Il nuovo spot Eni (Eni=Agip=Snam) punta all’etica di impresa e cerca di cancellare, come fossero tracce sulla sabbia, anni di nequizie. Il filmato, realizzato da realizzato da TBWA\Italia, si avvale della bravura a dipingere con la sabbia di Ilana Yahav.
Internazionalità e’ una parola interessante.
I popoli non si incontrano, semmai i loro territori vengono attraversati dai gasdotti, i loro mari dalle petroliere. Quando noi italiani li incontriamo di persona, gli altri si chiamano profughi ambientali e se non hanno un contratto di lavoro li respingiamo. Internazionalità per Eni significa essere una multinazionale che compra energia agli stranieri e la rivende agli italiani.
La Coca-Cola ha annunciato il raddoppio della sua flotta di camion ibridi: erano 142 ad agosto 2008 e ora sono 327. I nuovi camion recuperano energia durante le frenate aumentando l’efficienza di uso del carburante del 30% (i primi ibridi erano più piccoli, ma recuperavano fino al 37%).
Un camion ibrido costa circa 98mila dollari, 33mila in più rispetto al suo analogo. Evidentemente il risparmio di carburante e/o il guadagno di immagine valgono l’investimento.
Nella lista delle parole che sarebbe meglio abolire nel 2009 la Lake Superior State University ha inserito “green”. L’aggettivo che accompagna green technology, green building, green washing e che ora viene anche usato come verbo in “green my whatever” ha stufato la gente.
Green viene usato per un sacco di cose, alcune ecologiche davvero altre solo in superficie, ed e’ ormai inflazionato nonostante l’attenzione all’ambiente si stia diffondendo come fattore competitivo. Gli fanno compagnia “carbon footprint” ovvero la quantità di anidride carbonica emessa per fare una certa cosa e “carbon offset” ovvero la mitigazione delle emissioni tramite acquisto di quote o altre buone azioni ambientali.
Non credo che la gente si sia stufata di sentir parlare di questi argomenti, credo che il fastidio sia dovuto alla maggior sensibilità della gente rispetto a chi usa parole nuove per vendere prodotti vecchi. Si tratta di un esempio classico di coevoluzione e di smorzamento dell’efficacia di uno stimolo: i pubblicitari abusano della parola verde, la gente smette di farsi impressionare e cerca altri dettagli per scegliere i prodotti.
In una pagina pubblicitaria mimetizzata da articolo su Le Scienze la Chiquita prova a lavare le sue banane, facendole diventare etiche e rispettose dell’ambiente.
Chiquita chiede donazioni per progetti di sviluppo sostenibile quando buona parte dei suoi profitti derivano dallo sfruttamento insostenibile di persone e ambienti. Lo fa con la campagna Jump! for life, in collaborazione con Coopi e Rainforest Alliance e annuncia di aver “raggiunto l’obiettivo di una donazione di 15.000 euro per aumentare la produzione agricola nell’area di Mbuji Mayi in Congo.”
Chiquita si vanta di essere l’unica ad usare sistemi di certificazione che ha inventato lei stessa. Se usasse certificatori indipendenti e metodi riconosciuti potrei anche crederle.
Ricoh, una della più grandi aziende informatiche del mondo, sta per accendere Times Square, New York City di una nuova insegna pubblicitaria. La particolarità dell’insegna è il suo funzionamento ad energia rinnovabile: 64 pannelli fotovoltaici e 16 turbine eoliche danno energia alle 16 tonnellate dell’impianto per una potenza globale di 16.3 Kw.
L’ insegna sarà attiva dal 4 dicembre a un costo mensile di 200.000 dollari che pur essendo una cifra notevole rimane inferiore al costo attuale di illuminazione. Il risparmio sarà maggiore in assenza di luce e vento. Ricoh non ha previsto un sistema alternativo di gestione dell’energia, per cui l’insegna rimarrà spenta in assenza delle condizioni atmosferiche adatte al suo funzionamento. Continua a leggere: Insegna pubblicitaria a energie rinnovabili per Ricoh
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...