Se quest’anno ci saranno poche castagne nei nostri boschi una parte della colpa e’ di una vespina cinese, il cinipide del castagno Dryocosmus kuriphilus. Le piante colpite producono meno frutti, si accrescono con difficoltà e l’intero castagneto deperisce. Le femmine depongono le uova nelle gemme e, quando queste si schiudono, le foglie che ne escono presentano delle galle, ovvero dei rigonfiamenti all’interno dei quali le giovani larve crescono fino allo sfarfallamento.
In Italia le prime segnalazioni dell’infestazione si sono avute nella provincia di Cuneo nel 2002. Da allora il parassita si e’ diffuso fino alla Liguria, la Toscana e il Lazio. Quest’anno alcuni gruppi di alpini e squadre antincendio boschivo che organizzeranno le tradizionali castagnate in Piemonte lo faranno con castagne provenienti da Napoli: in quella zona sono ancora salvi dal parassita. Il problema non e’ solo folkloristico, tutti gli animali selvatici che contavano sulle castagne per sopravvivere all’inverno ne risentiranno.
Stare al sole. Le zanzare sono insetti privi di esoscheletro (quello duro dei coleotteri, per intenderci) e al sole si disidratano in fretta. Per questo le si trova in casa e la sera e solo molto raramente in riva al mare.
Bacillus thuringiensis israelensis. E’ un bacillo letale per le larve di zanzara che può essere liberato negli ambienti acquatici prima della schiusa delle larve. I trattamenti devono essere pianificati ed estesi per avere effetto. Il Bti ha effetto anche sui lepidotteri (tarme e farfalle), sui coleotteri (scarafaggi e coccinelle) e sugli imenotteri (api e vespe) ed e’ incluso in piante geneticamente modificate per resistere agli insetti.
Filo di rame nei sottovasi. Il rame e’ un biocida molto potente, talmente potente che lo si usa nelle vernici antivegetative delle barche. Ha la controindicazione di bioaccumularsi lungo la rete trofica.
Piretrine e piretroidi. Lo zampirone brucia queste sostanze. Sono insetticidi con effetto totale, ovvero uccidono indistintamente tutte le specie di insetti con cui entrano in contatto. Possono avere effetto sul sistema nervoso umano, in alte dosi.
L’idea di incoraggiare il controllo naturale dei roditori che danneggiano i raccolti e’ partita da Israele e viene applicata anche in Palestina e in Giordania. Lo Stato di Israele ha un programma di aiuti finanziari per invogliare gli agricoltori a posizionare nidi artificiali per gli uccelli che predano i topi, mentre in Palestina e in Giordania la campagna di lotta biologica e’ supportata dai gruppi di ricerca universitari sulla conservazione della natura e da varie associazioni.
Una enorme battuta di caccia al rospo delle canne ha coinvolto gli abitanti dello stato australiano del Queensland. Ne sono stati raccolti a migliaia e, come da regolamento della giornata, sono stati soppressi in modo indolore. Con i corpi dei rospi verrà preparato del fertilizzante di cui potranno disporre gli agricoltori che, per anni, hanno combattuto da soli l’invasione dei rospi.
Il rospo delle canne (Bufo marinus) era stato introdotto 75 anni fa dal Sud America per combattere uno coleottero indigeno (Dermolepida albohirtum) che devastava le piantagioni di canna da zucchero. Il progetto di lotta biologica era fallito, perché i rospi non riuscivano a saltare fino alle parti alte delle canne, dove i coleotteri trovavano rifugio. Come danno collaterale i rospi si diffusero a macchia d’olio. La tossicità del veleno contenuto nella loro pelle tenne alla larga i possibili predatori. Predano la fauna locale e possono essere portatori di salmonella.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...