Scarpe consegnate da piccioni viaggiatori

lunedì, 11 luglio 2011 a cura di lumachina
in: Auto e trasporti, Comunicazione e cultura

Cercavano un modo di rendere sostenibili le consegne e hanno pensato di ispirarsi al passato.
Non riuscendo ad alleggerire le scatole oltre un certo limite, alla Jojo hanno trovato un modo di selezionare e rinforzare piccioni viaggiatori in grado di effettuare le consegne.

Per facilitare la consegna, i clienti devono inviare delle fotografie del proprio quartiere, della propria abitazione (indicando bene quali sono le loro finestre) e anche del loro volto. Alla Jojo (sede a Brussels, in Belgio) mostreranno il percorso ai volatili usando googlemaps. In questo modo la memoria fotografica dei piccioni può essere adeguatamente attivata.

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Le confezioni dei profumi sono fatte apposta per farci sentire brutte

mercoledì, 27 ottobre 2010 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

tintura per capelli, packaging persuasivoIl packaging dei prodotti di bellezza abbassa l’autostima delle donne. Gli stessi prodotti venduti senza imballaggio suscitano meno reazioni (e quindi vendono meno).

Il ruolo delle immagini sulle confezioni e’ stato indagato in una serie di esperimenti, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Consumer Research da Debra Trampe, dell’università di Groningen, nei Paesi Bassi.

In un primo esperimento e’ stata misurata l’autostima di donne che hanno guardato un prodotto di bellezza non necessario (trucco, profumo) confezionato o no. Le immagini del packaging sono sufficienti a spingere all’autoanalisi e a sentirsi in difetto, comparandosi ad un ideale di bellezza elevato. Continua a leggere: Le confezioni dei profumi sono fatte apposta per farci sentire brutte

Barattoli “preziosi”- il packaging diventa sostenibile

venerdì, 13 agosto 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

Ogni cosa dovrebbe avere una seconda opportunità”, questa è la filosofia di JUST SUGAR una giovane azienda di Trebaseleghe (provincia di Padova) che per commercializzare i propri preziosi (anelli, collane, orecchini) ha scelto una tipologia di packaging altrettanto “preziosa”: barattoli per alimenti usati.

Attraverso un sistema di raccolta differenziata le lattine che una volta contenevano cibi come pelati, fagioli, tonno, mais, pisellini e quant’altro vengono recuperate, lavate, verniciate con prodotti all’acqua e riutilizzate come contenitori.
La raccolta delle lattine è affidata ad associazioni di volontariato che le prelevano direttamente da privati e da ristoratori. A queste la JUST SUGAR riconosce una quota in denaro che viene devoluta in beneficenza oppure direttamente utilizzata per l’acquisto di materiali e attrezzature necessarie alle stesse associazioni.

Anche il privato cittadino, che nel momento dell’acquisto diviene a tutti gli effetti proprietario del barattolo, può decidere di raccogliere e regalare (o al limite vendere) alla Just Sugar le sue lattine ormai vuote e inutilizzate.

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Etichette eco per l’abbigliamento sportivo

mercoledì, 28 luglio 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Eco Index - etichetta per vestiti ecologici

Una etichetta standard potrebbe dirvi quanta energia rinnovabile, quali materie prime, quante sostanze chimiche e quanti alberi sono stati piantati per compensare le emissioni legate al capo di abbigliamento di cui volete valutare l’acquisto (e al suo imballaggio). Sarà possibile confrontare capi diversi e marche diverse, perché tutti useranno lo stesso software per calcolare l’impronta ecologica dei prodotti.

Il software open source per calcolare l’EcoIndex e’ distribuito dalla Zero Waste Alliance, una ong dedita alla riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento tossico legato alla produzione di beni. Il comportamento stimato dell’acquirente concorre al totale: capi che si usano poco o che non vengono riciclati dopo l’uso perdono punti. Vengono premiate le raccolte post consumo e i lavaggi consigliati a bassa temperatura. Continua a leggere: Etichette eco per l’abbigliamento sportivo

Servono le copertine di libri che si illuminano?

venerdì, 30 aprile 2010 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

copertina di libro con OLED incorporatoLa copertina del volume “Green production technologies” ha una luce incorporata. Si tratta di un OLED alimentato da un piccolo pannello solare, inserito nella custodia del volume. Lo hanno presentato come una grande innovazione nel packaging sostenibile e il libro viene proposto come “la prima integrazione al mondo di questa tecnologia futuristica negli imballaggi di oggi”.

C’era davvero bisogno di una lucetta e di una custodia per quel libro? Non mi pare.

Il libro contiene un elenco delle ditte tedesche attive nel campo dell’innovazione e delle tecnologie efficienti ed e’ stato presentato alla fiera di Hannover dal Gruppo Sti, produttore di imballaggi. Lo hanno fatto con carta certificata FSC, ma senza dire che tipo di colorante verde hanno usato per stamparlo.

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Bio Bottle, la bottiglia vegetale

sabato, 17 aprile 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

In Italia il commercio di acqua in bottiglia, si attesta attorno ai 3,2 miliardi di euro, ovvero circa 11.200 mila litri di acqua l’anno, pari a circa 7.467 mila bottiglie l’anno. Produrre un chilo di Polietilene tereftalato (PET) significa consumare 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, ed immettere in atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, a cui va aggiunto anche l’inquinamento per il trasporto.
Una possibile risposta sostenibile è Bio Bottle, una bottiglia “quasi” 100% vegetale. Dico quasi poiché il tappo in realtà è fatto di polietilene, un derivato del petrolio e come tale non biodegradabile. In realtà la bottiglia 100% vegetale di Sant’Anna era già stata presentata nel 2007, ma l’azienda ha pensato bene di “riciclarla” in occasione di Biopolpack, il congresso nazionale sugli imballaggi in polimeri biodegradabili che si è tenuto all’Università di Parma il 15 e 16 aprile.

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A Trento la spesa diventa “leggera”… senza rifiuti e imballaggi!

mercoledì, 10 marzo 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

supermercato imballaggi Vale sempre la pena parlare delle buone pratiche. Il protocollo siglato tra il Comune di Trento e la grande distribuzione per ridurre i rifiuti da imballaggi credo che meriti. L’accordo, denominato “Spesa leggera”, prevede una serie di azioni obbligatorie da parte di ben 7 gruppi di Gdo (in totale 18 punti vendita).

Le azioni mi sembrano sensate e vanno oltre la solita offerta di shopper al posto dei sacchetti di plastica: messa a disposizione di shopper in tela o altro materiale riutilizzabile o compostabile (ovviamente, ndr); vendita di salumi e formaggi in carta a veli separabili o separati; presenza e promozione di prodotti con ricariche; vendita vino, acqua e succhi con vuoto a rendere; presenza di contenitori per raccolta pile usate e vendita di pile ricaricabili; cessione di alimenti prossimi alla scadenza ad associazioni benefiche o ai clienti con sconti.

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Uova di Pasqua ad imballaggio ridotto

martedì, 7 aprile 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

uova_pasquaLe uova di Pasqua Nestlé in vendita nel Regno Unito hanno molto meno imballaggio di quelle in vendita in Italia. La multinazionale ha ridotto l’imballaggio del 30% e sostituito buona parte della plastica usata come protezione delle uova con del cartone riciclato e riciclabile. La promozione dice a grandi lettere “facile da riciclare”.

In Italia non si vedono le stesse campagne ecologiche su cui punta la filiale britannica, ma si punta all’abbinamento del marchio con altri prodotti (I Cesaroni, Shrek, Le Cronache di Narnia…). Forse che in Italia la Nestlé sappia che chi e’ sensibile a certi temi come l’ecologia probabilmente boicotta il marchio per via del latte in polvere?

In Italia le uova di cioccolato richiedono un enorme volume di trasporto, cosa che potrebbe essere evitata se i consumatori smettessero di preferire la confezione “col fiocco in alto” al posto di quella “a forma di uovo”. Se ci fate caso, anche le uova bio o quelle equo-solidali sono confezionate col fiocco in alto. Altro modo di ridurre il traffico dovuto al trasporto di uova di Pasqua e’ scegliere quelle piene. Se ne sprecano meno (quelle rotte) e si porta in giro meno spazio vuoto.

Via | Nestlé UK
Foto | Nestlé, coop Harambee, net_efekt

Il caffè equo diventa anche eco

lunedì, 26 gennaio 2009 a cura di Alberto Marzetta
in: Bioedilizia ed ecodesign

caffe_equoChi compra caffè del commercio equo e solidale da oggi compie una scelta ecologica oltre che equa. CTM – Altromercato, la più grande realtà italiana nel settore del fair trade, ha presentato il primo packaging di caffè che non si butta nell’indifferenziato, ma che è totalmente riciclabile.

Il pacchetto che abbiamo comprato fino ad oggi è infatti un poliaccoppiato di alluminio ovvero un imballaggio flessibile composto da 2 strati di plastica e uno di alluminio sovrapposti che rende il pack non riciclabile e destinato esclusivamente alle discariche.

Il nuovo pacchetto di Altromercato, realizzato da Pack co, società italiana che opera come consulente internazionale nel campo degli imballaggi, è invece riciclabile perché privo del film di alluminio tra i due strati di plastica, cosa che in termini di riciclo lo rende del tutto simile a una bottiglia di plastica.
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N79 il nuovo Nokia senza caricabatterie

lunedì, 19 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

cellulare nokia n79Si può comprare un N79 eco edition senza caricabatteria allo stesso prezzo di quello con l’accessorio. Perché farlo? Perché si può usare il caricabatteria dei vecchi modelli, se già lo si possiede e perché il risparmio ecologico è a favore dell’ambiente.

La confezione senza caricabatterie è più piccola e più leggera, con un risparmio energetico in fase di costruzione, trasporto e stoccaggio. La componente di prezzo risparmiata (4 sterline su 319) viene devoluta da Nokia al WWF. Sembra una bella cosa e in parte lo è.

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Detersivi alla spina nella casa del GF9

domenica, 18 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

detersivi grande fratello 9Anche il Grande Fratello userà detersivi alla spina. I concorrenti useranno detersivo per i piatti, per i pavimenti e per il bucato prodotti dalla Solbat e dosati alla spina.

Cinzia Vaccaneo, presidente di Ecologos, spiega che “Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta della Endemol di fare parte del comitato scientifico della casa del Grande Fratello perché inserire le buone pratiche nella casa più osservata d’Italia, permetterà di informare in modo immediato e semplice milioni di cittadini”.

La campagna di promozione dei distributori alla spina si inserisce nel più ampio progetto di riduzione degli imballaggi (e quindi dei costi, dei rifiuti e dell’inquinamento).

Via | Ecologos
Foto | Gribiche

Coca-Cola trasportata da camion ibridi

sabato, 17 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

coca-cola camion ibridoLa Coca-Cola ha annunciato il raddoppio della sua flotta di camion ibridi: erano 142 ad agosto 2008 e ora sono 327. I nuovi camion recuperano energia durante le frenate aumentando l’efficienza di uso del carburante del 30% (i primi ibridi erano più piccoli, ma recuperavano fino al 37%).

Un camion ibrido costa circa 98mila dollari, 33mila in più rispetto al suo analogo. Evidentemente il risparmio di carburante e/o il guadagno di immagine valgono l’investimento.

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Amazon cambia le scatole, meno plastica e meno spazio

sabato, 22 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

nuovi imballaggi Amazon

Amazon ha deciso di risparmiare spazio e plastica cambiando le confezioni in cui vende alcuni prodotti. Amazon Frustration-Free™ Packaging consiste in scatole di cartone che facilitano l’estrazione del contenuto (il vecchio sistema di plastica rigida richiedeva più tempo e più fatica), permette di risparmiare spazio (sia nei magazzini di chi vende che nelle case di chi compra) e utilizza materiali da imballaggio riciclabili (una scatola di cartone invece di fogli di plastica sagomati).

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Borse della spesa biodegradabili e… pubblicitarie

giovedì, 20 novembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

eco shopper mater biL’investimento pubblicitario può sostenere azioni di rispetto dell’ambiente. E’ il caso dell’eco-sacchetto, ovvero del sostituto ecologico della borsa della spesa, fatto in Mater-Bi® e non in plastica. L’eco-sacchetto sarà di fatto obbligatorio a partire dal 1 gennaio 2010, giorno in cui prende vigore la Direttiva europea sugli imballaggi che renderà inutilizzabili i sacchetti di plastica, ma è disponibile subito!

Il problema che la grande distribuzione incontra nella loro adozione è il costo che, come spesso capita per i prodotti sostitutivi e ecologici, è dalle 3 alle 4 volte di più rispetto ai sacchetti tradizionali. E’ qua che interviene la pubblicità o meglio la possibilità studiata da Arcadia Media (con il sito in costruzione) di stampare sull’eco-sacchetto un messaggio pubblicitario. Grazie a questa opportunità la grande distribuzione può recuperare il costo aggiuntivo del sacchetto in mater-bi vendendo lo spazio pubblicitario, trasformando il sacchetto in un medium di comunicazione e godendo di molteplici vantaggi per se stessa, ma anche per l’utente e soprattutto per l’ambiente.
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Risparmiare tempo e soldi con la mappa dei detersivi alla spina

venerdì, 14 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

risparmiare sulla spesa con i detersivi sfusiNella mappa dei distributori di detersivo sfuso disponibile su www.detersivisfusi.it potete trovare i punti vendita che dispongono di questo servizio. Ve ne sono moltissimi in Piemonte, regione che ha avviato ormai da anni una sperimentazione per ridurre il volume degli imballaggi di plastica aiutando la gente a cambiare abitudini di acquisto.

Lazio e Umbria hanno deciso di promuovere la vendita alla spina a scala regionale, visto il successo dell’iniziativa in Piemonte. Altri distributori sono presenti anche nelle regioni non evidenziate e poco tempo fa avevamo parlato della rete Coop che sta attrezzando alcuni ipermercati in Puglia per la distribuzione alla spina dei detersivi. Cliccate sulla mappa per trovare quello più vicino a casa vostra.

Il progetto riducimballi aiuta le amministrazioni comunali a ridurre alla fonte la produzione di rifiuti. Risparmia il privato che non compra imballaggi inutili. Risparmia il comune (e quindi il privato) perché si raccolgono meno rifiuti (strade più sgombre, meno camion in giro, meno discariche). Se la plastica non prodotta non viene avviata alla “termovalorizzazione” il privato risparmia anche la multa europea per le emissioni degli inceneritori, oltre che risparmiare in cure mediche necessarie dopo l’inalazione delle polveri sottili e della diossina rilasciata dai camini dei termovalorizzatori.

Via | Ecologos

Lush usa popcorn come materiale da imballaggio

lunedì, 3 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

riempitivo biodegradabile per spedizioniIl popcorn e’ leggero e biodegradabile, per cui Lush, l’azienda di saponi fatti a mano più profumata del mondo, ha deciso di usarlo come imballaggio nelle sue confezioni. Il mais si espande di circa 35 volte quando trasformato in popcorn, quindi, ragionando in volume, conviene trasportarlo fino al punto dove si impacchettano le cose sotto forma di grani, per poi soffiarlo al momento del bisogno.

Usando popcorn invece che strisce di carta, come fatto fino ad ora, Lush ha ridotto il peso dell’imballaggio del 60% e, conseguentemente, ha ridotto del 10% l’energia necessaria al trasporto. Lush ha calcolato che l’energia per soffiare il mais e’ grossomodo pari a quella necessaria a preparare la carta. Il popcorn, rispetto alla carta, e’ più pulito per cui si risparmia anche un imballaggio per i prodotti (Lush sbandiera da anni il fatto di vendere con il minimo imballaggio possibile).

L’idea del popcorn come materiale da imballaggio era venuta, nel 1990, ad una ditta olandese di computer, che già allora si preoccupava dell’impatto ambientale delle chips petrolioderivate comunemente usate. Lush UK usa una macchina che produce 32 Kg di popcorn all’ora, alimentata da energia prodotta da ventole eoliche. Ora anche in Italia potrebbe capitarvi di trovarvi il sapone in mezzo al popcorn. Certo, se pensate al prezzo dei cereali, alle conseguenze della coltivazione di biocarburanti e allo spreco… vi verrà in mente che, come dice la stessa Lush, nessun imballaggio e’ il miglior imballaggio.

Via | The edge of the forest
Foto | Lush

Packaging in Popcorn on The New York Times

Risparmi con i detersivi alla spina in Puglia

mercoledì, 15 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

meno rifiuti da imballaggio con la vendita alla spinaIn tempi di rincari sulla spesa alcune iniziative ecologiche sono meglio viste che in altri momenti: i detersivi alla spina, che permettono di ricomprare solo il detersivo utilizzando la stessa bottiglia per più acquisti, si stanno diffondendo e ora sono disponibili anche alla Coop Estense pugliese.

Si risparmia il 20%, rinunciando a comprare ogni volta anche un flacone di plastica, insieme al detersivo. Oltre al risparmio economico si riducono i rifiuti, l’inquinamento dei mezzi di trasporto necessari alla loro raccolta e quello del loro smaltimento. Il servizio distribuisce quattro prodotti: il detersivo per lavatrice, l’ammorbidente, il detersivo per lana e delicati e quello per piatti.

Il servizio sarà attivato negli Ipercoop di Bari Santa Caterina, Taranto, Lecce e Foggia. Era stata lanciata la settimana scorsa la distribuzione alla spina nella provincia di Modena, terra d’origine della Coop Estense, appartenente alla Lega delle Cooperative.

Via | Il Grecale
Foto | kimberlyfaye

Ecowiki.it