mercoledì, 1 aprile 2009
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
“Chi non può ingrandire la casa del 20% può sempre restringere i mobili del 20%. Questa iniziativa darà lavoro a tanti artigiani, chi la attua sarà più felice perché vivrà in un ambiente più spazioso e l’ottimismo farà uscire l’Italia dalla crisi prima di altre nazioni.” Il presidente Berlusconi, rispondendo all’ennesimo attacco di facinorosi ambientalisti che denunciavano come scempio il piano casa, ha così presentato la sua soluzione al problema 20%.
“Nessuno sarà lasciato indietro” ha ribadito il premier “cambiare l’arredamento permetterà a tutti di distrarsi dalla litania di pessimismo che aleggia nelle case.” La Gelmini, dal canto suo, ha sottolineato come la riduzione delle dimensioni dei banchi scolastici permetterebbe a più ragazzi di seguire le lezioni nella stessa aula. Bossi, a nome dei mobilieri del NordEst e della Brianza, ha brindato alla proposta “Il piano di rottamazione delle auto ha dato ottimi frutti, tanto che ora la nostra Fiat è in grado di dare lezioni alla Chrysler. Ripeteremo il successo con i mobili!”
Continua a leggere: Restringere i mobili del 20%: la proposta di Berlusconi
lunedì, 22 dicembre 2008
a cura di lumachina
in: Energia e carburanti
Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna sono le regioni italiane in cui, secondo uno studio congiunto ANEV-UIL, il settore eolico potrebbe avere i migliori effetti occupazionali. Il settore eolico è in espansione, a differenza di quanto avviene in altri settori energetici, e i numeri degli impiegati a vari livelli aumentano. L’ANEV (Associazione Nazionale Energia dal Vento) stima che gli attuali 13mila occupati diretti e indiretti diverranno 66mila entro il 2020, con una crescita abbastanza regolare di circa 5mila all’anno per i prossimi dieci anni.
L’European Wind Energy Association (EWEA) ricorda come nel 2020, stando agli ultimi impegni presi dalla Comunità Europea, il 14% della produzione di energia dovrebbe essere fornita dall’eolico. Giusto per avere un’idea dell’espansione del settore vi ricordo che nel 2007 eravamo al 3.7%. In Italia di energia eolica ne produrremo meno della metà della media europea, arrivando al 6,72% del totale.
Continua a leggere: Posti di lavoro nell’eolico
venerdì, 12 dicembre 2008
a cura di lumachina
in: Energia e carburanti, Politica ed economia

Le discussioni sul pacchetto clima-energia da adottare in futuro continuano a Bruxelles, dove si discute di quante quote di emissione concedere gratuitamente alle industrie e alle centrali elettriche. A volere le quote ancora gratis sono principalmente i Paesi dell’Europa dell’Est, capeggiati dalla Polonia che praticamente va a carbone, cui si accoda l’Italia, che sta andando sempre più a rifiuti (termovalorizzatori, che producono energia emettendo più CO2 di una centrale a carbone). La Germania vuole proteggere tutte le sue industrie dai costi dell’ammodernamento, la Francia vorrebbe raggiungere un accordo durante il suo semestre di presidenza.
Continua a leggere: Quasi accordo sul pacchetto clima-energia
venerdì, 5 dicembre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
L’Italia sta impedendo il raggiungimento dell’accordo europeo sul pacchetto clima. Consiglio, Commissione e Parlamento europei sarebbero intenzionati ad arrivare al voto del 16 dicembre con degli impegni chiari e precisi, che la sola Italia si rifiuta di accettare, usando la crisi finanziaria come scusa.
Secondo il negoziatore di Greenpeace, Frauke Thies, l’Italia sta “cercando di destabilizzare la direttiva sulle rinnovabili nell’interesse delle compagnie produttrici di energia e contro gli interessi dei cittadini europei, dell’economia e del clima”. Il nostro ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo si giustifica dicendo che l’accordo era segnato da un’impronta eco-ideologica e privo di qualsiasi criterio di sostenibilità economica. In pratica l’Italia vuole una clausola di revisione nel 2014, ovvero la possibilità di abbassare ancora gli obiettivi per la quota di energia da ottenere con le rinnovabili. Inoltre la Prestigiacomo voleva gratis delle quote di emissione per le nostre industrie siderurgiche e per i settori cartario, ceramico e del vetro oltre a maggiore flessibilità per il termolettrico (bruciare rifiuti ci costa già molto e i prezzi aumenteranno!).
Continua a leggere: L’Italia contro il pacchetto clima-energia
martedì, 2 dicembre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
55 associazioni, tra quelle ambientaliste, sociali, di categoria e sindacati, hanno chiesto al governo italiano di impegnarsi a rispettare gli impegni del pacchetto 20-20-20 e a non boicottare le trattative in corso a Poznan alla conferenza sul clima.
Le richieste spaziano dal rivedere i tagli agli incentivi sulla ristrutturazione degli edifici quando orientata al risparmio energetico fino al non ridurre l’impegno nella ricerca. Si chiede di non spostare i fondi destinati alle energie alternative dalle rinnovabili al nucleare e di programmare campagne di sensibilizzazione dei cittadini sul risparmio energetico (invece di aiutare solo qualcuno a pagare le bollette, meglio aiutare tutti a spendere di meno!).
Le associazioni chiedono di aiutare i pendolari (Trenitalia vuole tagliare il trasporto locale) a non dover prendere la macchina attraverso sostegni al trasporto pubblico. Chiedono di riconoscere il ruolo dell’agricoltura biologica nel bilancio delle emissioni di gas serra (i terreni dove si coltiva bio assorbono più CO2 di quelli trattati chimicamente). Chiedono infine di favorire le filiere corte, che riducono il traffico e permettono ai cibi locali di arrivare freschi in tavola.
Via | Legambiente
Foto | tacoekkel
martedì, 18 novembre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
“Il pacchetto clima rappresenta un’opportunità di sviluppo e di competitività delle imprese italiane” sostiene la CNA (Confederazione Nazionale Artigianato) in risposta alle tesi del Governo (e di Confindustria) riguardo allo sforzo “insostenibile” del rispettare gli impegni di riduzione delle emissioni. Tommaso Campanile, responsabile nazionale del dipartimento “Competitività e ambiente” della CNA ricavandone un punto di vista interessante sulla politica italiana, sostiene che il pacchetto clima non vada visto solo in ottica ambientale:
L’implementazione di una politica energetica di promozione dell’efficienza e delle nuove tecnologie ‘pulite’ può rappresentare una soluzione non solo al problema ambientale, ma anche per l’alleggerimento della dipendenza dall’estero nell’approvvigionamento energetico, nonché per far fronte agli elevati costi delle materie prime.
Continua a leggere: Alle Piccole e Medie Imprese il pacchetto clima conviene
giovedì, 30 ottobre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
Le prime multe per inadempienza dei tagli alle emissioni arriveranno l’anno prossimo e il governo che non ha fatto i compiti cerca di farsi firmare una giustificazione, sfruttando la crisi finanziaria mondiale. Si sapeva da anni che questa scadenza sarebbe arrivata e ora mi sembra infantile aggrapparsi all’evento dell’ultimo minuto per coprire mancanze croniche.
Ridurre le emissioni puntando al risparmio energetico significa aiutare milioni di famiglie a pagare una bolletta meno salata. Chiedere una proroga significa pagare tanto oggi e pagare ancora di più domani. Un governo che dura in carica una manciata di anni cerca risultati a breve periodo e cerca di scaricare ad altri o di posticipare ogni pagamento possibile. La gente, che non dura una manciata di anni ma qualche decennio, dovrebbe pensare al suo interesse con più lungimiranza.
Continua a leggere: Cambiare le leggi per non pagare la multa sul clima
sabato, 18 ottobre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
Il governo Berlusconi insiste nel dire che i costi del pacchetto clima sono insonstenibili per l’industria italiana e Legambiente risponde che, adottando il pacchetto clima, lo Stato Italiano potrebbe risparmiare 600 milioni di Euro.
Il governo parla di 25-30 miliardi l’anno, per adeguare la nostra tecnologia, mentre per la Comunità Europea ne basterebbero 8. La Commissione Europea stima anche un risparmio di 7,6 miliardi all’anno grazie al taglio delle importazioni di idrocarburi e di 1 miliardo di euro nei costi per contrastare l’inquinamento. I costi effettivi pertanto scendono fino a trasformarsi in un guadagno netto di 600 milioni di euro l’anno.
Continua a leggere: Costi del pacchetto clima: Legambiente contro il governo
giovedì, 16 ottobre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
Applicare il pacchetto clima/ambiente costa troppo e Berlusconi userebbe il veto per anteporre gli interessi delle imprese italiane a quelli di tutti gli altri (cittadini italiani non imprenditori compresi). Lo ha detto al consiglio dei capi di Stato dell’Unione Europea riunito a Bruxelles. Berlusconi ha detto che le imprese italiane non sono in grado di addossarsi tutti i costi e immagino le pressioni che ha ricevuto, ma la popolazione italiana e’ in grado di sostenere i costi di questa scelta?
L’Italia, in particolare, chiede di non essere valutata negli obbiettivi intermedi. Questo significa scaricare la colpa del fallimento sulla legislatura al governo nel 2020, invece di dover rendere conto ora di quel che si fa ora. Berlusconi chiede anche il permesso di ridurre meno le emissioni delle auto, questo favorirebbe il mercato, ma con quali soldi cureremo le migliaia di persone che ogni anno si ammalano di smog, forse con i soldi delle pensioni non riscosse delle 8.000 persone che ogni anno in Italia muoiono di smog? Il nostro Consiglio Nazionale delle Ricerche ha calcolato che nelle grandi città un morto ogni 5 e’ dovuto all’inquinamento.
Ora, il voto sul pacchetto clima e’ a maggioranza qualificata e per ora si sono espressi contro l’Italia e la Polonia. La Polonia, che produce energia al 93% bruciando carbone, teme rincari nelle sue bollette energetiche fino al 90% e spera di rimandare il problema a quando la presidenza di turno sarà della (più collaborativa) Repubblica Ceca. La Francia di Sarkozy e’ fortemente a favore dell’adozione del pacchetto clima e dalla Germania della Merkel, promotrice del pacchetto, non mi aspetto brutte sorprese.
» Pronti a veto sul pacchetto UE sul Corriere della Sera
» Il pacchetto clima dell’Unione Europea
mercoledì, 15 ottobre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, risponde negativamente alle richieste di dilazionare o ammorbidire gli obbiettivi del pacchetto clima, sottoscritto lo scorso anno anche dall’Italia. A chiedere di non dedicare al clima le attenzioni pattuite erano stati, tra gli altri, Stefania Prestigiacomo, nostro ministro per l’ambiente, e Andrea Ronchi, ministro delle politiche comunitarie.
I cambiamenti climatici non sono un aperitivo o un digestivo che prendiamo solo se ci sentiamo bene. Si tratta di una sfida, un vero problema che non scompare a causa della crisi finanziaria. Non facciamo ora, rispetto ai cambiamenti climatici, lo stesso errore che fu fatto con la crisi finanziaria, ovvero non affrontare in tempo il problema.
Barroso concede la flessibilità necessaria, ma non accetta scuse o tentennamenti da parte degli Stati membri. Gli impegni presi vanno rispettati e, anzi, in momenti difficili come questi si dovrà anche calcolare uno sforzo supplementare. Nel fine settimana Barroso incontrerà Bush e cercherà di convincere il presidente americano ad impegnarsi nella stessa battaglia.
Via | Commissione Europea
Foto | openDemocracy
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Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...