mercoledì, 4 gennaio 2012
a cura di lumachina
in: Energia e carburanti, Politica ed economia
L’ONU ha deciso di dedicare il 2012 a migliorare l’accesso, l’efficienza e la sostenibilità ambientale nell’uso dell’energia. Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ha scelto l’energia sostenibile come una delle cinque priorità del suo secondo mandato.
L’energia deve essere pulita, attualmente le rinnovabili costituiscono il 19% della produzione mondiale. Le Nazioni Unite sono convinte che con la spinta politica giusta si possa alzare questa percentuale fino al 75% entro il 2050.
Nei Paesi sviluppati si punterà ad abbassare l’intensità energetica, migliorando l’efficienza e liberando cosi risorse da destinare altrove. Nei Paesi in via di sviluppo diventerà operativo un network di professionisti con l’obiettivo di diffondere buone pratiche e strategie ottimizzate di elettrificazione.
Continua a leggere: 2012 anno dell’energia sostenibile per tutti
mercoledì, 7 settembre 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Vicino al Parco nazionale della foresta di Kibale si vive meglio che altrove e la gente non arriva alla disperata scelta di vendere la terra per sopravvivere alla miseria.
Tra il 1996 e il 2006 la foresta protetta dal parco ha mantenuto la sua copertura forestale, la sua biodiversità arborea e le sue popolazioni di primati, mentre questi indicatori sono scesi drasticamente nelle aree circostanti. Dove manca la protezione di un parco, le foreste vengono tagliate, le terre cedute e gli spazi per l’agricoltura di sussistenza spariscono.
Lisa Naughton-Trevesa, del dipartimento di geografia dell’università del Wisconsin, e Colin A. Chapmanc, del dipartimento di antropologia della McGill University di Montreal hanno seguito 252 famiglie per capire se i divieti dei parchi avevano un effetto sulla vita di chi vi abita vicino.
Continua a leggere: Più ricchi quelli che abitano vicino ai parchi
lunedì, 4 luglio 2011
a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione
La crisi economica ha ridotto i fondi destinati agli obbiettivi del millennio e tra questi in particolare hanno sofferto quelli con il peggior ritorno di immagine: le fognature.
I finanziamenti si trovano più facilmente per quelle strutture su cui mettere una targa garantisce prestigio: scuole e ospedali. Pozzi e acquedotti sono meno appariscenti ma si possono difendere. Una fogna no. Puzza ed e’ piena di merda. Serve, siamo tutti d’accordo, ma se potessimo parlare d’altro lo faremmo volentieri.
Ogni dollaro investito per rendere più salubri le acque rende 9 dollari in benefici indotti. Il rapporto della Banca Mondiale e di Water Aid parla chiaro: uno Stato può perdere fino al 6% del PIL ogni anno per la cattiva gestione delle acque. In assenza di acque pulite la gente si ammala, non lavora e non va a scuola e queste assenze hanno un costo sociale molto alto anche in termini economici.
Continua a leggere: Finanzieresti una fogna? Ne hanno più bisogno che degli ospedali.
lunedì, 9 maggio 2011
a cura di Francesca Casiraghi
in: Politica ed economia, Salute e alimentazione
La vera sfida dei prossimi decenni sarà capire come incrementare fortemente l`offerta agricola senza espandere gli ettari di terra utilizzata. Si stima che il mondo ospiterà più di 9 miliardi di persone entro il 2050, una previsione che potrebbe essere disattesa dalla variabile “cambiamento climatico” che porta un certo grado di incertezza nelle proiezioni sull`offerta agricola. Occorre una rivoluzione.
Una rivoluzione che ristabilisca le priorità nella ricerca agricola, come il bisogno di nuove varietà di colture che crescano con meno acqua e con meno fertilizzanti, oppure che siano più resistenti al caldo e agli insetti.
Ugualmente importante è la ricerca riferita alla rotazione delle colture, alla gestione del terreno e alla riduzione degli sprechi. Ma tutto questo richiede soldi: la FAO stima che per raggiungere questi obiettivi di ricerca e per poterli esportare nei paesi in via di sviluppo entro il 2050 sono necessari investimenti pari a 83 miliardi di dollari US all`anno.
Continua a leggere: Come nutrire un mondo affamato?
venerdì, 12 marzo 2010
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
In tutta la fascia a sud del deserto del Sahara, in Africa, sono le donne che devono procurarsi acqua e legna da ardere per cucinare. Se una siccità prolungata asciuga i pozzi, sono loro a dover camminare per ore e ore, ogni giorno, per provvedere alla famiglia. Il 70% della forza lavoro agricola e’ composta da donne, se vanno a prendere l’acqua non possono lavorare e la produzione cala. Dopo la sete, viene la fame.
Camminare in cerca di risorse naturali vitali sottrae tempo alla scuola, alla cura dei bambini e degli anziani e a tutte le altre attività economiche e sociali che riempiono le giornate delle donne. Negli anni in cui l’agricoltura non rende bene, le bambine vengono tolte dalla scuola e date in moglie più presto del solito per incassare la dote. Sono donne il 70% dei poveri del mondo e sono donne due analfabeti su tre.
Un bilancio di genere e’ una attenta osservazione degli effetti di un evento o di una politica sui due sessi. Giusto per fare un esempio, quando si dice che le grandi opere daranno lavoro ai disoccupati non si pensa che a lavorare saranno molti più edili maschi che femmine.
Human Development Report 2009
Climate change connections from WEDO
Foto | Oxfam
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...