Sfruttare la paura del nucleare per fare soldi

venerdì, 18 marzo 2011 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti

opinione pubblica sul nucleare

L’opinione pubblica mondiale si e’ svegliata ed e’ ostile all’energia atomica. Occorre ripensare alla sicurezza significa “trovare un altro modo di far soldi” per gli industriali e “speriamo di non perdere voti” per i politici.

Non leggo nelle menti degli industriali interessati al nucleare (Ansaldo nucleare, Sogin società per la gestione di impianti nucleari, Enel e Terna, tra gli altri), ma potrei scommettere che stanno pensando a come gestire il malcontento mondiale nei confronti delle centrali nucleari. Il Forum nucleare ha speso camionate di euro per una campagna pubblicitaria subdola e fuorviante e ora vorrà rientrare del suo investimento. Si tratta di girare a proprio vantaggio l’opinione pubblica, preoccupata per la catastrofe del Giappone.

La paura del nucleare può giustificare delle spese extra, sbloccare altri progetti o far salire i prezzi.

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Le regioni ricorrono contro il nucleare

venerdì, 25 settembre 2009 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti, Politica ed economia

Lo Stato vorrebbe decidere da solo dove far sorgere le nuove centrali nucleari e le regioni si ribellano alla legge 99/2009 (Disposizioni per lo Sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia). Dopo le capofila Calabria, Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna anche Umbria, Lazio, Marche, Basilicata e Sicilia hanno intrapreso la via del ricorso alla Corte Costituzionale.

Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, cerca di venderci il nucleare come economico e pulito “Garantire all’Italia energia elettrica a prezzi allineati con quelli degli altri Paesi europei nel pieno rispetto dell’ambiente e’ possibile solo con una quota di nucleare. Speriamo che la Corte costituzionale confermi questo orientamento”. Certo, in Italia capita solo che vengano affondate navi cariche di rifiuti radioattivi… non bastano le parole a creare fiducia.

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La Provincia di Bari si dichiara “denuclearizzata”

lunedì, 17 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Energia e carburanti

A posizionarsi contro il nucleare non sono sole le associazioni ambientaliste e tanti cittadini la cui voce referendaria è oggi inascoltata. Adesso parlano anche le istituzioni, almeno quando si sentono direttamente coinvolte. Dopo le voci del Governo su un ritorno al nucleare e di un insediamento a Mola di Bari, la provincia si è subito affrettata a sancire il suo “no” alle centrali nucleari.

Lo ha fatto con una delibera della Giunta della Provincia con la quale ha dichiarato il territorio della provincia denuclearizzato. Come si legge nella nota stampa dell’ente “la Puglia già produce i 2/3 di energia in più rispetto al fabbisogno regionale e che pertanto non vi è alcun bisogno di nuove fonti di produzione in evidente conflitto con la vocazione del territorio”.

Adesso per diventare legge provinciale la delibera attende il via libera del Consiglio provinciale. Incrociamo le dita.

In generale tutte le Regioni si sono dimostrate abbastanza diffidenti verso il ritorno al nucleare. La scorsa settimana si è infatti riunita la Commissione degli Assessori all’Ambiente delle Regioni italiane definendo la linea energetica intrapresa dal Governo come “incompatibile nelle definizioni del mix energetico nazionale”. Nel documento frutto dalla riunione si indicano una serie di vie per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, tra cui “strumenti atti ad incrementare la produzione da fonti rinnovabili “.

Via | Provincia di Bari
Foto | Snowbeard

Via libera della Camera alla delega sul nucleare

venerdì, 31 ottobre 2008 a cura di Fresna
in: Energia e carburanti

Detto fatto. Poco meno di un anno fa, lo scorso maggio all’assemblea annuale di Confindustria, il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola annunciava la volontà di tornare al nucleare “entro la fine della legislatura”. Ieri la Camera dei Deputati ha approvato l’articolo 15 del Disegno di legge Sviluppo (1441), ovvero il via libera al Governo di emanare entro giugno 2009 uno o più decreti legislativi per la localizzazione in Italia di impianti di produzione elettrica nucleare, di sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare. L’esecutivo dovrà anche definire le misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate.

Immediata la replica di molti ambientalisti tra cui Legambiente: “Un via libera al nucleare all’insegna della militarizzazione e della monetizzazione del rischio, il peggior via libera possibile per una scelta che guarda al passato”, ha detto il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza. In particolare, condivido la critica dell’associazione sul metodo e la velocità di reintroduzione di questa forma di energia in Italia, visti i risultati della consultazione popolare di 21 anni fa. E’ vero è passato tanto tempo e la tecnologia si è evoluta, ma credo che la voce del popolo, quella che va oltre l’elezione dei suoi rappresentanti, dovrebbe avere un valore maggiore.

“Se, 21 anni fa, – prosegue infatti il presidente di Legambiente – le nostre centrali sono state chiuse con un referendum popolare, oggi la loro riapertura non prevede nemmeno uno straccio di confronto con il territorio, nessun ‘dibattito pubblico’, come avviene ad esempio in Francia, paese tanto citato da Berlusconi, dove però la legge obbliga a una procedura trasparente di dibattito sui contenuti dei progetti e sugli standard di sicurezza e ambientali, gestita da un organismo indipendente. ”

Fonte | Ddl sviluppoLegambiente
Foto | Sole 72

Disposizioni sul nucleare in un disegno di legge sulla internazionalizzazione delle imprese

giovedì, 25 settembre 2008 a cura di la vivi
in: Appuntamenti, Energia e carburanti, Politica ed economia

Qualche giorno fa (mentre ero in gita al FSE di Malmo), un mio collega mi ha girato un file con il testo di un disegno di legge che credo sia passato sotto silenzio ma che invece ci deve interessare. Si tratta del Disegno di Legge “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia“, tratto dagli “Atti parlamentari della Camera dei Deputati 1441 – ter”.

In mezzo ad articoli che riguardano i distretti di imprese, reti produttive, internazionalizzazione delle imprese, uso fondi SIMEST (cos’è?), tutela della proprietà industriale, eccetera, hanno infilato due articoli, il 15 e il 16, il primo si intitola “Delega al Governo per la definizione dei criteri di localizzazione dei siti nucleari e delle misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate“, l’altro dal titolo più semplice di “Energia Nucleare“. Segue articolo 17 su “Innovazione Energetica” e poi gli altri articoli parlano d’altro.

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Avviata la Via per l’impianto nucleare di Mochovce (Slovacchia)

mercoledì, 24 settembre 2008 a cura di Fresna
in: Energia e carburanti


Mentre in Italia continua il dibattito sul ritorno al nucleare l’Enel si dà da fare all’estero. La società controlla infatti, tramite la Slovenske Elektrarne, l’impianto slovacco di Mochovce, che si sarebbe dovuto attivare nel 2012. Si tratta però di una struttura vecchia di 40 anni, la cui licenza a procedere con i lavori di completamento risale a 20 anni fa. Fortunatamente il governo della Slovacchia ha deciso di avviare una procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) prima di rilasciare l’autorizzazione di inizio dell’impianto.

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Diario dal Social Forum Europeo di Malmoe (che c’è anche se non si vede)

venerdì, 19 settembre 2008 a cura di la vivi
in: Appuntamenti, Energia e carburanti, Politica ed economia

Dalla vostra inviata/infiltrata

Eccomi per la prima volta a partecipare a un Forum Sociale, è quello europeo che si sta tenendo a Malmo, in Svezia, fino a domenica. Mi hanno sempre raccontato di grandi manifestazioni, di migliaia di persone che invadono pacificamente (più o meno a seconda delle edizioni) una città europea per parlare di globalizzazione, pace, ambiente, diritti, e chi più ne ha più ne metta.

Arriviamo ieri mercoledì 17 (faccio parte della delegazione di una associazione ambientalista italiana) e l’inizio mi sembra promettente. Non tanto per il forum quanto per il mio ego ambientalista. All’aeroporto di Copenaghen vedo i treni con porte e scompartimenti appositi per le biciclette (da noi ce li sogniamo), attraversiamo il ponte ferroviario che collega la Danimarca alla Svezia in pochi minuti, e vedo delle splendide pale eoliche offshore, tanto discusso dalle nostre parti, tanto bello a vedersi lì in mezzo all’acqua illuminate da un insolito caldo sole scandinavo. Arriviamo a Malmo e ad accoglierci all’ingresso della città ecco un’altra grande pala eolica che e svetta gira imponente sopra i tetti.

Cominciamo bene, penso.
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Incidente alla centrale nucleare in Slovenia

giovedì, 5 giugno 2008 a cura di harlock
in: Politica ed economia, Scienza e tecnologia

rischio nucleare?Ieri l’Unione Europea ha diramato un allarme per un incidente occorso alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia che dista poco più di 130 km da Trieste e la notizia è stata riportata da tutti i giornali con il tipico tono rassicurante de “le autorità escludono fuoriuscite di materiale radioattivo dalla centrale”.

Tutto bene allora? Non proprio

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