Andrea e’ un purificatore d’aria che funziona abbinando una pianta ad un ventilatore. L’aria viene aspirata e, oltre a partecipare alla respirazione della pianta, viene filtrata anche dal terreno, amplificando la rimozione di inquinanti indoor.
L’International living future institute ( www.ilbi.org ) ha stilato una lista di materiali da dismettere per la loro pericolosità ambientale o per gli effetti negativi sulla salute.
La lista di materiali vietati per ottenere la certificazione Living Building può essere una guida utile a chi fosse interessato a ristrutturarsi casa in modo ecologico. Ve ne sono alcuni che la nostra normativa ha già eliminato dall’uso e altri, come il pvc e altre plastiche, che sono ancora largamente usati.
• Formaldeide usata come collante nei pannelli truciolati e battericida è cancerogena
• Ritardanti di fiamma alogenati
• Clorofluorocarburi (Freon, o se preferite HCFC e CFC)
• Piombo, Mercurio e Cadmio (tossico anche a piccole dosi e usato come stabilizzante del PVC, ora vietato in Europa) e Neoprene
Le stampanti in funzione negli uffici producono polveri sottili che gli impiegati si respirano. Per ridurre fastidio, allergie e problemi alle vie respiratorie la soluzione migliore e più ecologia e’ non stampare.
Ovviamente chi vende stampanti, carta, toner e filtri per l’aria vi dirà che “La stampa nel lavoro di oggi svolge un ruolo primario e necessario” e vi proporrà un modo per ridurre le emissioni di polvere delle stampanti. La soluzione presentata da EcoStore a Fa’ la cosa giusta e’ una cappa aspirante da applicare alle stampanti per catturare le polveri alla sorgente.
Questi minerali hanno un altissimo potere adsorbente e la loro struttura porosa consente di immobilizzare molecole gassose che le attraversano. L’idea di includerla nei pannelli truciolati usati per fare i mobili e’ di due dipartimenti del Fraunhofer Institute tedesco: quello specializzato sul legno di Braunschweig, e quello sui silicati di Würzburg.
Aggiungendo zeoliti alla miscela di trucioli da pressare e incollare per ottenere i pannelli diventa possibile purificare un ambiente da inquinanti come la formaldeide (dichiarata cancerogena dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità). Basta un 5% in peso di zeoliti (modificate appositamente) per abbattere del 40% le emissioni di formaldeide da un pannello di abete.
Mentre questa tecnologia si diffonde (al Fraunhofer stanno cercando partner commerciali per produrre pannelli di legno alla zeolite), potete purificare le vostre case usando delle piante che assorbono l’inquinamento indoor. La migliore per la formaldeide, secondo un famoso studio della NASA, e’ il Chlorophytum comosum.
C’è un conflitto di interesse quando la stessa multinazionale chimica vende medicine per curare le malattie causate dai propri prodotti? Secondo Emmanuelle Schick Garcia, autore del film The Idiot cycle, c’è un enorme interesse a creare problemi per poter guadagnare sulla loro soluzione.
Se alla domanda “che lavoro fa tuo padre?” un bambino vi risponde con un “mio padre è un disinquinatore domestico”, non c’è da strabuzzare gli occhi, avete capito bene.
Matthew Waltezke (35 anni) è un biologo domestico laureato in Florida presso l’Institute for Bau-Biologie & Ecology.
Se vivi a Manhattan ti basta cliccare su healthydwellings.com, fissare un appuntamento e con una spesa che parte dai 375 dollari riceverai a casa la prima visita di Waltezke. Nel giro di tre ore effettuerà la sua analisi e sarà in grado di fornire una valutazione completa e dettagliata sullo stato di stress della tua abitazione individuando i principali fattori di inquinamento domestico cui si è quotidianamente esposti (onde elettromagnetiche, sostanze volatili tossiche provenienti dalle pitture da pareti o dall’uso di detergenti chimici, plastiche cancerogene, sostanze presenti nell’acqua del rubinetto, muffe ecc ecc).
A questo punto parte l’operazione “casa pulita”, e quindi l’eliminazione delle varie fonti inquinanti con l’uso di tecniche alternative e rimedi naturali, un esempio? Ridipingere le pareti con vernice al carbonio che assorbe fino al 97% delle onde elettromagnetiche. Oppure coprire i muri con carta da parati in canapa naturale, installare filtri per l’acqua del rubinetto, l’uso dell’aceto per la pulizia della casa e molto altro ancora. Insomma esiste una soluzione per ogni problema.
E’ possibile rimuovere la maggior parte del benzene presente all’interno di una casa usando delle piante. L’edera (Hedera helix) riesce ad eliminare il 90%, lo Spathiphyllum fino all’80% e differenti specie del genere Dracaena variano dal 70 al 79%. I dati vengono da uno studio della NASA pubblicato anni fa su Economic Botany.
Il benzene è un cancerogeno, provoca leucemia, e viene rilasciato dai derivati del petrolio, da gomme e plastiche, inchiostri e vernici, detergenti e dal fumo di sigaretta. In città buona parte del benzene viene dal traffico, prodotto dalla combustione incompleta della benzina, a cui viene aggiunto come antidetonante.
Fino al giorno in cui le misure previste dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria non avranno dato il loro frutti (sotto la soglia di 5 microgrammi al metro cubo entro il 2010, non in media annuale ma regolarmente), io mi terrò un paio di spatifilli in casa.
Le lampadine ionizzanti oltre alla luce emettono ioni negativi, in particolare ioni di ossigeno. Le consigliano agli allergici per migliorare la qualità dell’aria in ambienti chiusi e le consigliano agli anemici per stimolare la produzione di globuli rossi, imitando l’atmosfera di montagna. Gli ionizzatori abbattono gli odori e pare abbiano anche un effetto antidepressivo.
La ionizzazione produce aggregazione delle particelle sospese, ovvero la caduta della polvere, che quindi se da una parte non viene respirata, dall’altra si deposita ovunque trovi qualcosa su cui appoggiarsi. I virus contenuti nell’aeroplancton cadono a terra e ne viene diminuita la capacità di infettare gli organismi bersaglio, tanto che si usano ionizzatori negli allevamenti di polli e nei reparti grandi ustionati degli ospedali, per motivi sanitari.
La ionizzazione negativa dell’aria aiuterebbe gli sportivi a smaltire l’acido lattico e ne aumenterebbe le prestazioni, secondo il Centro di Ricerca in Bioclimatologia medica dell’Università degli Studi di Milano.
Anche i mobili hanno la loro etichetta. I prodotti in legno devono essere corredati della cd “scheda prodotto” fornita dal produttore dei mobili al distributore e, da quest’ultimo al consumatore. Come previsto Codice del Consumo (D.L.vo 6 settembre 2005, n 206) la scheda deve fornire al cittadino alcune importanti informazioni: la categoria del prodotto, la tipologia e i materiali impiegati per la struttura e per i rivestimenti, le istruzioni per la manutenzione e la pulizia e i riferimenti del produttore o dell’importatore.
Solo in questo modo potremo sapere se il letto, l’armadio, la cassettiera che abbiamo acquistato è un truciolato o è vero legno. Ma non solo. Accade che in certi truciolati sia presente la formaldeide o aldeide formica: una sostanza che il Centro internazionale di ricerca sul cancro ha classificato come cancerogena per l’uomo.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...