La decrescita dell’aviazione

sabato, 24 gennaio 2009 a cura di Giancarlo
in: Auto e trasporti

goodyear-blimpVolare è sinonimo di libertà e sono sicuro che, anche tra gli ecolettori, commenti del tipo “Limitare i voli è limitare la libertà“, abbonderanno. Ma la risposta è già pronta: “Volare meno significa vivere meglio tutti, salvando il pianeta“. L’aviazione, è noto, ha un forte impatto sui cambiamenti climatici, emettendo gas ad effetto serra ad alta quota, dove l’effetto è molto maggiore (vedi).

Nel 2005, infatti, si stima che l’aviazione abbia contribuito tra il 3 e l’8 per cento sul totale delle emissioni ad effetto serra di origine antropica. Direte che è poco. Tuttavia, se le misure sono incerte, è strasicuro che la quota di danno del traffico aereo è destinata a crescere esponenzialmente nei prossimi anni (la parte del leone è del traffico aereo internazionale, con oltre il 60% delle emissioni totali).

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Pachauri (IPCC): ecco perché dovremmo mangiare meno carne

lunedì, 15 settembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

Ormai sono in molti ad affermarlo: mangiare meno carne contribuirebbe a diminuire notevolmente le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Ne abbiamo già parlato in passato citando il National Institute for Agricultural Technology dell’Argentina. Oggi è la volta della tesi dell’economista indiano Rajendra Pachauri, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC).

Lo scorso 8 settembre a Londra Pachauri ha presentato un documento dal titolo “Riscaldamento globale: l’impatto sui cambiamenti climatici della produzione e del consumo di carne”.

Secondo l’economista produrre 1 kg di carne ha tantissimi costi in termini ambientali: si emettono ben 36,4 chili di anidride carbonica; si rilasciano nell’ambiente sostanze fertilizzanti pari a 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati. In pratica produrre un chilo di carne ha lo stesso impatto ambientale di un’auto media europea che percorre 250 chilometri!

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Marketing auto e pirateria stradale, c’è un nesso?

giovedì, 24 luglio 2008 a cura di Giancarlo
in: Auto e trasporti, Comunicazione e cultura

La pubblicità delle industrie automobilistiche promuove quasi esclusivamente i modelli più potenti e che emettono più CO2, andando così contro l’obiettivo comunitario che prevede la riduzione delle emissioni a 120 grammi di anidride carbonica al chilometro entro il 2012. Erano questi i risultati della prima indagine nazionale sul ruolo del marketing pubblicitario delle auto nella riduzione di emissioni di CO2, recentemente presentata da Amici della Terra e Wwf.

L’indagine analizza le pratiche di marketing pubblicitario messe in atto dalle case automobilistiche su giornali e televisioni, con riferimento al tema delle emissioni di CO2 dei modelli auto. Dai risultati emerge che la leva emozionale più utilizzata per la carta stampata è la convenienza economica (nel 67% dei casi), mentre per la tv si riscontrano più leve emozionali nello stesso messaggio, con una maggiore attenzione verso gli aspetti qualitativi dell’uso dell’auto rispetto a quelli economici: sicurezza (96%), prestazioni (93%), piacere di guida/comfort (93%). La leva ecologica è sistematicamente all’ultimo posto, con il 27% dei messaggi nel caso della televisione e l’8% sui giornali, dove l’informativa sui consumi e sulle emissioni di CO2 dei modelli appare in formati illeggibili e in scarsa evidenza rispetto alla comunicazione commerciale. Un risultato è che sette nazioni (tra cui l’Italia) saranno soggette a verifiche della Commissione Europea per (possibili) inadempienze degli organismi preposti all’attuazione della legge sull’informativa obbligatoria dei consumi e delle emissioni di CO2 nella pubblicità delle auto.

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Sul sito dell’Atac Roma calcoli quanta CO2 risparmi prendendo i mezzi pubblici

sabato, 7 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Auto e trasporti

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Scegliere di spostarsi con i mezzi pubblici invece che con l’auto è meno inquinante. Questo si sa. Ma quanto meno inquinante? Qual è la quantità di CO2 che evitiamo di immettere nell’aria raggiungendo, ad esempio, il nostro luogo di lavoro con l’autobus invece che con il mezzo privato? L’Atac, l’azienda che gestisce a Roma il trasporto pubblico, offre sul suo sito un sistema di stima delle emissioni inquinanti evitate.

Il calcolo è costruito in termini parametrici utilizzando un algoritmo che si riferisce al parco medio delle vetture circolanti sul territorio romano e sul traffico totale, orario e giornaliero, nell’intera città.

Facciamoci due conti. Percorrendo in autobus 10 chilometri si risparmiano circa due chili di CO2. Ovvero quanto produce in media una famiglia di 4 persone in mezza giornata: circa 3,2 kwh. Oppure quattro ore di accensione contemporanea di otto lampade da 100 watt.

Fonte | Atac Roma

Foto | Air Force One

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