Cresce la voglia di bici. Pubblicato il rapporto “A-bici” di Legambiente

giovedì, 16 settembre 2010 a cura di Enrico Pascucci
in: Auto e trasporti

Crescono le piste ciclabili in Italia, la loro lunghezza complessiva è di 3.227 km (circa 380 km più del 2008 e 730 km più del 2007). Secondo il rapporto A-bici di Legambiente sempre più italiani decidono di spostarsi in bici, preferendola a mezzi pubblici e automobili.

Il documento contiene una classifica tra 92 capoluoghi di provincia, per testarne l’impegno nella promozione della mobilità dolce. Com’è facile immaginare le città più ricche di percorsi adatti alle bici, identificati con le piste ciclabili, le aree pedonali transitabili anche in bici e le strade con limiti di velocità inferiori ai 30km/h, si trovano nella pianura padana, che favorite dall’assenza di dislivelli occupano  quasi tutte le prime quindici posizioni, escludendo la tredicesima in cui si piazza Verbania.

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In maremma il ristorante veg più grande d’Europa

venerdì, 6 agosto 2010 a cura di Panthea
in: Appuntamenti, Salute e alimentazione

Dal 6 al 15 agosto, nella stupenda cornice della maremma grossetana, c’è Festambiente un’occasione di educazione alimentare e alta cucina. Segnaliamo in particolare il ristorante vegetariano più grande d’Europa. I ristoranti sono temporanei, attivi durante la festa, quindi è d’obbligo approfittarne… Uno dei loro punti d’onore è la promozione dei prodotti tipici locali e biologici.

Alla Festambiente, festival di Legambiente alla sua ventiduesima edizione, si terranno concerti – illuminati da Ecoluce (un innovativo sistema di pannelli fotovoltaici), e poi conferenze su tematiche ambientali, mostre, stand di aziende, enti locali, parchi, mercato equo e solidale, il tutto all’insegna della sostenibilità ambientale.
Il tema di quest’anno sarà la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica.

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Comuni Ricicloni, come funziona il concorso di Legambiente

martedì, 13 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

comuni ricicloni Comuni Ricicloni 2010 è stato realizzato da Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. In collaborazione con: Conai, Federambiente, Fise Assoambiente, Anci, Cial, Comieco, CoRePla, CoReVe, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Achab Group, Novamont, Consorzio Italiano Compostatori, Scuola Agraria del Parco di Monza e la rivista Rifiuti Oggi.

A tutti i Comuni italiani è stata inviata tramite posta la scheda di rilevazione dei dati . Legambiente così ha raccolto i dati utili alla determinazione dei risultati finali. Il periodo di riferimento è il 2009. La Giuria è composta da rappresentanti di Legambiente, Anci, Fise Assoambiente, FederAmbiente, Conai, Cial, CoRePla, CoReVe, Comieco, Rilegno, Consorzio Italiano Compostatori, Centro di coordinamento RAEE, Novamont, Rifiuti Oggi, Achab Group. La verifica dei dati pervenuti è stata effettuata direttamente coi responsabili comunali per la gestione dei rifiuti attraverso colloqui telefonici.

L’indice di buona gestione è un “voto” alla gestione dei rifiuti urbani che tiene conto di: recupero di materia, riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, sicurezza dello smaltimento, efficacia del servizio. Non basta, quindi, solo aumentare percentuale di raccolta differenziata, ma anche diminuire la produzione pro capite totale di rifiuti, incrementare la raccolta differenziata dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) o promuovere il compostaggio domestico.

Via | Comuni Ricicloni
Foto | Legambiente

Raccomandate via e-mail? Ci provano ma non ci riescono

mercoledì, 7 ottobre 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

postaprontaCon il sistema Posta Pronta tu scrivi una raccomandata e la mandi via e-mail ad un ufficio dove la stampano e la spediscono in cartaceo al destinatario. I centri di stampa in Italia sono solo tre, Torino, Ancona e Lecce, AzzeroCO2 ha stimato che per ogni lettera si risparmierebbero in media 150g di CO2 (immaginando che anche per fare 1 km trasportando il peso di una busta di carta il cittadino medio vada in auto, come d’abitudine).

Nell confronto dei dati sulla spedizione tradizionale e Posta Pronta non vedo calcolati gli spostamenti del personale di PostaPronta quando vanno a comprare la carta certificata PEFC, il toner e il pc con cui stampano la mia mail, oltre alle emissioni dei loro uffici, di cui non avremmo avuto bisogno spedendo la busta da soli.

AzzeroCO2 dice che Gli spostamenti legati all’acquisto del materiale e spedizione sono le più impattanti. Io ne avrei dedotto che la cosa migliore e’ consigliare la gente di andare a comprare i francobolli a piedi, ma io non sto pensando in ottica business, dove ogni abitudine può essere fatta percepire come scomoda e monetizzata: “pagami e ti tolgo il fastidio”.

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Epson vende stampanti per piantare alberi (e viceversa)

sabato, 2 maggio 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

bosco, Epson mitiga il suo impatto ambientaleUna parte del ricavato dalla vendita delle stampanti Epson a getto d’inchiostro verrà impiegato per ripiantare alberi nelle zone incendiate. Questo il contenuto dell’accordo “parco per il clima” recentemente firmato da Epson con Legambiente.

Le stampanti a getto di inchiostro utilizzano meno energia di quelle laser per stampare, per questa ragione sono state scelte come oggetto di una campagna dai toni ambientali. La Epson ha in programma di ridurre del 90% le emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita dei suoi prodotti. L’azienda si e’ data tempo fino a 2050 per raggiungere questo obiettivo.

Espon pianta alberi anche nel parco nel Parco del Grugnotorto-Villoresi, nel Comune di Cinisello Balsamo in cui ha sede Epson Italia e in Costa Rica. Queste piantumazioni sono previste nel programma Impatto Zero® di LifeGate come mitigazione dell’impatto del Forum Energy Economy Innovation.

L’ideale resta stampare il meno possibile. Dopotutto la maggior parte dei documenti si stampa su carta fatta con alberi.

Foto | soylentgreen23

Progetto My Future: quando i vecchi telefonini diventano pannelli fotovoltaici

mercoledì, 28 gennaio 2009 a cura di Fresna
in: Energia e carburanti

my-future-banner Consegnando il proprio cellulare in un negozio Vodafone si potrà contribuire a alla costruzione di pannelli fotovoltaici nelle scuole di 6 città italiane: Agrigento, Comacchio, Grosseto, La Spezia, Palermo – scuola Cruillas , Pesaro – istituto comprensivo “Luigi Pirandello”. E’ il progetto My Future di Vodafone, già lanciato lo scorso ottobre ma che oggi si arricchisce di due collaborazioni: Legambiente ed Enel.

Vodafone si occuperà di rigenerare o smaltire i vecchi telefonini e di finanziare le fonti rinnovabili nelle scuole. Un sistema che, secondo Legambiente, permetterà un risparmio per l’istituto e per l’ambiente di circa 5 tonnellate di CO2 all’anno, pari all’anidride carbonica emessa da un’auto che percorre 1100km o dal consumo di tre barili di petrolio. Le scuole, a loro volta, si impegneranno a investire il risparmio in bolletta in nuovi progetti di educazione ambientale.

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Decaro, Assessore alla Mobilità di Bari vince il Premio Ambientalista dell’Anno

martedì, 16 dicembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia

E’ Antonio Decaro, Assessore alla Mobilità e al Traffico del Comune di Bari il vincitore del “Premio Nazionale Ambientalista dell’Anno 2008” promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia. Il concorso era stato lanciato lo scorso ottobre: dieci i candidati in lista ognuno con le sue caratteristiche, le sue storie di impegno sul territorio e tra la gente.

Decaro si era distinto per il suo lavoro per la promozione delle due ruote, in particolare con l’inserimento del bike sarin a Bari. “Antonio Decaro è stato premiato innanzitutto dai ciclisti”, ha sottolineato Marco Fratoddi direttore della rivista di Legambiente. “A votare il vincitore –spiega Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – sono stati invece i lettori della rivista La Nuova Ecologia, che hanno deciso di incoraggiare con ben 1.342 voti questo amministratore intraprendente, che ha favorito l’uso del trasporto pubblico e delle due ruote a Bari, attraverso parcheggi di scambio (Park&Ride e Park&Bus), bike sharing, nuove piste ciclabili, isole pedonali, zone a traffico limitato e a sosta regolamentata, incentivi economici per l’acquisto di bici, il tutto per ridurre il traffico e lo smog e rendere la sua città più vivibile. Il premio è un titolo simbolico per sostenere l’operato di coloro che si battono per un sistema di vita ecosostenibile, ma anche un’opportunità per incentivare i cittadini a seguire il loro esempio di civiltà e modernità”.

C’è di più. Decaro è anche molto ambizioso e nel futuro della sua città vede la nuova metropolitana che collega Bari a San Paolo, l’implementazione del bike sharing con altre 8 stazioni in tutta la città e 1.500 biciclette, il ripristino della linea filoviaria, l’acquisto di nuovi bus ecologici, l’avvio del car sharing e l’ampliamento delle piste ciclabili…voglio andare a vivere a Bari!

Fonte | Legambiente
Foto | La Nuova Ecologia

Aperto il nuovo supermercato sostenibile

venerdì, 12 dicembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

fare la spesa a chilometri zeroIl comune di Botticino (Brescia) ospita da pochi giorni il primo supermercato sostenibile. Il progetto è stato realizzato da Legambiente in partnership con il gruppo della grande distribuzione Sma/Simply.

Il supermercato è più sostenibile rispetto ad altri in quanto sfrutta molti accorgimenti per ridurre la propria impronta ecologica in termini energetici, nella gestione dei rifiuti e nell’approvvigionamento di prodotti. Ad esempio carrelli, cestini, banchi sono realizzati rispettivamente con plastica e legno riciclati. Le piastrelle sono rivestite dal vetro che viene recuperato dalle lampade a fluorescenza esauste. A questo si aggiungono le borse biodegradabili per portare a casa gli acquisti, un tetto coperto da un impianto fotovoltaico, la gestione di vasche per la raccolta di acqua piovana con la quale irrigare il verde nei pressi del negozio e la vendita di prodotti sfusi e a chilometri zero, quindi provenienti dalle zone limitrofe.
Legambiente ha calcolato in 220.000 KWh annui il risparmio energetico generato dalla combinazione di questi interventi.
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Quando l’uva sa di pesticida

martedì, 25 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

pestici sull'uva Solo un campione di uva su 124 analizzati è privo di pesticidi. E’ quanto emerge dalla indagine condotta in 5 paesi europei (Italia, Francia, Olanda, Germania, Ungheria) a cura di Pesticide Action Network (PAN) e Greenpeace Germania. In Italia la ricerca è stata curata da Legambiente che prelevato i campioni nel periodo tra il 9 e il 16 ottobre nei supermercati (Coop, Esselunga, Metro, Lidl e Carrefour) di Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania.

Un dato che emerge dai risultati è la forte presenza dei multiresidui. Sebbene la quantità di pesticidi nell’uva rientri nelle norme di legge, in ben 121 campioni sono stati rilevati due o più contaminanti. A Milano, presso la Esselunga, è stato trovato un campione con addirittura 11 pesticidi diversi.

Il problema dei multiresidui è da vari anni al centro del rapporto Pesticidi nel Piatto di Legambiente. Come spiega Francesco Ferrante, responsabile agricoltura per l’associazione, in questa intervista che ho fatto per Help Consumatori “La nostra legislazione non prevede il caso della presenza di multiresidui in un prodotto. Può quindi verificarsi il paradosso che su una stessa pera si rilevino diversi fitofarmaci in quantità inferiore ai limiti stabiliti dalla legge, il loro incrocio potrebbe essere pericoloso per la salute umana. Il problema del multiresiduo dovrebbe essere affrontato dal punto di vista normativo visto che numerosi studi scientifici testimoniano che la presenza di pesticidi diversi può scatenare un effetto sinergico sui danni alla salute”. Insomma, un escamotage per avvelenarci.

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Legambiente celebra la Festa dell’Albero

sabato, 22 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia

Nonostante il clima autunnale e le previsioni polari sono stati circa 300 i bambini che ieri hanno partecipato alla Festa dell’Albero di Legambiente organizzata nel parco di Villa Paganini a Roma. Non sembrava certo la giornata adatta per passare una mattinata all’aperto, ma l’aria di festa non è mancata. D’altra parte ai bambini basta poco per divertirsi e gli ambientalisti non si fanno certo scoraggiare da qualche grado in meno per le loro azioni ecologiche all’aperto.

La Festa dell’Albero è una campagna annuale di Legambiente che prevede il coinvolgimento degli alunni delle scuole primarie e dei cittadini nell’attività di piantumazione di alberi e altri tipi di piante nelle città di Italia. Ieri a Roma si è svolta la conferenza stampa di presentazione anche se le iniziative si svolgeranno nella capitale per tutto il week end. Quella di ieri non si può definire una vera e propria “conferenza stampa”. Nessuno si è seduto a parlare in modo formale. Piuttosto i vari esponenti dell’associazione e i partner dell’iniziativa si sono dimostrati disponibili a chiaccherare con i giornalisti mentre i volontari si sono dati da fare con i bambini in attività di gioco e non solo.

Con un linguaggio semplice si è spiegato ai bambini come si deve piantare un albero: dalla scelta del luogo più adatto alla vera e propria azione della messa a dimora alla sua cura con l’innaffiatura. Molto carina anche la locandina-poster data agli alunni con disegni semplici e colorati e una tabella che spiega quante emissioni di CO2 si possono compensare piantando degli alberi. Ad esempio: mettendo a dimora anche un solo albero si compensano 0,7 tonnellate di anidride carbonica, ovvero quanto emette la produzione di un quotidiano con inserto settimanale in un anno. Oppure: un viaggio a Londra in area di 4 persone in termini ambientali ha un costo pari a 2,1 tonnellate di CO2, quantità che potrebbe essere compensata piantando solo tre alberi.

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I pendolari italiani i più sfortunati di Europa

venerdì, 21 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Auto e trasporti

Tutti contro Trenitalia: dalle Iene, alle associazioni dei consumatori a quelle ambientaliste sono tutti d’accordo che il sistema ferroviario italiano è poco efficiente. Un monopolio che costringe milioni di persone ad andare a lavoro in condizioni penose, sprecando tempo prezioso per una qualità di vita che un cittadino di un paese sviluppato si meriterebbe. Un’altra denuncia contro lo scandalo delle condizioni dei treni pendolari è arrivata in questi giorni dal rapporto di Legambiente nell’ambito della campagna Pendolaria. Il quadro che emerge è allarmante perché a fronte di un aumento dei pendolari italiani l’offerta da parte di Trenitalia è ferma.

Legambiente, citando i dati del Censis, parla di 14 milioni di persone che ogni anno si spostano con il treno verso le grandi città per andare a lavoro. Nel 2001 erano 9,6 milioni. E gli stanziamenti sono fermi: nella Finanziaria in corso di approvazione alla Camera – spiega l’associazione – mancano all’appello almeno 400milioni di Euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno. E’ stata perfino abolita la detrazione per gli abbonamenti al servizio pubblico introdotta dalla Finanziaria 2008.

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Ogm, al via al “sotterraneo” iter autorizzativo per la sperimentazione in campo aperto

mercoledì, 19 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

coltivazione di specie geneticamente modificate Domani, 20 novembre, la Conferenza Stato Regioni si pronuncerà su 9 protocolli per la sperimentazione delle coltivazioni Ogm. Ne danno notizia i vari commenti di chi è contrario all’introduzione in Italia della sperimentazione. Difficile trovare in giro altre informazioni.

Ieri il ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, in una conferenza stampa si è autocelebrato gran difensore dei consumatori presentando le novità in materia di etichettatura obbligatoria di origine negli alimenti. Tanto di cappello al ddl approvato lo scorso 31 ottobre dal Governo che permetterà a tutti noi di sapere da dove viene il cibo che mangiamo. Nulla però è stato detto sui 9 protocolli sulla sperimentazione in campo aperto di Ogm che il Ministero ha approvato e inviato alla Conferenza Stato-Regioni. Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, parla giustamente di una “ sotterranea approvazione”. A prescindere dalle posizioni soggettive in materia di Ogm, i cittadini e i consumatori hanno diritti di essere informati su decisioni importanti come questa, che riguardano la nostra salute e la tutela della biodiversità.

Quali i rischi di un via libera a questa sperimentazione? Secondo Ferrante “lcune varietà ortofrutticole tra cui vite, ulivo, fragole e ciliegie nostrane, saranno a rischio. ”I protocolli di ricerca – ha invece spiegato Loredana De Petris, responsabile agricoltura dei Verdi – sono inadeguati dal punto di vista della sicurezza ambientale e non prevedono nemmeno l’obbligo di assicurazione contro il danno e di notifica ai confinanti. Sono gli stessi protocolli tecnici – prosegue De Petris – che una forte mobilitazione del mondo agricolo e ambientalista ed il parere negativo del Ministro Pecoraro Scanio  avevano bloccato nel giugno del 2007”.

Fonte | Legambiente, Verdi
Foto | eli&ringo

Dieci candidati per il premio “Ambientalista dell’anno”

martedì, 28 ottobre 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

Torna per il secondo anno il premio “Ambientalista dell’anno” promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia. Dieci nomination a confronto per decidere insieme ai lettori della rivista chi ha veramente fatto qualcosa di verde lasciando dietro di sé una traccia che rimarrà visibile per molto tempo. Tra i candidati troviamo persone “famose”, come Carlo Petrini, ma anche semplici cittadini che si sono distinte per il loro impegno a favore dell’ambientalismo, come l’insegnante del quartiere di Pietralata a Roma.

L’Ambientalista dell’anno si potrà votare scrivendo alla redazione de La Nuova Ecologia oppure direttamente tramite il sito della rivista. Si potrà anche segnalare un undicesimo concorrente da aggiungere alla lista dei vincitori,. C’è tempo fino al 15 novembre, mentre la proclamazione sarà a dicembre. I candidati sono stati scelti da una giuria presieduta dal numero uno di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. Tra gli altri membri: Alberto Fiorillo, portavoce nazionale di Legambiente, Marco Fratoddi, direttore di Nuova Ecologia, Donatella Massai e Giuseppe Onufrio, rispettivamente direttore esecutivo e direttore delle campagne di Greenpeace, Filippo Solibello, conduttore di Caterpillar di Radiodue, Tessa Gelisio, conduttrice tv di programmi sull’ambiente e Toni Mira, giornalista ambientale del quotidiano Avvenire.

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Costi del pacchetto clima: Legambiente contro il governo

sabato, 18 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

per salvare le industrie allentiamo il pacchetto clima dell'EuropaIl governo Berlusconi insiste nel dire che i costi del pacchetto clima sono insonstenibili per l’industria italiana e Legambiente risponde che, adottando il pacchetto clima, lo Stato Italiano potrebbe risparmiare 600 milioni di Euro.

Il governo parla di 25-30 miliardi l’anno, per adeguare la nostra tecnologia, mentre per la Comunità Europea ne basterebbero 8. La Commissione Europea stima anche un risparmio di 7,6 miliardi all’anno grazie al taglio delle importazioni di idrocarburi e di 1 miliardo di euro nei costi per contrastare l’inquinamento. I costi effettivi pertanto scendono fino a trasformarsi in un guadagno netto di 600 milioni di euro l’anno.

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Ecosistema Urbano 2009

martedì, 14 ottobre 2008 a cura di Giancarlo
in: Auto e trasporti, Energia e carburanti, Natura ed ecologia

sostenibilità ambientale nelle città italianeSe al Sud si vive male non e’ colpa del PIL: la sostenibilità dipende dalla politica, non dai soldi. E’ uscito quel brutto report pieno di statistiche cattive e antigovernative chiamato Ecosistema Urbano, di quei sinistrorsi di Legambiente e (ehm!) del Sole 24Ore. 125 indicatori di sostenibilità, dal trasporto pubblico ai rifiuti, passando per l’inquinamento atmosferico e la depurazione dell’acqua, dei 103 comuni capoluogo d’Italia. Certo, spicca il crollo di Roma, che quest’anno perde 15 posizioni, ma i lettori attenti sanno che Ecosistema Urbano rappresenta il (o uno dei migliori) check-up della sostenibilità delle città italiane. La diagnosi non è affatto positiva.

Il rapporto ben sottolinea come non sia la povertà a condannare le città agli ultimi posti della classifica. Pur trattandosi in gran parte di città meridionali, i comuni in coda nel punteggio generale hanno valori socio economici, come il Pil procapite, il tasso di motorizzazione ed i consumi, in linea con la media nazionale. Il testo è chiarissimo: dove la distanza (dalle città in cima alla classifica, NdR) diventa eclatante è su tutti quegli indicatori che chiamano in causa la qualità delle politiche (locali, NdR) e del governo.

L’infrastrutturazione ambientale è decisamente meno sviluppata della media nazionale: sono depurate il 70% delle acque contro una media dell’85%, la capacità di trasporto pubblico è meno della metà della media nazionale (nelle classi demografiche corrispondenti), la disponibilità di verde urbano è addirittura inferiore del 60%. Le politiche ambientali attive sono deboli se non inesistenti: la raccolta differenziata è a un terzo della media nazionale (ancora sotto agli obiettivi di legge), zone a traffico limitato e piste ciclabili sono quasi inesistenti (il 15% della già modesta media nazionale), le azioni ambientali positive (acquisti verdi, politiche di risparmio energetico etc.) hanno una diffusione largamente inferiore anche alla media nazionale.
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