giovedì, 21 luglio 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign, Scienza e tecnologia
I pannelli fotovoltaici installati sul tetto di casa aiutano a ridurre i costi della climatizzazione estiva ma non influiscono sul riscaldamento invernale. L’ombreggiatura riduce del 38% la quantità di calore che raggiunge il tetto e un soffitto sottostante un tetto con pannelli resta più fresco di ben 2,5 gradi Fahrenheit rispetto ad un soffitto sotto un tetto direttamente esposto al sole.
L’effetto raffrescamento, calcolato nell’intero ciclo di vita del pannello, contribuisce ad ammortizzarne il prezzo di un buon 5%, perché permette di risparmiare energia, che invece di essere usata in loco può quindi essere venduta alla rete.
Continua a leggere: I pannelli fotovoltaici raffrescano i tetti (e le case sottostanti)
martedì, 14 giugno 2011
a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia
Grazie ad un sistema di microtubi il calore generato dai motori può essere utilizzato per alimentare un sistema di raffreddamento dell’aria o per generare elettricità.
L’idea di aumentare l’efficienza energetica delle automobili partendo dal radiatore e’ degli ingegneri della Oregon State University, che hanno comparato le prestazioni dei microtubi con quelle dei sistemi tradizionali.
Un motore a combustione interna generalmente raggiunge il 25-40% di efficienza di conversione e la maggior parte dell’energia viene dispersa in forma di calore non utilizzabile. Con il sistema proposto dalla OSU l’80% dell’energia termica dissipata può essere adibita al raffrescamento, mentre se se ne volesse fare energia elettrica l’efficienza di conversione scenderebbe al 20%.
Continua a leggere: Il climatizzatore per auto che usa il calore del radiatore
venerdì, 16 luglio 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Immagazzinare l’aria calda estiva per riscaldare le aule del campus durante l’inverno. Questa l’idea di Gehrard Schmitt per sfruttare al meglio le temperature naturali.
Il sistema progettato per il campus universitario di Honggerberg a Zurigo, in Svizzera, entrerà in funzione gradualmente. Si stanno già posando i primi tubi e sarà operativo al 100% nel 2020.
L’intero sistema permetterà di ridurre ad un dodicesimo l’intero fabbisogno annuale di elettricità per il condizionamento. La gigantesca rete di tubature (800 tubi, ognuno lungo 200 metri) si estenderà per tutto il campus, e conserverà l’acqua scaldata d’estate ad una temperatura oscillante tra gli 8 e i 18°C per restituirla durante i mesi freddi.
Termodinamicamente parlando, si riesce a recuperare una parte di anergia, ovvero di energia che altrimenti sarebbe stata dispersa in forma di calore, non più utilizzabile. Giusto per capirci: quando attaccate un computer alla corrente una parte di quella che entra viene usata per far girare la macchina (exergia), una parte (anergia) viene dispersa nell’ambiente sotto forma di calore.
Via | Physorg
Foto | angermann
mercoledì, 22 ottobre 2008
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
La neve caduta d’inverno verrà conservata fino all’estate, quando potrà essere usata per il condizionamento dell’aeroporto di Chitose in Giappone. Questo sistema riuscirà a soddisfare il 30% delle necessità del terminal dell’aeroporto internazionale, evitando l’emissione in atmosfera di 2.100 tonnellate di CO2 all’anno.
Il trucco è di coprire la neve con un telo isolante e riflettente. In questo modo il 45% della neve caduta in inverno riesce a conservarsi fino a settembre e può essere usata per raffreddare i liquidi circolanti nell’impianto di condizionamento. L’esperimento è stato fatto e i dati resi noti dagli uffici locali del ministero dei trasporti giapponese, che intendono inaugurare il raffreddamento a neve nel 2010.
Via | GoodCleanTech
Foto | United States Federal Government
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...