Cooperazione condizionale nella gestione dei beni comuni

lunedì, 15 novembre 2010 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

umorismo ambientale, cani e deforestazione“lo faccio solo se lo fanno tutti e se gli opportunisti vengono identificati e fermati”. Queste sono, tradotte in parole molto povere, le condizioni per cui un singolo accetta di dedicare tempo e fatica alla gestione di un bene comune.

La tragedia dei beni comuni e’ il dilemma in cui un bene a disposizione di molti viene saccheggiato per egoismo dei singoli invece che gestito equamente a vantaggio di tutti. Esempi classici sono la pesca pirata in acque internazionali, la deforestazione illegale, l’inquinamento dell’aria o delle falde acquifere, i cambiamenti climatici. Per salvaguardare il bene comune occorre vigilare e reprimere gli opportunisti, ma questa attività ha un costo notevole.

Devesh Rustagi, ricercatore dell’Istituto per le decisioni ambientali della Eidgenössische Technische Hochschule di Zurigo, ha monitorato i successi di 49 comunità etiopi nella gestione sostenibile delle foreste. I gruppi composti da persone più collaborative offrivano i premi minori agli opportunisti, scoraggiandoli grazie al pattugliamento più intenso ed attento.

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Avatar e il fiasco ambientalista

giovedì, 11 marzo 2010 a cura di pentolaccia
in: Comunicazione e cultura

Manderanno un messaggio per dirci che loro possono prendersi tutto quello che vogliono ma, noi manderemo il nostro messaggio…Questa, questa è la nostra terra!

Avatar di James Cameron. Con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, durata 162 min. – USA, Gran Bretagna 2009

Visto che chi ben principia è già a metà dell’opera abbiamo deciso di incominciare questa rubrica con uno dei peggiori film del 2010 che, ahimè, si vanta di parlare di ecologia.

Sto parlando ovviamente del nuovissimo e tanto agognato film di James Cameron: Avatar, ambasciatore della tanto decantata tecnologia 3D e, stando al suo creatore e la solita frotta pecorona di grandi firme del giornalismo, parabola ecologista definitiva del nuovo decennio.

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Sovvenzioni a foreste naturali o a boschi coltivati?

venerdì, 23 ottobre 2009 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Si litigava sui soldi che pioveranno sugli alberi, al congresso mondiale delle foreste a Buenos Aires della settimana scorsa. Secondo Salvaleforeste, FAO e Banca Mondiale darebbero anche alle piantagioni arboree (pioppeti da carta e bananeti, per intenderci) le sovvenzioni destinate a premiare l’assorbimento di carbonio dall’atmosfera e il successivo stoccaggio in legno vivente. Associazioni ambientaliste come il World Rainforest Movement e la Global Forest Coalition fanno notare che per far posto a queste coltivazioni si abbattono le vere foreste. Se poi lo spazio si crea col taglia e brucia, allora gli sforzi di fissare la CO2 vanno letteralmente in fumo.

Questo stride un po’ con le dichiarazioni di apertura di Jan Heino, vice direttore generale della FAO del Dipartimento Foreste, che ha auspicato l’adozione di pratiche agricole, zootecniche e di gestione del territorio più efficaci. “Considerato che il cambiamento di destinazione d’uso della terra a fini agricoli, per esempio la deforestazione, incide per circa un terzo sul totale delle emissioni di gas serra, il ruolo che questi settori possono avere nel mitigare l’impatto del cambiamento climatico è enorme”.

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