Sono sempre stata convinta che lo zucchero di canna fosse più nutriente dello zucchero bianco, che il glutammato nel dado fosse da evitare, che il biologico fosse eticamente preferibile dell’agricoltura tradizionale. Poi ho letto questo libro e ho iniziato a guardare le cose con un’altra prospettiva.
Estraggo alcuni dei temi che vengono trattati:
Cosa non è OGM?
Bressanini è un chimico e basa tutto il suo libro sulla scienza e sul principio che una persona può parlare di certi argomenti e lanciare giudizi solo se ha la competenza per farlo.
Un argomento cardine del libro sono gli OGM. Qual è il confine tra OGM e non OGM? La definizione che dà l’UE comprende “solo gli organismi che derivano da modificazioni mirate effettuate attraverso la tecnica del DNA ricombinante” (p.10). Con questa definizione, una persona che non ha le competenze necessarie, può immaginarsi solo a grandi linee cosa significhi. Però, questa persona qualsiasi, non sa che il resto del cibo che viene venduto e che non ricade nella definizione di OGM viene comunque trattato con radiazioni nucleari: raggi gamma, raggi X, raggi alfa, raggi beta, fasci di neutroni lenti.
Riporto qui sotto un esempio, quello del pompelmo rosa:
p. 15 «Il pompelmo rosa non è sempre esistito. Dopo la seconda guerra mondiale iniziarono i cosiddetti “usi pacifici dell’energia atomica”. Nella nazioni più avanzate e in quelle in via di sviluppo molti giovani ricercatori cominciarono a utilizzare le radiazioni nucleari con l’obiettivo di modificare le caratteristiche delle piante esistenti. […] Ma la varietà di maggior successo commerciale è sicuramente un tipo di pompelmo che tutti voi conoscete: lo Star Ruby dalla polpa rosata. Insomma, il pompelmo rosa non e sempre esistito! La prima varietà è stato il Ruby Red derivato da una mutazione spontanea scoperta in Texas nel 1929. Tuttavia il colore rosso sbiadiva all’avanzare della stagione e il succo non aveva un colore gradevole. I semi di pompelmo furono quindi irradiati con fasci di neutroni lenti, e nel 1970 venne introdotta in commercio la varietà Star Ruby, senza semi e dalla polpa rossastra. Ulteriori irradiazioni generarono nel 1984 la varietà Rio Red, con rese migliorate. I frutti di entrambe le varietà mutanti, vendute con il nome di Rio Star, coprono il 75% della produzione texana di pompelmo. » Continua a leggere: “Pane e Bugie” di Dario Bressanini
Si chiama Enviropig™, la “linea” di maiali geneticamente modificati che riducono l’inquinamento da fosforo. Sono in grado di assimilare il fosforo contenuto nei cereali da foraggio. Di conseguenza abolendo l’integrazione di fosforo minerale nella dieta, le feci suine conterranno meno fosforo e si avrà un concime animale meno inquinante.
Il maiale a bassa produzione di fosforo
E’ Yorkshire la razza di maiale scelta per il potenziamento genetico. Le aziende agricole potranno allevare i suini del progetto Enviropig ™ per contribuire a ridurre i residui inquinanti di fosforo. Cosa li rende geneticamente modificati ma sostenibili?
La vera sfida dei prossimi decenni sarà capire come incrementare fortemente l`offerta agricola senza espandere gli ettari di terra utilizzata. Si stima che il mondo ospiterà più di 9 miliardi di persone entro il 2050, una previsione che potrebbe essere disattesa dalla variabile “cambiamento climatico” che porta un certo grado di incertezza nelle proiezioni sull`offerta agricola. Occorre una rivoluzione.
Una rivoluzione che ristabilisca le priorità nella ricerca agricola, come il bisogno di nuove varietà di colture che crescano con meno acqua e con meno fertilizzanti, oppure che siano più resistenti al caldo e agli insetti.
Ugualmente importante è la ricerca riferita alla rotazione delle colture, alla gestione del terreno e alla riduzione degli sprechi. Ma tutto questo richiede soldi: la FAO stima che per raggiungere questi obiettivi di ricerca e per poterli esportare nei paesi in via di sviluppo entro il 2050 sono necessari investimenti pari a 83 miliardi di dollari US all`anno.
Per sopravvivere alla siccità non servono piante geneticamente modificate, basta uno spray che le aiuti a fronteggiare il momento difficile.
La sostanza magica e’ un ormone naturalmente presente nelle piante, che lo usano per controllare la chiusura dei pori o per far cadere le foglie: l’acido abscissico. Gli scienziati hanno trovato varie molecole sintetiche che stimolano la stessa reazione, attivando gli stessi recettori.
Jian-Kang Zhu e i ricercatori del VARI (Van Andel Research Institute) ritengono che spruzzare le piante con queste sostanze sia un modo più semplice, più economico e meno dannoso per l’ambiente che modificare il patrimonio genetico delle specie coltivabili per includerci la resistenza ad una eventuale siccità. Il rimedio si usa solo se, dove e quando serve.
C’è un conflitto di interesse quando la stessa multinazionale chimica vende medicine per curare le malattie causate dai propri prodotti? Secondo Emmanuelle Schick Garcia, autore del film The Idiot cycle, c’è un enorme interesse a creare problemi per poter guadagnare sulla loro soluzione.
Per diserbare un acro di cotone negli USA servono oggi tra i 40 e i 60 dollari di diserbanti, mentre pochi anni fa ne bastavano 25. Tutto questo GRAZIE alle piante geneticamente modificate.
La Monsanto, che deve metà del suo fatturato annuo alla vendita accoppiata di semi geneticamente modificati resistenti al suo erbicida, il famoso “Roundup“, si trova ora a dover spiegare come abbiano fatto le erbe infestanti a sviluppare, senza passare dai laboratori dell’ingegneria genetica, la resistenza al fitofarmaco.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha avviato una consultazione pubblica concernente la revisione del documento orientativo, o guida, del gruppo di esperti GMO per la valutazione del rischio ambientale delle piante geneticamente modificate. Come leggo nella nota dell’autorità la guida contiene “una sezione aggiornata dedicata alla valutazione dei possibili effetti su organismi non bersaglio”.
Il dato di fatto e’ che la popolazione mondiale consuma più risorse di quelle che il pianeta e’ in grado di rigenerare.
L’interpretazione di questo fatto proposta da Nina Fedoroff, consigliere scientifico del governo USA, e’ che “ci sono troppe persone, quindi dobbiamo ridurle, e non c’è cibo per tutti, quindi dobbiamo sdoganare gli alimenti geneticamente modificati”. La strategia suggerita consentirebbe all’industria biotech statunitense di vendere sementi gm e medicinali per il controllo delle nascite in un nuovo mercato.
Un rapporto della FAO dice che oggi produciamo cibo sufficiente per 12 miliardi di persone, quasi il doppio degli essere umani che popolano il pianeta. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità dice che al mondo ci sono più obesi che gente sottopeso. Ora, quello che leggo io in questi dati e’ che quello che manca nel sistema non e’ la manipolazione genetica, ma la distribuzione.
Cosa pensano i vip italiani degli Ogm? A guardare le interviste pubblicate da Eco Tv sul tema si può dire senza ombra di dubbio che sono CONTRARI. Da Claudia Gerini a Giobbe Covatta a Costantino tutti si dicono preoccupati o almeno dubbiosi sulla diffusione degli organismi geneticamente modificati.
A dire il vero mi sarebbe piaciuto sentire anche la voce di chi invece è favorevole, ma credo che per un vip italiano dichiararsi pro Ogm sarebbe stata una mossa troppo impopolare. Molti, però, hanno espresso la loro non completa informazione sul tema ponendosi domande e mostrandosi incerti, anche se poi alla fine hanno scelto la strada del “NO”. Il giornalista Michele Cucuzza, ad esempio, ammette di conoscere solo il grande dibattito sul tema, ma “se ci fossero delle certezze maggiori si potrebbe essere meno radicali nelle decisioni” e nel dubbio “respingerli”.
L’unica che osa è l’attrice Tosca D’Aquino che pur ricordando la sua storia di napoletana e di colei che “vorrebbe l’orto in casa”, afferma di non poter dare una risposta efficace perché “c’è chi gli ha spiegato che la scienza deve andare avanti”!
Preoccupante infine la dichiarazione dell’attore e chef Andy Luotto: “Purtroppo è tutto Ogm, perché si sono infiltrati ovunque. E’ quindi necessario imparare a far bene la spesa!”
Chiuderei infine con l’intervista del giornalista e biologo Alessandro Di Pietro che richiama un problema concreto e attuale degli Ogm: la distruzione della libertà di chi dice no a questi organismi. Di Pietro parla infatti del fenomeno dell’impollinazione delle piante che porterebbe alla contaminazione delle coltivazioni non Ogm a scapito di chi, questa novità della scienza, non la voleva.
Domani, 20 novembre, la Conferenza Stato Regioni si pronuncerà su 9 protocolli per la sperimentazione delle coltivazioni Ogm. Ne danno notizia i vari commenti di chi è contrario all’introduzione in Italia della sperimentazione. Difficile trovare in giro altre informazioni.
Ieri il ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, in una conferenza stampa si è autocelebrato gran difensore dei consumatori presentando le novità in materia di etichettatura obbligatoria di origine negli alimenti. Tanto di cappello al ddl approvato lo scorso 31 ottobre dal Governo che permetterà a tutti noi di sapere da dove viene il cibo che mangiamo. Nulla però è stato detto sui 9 protocolli sulla sperimentazione in campo aperto di Ogm che il Ministero ha approvato e inviato alla Conferenza Stato-Regioni. Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, parla giustamente di una “ sotterranea approvazione”. A prescindere dalle posizioni soggettive in materia di Ogm, i cittadini e i consumatori hanno diritti di essere informati su decisioni importanti come questa, che riguardano la nostra salute e la tutela della biodiversità.
Quali i rischi di un via libera a questa sperimentazione? Secondo Ferrante “lcune varietà ortofrutticole tra cui vite, ulivo, fragole e ciliegie nostrane, saranno a rischio. ”I protocolli di ricerca – ha invece spiegato Loredana De Petris, responsabile agricoltura dei Verdi – sono inadeguati dal punto di vista della sicurezza ambientale e non prevedono nemmeno l’obbligo di assicurazione contro il danno e di notifica ai confinanti. Sono gli stessi protocolli tecnici – prosegue De Petris – che una forte mobilitazione del mondo agricolo e ambientalista ed il parere negativo del Ministro Pecoraro Scanio avevano bloccato nel giugno del 2007”.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...