Il nostro blogger Simone Rambaldi, a bordo di una Renault 4 del ’61, convertita in elettrica dalla Fondazione ecarsnow, e’ appena tornato da un viaggio di 4mila chilometri in Africa.
Simone era il responsabile tecnico del viaggio e si e’ occupato di preparare la macchina per questa sfida:
Di che cosa aveva bisogno la R4 elettrica per affrontare il deserto?
Innanzitutto ho voluto aggiungere 8 kW agli 11 originali di batteria per aumentarne l’autonomia. In questo modo con un pieno si potevano fare in sicurezza 150 km a 60 km/h oppure 200 a 40 km/h.
Poi ho dovuto migliorare il sistema di monitoraggio e controllo delle batterie per avere sempre sotto controllo il livello di carica e lo stato di salute delle singole celle integrandolo con la strumentazione esistente di controllo della temperatura del motore. Andando in climi caldi, su strade accidentate e non avendo facile accesso ai pezzi di ricambio, era vitale che ogni malfunzionamento potesse essere individuato sul nascere.
Immagino che sappiate già tutto sul famoso spezzatino di Zurigo “Zürcher Geschnetzeltes”, perciò vi racconto qualcosa su tutto il resto con cui potete solleticare le vostre papille gustative.
Negli uffici di informazioni turistiche trovate la guida Goût Mieux con gli indirizzi e le schede di negozi e ristoranti dove mangiare bio. Noi abbiamo provato per voi il ristorante à l’Opéra (una stella Michelin) specializzato in pesce sostenibile e prodotti locali. Il più informale Tüfi spazia dagli strozzapreti al pollo tandoori.
Nei ristoranti, specie se di una certa classe, potrà capitare di vedervi servire una zuppa in una tazzina da caffè. Mantenete il controllo, gustatevela e non preoccupatevi: le porzioni che seguiranno saranno di soddisfacente e appagante consistenza.
Pedalare nel centro di Zurigo e’ semplice e sicuro: ci sono piste ciclabili in sede propria e quando la sede e’ mista gli autisti rallentano appena ti vedono. Basta guardare un palazzo dall’altro lato della strada che il traffico automobilistico si ferma per farti attraversare. Un sogno!
Oggi non parliamo per sentito dire ma per esperienza diretta, dopo mezza giornata passata in sella, ospiti di Zurigo Turismo.
Il piccolo libro verde del viaggio e’ come un quaderno di appunti, con diverse note messe in modo abbastanza casuale e proprio per questo incuriosisce. Tra le pagine di questo volumetto si possono trovare idee per qualsiasi situazione legata al viaggio. Sono spunti, di qualche riga ognuna, che rimandano a link dove approfondire questioni di ogni genere: dall’hotel “green” al consiglio su come impattare meno sull’ambiente.
Ci sono link per trovare on-line hotel a etichetta verde www.green-key.org, case come le Domus Migas nel sud ovest della Sardegna che accolgono viaggiatori con la versione B&B e camping “green”, ma anche alternative più “avventurose” come l’ormai ultraconosciuto couchsurfing.
Fino ad arrivare a scoprire che nei negozi Patagonia con “Recoinnasance Jacket” e’ possibile acquistare giacche a vento con tessuto e imbottitura in materiale riciclato e riciclabile, mentre per le scarpe “Recyclus” di El Naturalista basta tirare un filo affinché la suola, la soletta interna, la tomaia e i lacci si trasformino in pezzi indipendenti da riportare nei punti di vendita ed essere riutilizzati. Continua a leggere: Il Piccolo Libro Verde del Viaggio
“I viaggiatori possono fare una grande differenza scegliendo un tipo di turismo che non è nocivo all’ambiente ed è di appoggio alle comunità locali che lavorano per uno stile di vita sostenibile”: non è affatto male il motto di vacanzefaidate, il portale italiano dedicato al turismo responsabile, che collabora con il motore di ricerca per viaggi responsabili, L’Organizzaviaggi.
Il team di questo sito ricerca le migliori proposte di tour operator responsabili e piccoli operatori locali, per realizzare viaggi a basso impatto ambientale. L’obiettivo è quello di partire per una vacanza etica, certi che i soldi spesi andranno a sostegno dell’economia locale, dell’ambiente e del territorio e non a favore di grosse multinazionali specializzate nel turismo di massa.
Il programma della gita prevede un documentario durante lo spostamento in bus (2 ore, da Kiev), la visita al reattore (da una distanza di 100 metri), un giro per la città abbandonata, un saluto ai pescigatto che vivono nelle ex vasche di raffreddamento e, se il gruppo lo desidera, un incontro con le persone che sono tornate a vivere nella zona nuclearizzata. Niente animali mostruosi. All’uscita ti fanno anche il controllo della radioattività, ma se preferisci ti affittano un contatore Geiger già all’inizio.
Il cartello che dice “riusare gli asciugamani aiuta a non sprecare risorse naturali” spinge il 30% dei clienti a non chiedere nuove salviette dopo la prima notte in albergo. E’ un cartello diffuso negli eco-hotel, ma altre strategie di comunicazione funzionano meglio.
Se sostituiamo la scritta con “tre quarti degli ospiti di questo albergo usa l’asciugamano per più di una volta” ecco che il 44% degli ospiti non ne richiederà di nuovi. Si arriva al 50% di collaborazione dicendo che “tre ospiti di questa stanza su quattro hanno riutilizzato gli asciugamani”.
Zero Baggage permette di viaggiare leggeri: la valigia con tutto il necessario la trovate all’arrivo, insieme all’auto a noleggio e all’appartamento affittato via internet. Non dovete perdere tempo a piegare i vestiti, insacchettare gli oggetti, avvolgere i fragili e stipare gli ingombranti. Saltate la coda del check-in del bagaglio, non rischiate di perderlo e non trasportate peso in giro per il mondo.
Per viaggiare leggeri, prima di partire dovete compilare una lista di quello che volete trovare nella vostra camera d’albergo: pantofole, rasoio, spazzolino, accappatoio… Gli oggetti possono essere nuovi o puliti come le lenzuola o gli asciugamani che siamo abituati ad usare in viaggio, quando alloggiamo in un hotel o affittiamo un appartamento arredato.
Interessi economici di agricoltori e tagliaboschi minacciano la spettacolare migrazione delle farfalle monarca. Le Danaus plexippus svernano a milioni in Messico, dove possono essere osservate da marzo a novembre, per poi migrare verso nord, attraversando gli USA e raggiungendo il Canada. Lungo la rotta di migrazione le farfalle si nutrono del nettare di piante del genere Asclepias che sono state dichiarate “infestanti” negli Stati Uniti e in Canada e contro le quali si fa uso di erbicidi.
Per studiare il percorso e le modalità di migrazione alcune farfalle sono state marcate con un leggerissimo adesivo, che non ne limita il volo, presso il Cape May Bird Observatory. La tecnica di marcatura e ricattura e’ simile a quella usata per gli uccelli migratori.
La regione Toscana ha deciso di puntare sul cicloturismo. Nei giorni scorsi l’assessore regionale al turismo, cultura e commercio, Paolo Cocchi, ha infatti presentato il “Bike Hotels in Tuscany”: “Un progetto concreto di turismo legato al ciclismo”, caratterizzato da “una offerta turistica personalizzata, specializzata in segmenti di mercato, e contribuire a fare della Toscana dai tanti volti e dalle tante attrattive anche una regione accogliente per il cicloturismo”. Ma soprattutto pulita.
Testimonial dell’iniziativa è Paolo Bettini, campione olimpico e del mondo. Ormai ex-ciclista, Bettini sembra essere ben determinato ad accompagnare tutti gli amanti delle due ruote in avventure e percorsi tematici per le strade della Toscana. Nel progetto sono previste infatti proposte che lo coinvolgono direttamente come il fine settimana destinato alla scoperta della costa degli Etruschi.
L’iniziativa vanta inoltre di un portale dove si potranno trovare tutte le informazioni e gli appuntamenti previsti. Nel sito anche il blog di Bettini, dove è chiaro l’invito ad aprire discussioni e confronti sui temi legati alle due ruote.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...