Se la neve non vi ha tolto la voglia di uscire in bici e sfrecciare di fianco alle auto incolonnate, potreste aver bisogno di “catene” per migliorare la presa delle gomme sul terreno. Bene: prendete una bustina di fascette e fissatele ben strette attorno alla gomma.
Fate attenzione a fissarle in modo che non si incastrino con i parafanghi e che disturbino il meno possibile i freni (io le avrei strette dal lato interno, verso il centro della ruota).
Poi non dimenticate di oliare bene la catena, che il sale sparso sulle strade in questi giorni rischia di farla arrugginire anzitempo.
Ai mercatini, on line e nelle botteghe artigiane si trovano oggetti unici, fatti a mano e con amore. Ottimi regali di Natale!
Nella gallery di oggi abbiamo raccolto alcune idee viste durante il viaggio a Zurigo: dai tradizionali animali di legno fino alle agende ottenute da vecchie motherboard. Li trovate in un paio di negozi dedicati ai materiali riciclati e a quelli tradizionali: marktlücke e Schweizer Heimatwerk.
Sabato 3 dicembre, nel pomeriggio, saremo nel Broletto di Novara per un laboratorio di riciclo creativo natalizio dedicato in particolar modo ai bambini.
Fuori dalla nostra aula-laboratorio ci saranno le bancarelle degli artigiani del mercatino di Natale (dove potrete scoprire il lato fantasy di Lumachina).
Portate qualcosa con cui lavare e lo trasformeremo insieme:
Con le bucce delle arance si possono fare delle piccole ghirlande profumate da appendere in giro per la casa. Bastano un paio di arance, un po’ di raffia, un anello di fil di ferro, cinque palline e un paio di pinze.
Per prima cosa dovete sbucciare un paio di arance ed eliminare quasi tutta la parte bianca interna. Poi, con le forbici, potete ritagliare delle foglie o delle striscioline e infilarle una ad una sull’anello di fil di ferro, alternandoli, se volete, con qualche pallina. Infine ricoprite tutto di raffia e ne lasciate avanzare un pezzetto per poter appendere la coroncina.
Trasformare le bottiglie di plastica in fiori e’ facile e veloce.
Se volete provare, portate forbici, plastica e voglia di lavorare sabato 3 dicembre al Broletto di Novara e per tutto il pomeriggio potremo fare esperimenti di riciclo creativo.
Nella gallery potete vedere tutti i passaggi necessari, dal taglio della bottiglia fino all’assemblaggio del fiore. La candela (o la fiamma dell’accendino o il soffio di aria calda di un asciugacapelli) rendono morbida la plastica. C’è da stare attenti a non farla bruciare, che una bella dose di diossina non e’ esattamente ecologica.
1) Spaccate le noci a metà, aprendole con un coltello.
2) Togliete la noce e inserite un nastrino colorato con un nodino.
3) Richiudete incollando le due metà della noce.
Facile, vero? :)
Se volete preparare le vostre palline in compagnia e scambiare due parole con me, nel pomeriggio di sabato 3 dicembre al Broletto di Novara ci sarà un laboratorio per bambini sul tema “Natale riciclato”. Portatevi le noci e i nastrini e tornerete a casa con le vostre palline naturali.
Sognate di avere un giardino ma non sapete come fare?
Guardate con desiderio il parco abbandonato sotto casa ma non sapete da dove iniziare?
C’è chi ha deciso di rispondere a queste domande e non solo.
Nel novembre del 2010 viene pubblicata online la mappa di tutte le realtà verdi condivise nel comune di Roma : www.zappataromana.net.
La mappa, al sesto aggiornamento in meno di un anno, è frutto del lavoro di Studio UAP, riporta una fotografia attendibile di tutte le forme di gestione partecipata del verde presenti sul territorio romano e curate da associazioni consolidate. Il progetto si sviluppa con la diffusione attraverso il sito di Zappata Romana di una guida pratica e della documentazione necessaria per poter ottenere dal comune l’adozione gratuita di uno spazio verde.
Sotto il nome di Zappata Romana si nasconde un lavoro meticoloso di studio e di monitoraggio del territorio e delle esperienze di gestione condivisa degli spazi verdi che nasce dalla curiosità di esplorare e dalla volontà di comprenderne meccanismi ed i processi. Attenzione particolare è posta all’elemento della socialità come fondamentale nelle realtà di condivisione e gestione del verde sempre più frequenti sul territorio urbano.
Sono rimasta parzialmente delusa dalla lettura di “Sarto subito! La rivoluzione corre sul filo: come imparare a far da se abiti e accessori” edito da Altreconomia.
Speravo in un manuale fai-da-te e invece consigliano caldamente e ripetutamente di frequentare un corso di cucito o di documentarsi on line. Insomma, sarto fra un paio di mesi, forse.
Nel primo capitolo si trova la sbobinatura dell’intervista all’inventore delle taglie, che divaga ripetutamente arrivando a raccontare di fiori deposti sulla tomba del maestro di suo padre senza dire, ad esempio, quanto e come cambia un abito col crescere della taglia.
Il 10 settembre allo Spazio Aurora di Rozzano c’è il MusiCamp, un BarCamp rivisitato in chiave musicale alle porte di Milano. L’idea del MusiCamp ci piaceva, ma quanto c’è di davvero ecologico in un evento con musica dal vivo e tavole rotonde sulla condivisione della conoscenza? Per scoprirlo abbiamo fatto qualche domanda a Claudia Salvetti.
Da dove viene la vostra sensibilità ambientale?
La sensibilità ambientale nasce dalle necessità di ridurre gli sprechi, compensare le proprie emissioni quando possibile, decrescere e contrastare il consumismo favorendo il riuso e il riciclo, per salvare il salvabile di questo pianeta malato.
Le 4 ruote dell’Animas Quadracycle hanno sospensioni indipendenti e le due persone a bordo possono scegliere ognuna il cambio che preferisce, per adattare il proprio ritmo di pedalata al terreno. Gli appassionati di mountain bike possono divertirsi a leggere tutte le caratteristiche tecniche del quad a pedali nel sito del produttore o guardarsi i video delle escursioni.
I posti a sedere sono del tipo recumbent e se non avete abbastanza fiato esiste anche la versione ibrida, con motore elettrico per assistervi nei tratti difficili.
Il cinese Weiguo Li ha costruito una bici anfibia riciclando materiali molto facili da trovare.
8 boccioni dell’acqua fungono da galleggianti, collegati al telaio della bicicletta attraverso estensioni delle forcelle. Non interferiscono con gli spostamenti a terra perché sono sollevati dal suolo e possono essere fissati in due posizioni differenti, in basso quando si va in acqua e più in alto quando la bici viaggia su strada. Le pale sono state inserite tra i raggi della ruota posteriore.
Perché noleggiare un pedalò o usare i ponti quando potete modificare la vostra bici e proseguire la pedalata sull’acqua?
Zanzare: sono arrivate anche quest’anno in massa, affamate e spietate, causa di fastidi e dolorosi pruriti. Per evitare grosse spese cercando di sopravvivere all’attacco di questi piccoli ma tremendi insetti ho scovato 3 possibili soluzioni fai-da-te:
1. Preparare un repellente anti zanzare in casa. Occorre acquistare qualche ingrediente ma i costi, rapportati a creme e spray comunemente usati, sono senza dubbio ammortizzati e il contenuto noto al 100%.
Cosa ci vuole:
olio di lavanda
olio di citronella
olio di timo
essenza di menta piperita
olio d’oliva (o olio di semi di girasole o olio di mandorle che si trova in erboristeria)
Come si fa:
In un barattolo dotato di spruzzino mettere 5 gocce di ciascuno degli oli essenziali sopra indicati. Miscelare e aggiungere 2 cucchiai di olio d’oliva. Miscelare il tutto e usare lo spray più frequentemente di un comune repellente: l’effetto è meno duraturo rispetto a un repellente chimico.
Gli oli essenziali interferiscono con gli organi sensoriali degli insetti, una sorta di “ radar olfattivo” per individuare l’obiettivo: un animale a sangue caldo. I radar delle zanzare non riescono più ad individuare l’obiettivo, cioè la nostra pelle. Alcuni oli essenziali sono anche ottimi lenitivi da usare come dopo puntura. Continua a leggere: 3 idee fai da te per dire addio alle zanzare
Ecowiki ha raccontato come costruirsi una barca alimentata con pannelli solari al salone del vivere sostenibile ChangeUp! di Milano. Ecco a voi tutti i link delle associazioni, scuole, aziende, università ed enti organizzatori citati nell’intervento.
L’aeroplanino di legno e’ frutto di un pomeriggio di gioco/lavoro, sotto la guida dei falegnami/pedagoghi dell’associazione Fantulin, che organizza laboratori creativi riciclando materiali poveri.
Le macchinine sono state progettate e costruite dai ragazzi dello IAL di Saronno, che avevamo già conosciuto e intervistato per la loro gara di automodelli solari. La componentistica si trova in vendita nel catalogo Opitec. La prossima IAL Solar Cup si correrà nel parco del Lura, la mattina di domenica 28 maggio.
Avete un paio d’ore da passare con dei bambini e cercate qualche lavoretto facile per Pasqua? Eccovi delle idee semplici e creative per le vostre uova!
Per fare l’albero delle uova piccole e di cioccolato, vi serve una palla di polistirolo, un vasetto ben stabile, un bastoncino, due scampoli di tulle, un nastrino e degli stuzzicadenti.
1) riempite il vasetto con qualcosa di pesante (sassolini, gocce di vetro, sabbia…),
2) rivestite la palla di polistirolo con il tulle e usate il nastrino per chiuderla alla base,
3) infilate la palla sul bastoncino e il bastoncino nel vasetto,
4) infilate tutti gli ovetti sugli stuzzicadenti e infilateli nella palla (possibilmente senza mangiarli subito!).
Occorre una connessione con l’esterno, va bene il foro sul vetro di un condizionatore, un tubo flessibile per il raccordo e un po’ di nastro isolante. Si fa comodamente in un pomeriggio. Su Lifehacker consigliano anche di aggiungere un secondo tubo per restituire all’esterno l’aria di raffreddamento. Potrebbe essere una buona idea se le vostre finestre danno su una strada trafficata e inquinata o se il vostro pc non scalda abbastanza da portare l’aria ad una temperatura confortevole per voi che ci lavorate vicino.
Se abitate in una zona non adatta agli abeti, eccovi alcuni consigli per evitare di mandare in discarica il vostro albero di Natale.
Decorato con cibo per uccelli selvatici, invece che con palline e ghirlande di plastica, l’albero di natale può finire i suoi giorni all’esterno, offrendo un gradevole spettacolo naturale.
R2-D2 in versione steampunk è un ottimo esempio di artigianato artistico eco. La parte cilindrica, di legno, viene da un bar, dove era usato per tostare il caffè. I tubi di rame sono stati recuperati tra gli avanzi di una ristrutturazione, altri pezzi vengono da una vecchia lampada a kerosene. L’olio di gomito (usato in gran quantità) è indispensabile.
Lo ha costruito AmoebaBoy, un artista che vive a Birmingham e si diletta di modellismo. Nel suo blog ci sono un paio di post in cui si vedono le varie fasi dell’assemblaggio.
le decorazioni di famiglia, sempre quelle x tradizione (56%, 18 Votes)
nulla, io non faccio l'albero (19%, 6 Votes)
palline e ghirlande nuove, ogni anno ha il suo stile (13%, 4 Votes)
oggetti fatti da me/dai miei bimbi (13%, 4 Votes)
cartoline e lettere vere (0%, 0 Votes)
altro (te lo dico nei commenti) (0%, 0 Votes)
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E’ ecologico riciclare le decorazioni di Natale, e’ ecologico farne di nuove con materiali sani e biodegradabili, e’ ecologico essere creativi e inventarsi qualcosa di emozionante e scenografico che non sia un albero. Tu che cosa farai?
Volete cimentarvi con un tetto verde senza investire migliaia di euro e mettendo alla prova la vostra manualità? Iniziate dalla cuccia del vostro cane!
L’idea di sperimentare con la cuccia del cane e’ della designer Stephanie Rubin, che aveva bisogno di qualcosa di facilmente trasportabile da esporre alle fiere. L’idea e’ piaciuta e ora la Rubin vende cucce di vari modelli, prefabbricate e pronte da allestire. Costano parecchio (sui 1000 dollari), come un vero oggetto di design artigianale e c’è pure il modello “casa bianca“.
Luke Skywalker aveva un landspeeder volante, mentre quello della foto e’ elettrico e al massimo raggiunge i 40 km/h. Per il resto sono identici.
Il costruttore del land speeder, Daniel Deutsch lavora per LucasFilm e nel tempo libero si diletta a riprodurre alcune delle macchine di scena. Dopo R2-D2 ha costruito un sacchetto di patatine ambulante.
Le granate kabloom seedbom sono un concentrato di semi e terriccio con nutrienti per facilitarne l’attecchimento. Si lanciano in zone difficilmente accessibili (zone devastate da incendi, aree incolte o parchi urbani abbandonati) e si aspetta che la natura faccia il suo corso.
Chi si dedica al guerrilla gardening intende riempire di piante e fiori zone che ne sono prive. E’ una azione che, se fatta con criteri naturalistici, migliora l’ambiente e rasserena lo spirito di chi ci vive, umano o animale che sia. Per lanciare qualche pallina di semi serve poco tempo e pochissima attrezzatura (potete usare la fionda, se proprio ci tenete).
Se avete accesso all’area da rinverdire e se avete un manipolo di amici a cui non dispiace sporcarsi… mettete dei fiori nei vostri cannoni e divertitevi organizzando una battaglia a palle di fango!
Avete delle canottiere che vi piacciono ancora ma che non indossate più? Potete trasformarle in borsette.
A volte basta una macchia, un buchino, uno strappo per decretare la fine di una maglietta. A volte quella maglietta ci piaceva proprio e ci dispiace buttarla via. Finisce in fondo ad un cassetto, ad ingombrare e ingiallire. Che tristezza.
Mi sembra un ottimo modo per allungare la vita di un oggetto, esercitare la testa e le mani con un hobby creativo e tenersi cari gli oggetti a cui ci siamo affezionate.
Costruirsi un pallone luminoso che cambia colore a seconda del grado di inquinamento e’ facile. All’interno vi e’ un sensore che accende uno dei tre led (verde, giallo o rosso) per rendere visibile l’informazione misurata. L’idea e’ di un prof della Carnegie Mellon University e dei suoi studenti del Living Environment Lab.
Il sistema funziona grazie ad un sensore che misura i VOC (composti organici volatili). Quando la concentrazione di VOC e’ alta, ci sono maggiori possibilità di formazione dello smog fotochimico (ozono) e aumentano anche tutti i fastidi dovuti alle polveri, sottili o meno. Insomma, sarebbe il caso di stare a casa ed evitare di fare sforzi all’aperto.
Su instructables ci sono le istruzioni passo-passo per farsene uno da soli, con una spesa di circa 30 Euro.
Shayne Beaver, della Queensland University of Technology in Australia, ha studiato le risposte di una trentina di persone (troppo poche per avere dati statisticamente significativi) scoprendo che il legno e’ il primo dei materiali amati dalla gente perché e’ relativamente facile prendersene cura. Un oggetto di legno può essere dipinto, scartavetrato, inchiodato e incollato, oltre che bruciato o decomposto, mentre con uno di vetro o plastica tutto questo e’ più difficile o impossibile.
Come piegare, incollare, tagliare senza sprechi il cartone per ottenere mobili ecologici? Lo si può imparare in un corso teorico/pratico sul design del riciclo in cui vengono spiegate le caratteristiche tecniche del materiale e i trucchi per impiegarlo nell’arredamento.
La chaise longue della foto è il risultato della prima lezione del “corso di progettazione col cartone” tenuto alla casa dell’arte a Bagnile di Cesena, realtà gestita da aquilone di iqbal, una associazione no profit per la solidarietà.
L’idea di spiegare come progettare mobili usando materiali facili da trovare e molto economici e’ dei designer Matteo Manenti e Simone Cannolicchio, del Dorothy Gray. Se ne e’ visto un esempio al fuori salone, in Zona Tortona e abbiamo intervistato per voi uno dei due designer:
Le festività pasquali si approssimano e ci piacerebbe decorare la casa in modo ecologico e semplice, ma suggestivo. Ecco qualche idea, da mettere in pratica tutti insieme in allegria:
On line si possono acquistare cartoline con dei piccoli semi inglobati nella carta, come quelli della linea Love grows, l’amore cresce. Basta seppellire la cartolina per farli germogliare e spuntare nel proprio giardino. Mi sembra una idea molto carina sia per le partecipazioni che per inviare auguri agli sposi.
Lo stesso tipo di carta, tagliata in forma di coriandoli o piccoli fiori, può servire in sostituzione dei chicchi di riso per il lancio bene augurante sulla coppia in uscita dalla cerimonia. I coriandoli con semini funzionano bene per i matrimoni all’aperto, su un prato, ovvio che se passa una perpetua con la ramazza a raccoglierli dalle scalinate della chiesa per poi buttarli via, si perde tutto lo spirito della cosa.
Le guide del telefono sono un inutile massa di carta stampata quando on line sono disponibili informazioni più accurate e aggiornate. Gli elenchi si possono però usare per le decorazioni di Natale, piegando degli origami seguendo semplici istruzioni e copiando i gesti di Mark Bolitho dal video.
Una sagoma di cartone riciclato a forma di albero di Natale e’ un oggetto di ecodesign facile da realizzare e comodo da riporre a fine stagione. Lo si può appendere alle finestre o alle pareti (al posto di un quadro) e per farne uno tridimensionale basta disegnare due alberi e incastrarli a croce tagliandoli a metà, uno dall’alto e l’altro dal basso. Le decorazioni possono essere attaccate o incise. Se non avete voglia di farlo da soli, ce ne sono di prestampati e pretagliati in vendita on line (The cardboard christmas tree). I bimbi li possono colorare facilmente.
Ovviamente la stessa cosa può essere fatta con del legno; con un pizzico di maestria e qualche ora a disposizione si possono imitare le linee curve dell’albero proposto da Buro North. La bellezza del design modulare e’ che con la stessa sagoma (o con le stesse istruzioni per una macchina da taglio a controllo numerico) si possono ottenere alberi più o meno densi.
Fondendo un po’ delle vecchie audiocassette Brian Dettmer ottiene teschi, scheletri e trofei di caccia. I nastri sono attorcigliati per rendere il diverso materiale delle corna e contrastare il bianco delle ossa. Dettmer allude con queste opere alla morte dei supporti magnetici a nastro.
Scolpire una zucca (mangiandone il contenuto) e’ un buon modo di decorare la casa senza comprare inutili oggetti di plastica. L’interno può essere cotto con rosmarino e qualcosa di affumicato (io ci metto i wurstel veg) in una torta salata a forma di teschio.
Diamo il benvenuto ad un’innovazione a basso costo che facilita la mobilità ciclistica, aiuta ad espandere la rete ciclabile, contribuendo all’aggregazione di chi sceglie di muoversi a pedali in città congestionate dal traffico motorizzato.
Il sistema, denominato Bike contrails (scia della bici), consiste in un dispositivo applicato alla ruota posteriore che rilascia una sottile scia di gesso mentre si pedala. Alcuni ricorderanno le ciclabili fai-da-te di Roma, ma qui si tratta di un sistema non inquinante data la natura effimera del gesso.
Il risultato è un “segnale” (anche colorato) sulla strada, una proposta di percorso per i meno esperti, che sembra dire, “qualcuno è passato quì”, oppure “contiamoci”..
Knut Karlsen ha pensato di avvolgere delle batterie ricaricabili con dei mini moduli fotovoltaici flessibili. Basta lasciare le batterie al sole e si ricaricano da sole, senza bisogno di portarsi dietro gadget appositi.
Knut ha usato delle pile ricaricabili al NiMH e dei moduli fotovoltaici flessibili prodotti dall’IFE (Institute for Energy Technology, norvegese). Ha avvolto le pile e ha collegato i moduli usando cavi piatti estratti da una macchina fotografica.
Nei commenti qualcuno osserva che lasciare le pile a scaldarsi al sole potrebbe non essere un’idea geniale come il resto. Che ne pensate?
ULTIMI COMMENTI
Geniale ! Soprattutto per chi non ha spazio !
Giusto, fanc*lo al PIL.
Molto carina come idea, la vedo un regalo perfetto per gli amanti della natura, è la prima...
Ciao Luca, interessante quello che dici sulla competizione femminile. In effetti nelle riviste...
mah…è un tema al quale ho pensato ultimamente, sul serio! sul fatto che la società...