Su www.colonnineelettriche.it trovate dove stanno le colonnine per ricaricare il vostro veicolo elettrico in Italia. I punti sono stati censiti e messi on line dalla Phase Web Agency, la stessa che ha realizzato la mappa dei distributori di latte e dei detersivi alla spina di cui ecowiki ha già apprezzato l’utilità.
Come per la milkmaps e wahmaps potete segnalare e correggere i dati della mappa, basata sul contributo degli utenti e resa disponibile nello spirito di condivisione delle informazioni utili a vivere meglio tipica della generazione 2.0
In Italia, ogni anno, vengono uccisi più di 600 pedoni e oltre 20.000 vengono feriti. Molti incidenti capitano per distrazione di chi e’ alla guida.
Altan, Staino, Vauro, Giannelli, Giuliano hanno offerto alcune delle loro vignette e Piero Angela, Licia Colò e Carlo Lucarelli le hanno affiancate con le loro parole. Tutti hanno lavorato sul tema “siamo tutti pedoni” seguendo il proprio stile comunicativo preferito.
Hanno piste ciclabili con due corsie per senso di marcia, a Copenhagen. Servono perché tantissima gente usa la bicicletta per muoversi in città e una corsia sola non bastava a contenere tutto il traffico.
Hanno l’onda verde ai semafori calibrata sui 20 km/h, ovvero sulla velocità di un ciclista medio.
Il verde ai semafori scatta prima per le bici e poi per le auto.
Nel modello SARTRE (Safe Road Trains for the Environment) un autista professionista potrebbe far viaggiare in modo compatto un “treno” di otto vetture con destinazioni simili. Ogni vettura deve essere equipaggiata con un sistema wireless capace di rilevare posizione e movimento delle altre “carrozze” e di seguire le istruzioni della “locomotiva”.
L’autista in un convoglio di questo tipo può staccare le mani dal volante e farsi portare passivamente, mantenendo la libertà di entrare o uscire dal convoglio in qualsiasi momento. Il professionista alla guida potrebbe essere un camionista, un tassista o comunque un guidatore con ampia familiarità con quel tratto di strada. Il servizio potrebbe essere a pagamento, ovvero ogni auto equipaggiata con SARTRE potrebbe pagare solo il tempo in cui effettivamente si fa guidare o fare un abbonamento forfettario.
La nuova linea di trasporto bolognese dovrà collegare l’aeroporto con la stazione grazie a 5 km di viadotto. Avrà pannelli fotovoltaici integrati per produrre elettricità (320 KWp) e pareti verdi per rendere più amena la struttura. L’opera dovrebbe essere pronta nel 2013.
Il fatto di avere una sola fermata intermedia, al Lazzaretto, ha fatto un po’ storcere il naso a chi pensava di poterla usare per alleggerire il traffico urbano. Si tratta solo di un servizio per i viaggiatori su lunghe distanze e per gli studenti del nuovo polo universitario del Lazzaretto che potranno usufruire di un biglietto scontato.
Il traffico deve essere così fastidioso da spingere la gente a cambiare abitudini, lasciando a casa la macchina e usando le due ruote o i mezzi pubblici. Solo quando una percentuale significativa di autisti avrà cambiato strategia si potranno avere dei benefici ambientali. Questa l’analisi degli effetti ambientali del traffico fatta da David Owen sul Wall Street Journal.
Fluidificare il traffico non fa diminuire le emissioni
L’idea che basti aumentare la superficie delle strade per diminuire la densità delle auto e’ ingenua. I fatti dimostrano da anni che le nuove strade attirano nuovo traffico e spingono gente che prima non si spostava in macchina a percorrere quei nuovi e invitanti chilometri di asfalto. Il volume di traffico aumenta e con esso l’inquinamento prodotto.
200 Euro di incentivo a comprare una bici, senza doverne rottamare una, pari al 30% del prezzo di listino. Per le bici a pedalata assistita si arriva fino a massimo di 450 euro. Sono stati annunciati 13 milioni di Euro, di cui la maggior parte dedicate ai mezzi a propulsione umana ed una parte minore ai veicoli elettrici. Si aspetta conferma per venerdì 18 a Milano, all’inaugurazione del salone del ciclo Eicma 2009 con l’intervento del ministro Prestigiacomo.
Rispetto ai 700 Euro dell’anno scorso, l’incentivo per comprare una bicicletta e’ diminuito e questo favorirà l’acquisto di bici di fascia più bassa, disponibili per un maggior numero di persone. (Sembra quasi una misura per conquistare il voto amministrativo agli immigrati residenti, grandi utilizzatori delle due ruote!)
Far muovere metà della gente di Copenhagen con le biciclette entro il 2015 e’ il target per diventare la migliore città ciclabile al mondo. Oggi, lungo i 350 km di piste ciclabili, in bici ci va già un terzo degli abitanti e metà degli spostamenti inferiori agli 8 km avviene sulle due ruote. Per i danesi andare in bici e’ naturale come lavarsi i denti: ci vanno in ufficio con la valigetta, a fare la spesa e ci portano in giro i bambini.
La progettazione urbanistica favorevole alla mobilità sostenibile e’ iniziata negli anni ‘70 e ‘80, con continue aggiunte di piste ciclabili. In molti incroci i ciclisti hanno la priorità sia sulle auto che sui pedoni. Giusto per dare un paio di cifre sulla sicurezza, a Copenaghen muoiono 5 ciclisti all’anno per incidenti stradali, a Milano circa 315. I dati di tutto il mondo dicono che più aumentano i chilometri di piste ciclabili e più diminuiscono i morti.
Nelle nostre città sono i proprietari di case in centro ad opporsi alle piste ciclabili che favorirebbero l’uso quotidiano della bici: la prima obiezione “le ciclabili sottraggono posti auto” viene espressa con l’astio di chi passa le ore a cercare parcheggio sotto casa e non pensa che, andando in bici, risolverebbe il problema parcheggio facilmente. La seconda obiezione e’ che le bici riducono il traffico, senza traffico i prezzi delle case in centro scendono e i proprietari ci perdono. La congestione e’ funzionale al business immobiliare.
Chi decide di muoversi in bici o con altri mezzi ecologici dovrebbe essere aiutato dalle amministrazioni comunali. Un nostro lettore, Giovanni, ci scrive:
Attualmente il Codice della strada prevede che le piste ciclabili possono essere transitate esclusivamente da velocipedi o da biciclette a pedalata assistita.
Perché non dare la possibilità ad altri veicoli altrettanto ecologici ad esempio: monopattini elettrici, biciclette elettriche e microcicli elettrici di transitare liberamente su tali percorsi?
Chiaramente adottando tutte le dovute regole comportamentali.
Iniziando così una intermodalità sostenibile con treni, metro e pullman di linea, si potrebbero ottenere duplici benefici: una mobilità sostenibile diversificata e condivisa, riduzione di ingorghi e inquinamento e ulteriori opportunità in termini occupazionali.
Autoproduzione di energia per il trasporto pubblico ottenuta collegando alla rete un apparecchio che produce energia (la bici) e uno che la consuma (l’autobus). Produttore e consumatore possono essere la stessa persona in tempi differenti. L’idea innovativa sulla mobilità sostenibile del designer Chiyu Chen si chiama Hybrid squared (ibrido al quadrato).
Il sistema e’ composto da bici a noleggio capaci di immagazzinare energia sia durante la marcia sia durante le frenate. L’energia accumulata in un ultracondensatore viene poi contabilizzata e immessa nella griglia elettrica al momento della riconsegna della bici. Chi ha pedalato si vede assegnare su una carta di credito dedicata un valore che può essere scontato dal prezzo del biglietto dell’autobus.
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Ciao Sefora, qui, in Serbia, dove mi trovo adesso, ci sono moltissime case contadine costruite in...
Mi sembrava che le giornate fossero più corte, ecco perché il tempo non mi basta mai!
Sono un ingegnere oltre che imprenditore nel settore edile. Mi sono avvicinato con molto...
Ciao PiccoloSocrate, se non sbaglio in italia la potenza istantanea necessaria è di circa 40 GW per...