mercoledì, 18 agosto 2010
a cura di lumachina
in: Energia e carburanti

L’OPEC, volendo restare in affari a lungo, ha adottato varie strategie: la prima riduce i guadagni immediati per massimizzare quelli a lungo termine. Per impedire la diffusione delle auto elettriche, delle ibride e, in generale, delle energie rinnovabili il prezzo del petrolio deve restare basso. Le alternative ai combustibili fossili devono restare scomode, costose e associate al fanatismo ambientalista, non alla saggezza economica del padre di famiglia medio.
La seconda strategia e’ quella di far assorbire ad altri le variazioni di prezzo.
Il prezzo dovrebbe essere definito dal mercato, ovvero dall’equilibrio tra domanda e offerta. Nel caso del petrolio siamo abituati a vedere la domanda poco elastica: quando il prezzo sale, le quantità vendute scendono di poco perché la gente non cambia abitudini. Si lamenta, ma continua a guidare la macchina. Al massimo chiede al governo di tagliare le accise sui carburanti per mantenere invariato il prezzo al consumo. Continua a leggere: Strategie petrolifere contro le energie rinnovabili
mercoledì, 12 novembre 2008
a cura di Giancarlo
in: Energia e carburanti
Il World Energy Outlook 2008 (WEO 08) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) presenta una chiave di lettura duplice. Da un lato troviamo il consueto messaggio “di continuità”, sia sul fronte della disponibilità di petrolio (le riserve ci sono), che dell’imprescindibilità del petrolio (e dell’attuale struttura industriale) per i decenni a venire. Dall’altro il WEO 2008 presenta un inedito (per l’IEA) avvertimento sulle riserve rimanenti di petrolio “facile”, quello dei grossi giacimenti, che costa meno di 10$/barile: Cheap oil is over, dice il Direttore Tanaka a pag. 3. Il rapporto (569 pagine!) è strutturato in tre parti: 1) Global Energy Trends to 2030; 2) Oil and gas production prospects; 3) The role of energy in climate policy.
Noi diremo che il WEO 2008 fa entrare il lettore (ed il finanziere) interessato al prezzo futuro del mercato nella disciplina preferita dai geologi: la stima delle quantità restanti in funzione dei consumi passati del pozzo. I primi 800 giacimenti di petrolio mondiali sono stati studiati dagli esperti dell’IEA, per la stima della produzione futura in barili/giorno. Si tratta, quindi, di un quasi-censimento (rappresentativo del 58% della produzione attuale) quanto mai necessario vista l’inattendibilità dei dati sulle riserve forniti dai governi dei paesi di area OPEC, interessati a mantenere le quote di produzione proporzionali alle riserve stesse.
Continua a leggere: Il World Energy Outlook 2008
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...