sono presenti anche nelle regioni non evidenziate e poco tempo fa avevamo parlato della rete Coop che sta attrezzando alcuni ipermercati in Puglia per la distribuzione alla spina dei detersivi. Cliccate sulla mappa per trovare quello più vicino a casa vostra.

Il progetto riducimballi aiuta le amministrazioni comunali a ridurre alla fonte la produzione di rifiuti. Risparmia il privato che non compra imballaggi inutili. Risparmia il comune (e quindi il privato) perché si raccolgono meno rifiuti (strade più sgombre, meno camion in giro, meno discariche). Se la plastica non prodotta non viene avviata alla “termovalorizzazione” il privato risparmia anche la multa europea per le emissioni degli inceneritori, oltre che risparmiare in cure mediche necessarie dopo l’inalazione delle polveri sottili e della diossina rilasciata dai camini dei termovalorizzatori.

Via | Ecologos

A Roma scuole aperte per imparare a riciclare i pc

giovedì, 13 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

Riusa, riduci, ricicla. Queste le parole chiave della campagna di riciclo computer promossa dalla Fondazione Mondo Digitale e dalle “Officine del recupero” delle scuole romane alla Settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile (10-16 novembre 2008). Domani, 14 novembre, dalle 14 alle 17.30, tre scuole laboratori di Roma saranno aperte per imparare a riutilizzare i computer “abbandonati”.

Le scuole coinvolte sono: Itis G. Armellini (largo B.P. Riccardi 13); Itis B. Pascal (via Brembio 97); Sms P. Stefanelli (via Pestalozzi 5 e via Taverna 97).

L’iniziativa rientra nella campagna della Fondazione per il riuso dei pc dismessi dalle aziende che ha permesso la dotazione di molti centri anziani della capitale e della regione Lazio di computer. Ad oggi sono stati raccolti dalla Fondazione 716 pc. Tra i principali donatori:Poste Italiane Spa. Tra settore pubblico e privato hanno anche aderito: Comune di Roma, Eni Foundation, Zètema, Engineering, Ceida, Agic Consulting, il Consiglio Superiore della Magistratura, Acea, diversi uffici legali, studi privati di commercialisti e singoli cittadini.

Fonte | Fondazione Mondo Digitale
Foto | Kevin Zollman

Spot per riciclare l’alluminio

martedì, 11 novembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

bicicletta in alluminio riciclatoIl CiAl (Consorzio imballaggi Alluminio) è on-air su La7 e Mtv, con un nuovo spot che illustra come l’alluminio si possa riciclare infinite volte. Il CIAL propone di riciclare e riusare l’alluminio perché esso non perde le sue caratteristiche lavorazione dopo lavorazione (a differenza della carta, ad esempio) e la qualità del nuovo prodotto è identica a quella dei prodotti da cui deriva. Per questa caratteristica il riciclato si definisce alluminio secondario, in quanto non è possibile parlare, per definizione, di riciclo vero e proprio.

L’Italia detiene di già un record invidiabile: a livello di riciclo è il primo Paese in Europa e il terzo in valore assoluto nel mondo, dietro Stati Uniti e Giappone. Niente male!

  • Riciclare l’alluminio fa risparmiare il 95% dell’energia necessaria ad estrarlo dal minerale.
  • Il 48% dell’alluminio che vedete in Italia e’ già stato riciclato.
  • Una lattina gettata in mare impiega 500 anni a degradarsi.

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