Inquinamento, colpa anche di latte e formaggi

giovedì, 22 aprile 2010 a cura di Fresna
in: Salute e alimentazione

inquinamento da prodotti caseari Dito puntato contro gli allevamenti. Produrre carne, latte e derivati inquina. Ne avevamo già parlato soprattutto in riferimento al grande consumo di carne a livello mondiale. Ma non avevamo considerato il settore lattiero caseario. Adesso un nuovo rapporto della Food and Agricolture Organization (FAO), “Greenhouse gas emissions from the dairy sector”, afferma che il comparto è responsabile per il quattro cento sul totale di tutte le emissioni di gas serra causate dall’uomo.

Secondo la FAO nel 2007, il settore lattiero-caseario ha emesso 1.969 milioni di tonnellate equivalenti di biossido di carbonio (CO2), dei quali 1.328 milioni di tonnellate sono da attribuire al latte, 151 milioni di tonnellate alla carne di animali lattieri, e 490 milioni da vitelli allevati espressamente per la carne. In pratica produrre un chilo di latte e relativi derivati costa, in termini ambientali, 2,4 kg di anidride carbonica.

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Ozono e rumore sul misuratore da polso Sensaris

giovedì, 28 maggio 2009 a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione, Scienza e tecnologia

sensaris

Si chiama City Senspod, si porta al polso e permette di visualizzare i parametri della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico rilevati nel luogo e al momento in cui ci si trova.

Il City Senspod proposto da Sensaris funziona sia da stazione di rilevamento portatile, che da nodo di una rete informativa pubblica: e’ dotato di GPS e Bluetooth con i quali può georeferenziare i dati che raccoglie e trasmetterli ad un database dove possono essere mappati e visualizzati da altri utenti (mashups).

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L’inquinamento aiuta le piante a crescere

giovedì, 23 aprile 2009 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

polvere che aiuta la fotosintesi delle pianteL’inquinamento atmosferico aiuterebbe le piante a crescere e in questo modo le piante sarebbero in grado di rimuovere maggiori quantità di CO2 dall’aria. Il meccanismo che spiega questo fenomeno e’ lo scattering della luce solare che, “rimbalzando” sulle particelle sospese, arriva sulle piante da tutte le direzioni e riesce a raggiungere un numero maggiore di foglie.

Tra il 1960 e il 1999 le piante sarebbero cresciute un terzo in più grazie a questo “global dimming” e avrebbero immagazzinato circa il 10% più anidride carbonica. Queste conclusioni sono state pubblicate su Nature. Pare che le particelle inquinanti più attive in questo senso siano le goccioline in sospensione prodotte dalla combustione di combustibili fossili. I ricercatori sottolineano come gli stessi aereosol provenienti dal taglia e brucia delle foreste, dalle centrali a carbone o dai processi industriali siano responsabili di danni alla salute.

Avevamo già spiegato come il particolato in sospensione, facendo rimbalzare i raggi solari verso l’esterno dell’atmosfera prima che possano raggiungere il suolo e scaldarlo, stiano contribuendo a contrastare il riscaldamento globale. John Holdren, consigliere scientifico di Barack Obama, ha detto che le ipotesi di ingegneria planetaria come quella di immettere volontariamente particelle riflettenti nell’atmosfera saranno prese in seria considerazione.

Via | Mother Nature Networks
Foto | Christos Tsoumplekas

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Legambiente celebra la Festa dell’Albero

sabato, 22 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia

Nonostante il clima autunnale e le previsioni polari sono stati circa 300 i bambini che ieri hanno partecipato alla Festa dell’Albero di Legambiente organizzata nel parco di Villa Paganini a Roma. Non sembrava certo la giornata adatta per passare una mattinata all’aperto, ma l’aria di festa non è mancata. D’altra parte ai bambini basta poco per divertirsi e gli ambientalisti non si fanno certo scoraggiare da qualche grado in meno per le loro azioni ecologiche all’aperto.

La Festa dell’Albero è una campagna annuale di Legambiente che prevede il coinvolgimento degli alunni delle scuole primarie e dei cittadini nell’attività di piantumazione di alberi e altri tipi di piante nelle città di Italia. Ieri a Roma si è svolta la conferenza stampa di presentazione anche se le iniziative si svolgeranno nella capitale per tutto il week end. Quella di ieri non si può definire una vera e propria “conferenza stampa”. Nessuno si è seduto a parlare in modo formale. Piuttosto i vari esponenti dell’associazione e i partner dell’iniziativa si sono dimostrati disponibili a chiaccherare con i giornalisti mentre i volontari si sono dati da fare con i bambini in attività di gioco e non solo.

Con un linguaggio semplice si è spiegato ai bambini come si deve piantare un albero: dalla scelta del luogo più adatto alla vera e propria azione della messa a dimora alla sua cura con l’innaffiatura. Molto carina anche la locandina-poster data agli alunni con disegni semplici e colorati e una tabella che spiega quante emissioni di CO2 si possono compensare piantando degli alberi. Ad esempio: mettendo a dimora anche un solo albero si compensano 0,7 tonnellate di anidride carbonica, ovvero quanto emette la produzione di un quotidiano con inserto settimanale in un anno. Oppure: un viaggio a Londra in area di 4 persone in termini ambientali ha un costo pari a 2,1 tonnellate di CO2, quantità che potrebbe essere compensata piantando solo tre alberi.

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L’inquinamento modifica le nuvole e la pioggia

sabato, 6 settembre 2008 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

l\'inquinamento dell\'aria provoca siccitàEsiste una relazione tra inquinamento e piovosità, dovuta all’azione delle polveri di origine antropica all’interno delle nuvole. Daniel Rosenfeld, dell’Istituto di Scienze della Terra dell’università di Gerusalemme, ha guidato un gruppo di ricerca di cui ha fatto parte anche Sandro Fuzzi, ricercatore italiano del CNR di Bologna.

All’interno delle nuvole che si formano nelle zone tropicali, dove i nuclei di condensazione sono rari, l’umidità condensa in grosse gocce, che cadono subito al suolo. Le nuvole hanno vita breve e non percorrono grandi distanze.

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PM10 sempre oltre il limite: a Siracusa 273 giorni di superamento

domenica, 31 agosto 2008 a cura di Fresna
in: Auto e trasporti, Salute e alimentazione

Inquinamento atmosferico_emissioni Rispettare i limiti per il PM10 fissati dalla legge è un utopia per l’Italia. Il Decreto Ministeriale 60 del 2002 ha stabilito una concentrazione media giornaliera di 50 mg per m3 da non superare più di 35 volte l’anno. Nel 2007 a Siracusa i giorni di superamento sono stati 273, a Massa 226, a Torino 190, a Vercelli 178 e a Venezia 150. E’ quanto emerge dal rapporto 2007 sugli indicatori ambientali urbani dell’Istat che continuiamo ad analizzare.

L’Istituto, sul fronte dell’inquinamento atmosferico, è però positivo sottolineando la diminuzione del numero medio di giornate di superamento rispetto al 2006: -11,3%. Nel 2007 sono stati 67 i comuni (sui 99 capoluoghi di provincia esaminati tramite le centraline) che non hanno rispettato quanto fissato dal DM del 2002 con una media di 71,4 giorni. Un problema, quello dell’inquinamento dell’aria, che riguarda soprattutto il Nord con 86,4 giorni oltre il limite contro i 49,5 del Sud.

D’altra parte nel 2007 il tasso di motorizzazione è salito rispetto all’anno precedente: +0,6%. Si contano infatti ben 620,9 autovetture per mille abitanti con picchi fino a 762,6 per Olbia o 707,2 per Roma. In aumento anche il numero di motocicli per mille abitanti: 121,1, ovvero il 5,2% in più rispetto al 2006.

Un altro dato che fa ben sperare riguarda l’incremento del numero degli interventi di tutela ambientale attuati dagli enti locali. Su 111 comuni capoluogo 101 dispongono di centraline fisse per il monitoraggio della qualità dell’aria più una new entry, L’Aquila. Infine sono aumentati del 3,6% i centri che hanno messo in atto un Piano Urbano del Traffico.

Fonte | Istat
Foto | Simone Ramella

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L’aria migliora su Pechino

martedì, 12 agosto 2008 a cura di la vivi
in: Natura ed ecologia

Cielo più pulito sopra Pechino Secondo l’UNEP (Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite), dopo un inizio incerto e grigio, al 4 giorno delle Olimpiadi l’aria sopra Pechino sembra notevolmente migliorata. L’indice di inquinamento dell’aria (API – Air Pollution Index) è sceso a 32, con 50 la soglia di accettabilità.
Ci si preoccupava che l’elevato inquinamento sarebbe stato negativo per gli atleti asmatici e per le gare di resistenza. Per ora ho sentito che gli atleti del tiro a segno hanno lamentato bruciore agli occhi e difficoltà a mettere a fuoco il bersaglio. L’Atletica non è ancora cominciata, disciplina che sarà un po’ “la prova del nove”.

Certo, a ripulire l’aria hanno sicuramente hanno aiutato le piogge scroscianti dei primi giorni (ve la ricordate la gara di ciclismo femminile sotto il diluvio?) ma da quelle parti si rallegrano anche per l’efficacia delle varie misure adottate negli ultimi mesi (dislocazione di fabbriche inquinanti, potenziamento dei mezzi pubblici, divieto di circolazione per i mezzi più inquinanti, targhe alternte, per citarne alcuni). Queste misure, seppur drastiche, sono viste dall’UNEP in modo positivo anche come strumento per abbattere l’inquinamento in situazioni estreme. Della serie “se si vuole si può”. Sempre se sono misure durature, cosa succederà al termine dei giochi?

Via | UNEP
Foto | Theo W L Jones

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Olimpiadi: ultimi tentativi per abbattere l’inquinamento atmosferico a Pechino

lunedì, 21 luglio 2008 a cura di la vivi
in: Auto e trasporti, Natura ed ecologia

Cielo inquinato sopra le Olimpiadi di Pechino Mancano pochi giorni alle Olimpiadi di Pechino, e i cinesi ancora non si arrendono a presentare una città fortemente inquinata al mondo. Da mesi il governo ha cercato con varie misure di abbattere e diminuire la forte coltre di smog che rende irrespirabile l’aria della capitale e che rischia di compromettere le prestazioni degli atleti. Qualche risultato l’hanno anche ottenuto, come un numero maggiore di “giorni a cielo sereno”, ma ancora non è sufficiente. E ora scattano le ultime drastiche misure.

Per limitare il numero di macchine che attraversano Pechino, da ieri sono in vigore le targe alterne fino a settembre, ovvero per tutto il periodo delle Olimpiadi e delle Paraolimpiadi. In questi giorni sono state aperte le nuove linee della metropolitana costruite a tempi record negli ultimi mesi, con incentivi sui prezzi dei biglietti. Già da inizio mese è vietata la circolazione per i mezzi più inquinanti, ovvero per quelli che dalle nostre parti non rispetterebbero gli standard Euro I.

Ultima misura drastica, dopo aver delocalizzato nei mesi scorsi una serie di attività produttive, ora si sta procedendo alla chiusura di fabbriche altamente inquinanti nei d’intorni della capitale. 40 fabbriche chiuse della città di Tianjin, un porto a est di Pechino, tra cui due cementifici, saranno chiuse dal 25 luglio al 20 Settembre. A Tangshan, città industriale a 150 km est da Pechino, saranno addirittura 300 le fabbriche in vacanza forzata. Nessun accenno ai danni economici portati da questo provvedimento, che però possiamo immaginare ingenti.
E che si vanno a sommare agli oltre 43 miliardi di dollari spesi finora nella battaglia contro l’inquinamento. Ce la faranno l’8 agosto a mostrare al mondo un cielo pulito, una Pechino pulita, delle Olimpiadi pulite?

Via | Gforse
Foto | JuVlai

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