Un’app per differenziare in modo corretto i rifiuti

martedì, 23 agosto 2011 a cura di Anna Simone
in: Scienza e tecnologia

Questo dove lo butto? Da oggi addio soste pensierose davanti ai cestini della spazzatura prima di gettare un rifiuto su cui si è in dubbio. Viene in nostro soccorso l’applicazione per smartphone “Dizionario dei Rifiuti”, ideata da Francesco Cucari, un ragazzo di 18 anni originario di Rotondella, in Basilicata, che si è servito delle potenzialità della tecnologia per rendere più green le nostre azioni quotidiane. Basta digitare il nome del rifiuto che si intende differenziare e aspettare l’indicazione dell’applicazione su dove gettarlo, a conferma che c’è un’app per ogni cosa!

EcoWiki lo ha intervistato per saperne di più.

D: Francesco, potresti spiegare nel dettaglio cos’è l’applicazione “Dizionario dei rifiuti”?

R: L’applicazione Dizionario dei Rifiuti è uno strumento che nasce per aiutare tutte quelle persone che hanno difficoltà con la raccolta differenziata. Rappresenta un aiuto nella vita quotidiana, quando magari ci si chiede “e questo dove lo butto?”.

D: Come funziona in concreto?

R: L’applicazione è semplice da usare, ha un’ interfaccia molto chiara e intuitiva. Un campo di testo dove inserire l’oggetto che vogliamo differenziare (ad esempio: carta oleata) e un bottone “getta”. Dopo aver scritto l’oggetto e aver cliccato il bottone “getta”, l’applicazione suggerisce dove va riciclato il rifiuto. Ad esempio, la carta oleata si ricicla nel secco indifferenziato.

I termini registrati sono più di 500. Le fonti sono diverse: l’Ama Roma, Amsa di Milano, Cidiu di Torino, Acea Pinerolese, CSA Ambiente, Asia Benevento. Questa lista può aumentare con l’aiuto di tutti, infatti, se non si trova un rifiuto, l’utente potrà inviare un sms o una mail allo sviluppatore suggerendogli la parola da inserire. Continua a leggere: Un’app per differenziare in modo corretto i rifiuti

Nel tempo libero raccolgo mozziconi di sigaretta

sabato, 2 aprile 2011 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

spazzini volontariI cleaners raccolgono la spazzatura ma non sono pagati per farlo. Differenziano quello che trovano, ma non ci guadagnano.

Non fanno parte di grandi associazioni e non lo fanno solo una volta all’anno gonfiando palloncini per farsi riconoscere. Sono persone insospettabili che quando vedono un mozzicone per terra si chinano, lo raccolgono e lo buttano nel giusto cestino.

Il loro lavoro si traduce in CO2 risparmiata e ambiente più gradevole per tutti. Lorenzo, uno dei fondatori di The cleaners (il gruppo dove ciascuno fa la differenza) ci spiega il progetto.

Come e’ nata l’idea di fondare un gruppo di raccoglitori di spazzatura?
E’ nata in modo molto spontaneo e senza un progetto pianificato, perchè in realtà nasce da un modus pensandi e vivendi concreto: ci piace vedere i rifiuti come una risorsa che non va sprecata, per cui se vediamo oggetti da riciclare, quelli di uso comune come bottiglie di vetro o plastica, lattine, semplicemente li raccogliamo e li destiniamo alla prima campana per la differenziata che ci capita a tiro.

Quanti siete?
Noi fondatori siamo una coppia nella raccolta e nella vita. Poi cerchiamo sempre di coinvolgere quante più persone possibili, a partire dai nostri amici più sensibili al tema. Per ora in totale siamo in 6, pochi ma buoni. (Su Facebook il gruppo The Cleaners ha superato i 700 simpatizzanti)

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Consorzio Intercomunale Priula un esempio per l’Italia: 78% di raccolta differenziata

lunedì, 26 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

consorzio priula Continuiamo a parlare di Consorzi e rifiuti. Nel precedente post sulle buone pratiche in tema di raccolta differenziata abbiamo descritto il caso TV TRE a Treviso. Oggi è la volta del Consorzio Intercomunale Priula, che ha conquistato il primo posto del Premio speciale Cento Consorzi (sempre in provincia di Treviso) del concorso Comuni Ricicloni di Legambiente. Fra tutte le realtà prese in considerazione dall’associazione, Priula ha raggiunto il massimo della percentuale di raccolta differenziata: il 78%! Anzi sul sito del Consorzio nel 2009 viene indicata una percentuale pari al 79%.

Il territorio servito è di 640,16 Kmq, per un totale di 24 Comuni, quasi 95.000 utenze e 243.000 abitanti. Come leggo nel rapporto di Legambiente “la gestione nei 24 comuni è resa omogenea mediante l’applicazione di un Regolamento Tecnico per i Servizi, di un unico Regolamento per l’applicazione della Tariffa e la determinazione di tariffe uguali per tutte le utenze dei comuni consorziati”.

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I Consorzi conquistano i “Comuni Ricicloni”. Il caso TV TRE

lunedì, 19 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

raccolta differenziataL’organizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti in sistema consortili sembra essere vincente. Lo testimonia il fatto che oltre la metà dei Comuni Ricicoloni è così strutturata.

Un esempio ( ma ne descriveremo altri) è l’esperienza di TV TRE, in provincia di Treviso. Oltre la metà dei comuni che ne fanno parte sono nelle classifiche del concorso. Alcuni anche in posizioni alte: Altivole, ad esempio, è al terzo posto nella Top ten con un 74% di raccolta differenziata e un risparmio di CO2 procapite pari a 88,2 chilogrammi.

Nato nel 1993 oggi può vantare il coordinamento della gestione dei rifiuti di ben 25 Comuni su un’area complessiva di circa 620 kmq per un totale di 85mila utenze. Nel 1998 realizza l’impianto di compostaggio di Trevignano, nel 2000 parte con la raccolta porta a porta, nel 2003 ottiene la certificazione ISO 9000 e nel 2007 può vantare una percentuale di raccolta differenziata pari al 65%.

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Rifiuti e buone pratiche, Ponte nelle Alpi sul podio di “Comuni Ricicloni”

martedì, 13 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

raccolta differenziata Dalle stalle alle stelle si può anche in tema di gestione dei rifiuti. E’ il caso del comune bellunese Ponte nelle Alpi vincitore del primo premio del concorso Comuni Ricicloni indetto ogni anno da Legambiente. Prima Ponte nelle Alpi doveva ospitare una mega-discarica provinciale (la seconda nel territorio comunale), nel 2006 registrava una percentuale di raccolta differenziata del 22,4% e portava in discarica circa 3mila tonnellate di rifiuto secco indifferenziato. Una voce di costo, questa che sempre nel 2006 pesava circa il 57% del costo complessivo del servizio.

Oggi i numeri sono ben diversi. Nel 2007 è partita la raccolta porta a porta e nel 2008 la percentuale di raccolta differenziata è salita all’81,6% per arrivare all’85,01% nel 2009. Il dato ancora più significativo, però, è la riduzione della produzione di rifiuto secco indifferenziato: nel 2006 sono state portate in discarica 2938,24 tonnellate di rifiuto secco indifferenziato, nel 2009 solo 341 tonnellate, con una riduzione pari all’88,4%. E ancora. Nel 2007 la spesa per smaltire i rifiuti è stata di 475.000 Euro, nel 2009 solo 56.136 Euro. Una parte di questo risparmio (oltre 400.000 euro all’anno) è stato impiegato nell’incremento di manodopera, per offrire un servizio migliore alla nostra comunità, e nella riduzione del costo complessivo del servizio.

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Comuni Ricicloni, come funziona il concorso di Legambiente

martedì, 13 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

comuni ricicloni Comuni Ricicloni 2010 è stato realizzato da Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. In collaborazione con: Conai, Federambiente, Fise Assoambiente, Anci, Cial, Comieco, CoRePla, CoReVe, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Achab Group, Novamont, Consorzio Italiano Compostatori, Scuola Agraria del Parco di Monza e la rivista Rifiuti Oggi.

A tutti i Comuni italiani è stata inviata tramite posta la scheda di rilevazione dei dati . Legambiente così ha raccolto i dati utili alla determinazione dei risultati finali. Il periodo di riferimento è il 2009. La Giuria è composta da rappresentanti di Legambiente, Anci, Fise Assoambiente, FederAmbiente, Conai, Cial, CoRePla, CoReVe, Comieco, Rilegno, Consorzio Italiano Compostatori, Centro di coordinamento RAEE, Novamont, Rifiuti Oggi, Achab Group. La verifica dei dati pervenuti è stata effettuata direttamente coi responsabili comunali per la gestione dei rifiuti attraverso colloqui telefonici.

L’indice di buona gestione è un “voto” alla gestione dei rifiuti urbani che tiene conto di: recupero di materia, riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, sicurezza dello smaltimento, efficacia del servizio. Non basta, quindi, solo aumentare percentuale di raccolta differenziata, ma anche diminuire la produzione pro capite totale di rifiuti, incrementare la raccolta differenziata dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) o promuovere il compostaggio domestico.

Via | Comuni Ricicloni
Foto | Legambiente

Parte “Usami”, campagna sulla raccolta della carta nelle stazioni ferroviarie di Milano

giovedì, 18 marzo 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

Prosegue il viaggio alla ricerca delle buone pratiche da parte degli enti locali. Questa settimana vi segnalo la collaborazione tra Amsa, l’Azienda Milanese Servizi Ambientali, Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica e FERROVIENORD per la campagna di raccolta della carta nelle stazioni dal titolo “Usami”.

In pratica è prevista un’azione di informazione e comunicazione ai cittadini e l’installazione di 45 bidoncini bianchi, opportunamente abbigliati, dedicati alla raccolta della carta distribuiti nelle stazioni di Cadorna, Domodossola e Bovisa.

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I rifiuti organici non puzzano più (a Verbania)

martedì, 9 febbraio 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

sacchetti di carta per l'umidoI rifiuti organici puzzano quando iniziano a fermentare, ma questo si può impedire areando il punto di raccolta dell’umido. A Verbania stanno sperimentando SITRA® (Sistema Integrato di Trasformazione del Rifiuto Aerobico). Il sistema prevede la sostituzione dei sacchetti biodegradabili fin’ora utilizzati con altri in carta speciale traspirante che, invece di essere inseriti un secchiello di plastica, verranno sospesi ad un trespolo di legno.

I nuovi sacchetti di carta sono a prova di liquido, ovvero non dovrebbero sgocciolare, ma nella presentazione del sistema fatta a Valenza si mostra una vaschetta (da fioriera) posta sotto il sacchetto. Il bidone condominiale ha uno scomparto apposito per raccogliere i liquidi e tenerli separati dal resto. E’ legittimo supporre che la carta, per quanto speciale, proprio impermeabile non sia.

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Spot riciclo olio esausto

giovedì, 2 luglio 2009 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

“Se disperdi l’olio usato della tua autovettura, inquini una superficie grande come sei piscine olimpiche”. Si vede un losco e furtivo figuro che cerca di svuotare la tanica d’olio in un tombino e viene fermato dagli atleti del settebello azzurro, che lo convincono a chiamare il numero verde 800 86 30 48 del COOU (Consorzio Obbligatorio per il riciclo dell’Olio Usato) per lo smaltimento corretto.

Da ragazza ecologista posso dire che l’idea di usare la nazionale maschile di pallanuoto per promuovere la buona pratica di non disperdere l’olio usato nell’ambiente rende magnificamente bene l’idea di quanto valgano le creature che in acqua ci vivono. Un nuotatore di pallanuoto convince più di una posidonia. :)

Nel sito del Coou si legge che “La raccolta avviene a titolo gratuito in caso di cessione al COOU di olio usato suscettibile ad essere eliminato tramite riutilizzo, per rigenerazione o per combustione. Il cessionario è tenuto ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera e del D. Lgs. n. 95/92 al rimborso di tutti gli oneri di trattamento/smaltimento del prodotto in questione. ” Non essendomi chiaro se un privato dovesse o no pagare per smaltire tramite COOU l’olio della sua automobile, ho telefonato e mi hanno assicurato che basta portarlo ai punti di raccolta (a Milano ce ne sono un paio) e lasciarlo li senza pagare.

Allo stadio Olimpico, il derby Roma Lazio dell’11 aprile 2009 sarà anche derby della raccolta differenziata

venerdì, 3 aprile 2009 a cura di PiccoloSocrate
in: Appuntamenti, Buone pratiche e consigli

Foto derby Il calcio mette a disposizione il suo momento aggregante per trasmettere messaggi in linea con l’ambiente. Sabato 11 aprile, in occasione del derby della Capitale, lo stadio Olimpico sarà l’appuntamento per la raccolta differenziata: 36 cassonetti con tappi differenti in base alla tipologia di rifiuti da buttarci dentro.

Bidoni bianchi per la carta, cassonetti blu per bottiglie e lattine, verde per gli scarti alimentari raccoglieranno materiali che verranno riciclati o mandati all’impianto di Maccarese. Lo stadio Olimpico ripeterà l’iniziativa anche il 13 maggio in occasione della finale di Coppa Italia ed il 27 maggio per la finale di Champions League. Ogni domenica di campionato, lo stadio ospita 50mila persone che producono 70 tonnellate di rifiuti.

Lo stadio Olimpico sarà quindi il primo stadio di calcio italiano in cui verrà fatta la raccolta differenziata grazie a quest’iniziativa portata avanti dal Conai, il comitato nazionale imballaggi e dalla commissione Ambiente del Senato in collaborazione con il Coni. A precederlo in Europa solo un altro tempio del calcio, il Bernabeu, stadio del Real Madrid. A fare da testimonial per l’evento Alberto Aquilani e Tommaso Rocchi, testimonial molto ascoltati dalle tifoserie romane.

Gioca alla raccolta differenziata

mercoledì, 26 novembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli

riciclare e riutilizzare gli scartiLa raccolta differenziata non è un gioco, ma giocando… si impara! Focus ha pubblicato la “Casa dei Ricicloni” ovvero un gioco on-line volto a sostenere la raccolta differenziata come strumento di tutela dell’ambiente. Il compito del giocatore è riciclare al meglio i 54 oggetti che trova muovendosi tra i locali di casa (tra cui un neon, il bianchetto per correggere i testi, delle fialette… ) raccogliendo un punteggio e accedendo al termine a contenuti di approfondimento.

Ho riscontrato personalmente il problema che Focus affronta con questo gioco. Non sono riuscito a differenziare tutto perché non sapevo dove mettere alcuni oggetti!
Questa difficoltà è legata a una mancanza di informazione ed è la causa principale per cui ancora oggi in molti non adottano questa pratica, nonostante gli enormi benefici a livello ambientale. La raccolta differenziata infatti permette di recuperare materie prime come l’alluminio, di riutilizzare la plastica, di ottenere nuova carta, di produrre fertilizzanti.

Lo strumento “generale” che attualmente viene in aiuto per conoscere la destinazione di ogni rifiuto è il Catalogo Europeo dei Rifiuti che contiene i Codici Europei dei Rifiuti. Il catalogo illustra tutti i tipi di rifiuti esistenti da cui dedurre la loro destinazione differenziata, ma attualmente le 400 milioni di tonnellate di spazzatura prodotte in Europa ogni anno non trovano ancora adeguata differenziazione.
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Spot per riciclare l’alluminio

martedì, 11 novembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

bicicletta in alluminio riciclatoIl CiAl (Consorzio imballaggi Alluminio) è on-air su La7 e Mtv, con un nuovo spot che illustra come l’alluminio si possa riciclare infinite volte. Il CIAL propone di riciclare e riusare l’alluminio perché esso non perde le sue caratteristiche lavorazione dopo lavorazione (a differenza della carta, ad esempio) e la qualità del nuovo prodotto è identica a quella dei prodotti da cui deriva. Per questa caratteristica il riciclato si definisce alluminio secondario, in quanto non è possibile parlare, per definizione, di riciclo vero e proprio.

L’Italia detiene di già un record invidiabile: a livello di riciclo è il primo Paese in Europa e il terzo in valore assoluto nel mondo, dietro Stati Uniti e Giappone. Niente male!

  • Riciclare l’alluminio fa risparmiare il 95% dell’energia necessaria ad estrarlo dal minerale.
  • Il 48% dell’alluminio che vedete in Italia e’ già stato riciclato.
  • Una lattina gettata in mare impiega 500 anni a degradarsi.

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Rifiuti in Campania, il Governo mette il punto con un altro decreto

sabato, 1 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

Prosegue l’azione del Governo nel pacchetto di interventi predisposti per superare definitivamente l’emergenza rifiuti in Campania. Ieri è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo decreto legge che ha subito scatenato polemiche in riferimento ad una particolare norma in esso contenuta: l’arresto per chi abbandona rifiuti in strada. Ma vediamo il decreto passo per passo.

Forme di vigilanza sugli enti locali. Si potranno commissariare i comuni che non adempiono al proprio dovere in materia di raccolta di rifiuti, a prescindere dal raggiungimento o meno degli obiettivi in materia di raccolta differenziata. Per la provincia di Caserta, sono inoltre individuati interventi particolari per l’affidamento del servizio di raccolta.

Pene più severe. Arresto da 6 mesi a 3 anni per chi verrà trovato ad abbandonare in strada materassi, mobili, lavatrici… Le critiche riguardano soprattutto il fatto che il carcere sarebbe previsto solo per chi commette il reato in Campania o in altre regioni commissariate. “Per l’intera area nazionale il decreto-legge inasprisce le sanzioni attualmente previste per alcune violazioni della normativa in materia di gestione dei rifiuti”. Sanzioni ancora non chiare visto che si dovrà attendere un decreto del ministero dell´Interno e su proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.

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Migliora la raccolta differenziata nei capoluoghi di provincia

sabato, 30 agosto 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

Rifiuti_raccolta differenziata Tutti i capoluoghi di provincia italiani sono ormai dotati di un servizio di raccolta differenziata e i risultati ci sono: nel 2007 la percentuale di rifiuti urbani differenziati è salita dell’1,9% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat ha pubblicato in questi giorni il rapporto 2007 sugli Indicatori ambientali urbani che prende in considerazione 111 capoluoghi di provincia.

La bella notizia non nasconde una sperequazione territoriale, come di solito accade quando si forniscono valori medi. Il miglioramento è stato registrato infatti in tutte e tre le ripartizioni geografiche del Paese: Nord (+3,2%), Centro (+0,5%) e Sud (+1,1%).

Il Nord si distingue però per occupare gran parte delle prime posizioni dei comuni capoluogo di provincia che hanno raggiunto l’obiettivo del 40% di raccolta come previsto dalla legge 296 del 2006. Al primo posto troviamo Verbania (Piemonte) con 72,2%, seguita da Novara (Piemonte) con (70,6%) e Sanluri (61,9%) che però si trova in Sardegna.

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Kamikatsu, isola a rifiuti zero

lunedì, 14 luglio 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

gestione economica dei rifiutiI residenti dell’isola giapponese di Kamikatsu riescono a non produrre rifiuti, riciclando tutti i materiali in casa propria o rivendendo le materie prime riciclabili. Il sistema di raccolta differenziata e’ gestito direttamente dai privati cittadini ed e’ stato scelto perché più economico dell’incenerimento. E’ stata valutata anche l’idea di costruire un termovalorizzatore, ma si sarebbero spesi più soldi pubblici e quindi la gente ha preferito la differenziata spinta.

Lo sforzo maggiore e’ stato quello di ridurre lo spreco di cibo, cosa che ha comportato una riduzione della pressione agricola e della quantità di rifiuti prodotti. Tutti gli scarti di cucina vengono avviati al compostaggio domestico. Il resto dei rifiuti vengono o riportati ai negozi in cui sono stati acquistati (bottiglie con il vuoto a rendere), o portati ad un centro di recupero dove vengono accuratamente suddivisi in 34 categorie.

I viaggi dei singoli verso il centro di raccolta sono oggetto di valutazione per capire se sia meglio far spostare tante persone invece di un solo camion. A Kamikatsu pensano che valga la pena. Io credo che vedere di persona dove vanno a finire i propri rifiuti aiuti a rendersi conto delle dimensioni del problema.

Via | BBC
Foto | darinmarshall

I sì e i no della raccolta differenziata

martedì, 24 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Scienza e tecnologia

Raccolta differenziata Fare la raccolta differenziata non è così semplice come sembra. O meglio: non tutti sanno come farlo. Nel cassonetto destinato alla carta non è vero che deve essere gettato tutto ciò che sia costituito da pagine e assomigli ad una rivista o un giornale. E poi, dove vanno i cartoni di tetrapak del latte? Nel cassonetto della carta o della plastica? E i tappi delle bottiglie…vanno tolti?

Cerchiamo di fare un po’ di ordine.

Nel cassonetto della carta vanno soltanto giornali, riviste, quaderni…purchè NON siano in carta plastificata. Vanno inseriti anche i cartoni da imballaggio e le scatole alimentari da confezione. Per il tetrapak dipende se le cartiere del comune in cui si vive siano dotate dei macchinari necessari per il trattamento di questo materiale. Da evitare anche i rifiuti di vaschette in polistirolo, sacchetti di plastica, carta oleata e tutto ciò che è sporco di grasso.

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Raccolta differenziata, il meglio della provincia di Napoli

mercoledì, 18 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

raccolta differenziata rifiuti campania A Casamarciano, a Santa Maria la Carità, a Tufino e a Monte di Procida la percentuale di raccolta differenziata nel 2006 ha sfiorato il 50%. Di che provincia stiamo parlando? Di quella di Napoli. Strano ma vero. E’ da tempo che il tema dell’emergenza rifiuti in Campania fa notizia. Le immagini di Napoli e di altre città campane invase dall’immondizia hanno fatto il giro del mondo. Oggi, però, voglio parlare di buone pratiche.

Secondo il Rapporto rifiuti 2007 dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) nella provincia di Napoli, nel 2006, è stata effettuata una raccolta differenziata in media dell’8%. Un valore molto basso se paragonato alla media del Nord e del Centro Italia: rispettivamente del 39,95 e del 20%.

Non bisogna però fare di tutta l’erba un fascio. Non mancano esempi positivi nella provincia di Napoli: il piccolo comune di Casamarciano, che conta poco più di 3.300 anime, può vantare un 49,6% di raccolta differenziata. Altrettanto virtuoso il comuendi Santa Maria la Carità, a pochi chilometri da Napoli, con una percentuale del 44,7%. E ancora: il comune di Tufino con il 44,4%, Monte di Procida con il 43,5%, Cimatile con 42,3% e scosciano con il 40,6%. Tutti (ripeto) in provincia di Napoli.

Fonte | Rapporto Apat 2007
Foto | bekahpaige

Mercato San Severino: la raccolta differenziata con il codice a barre

domenica, 15 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

raccolta differenziata, rifiuti in Campania Mercato San Severino è un comune di 21mila abitanti in provincia di Salerno diventato famoso per il suo sistema di gestione e raccolta rifiuti. La cittadella vanta una raccolta differenziata del 57% nell’anno 2007. Tutto merito dell’adozione, dal 2001, della raccolta domiciliare e di qualche chicca tecnologica.

Ogni anno il gestore Gesema consegna alle famiglie di Mercato San Severino il kit per la raccolta differenziata: sacchetti di colore diverso per differenti materiali quali la plastica, la carta, l’alluminio, la frazione organica e l’indifferenziata. Oltre al kit i cittadini ricevono dei codici a barre adesivi per ogni sacchetto in cui è riportata l’utenza e il tipo di rifiuto. Al ritiro della spazzatura gli operatori ecologici registrano elettronicamente tramite la lettura dei codici a barre la quantità di differenziata per ogni famiglia. Qui entra il gioco il sistema di premialità: è previsto un bonus in bolletta di 0,26 centesimi per ogni sacco di carta, ad esempio. Su un portale ad hoc ogni utente può controllare il proprio profilo. In generale una famiglia media può risparmiare in un anno dai 15 ai 20 euro. In totale gli sconti tariffari superano i 40mila euro.

Nel comune si trova anche un’isola ecologica dove i cittadini possono portare direttamente i loro rifiuti differenziati, anche le pile, le stoffe e le lampadine. Anche qui si applica il sistema di premialità sulla base del peso dei rifiuti.

Fonte | Mercato San Severino

Foto | Maccu

 

Packaging, quanti rifiuti inutili

venerdì, 13 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

packaging rifiuti Quante scatole, involucri e confezioni buttiamo nel cestino appena di ritorno a casa dal supermercato? Tante. In pochi minuti riempio subito la pattumiera della carta: tra le confezioni del dentifricio, delle creme, dei succhi di frutta (quelle per tenere le bottigliette ben assemblate), dei prodotti biologici (che devono essere rigorosamente impacchettati ed etichettati). Ma tutto questo spreco è necessario? In alcuni casi sì. Almeno quando le scatole hanno una confezione protettiva. Pensiamo ai corn flakes: se fossero distribuiti solo nella busta nel latte ci metteremmo un frullato di cereali, non i classici fiocchi! Ma nella maggior parte dei casi, la funzione del packaging è puramente pubblicitaria. Serve solo a far allungare la nostra mano verso lo scaffale per afferrare il prodotto. Poi nel cestino di casa.

Qualcosa però sta cambiando. Non mancano proteste e campagne contro il packaging inutile. Durante la fiera Fa’ la cosa giusta a Milano i dipendenti Lush (vende cosmetici naturali privi di imballaggio) hanno manifestato nudi contro l’uso e l’abuso di packaging. Mentre Legambiente nella sua campagna “Disimballiamoci!” si è proposta di sensibilizzare i consumatori nell’acquisto di merci prive di involucri inutili e nell’ulteriore sviluppo della raccolta differenziata.

Allo stesso tempo anche i consumatori sembrano essere più sensibili al tema. Secondo una ricerca Nielsen un cittadino mondiale globale su due abbandonerebbe tutte le forme di imballaggio se questo dovesse portare benefici all’ambiente. L’importante è che il packagingi sia inutile. Dallo studio emerge infatti che i consumatori sono meno disposti a rinunciare alla confezione progettata per mantenere i prodotti puliti e intatti (27%), o in buone condizioni (30%), alle istruzioni per l’uso e per la cottura (33%) e agli imballaggi che mantengono i prodotti più a lungo e più freschi (34%). Solo un consumatore su dieci non rinuncerebbe a nessun aspetto della confezione per il miglioramento dell’ambiente.

Fonte | NielsenLegambiente
Foto | kristintracy

Raccolta differenziata, Novara la più virtuosa

martedì, 10 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

raccolta differenziata rifiuti Con il 68% di raccolta differenziata nel 2006 la città di Novara si è conquistata la nomina di capoluogo di provincia più virtuoso d’Italia secondo il rapporto Rifiuti 2007 dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat). La città ha conquistato il podio anche della classifica promossa da Legambiente sull’Ecosistema urbano 2008 relativamente ai dati del 2006 sulla differenziata elaborati dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia. In questo caso si parla di una percentuale del 66,9% di rifiuti differenziati (frazioni recuperabili) sul totale dei rifiuti prodotti.

Nel 2003 la raccolta differenziata realizzata con il sistema misto era ferma al 28,9%. Nel 2004, anno di avvio del servizio porta a porta, si raggiunge il 33,67%; nel 2005 la raccolta differenziata sale al 51,93%, per raggiungere il 68,48% a fine 2006. Merito, quindi, soprattutto del servizio di raccolta domiciliare che ha avuto anche il merito di far risparmiare qualche euro al comune. Nel 2003 lo smaltimento dei rifiuti era infatti costato all’amministrazione 13.766.000 euro contro i 13.546.000 euro del 2006.
“Ciò è stato possibile – spiega il comune stesso – grazie alla drastica riduzione (- 62%) dei rifiuti portati in discarica, con un conseguente risparmio sui costi di smaltimento che ha consentito di finanziare i maggiori costi del servizio di raccolta domiciliare in termini di risorse umane (+ 20 addetti) e di altri costi operativi connessi all’attività del servizio. Qualora l’amministrazione comunale non avesse avviato il nuovo servizio di raccolta porta a porta i costi di smaltimento avrebbero avuto il seguente andamento: 13.766.000 euro nel 2003, 15.710.000 euro previsti nel 2007, con un conseguente incremento del 12% della tassa rifiuti a carico dei cittadini”.

Fonte | Rapporto Apat Rifiuti 2007Comune Novara
Foto | airone46

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