Più ricchi quelli che abitano vicino ai parchi

mercoledì, 7 settembre 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

aree protette e sviluppo sostenibileVicino al Parco nazionale della foresta di Kibale si vive meglio che altrove e la gente non arriva alla disperata scelta di vendere la terra per sopravvivere alla miseria.

Tra il 1996 e il 2006 la foresta protetta dal parco ha mantenuto la sua copertura forestale, la sua biodiversità arborea e le sue popolazioni di primati, mentre questi indicatori sono scesi drasticamente nelle aree circostanti. Dove manca la protezione di un parco, le foreste vengono tagliate, le terre cedute e gli spazi per l’agricoltura di sussistenza spariscono.

Lisa Naughton-Trevesa, del dipartimento di geografia dell’università del Wisconsin, e Colin A. Chapmanc, del dipartimento di antropologia della McGill University di Montreal hanno seguito 252 famiglie per capire se i divieti dei parchi avevano un effetto sulla vita di chi vi abita vicino.

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Il federalismo fiscale elimina i parchi regionali

giovedì, 30 aprile 2009 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

Il Senato italiano ha votato il federalismo fiscale proposto dalla Lega Nord. Tra gli enti considerati inutili fonte di spesa da Calderoli, ci sono i parchi regionali. La gestione dei parchi passerà alle provincie.

Io lavoro in un parco regionale e posso dirvi che tra quello che si fa nel settore ambiente di una provincia e quello che si fa in un parco di differenze ce ne sono parecchie: sono attività complementari. Se lo scopo e’ risparmiare soldi pubblici, su che cosa si intende tagliare?

Sul personale? Certo, ad esempio si possono dare compiti di vigilanza nelle aree protette alla polizia provinciale, ma aumentando il territorio e le funzioni, mantenendo fisso il numero di persone, si ottiene una riduzione della presenza e una maggior probabilità per chiunque volesse compiere un crimine ambientale di farla franca. Se il dipendente pubblico che ora lavora per un parco passerà alle dipendenze delle provincie, non ci sarà risparmio.

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Turbine eoliche a vantaggio degli uccelli

mercoledì, 22 aprile 2009 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign, Energia e carburanti

riserva naturale rainham marshesIl centro visite della riserva naturale di Rainham Marshes, nell’Essex alla foce del Tamigi, sarà alimentato da una turbine eolica. A chiederne l’installazione e’ stata la RSBP (Royal Society for the Protection of Birds) che gestisce l’area di protezione dedicata espressamente agli uccelli.

Nick Bruce-White, manager della riserva, ha spiegato che “la RSPB si fa spesso sentire contro le turbine, quindi abbiamo una reputazione di nemici dell’eolico. In realtà noi le supportiamo con vigore quando sono messe nei posti giusti. Questo e’ un esempio di come una turbina possa essere posizionata senza avere un impatto negativo sul paesaggio o sulla vita selvatica.”

La turbina da 15kW e’ stata installata dalla Ardenham Energy e raggiunge i 15 metri di altezza. La turbina affianca al sistema geotermico e al tetto fotovoltaico nel ridurre l’impronta ecologica del centro visite.

Via | NewEnergyFocus
Foto | andrew_j_w

ParkLife, fiera ristretta

martedì, 3 marzo 2009 a cura di lumachina
in: Appuntamenti

fiera parklife 2009Si e’ chiusa a Roma ParkLife, che nella presentazione degli organizzatori era descritta come “punto di riferimento per il sistema delle aree protette e un’autorevole finestra sul territorio italiano, sulle migliori esperienze di gestione sostenibile, sugli enti e le imprese che hanno fatto del rispetto ambientale e dello sviluppo innovativo e di energie alternative il perno della loro attività”.

A parte le Aree Marine Protette, presenti in blocco con un bellissimo gruppo di stand, i parchi erano pochi, il programma di convegni ridotto e il fatto che i ragazzi agli ingressi o gli autisti delle navette nemmeno sapessero che c’era qualcosa sui parchi la dice lunga sulla visibilità di un marchietto verde sotto l’enorme scritta BigBlu della fiera della nautica. Sulle energie alternative abbiamo trovato solo un costruttore di bici elettriche con pannelli solari mentre davanti allo stand della poco alternativa e rinnovabile Q8 c’era una coda di 40 minuti perché regalavano una borsa nautica in cambio di dati personali.

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Tagli al personale dei parchi naturali

giovedì, 17 luglio 2008 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

riduzioni piante organiche dei parchiEntro il prossimo 31 ottobre, se il decreto legge taglia spese dovesse essere approvato così come e’ adesso, il 10% del personale non dirigenziale dei parchi nazionali perderà il lavoro.

I direttori di parco rappresentati dall’AIDAP hanno preso posizione sul DL n. 112 del 25 giugno 2008 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) chiedendo al governo di non tagliare posti di lavoro utili alla società, all’ambiente e all’economia di zone marginali.

Per le Aree Marine Protette i guai sono anche peggiori. I tagli ai finanziamenti sono stati del 50% e il personale deve essere praticamente solo composto di volontari. La legge 394 del 1991 non permette alle aree marine protette di dotarsi di personale proprio e fino ad ora si era supplito con contratti a tempo determinato, a progetto e simili. Oggi tutti i direttori della AMP dovrebbero essere rimossi dall’incarico.

Via | AIDAP

Zone umide e torbiere: archivi climatici a rischio

lunedì, 2 giugno 2008 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

torbiere per ricerche palinologichePer studiare i climi che si sono succeduti nel tempo si utilizzano discipline scientifiche come palinologia e dendrocronologia. Le torbiere sono tra i migliori archivi disponibili per estrarre carote in cui i palinologi possono andare in cerca di pollini, da cui ricostruire le associazioni vegetali e, quindi, ricostruire i mutamenti climatici passati. Purtroppo ormai di torbiere ne esistono quasi solo nelle aree protette, perchè altrove le zone umide sono state bonificate, edificate e sono in pratica sparite.

Anche altre discipline, come la dendoroclimatologia, si avvalgono di dati conservati all’interno delle aree naturali protette. Non si può fare dendroclimatologia con alberi piantati nei parcheggi dei centri commerciale, per ottenere dati con valore scientifico servono piante indigene, cresciute in modo naturale, in un contesto non alterato per quanto riguarda l’apporto idrico o la temperatura. I parchi naturali, dove far crescere e invecchiare gli alberi o da dove attingere al patrimonio artistico-architettonico, sono pertanto indispensabili.

Foto | E|NoStress|

La funzione dei parchi nella mitigazione dei cambiamenti climatici

domenica, 1 giugno 2008 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

invasione di nuove specie di zanzareOggi abbiamo tassi di estinzione 1000 volte più rapidi che in passato. Se mancano le specie che ne mantengono l’omeostasi, il sistema ecologico semplificato inizia ad aumentare l’ampiezza delle sue oscillazioni perché le specie opportuniste esplodono dal punto di vista numerico, per mancanza di predatori e competitori.

Concretamente, questo fatto per noi si traduce nella sparizione delle nostre zone umide, e nella colonizzazione da parte di specie mediterranee. Arriveranno prima gli animali perché le piante migrano più lentamente. Ad esempio in Pianura Padana stanno arrivando i gechi, che fino a qualche anno fa erano presenti solo a sud degli Appennini. Dal 2003 abbiamo i flebotomi sulle Alpi (pappataci – Phlebotominae) che trasmettono la Leishmaniosi del cane, in grado poi di trasmettere il contagio agli esseri umani. Il fatto diventa preoccupante con il diffondersi di malattie tropicali come il caso della zanzara tigre, vettore dell’infezione del 2007 di Ravenna.

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