Libri amici e nemici delle foreste, Greenpeace pubblica la classifica degli editori

venerdì, 14 maggio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

Anche leggere libri può far male all’ambiente. Soprattutto se la carta con cui sono stati prodotti ha contribuito senza responsabilità all’abbattimento di ettari ed ettari di foreste. Non volendo diventare noi tutti degli ignoranti e non volendo abbandonare il piacere della lettura un modo per frenare questo massacro ce lo suggerisce Greenpeace. L’associazione ha infatti stilato una classifica degli editori “buoni” e “cattivi”. L’occasione è stata il Salone Internazionale del Libro in corso a Torino fino al 17 maggio.

Per realizzare la graduatoria Greenpeace ha chiesto agli editori italiani informazioni sull’origine della carta che impiegano per produrre i loro libri. Purtroppo soltanto il 18% ha dichiarato di acquistare solo ed esclusivamente carta sostenibile aderendo al progetto dell’associazione “Editori amici delle foreste”. Da tempo infatti Greenpeace sta contattando in tutto il mondo scrittori e le loro aziende invitandoli a farsi portavoce della difesa dei polmoni della terra e a spostare tutta o parte della loro produzione su carta riciclata o su carta certificata Forest Stewardship Council (FSC). Ecco i nomi di questo 18% virtuoso: Bompiani, Dindi, Fandango, Foglio Clandestino, Gaffi, Hacca Edizioni, Il rovescio, Lonely Planet, Prospettiva, Edizione Ambiente e La Coccinella.

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Il Samsung F268 piace molto a Greenpeace

martedì, 20 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

samsung ecologicoL’esterno del Samsung F268 e’ fatto di bioplastica derivata da cereali, all’interno e in tutti gli accessori non ci sono BFR (Brominated Flame Retardant) o PVC. Un segnale acustico avverte che al carica delle batterie e’ completa e che, quindi, l’apparecchio può essere staccato dalla corrente.

Queste due caratteristiche hanno convinto Greenpeace ad assegnare a questo modello (pensato per il mercato cinese) il premio di miglior cellulare dell’anno, con un punteggio di 5.45 su 10.

In generale, Greenpeace ha notato come molte case produttrici stiano adottando i criteri di risparmio energetico Energy Star, stiano eliminando le sostanze tossiche dagli apparecchi e curino di più il ciclo di vita dei loro prodotti. Nonostante l’impegno, il fatto che il vincitore abbia preso metà del punteggio disponibile lascia pensare che di strada da fare ce ne sia ancora molta.

Via | Greenpeace

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Piombo pericoloso nelle luminarie di Natale?

martedì, 30 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign, Buone pratiche e consigli

Bisognerebbe lavarsi le mani dopo aver maneggiato i cavi con le lucine di Natale perché questi contengono un po’ di piombo. Lo consiglia Allan Green, il pediatra di cui parlavamo ieri, nel suo blog. Il piombo sarebbe presente nei cavi di PVC per renderli più resistenti all’usura e alle intemperie.

Il PVC è un polimero che degradandosi produce HCl (acido cloridrico) e per neutralizzare questo acido si usano sali metallici di Piombo, Calcio e Zinco (il Cadmio non si usa più in Europa perché tossico, ma altrove ne fanno uso). Questi stabilizzatori si legano all’HCl solo quando questo si forma e fino a quel momento restano intrappolati tra le molecole del polimero in cui sono stati aggiunti. Mettendosi in bocca un pezzo di PVC si potrebbe assorbire anche una piccola dose di piombo.

I produttori, dal canto loro, rassicurano dichiarando che, una volta incluso, il piombo usato per stabilizzare il PVC non è biodisponibile, il che significa che non migra dalla plastica alle sostanze con cui viene in contatto e non avvelena gli esseri viventi. Greenpeace smentisce, raccontando come la polvere proveniente dalla plastica invecchiata al sole sia un buon vettore per il piombo e possa essere inalata. I maggiormente esposti ad avvelenamento da piombo in questo caso sarebbero i bambini che utilizzano giocattoli di PVC lasciati per molto tempo all’aperto.

Scegliete voi di chi fidarvi, nel frattempo i soldatini di piombo andrebbero mandati in soffitta.

Via | DrGreen
Foto | Storeyland

Lead Stabilisers Risk Characterisation

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L’ambiente come fattore competitivo

lunedì, 29 dicembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Comunicazione e cultura, Politica ed economia

tecnologia greenIl rispetto ambientale dovrebbe essere un dato di fatto: mi muovo, come persona e come azienda, valutando tra le variabili principali la mia impronta ecologica. Ancora non si tratta di un punto assodato, ma partendo da un post pubblicato qualche giorno fa e inerente i risultati della politica ambientale di Apple che ha portato la casa di Cupertino a produrre i suoi nuovi portatili con maggiore attenzione alla sostenibilità (consumo energetico ridotto, utilizzo di materie riciclabili come l’alluminio, l’assenza di Arsenico e PVC, …) sono contento di sottolineare come il fattore ambientale sia divenuto centrale nelle politiche aziendali e nelle attività di marketing&comunicazione, in particolare on-line.

Apple ha dunque presentato i nuovi Mac Book. Ha ricevuto critiche da parte di Greenpeace, fautrice della campagna Green my Apple, ma ciò che più ha attratto la mia attenzione è che qualche giorno la presentazione dei portatili, Dell si sia risentita di quanto affermato da Apple.

Bob Pearson, responsabile in Dell delle attività di blogging e di conversazioni interne e esterne all’azienda, ha scritto un post di fuoco condannando le azioni di Apple e quanto da essa dichiarato.
Il dirigente ha dichiarato “Fanno solo pubblicità, noi facciamo i fatti“.

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Nuovi MacBook ecologici

domenica, 14 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

La campagna di pressione Green my Apple ha dato qualche frutto: i nuovi MacBook consumano il 30% in meno dei modelli precedenti, non contengono Arsenico e PVC e sono quasi totalmente riciclabili. In particolare l’esoscheletro e’ fatto di alluminio, uno dei metalli più facilmente riciclabili. iPod e iPhone ora sono anch’essi senza arsenico (nel vetro dello schermo), senza mercurio (nel LED) e senza PVC nei cavi e nelle piastre interne.

Tra le novità dei nuovi MacBook, un sensore misura la luminosità del locale in cui lavorate e adatta automaticamente la luminosità dello schermo. Lo schermo funziona a LED, non a cristalli liquidi, cosa che permette un ulteriore risparmio di energia. L’imballaggio e’ stato ridotto del 41% in volume, incidendo positivamente sui costi economici ed ambientali di stoccaggio e trasporto. La Apple annuncia, in breve, di aver prodotto il migliore notebook in circolazione dal punto di vista ambientale.

Greenpeace non e’ ancora soddisfatta, dice di aver trovato del PVC nel cavo di alimentazione e si riserva di applaudire quando anche quello sarà stato sostituito. Ecogeek fa notare come produrre il case da un blocco di alluminio di cui si scartano i 4/5 non sia poi tanto ecologico.

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Tempo di agire contro il Global Warming

giovedì, 4 dicembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Politica ed economia

Greenpeace, WWF, Friends of Earth Europe e Climate Action Network Europe attraverso la campagna Time to Lead offrono l’opportunità di fare pressione ai delegati che in queste giornate, e fino al 12 dicembre, sono impegnati nella 14esima Conferenza ONU sul clima in corso a Poznan, Polonia.

La campagna ha l’obiettivo di richiedere ai delegati, tramite un invio di e-mail, il mantenimento della soglia di aumento del riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi.
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Contro la deforestazione Greenpeace sceglie il sorriso (anche)

martedì, 28 ottobre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Energia e carburanti, Natura ed ecologia

pubblicità ambientale deforestazioneGreenpeace usa uno spot divertente per dire stop alla deforestazione.

Lo spot, proiettato alla Notte dei Pubblivori il 24 e 25 ottobre scorso a Milano, è di Greenpeace Messico e ci mostra un boscaiolo che torna a casa dopo una giornata passata ad abbattere alberi e, classica delle scene, per fare una sorpresa alla compagna, entra in casa senza far rumore. Ma la sorpresa la fa lei a lui, è a letto con un… orso!
Il video sicuramente ci fa fare una risata per poi condurci diretti, attraverso il colpo di scena finale, al messaggio: un albero tagliato che reca offesa alla Natura è come una donna non amata: è in grado di prendersi le proprie rivincite e di farci soffrire!
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Manifestazione Enel contro Greenpeace

lunedì, 27 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura, Energia e carburanti

contro le centrali a carbone in LiguriaI lavoratori della centrale Enel di Genova hanno esposto degli striscioni di risposta a quelli degli attivisti di Greenpeace. Un rompighiaccio dell’associazione ambientalista è nel porto di Genova per l’ultima tappa del “Quit Coal Tour”, un giro del Mediterraneo per chiedere a tutti i Paesi di non produrre energia bruciando carbone ma usando fonti rinnovabili.

Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace, ha chiesto all’Enel di “accogliere le ripetute richieste della Regione Liguria e chiudere l’impianto al più presto. Aspettare al 2020 è anacronistico. E’ infatti possibile sostituire la potenza della Lanterna con fonti pulite come eolico e solare. Il potenziale eolico raggiungibile al 2020 in Liguria è pari a 280 MW e permetterà di creare oltre mille posti di lavoro legati all’energia pulita.”

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La guida di Greenpeace per consumare pesce in maniera sostenibile

venerdì, 18 luglio 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

pesca sostenibileMolti stock di specie ittiche sono al collasso e sempre di più si parla di acquacoltura e pesca insostenibili. Cosa possono fare i consumatori oltre che informarsi e sperare che le istituzioni e le associazioni ambientaliste promuovano iniziative che tutelino i nostri mari? Con i loro atti di acquisto e consumo possono fare molto. In nostro aiuto arriva Greenpeace che ha redatto una “Guida ai consumi ittici” che indica quali pesci non bisogna comprare e quali evitare.

Nella guida l’associazione fornisce una serie di informazioni base per i consumatori, visto che l’informazione è il punto di partenza per poter effettuare scelte di acquisto consapevoli. Ad esempio si spiega la differenza tra un prodotto di pesca artigianale, a strascico o di origine tropicale. Meglio prodotti derivanti dalla pesca o dall’acquacoltura? Difficile dirlo anche perché esistono criteri di insostenibilità diversi per i due metodi di cattura. Alla fine della guida, inoltre, si potrà trovare anche un utile “glossario informale” sulla pesca.

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Ecowiki.it