Un gruppo di ateniesi sta trasformando il vecchio aeroporto in un orto sociale. Si prendono cura della terra, si procurano da mangiare, stanno insieme e non si lasciano schiacciare dalla disperazione. Ecco la risposta ecologica alla crisi economica.
A raccontare la loro esperienza e’ Nicola Netién del Permaculture Research Institute Hellas. In occasione delle olimpiadi del 2004 l’aeroporto fu sostituito da uno più grande e i progetti di riqualificazione dell’area furono accantonati per mancanza di fondi. Poi si sparse la voce che al posto di un parco pubblico sarebbe arrivata una (redditizia) colata di cemento e a quel punto la gente ha iniziato a rimboccarsi le maniche.
La Grecia ha un problema piuttosto serio con la salinizzazione dei suoli: il 30% della terra coltivabile ha questo problema e sui restanti e’ in atto una forte erosione. Perdere la capacità di produrre cibo, specie in questo momento, dovrebbe essere una delle maggiori preoccupazioni del governo, invece ad occuparsene sono i privati cittadini.
La gente ha perso fiducia nella soluzione dei problemi ad alto livello e si sta auto-organizzando. Per un disoccupato, portare a casa un cesto di roba da mangiare e’ un modo soddisfacente e concreto di prendersi cura del proprio futuro.
Per il secondo anno di seguito questa domenica, 9 Ottobre, avrà luogo la giornata internazionale di Guerrilla Gardening dedicata ai tulipani. L’evento creato da Guerrilla Gardening su Facebook nasce con l’intento e la speranza di dare vita alla “tulipomania”.
Il gesto di piantare un bulbo, cosa semplicissima da fare, è libero alla volontà di chiunque e non delimitato a nessun luogo, ci si può associare ai movimenti di Guerrilla Gardening che operano nella propria zona oppure operare in solitaria.
A Roma ci sarà La Grande Abbulbata con i Giardinieri Sovversivi Romani che avrà luogo a Tor Bella Monaca l’appuntamento è a Largo Mengaroni, 11 ore 14.30, con la partecipazione dell’associazione Cubolibro il bibliocaffè della piazza. Per partecipare all’azione è sufficiente portare con se qualche bulbo, vanno bene anche dei crochi o delle piantine di stagione, un piantabulbi o una paletta e dei guanti. Il giardinaggio collettivo sarà allietato dalle note di tango dei Flor de Tango.
Raccolgono la frutta degli alberi che crescono o sporgono su suolo pubblico e ci fanno marmellate, frutta sciroppata e liquori casalinghi. Il progetto si chiama Fallen Fruit ed e’ una applicazione sociale del mangiare a kilometro zero più bucolica del dumpster diving dei freegan che vanno a rovistare nei cassonetti dei supermercati per recuperare i prodotti non vendibili ma ancora commestibili.
Si inizia mappando le risorse del territorio, ovvero le zone accessibili di raccolta o le aree urbane disponibili ad ospitare alberi da frutta piantati per l’occasione. Possono essere azioni di guerrilla gardening proiettate molto lontano nel tempo o soluzioni pronte all’uso con la messa a dimora di cespugli di mirtilli o alberi da frutta nani e già fruttificanti.
Per prima cosa occorre procurarsi semi adatti al clima e al suolo dove dovranno essere piantati. Se ne avete uno fidato, chiedete ad un amico naturalista di consultare per voi le carte fitosociologiche della zona che vi interessa. Ignorate i consigli dell’amico vivaista (mettere in natura gli ibridi da giardino non e’ una idee ecologicamente sensata). Se non avete amici competenti, fidatevi della natura: raccogliete voi stessi i semi delle piante spontanee che crescono in un’area vicina e simile a quella che vi interessa.
Le granate kabloom seedbom sono un concentrato di semi e terriccio con nutrienti per facilitarne l’attecchimento. Si lanciano in zone difficilmente accessibili (zone devastate da incendi, aree incolte o parchi urbani abbandonati) e si aspetta che la natura faccia il suo corso.
Chi si dedica al guerrilla gardening intende riempire di piante e fiori zone che ne sono prive. E’ una azione che, se fatta con criteri naturalistici, migliora l’ambiente e rasserena lo spirito di chi ci vive, umano o animale che sia. Per lanciare qualche pallina di semi serve poco tempo e pochissima attrezzatura (potete usare la fionda, se proprio ci tenete).
Se avete accesso all’area da rinverdire e se avete un manipolo di amici a cui non dispiace sporcarsi… mettete dei fiori nei vostri cannoni e divertitevi organizzando una battaglia a palle di fango!
Durante una batalla verde volano palle di fango piene di semi: qualche mese dopo il campo di battaglia si copre di piante. L’idea, basata sulle battaglie di pomodori spagnole (la tomatina di Buñol in Valencia, assomiglia al carnevale delle arance di Ivrea.
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...