Quando riciclare il guardaroba crea lavoro eco-solidale e beneficenza

lunedì, 17 ottobre 2011 a cura di Roberto Cocci
in: Buone pratiche e consigli

guardaroba-riciclabileCon i nostri scarti si possono anche creare posti di lavoro eco-solidale e fare beneficenza. Per la precisione dalle cose del guardaroba che non usiamo più.

Capi d’abbigliamento, accessori, biancheria. A trasformarli, seguendo una logica antispreco che, tra l’altro, promuove l’occupazione femminile è, per citarne una delle tante, la statunitense Reknit. Con sede a Boston e con l’omonima interfaccia siglata www.rekn.it l’azienda propone questo: avete una vecchia maglia di maglia nell’armadio? Non buttatela via. Speditela, dopo aver compilato il modulo online, alla designer Haik Avanian, responsabile del progetto. Indicate l’accessorio nel quale intendete mutarla: guanti, calze, sciarpa.

Si invia la quota richiesta per la lavorazione e si attende che la vostra maglia, a mezzo posta, torni a casa sotto forma di qualcos’altro. A effettuare concretamente la trasformazione sono le cosiddette Mamme, donne che vengono reclutate attraverso un recruiting online nella homepage aziendale che conferisce all’attività un connotato eco-solidale unitamente a un riconoscimento nel settore dell’occupazione. Le Mamme disfano il filato recuperato creano guanti, sciarpe, custodie per iPad. Ogni mese su Reknit viene postato un progetto diverso di maglia & crochet.

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5 idee per riciclare gli alberi di Natale

giovedì, 30 dicembre 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

Se abitate in una zona non adatta agli abeti, eccovi alcuni consigli per evitare di mandare in discarica il vostro albero di Natale.

Decorato con cibo per uccelli selvatici, invece che con palline e ghirlande di plastica, l’albero di natale può finire i suoi giorni all’esterno, offrendo un gradevole spettacolo naturale.

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Compostare in cucina, sotto il lavello

giovedì, 21 ottobre 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

composter domesticoCompostare gli avanzi di cibo, per chi abita in condominio e’ problematico. Con il NatureMill, un piccolo elettrodomestico che accelera il processo, diventa facile e possibile.

Lo scatolotto e’ grande come il bidoncino dell’umido, va collegato alla corrente e si occupa di rimescolare le bucce, gli scarti di verdura e tutta la frazione biodegradabile prodotta quotidianamente. Non produce cattivi odori (l’ho annusato ad una fiera), non attira insetti, può lavorare a diverse velocità a seconda delle necessità (ad esempio pranzo di Natale o settimana di digiuno…).

In un mese il NatureMill riesce a lavorare fino a 50 kg di materiale, riducendo del 70% il peso (principalmente per perdita d’acqua). Nell’arco della sua vita e’ in grado di evitare il conferimento in discarica di circa 2 tonnellate di rifiuti, trasformandoli in terreno da giardinaggio immediatamente utilizzabile. Continua a leggere: Compostare in cucina, sotto il lavello

Che fare quando entra un pipistrello in casa

martedì, 14 settembre 2010 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

trucchi per far uscire un pipistrello dalla stanzaIl modo più veloce per far uscire un pipistrello da una stanza e’ spalancare la finestra, spegnere le sorgenti di rumore (radio, tv, elettrodomestici vari…) e uscire dalla stanza. Prima il pipistrello si tranquillizza, prima esce.

Se trovate un pipistrello addormentato in casa vostra e fuori splende il sole, sarebbe meglio lasciarlo in pace fino a sera.

I pipistrelli NON si attaccano ai capelli.
I pipistrelli europei NON succhiano il sangue.
Urlare e sbracciarsi NON serve, ma spaventa e disorienta la bestiola.

Se proprio proprio volete liberarvene, ricordatevi che sta dormendo e che potrebbe “svegliarsi di cattivo umore” se preso a scopate! La cosa migliore da fare e’ mettersi i guanti (le bestiole hanno denti molto piccoli ma aguzzi) e cercare di chiudere il pipistrello in una scatola di cartone (una da scarpe va bene, fategli dei buchini per respirare) o in un sacchetto di tela traspirante (cotone, lino, juta), per poi liberarlo all’aperto dopo il tramonto. Non prendetelo MAI per le ali e non strizzatelo con pinze e oggetti appuntiti!

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La piramide aliementare ha un lato ecologico

mercoledì, 30 giugno 2010 a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione

Il Barilla Center for Food & Nutrition ha presentato la doppia piramide alimentare dove, alla tradizionale piramide con tanta frutta e verdura alla base e poca carne in cima, se ne affianca una dei costi ambientali di ogni alimento. In soldoni: costa poco (poco terreno, poca acqua, poca energia,…) produrre vegetali e costa tanto produrre bistecche.

Barilla ha usato bellissime foto dall’archivio del National Geographic per illustrare il suo programma, io mi sono limitata a fotografare i fatti. I fatti in questione sono i piatti al buffet del convegno della Barilla “Alimentazione e ambiente” dove si vede bene la distanza tra la pubblicità alla dieta mediterranea e la messa in pratica dei concetti ecologici usati per rafforzare l’immagine del marchio.

Sotto ogni piatto, gadget e grafico troverete le mie considerazioni e quelle dei relatori intervenuti. Le slide del convegno spiegano con maggiore dettaglio i vantaggi ecologici della dieta mediterranea in termini di water footprint, carbon footprint e life cycle assessment.

5 trucchi per stare freschi a tavola (senza condizionatore)

lunedì, 28 giugno 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

consigli per mangiare cibi freschi d'estateEntrare in una cucina piena di vapore caldo, d’estate, fa passare l’appetito. Ecco perché abbiamo raccolto per voi 5 idee per evitarlo, conservando il piacere di sedersi a tavola.

1) provate ricette crudiste. Molti piatti si possono preparare senza accendere i fornelli, non solo insalate e panini. Provate crudismo.com oppure googlate “ricette crudiste” e scoprirete zuppe fresche, creme, spezzatini croccanti, biscotti e involtini da preparare mantenendo fresca la vostra cucina.

2) mangiate piccante. Molte ricette del Sud Italia contengono sostanze piccanti che, favorendo la vasodilatazione, aiutano a dissipare il calore corporeo. Sfruttate questa perla di saggezza popolare per godervi l’estate, ma non esagerate con i peperoncini se avete la pressione bassa: mangiare piccante ve la farà scendere sotto i piedi!

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Giapponesi a nanna presto per risparmiare energia

venerdì, 25 giugno 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Energia e carburanti

a letto presto per risparmiare energiaAndare a dormire un’ora prima, per risparmiare energia, e’ il suggerimento del ministero dell’ambiente giapponese a tutti coloro che si attardano a guardare la TV fino alle ore piccole. Alzandosi un’ora prima al mattino si avrebbe tempo e luce naturale per fare una colazione migliore, correre o fare yoga in un parco, dedicarsi ad un hobby…

Il concetto e’ lo stesso del passaggio da ora solare ad ora legale, con il vantaggio che l’abitudine non verrebbe spezzata al cambio di stagione ma resterebbe immutata nel corso dell’anno. Lo stesso ministero aveva lanciato, cinque anni fa, la campagna Cool Biz in cui si invitavano gli impiegati ad indossare maniche corte e a lasciare a casa la cravatta per poter sopportare meglio le temperature estive senza ricorrere eccessivamente all’aria condizionata.

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Microsfere esfolianti: dalla tua crema al tuo piatto di pesce

venerdì, 18 giugno 2010 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

microplastiche nei prodotti per la pelleI prodotti esfolianti contengono microsfere di polietilene che, indistruttibili, si fanno il giro del mondo per tornarci in casa nel pesce che mangiamo.

La schiuma piena di microsfere esfolianti scivola giù nello scarico del lavandino, viaggia per qualche chilometro di tubature, passa (qualche volta) nei depuratori e finisce in mare, dove viene mangiata da molluschi, crostacei e altri animali che la scambiano per appetitoso plancton.

Le microsfere non apportano nutrimento, ma si possono accumulare nell’apparato digerente e possono anche migrare nei tessuti, portandosi appresso sostanze tossiche idrofobe. Una di queste sostanze, il fenantrene, e’ cancerogeno e in questo modo arriva ben concentrato fino alle balene, ai delfini e a noi.

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Le 12 azioni di una famiglia ecologica

lunedì, 3 maggio 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

E mentre Ercole ha dovuto affrontare 12 fatiche per imparare a “dominare la vita che ci incatena e giungere alla radianza”, a noi basta seguire 12 buone azioni per “dominare” i consumi riducendo così gli sprechi, i rifiuti e l’inquinamento. A guadagnarci non è solo l’ambiente, ma anche il nostro portafoglio; questo è il messaggio che lancia Fare Verde onlus, un’ associazione di protezione ambientale, che ha redatto un opuscolo  con cui invita le famiglie italiane a trasformarsi in  famiglie ecologiche.

All’interno dell’opuscolo (Scarica il PDF) sono state segnalate 12 “buone pratiche” da seguire; secondo i calcoli effettuati dall’associazione una famiglia “ecologica” può arrivare a risparmiare fino a 5.000,00 euro all’anno. Non male vero?

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Eco-consigli noiosi: vota il peggiore

martedì, 29 dicembre 2009 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

Quali eco-consigli ti hanno stufato?

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Ci sono persone che ancora non hanno sostituito le lampadine, che lasciano la luce accesa in una stanza vuota e che non chiudono l’acqua mentre si spazzolano i denti. Per limitare i consumi occorre cambiare questi comportamenti e, quindi, esercitare una pressione sociale su queste persone. La pressione si traduce in spot, volantini, campagne e libri che ripetono da anni le stesse cose.

Non so voi, ma io alla ventesima volta che leggo le stesse cose, per quanto giuste e necessarie, un po’ mi annoio e spengo il cervello.

Quali sono gli eco-consigli che siete stufi di sentire?
Siete stufi perché già fate da anni quella cosa o perché, pur sapendo che andrebbe fatta, non la fate e vi sentite pungolati?

Non buttate tutti gli scontrini nella carta!

giovedì, 24 dicembre 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Gli scontrini di carta termica NON vanno buttati nel bidone della carta da riciclare. Il 75% degli italiani che separano i rifiuti questo non lo sanno. Sotto Natale, insieme all’aumento delle vendite, aumenta anche la distribuzione di scontrini stampati su carta termica, diffusa nei registratori di cassa. Comieco (il consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) ricorda che questo tipo di rifiuto andrebbe messo nel bidone dell’indifferenziata, insieme alla carta sporca.

La carta termica si riconosce perché e’ più lucida di quella normale e perché si colora se la scaldate. Fate una prova con un accendino e vedrete comparire il colore. La silenziosità delle stampanti su carta termica e’ dovuta proprio al semplice passaggio di una punta calda vicino alla carta. Lo svantaggio e’ che dopo un po’ la scritta svanisce.

Cambiare abitudini riduce le emissioni del 10%

lunedì, 9 novembre 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

guida ecologicaI cambiamenti comportamentali sono il modo più rapido e più economico a nostra disposizione per ridurre le emissioni. Thomas Dietz, dell’università del Michigan, sostiene in un articolo pubblicato su PNAS che adottare questi comportamenti dovrebbe essere il primo passo, utile a guadagnare tempo mentre si mettono a punto politiche industriali e cambiamenti strutturali più profondi.

Il RAER (Reasonably Achievable Emissions Reduction) stimato da qui a 10 anni e’ del 20%. L’energia usata dalla abitazioni statunitensi corrisponde al 38% delle emissioni degli USA e all’8% di quelle mondiali. La riduzione ottenuta cambiando le abitudini dei nordamericani compenserebbe le emissioni attuali di una nazione come la Francia. In Europa, dove siamo tradizionalmente un po’ meno spreconi, il RAER a 10 anni potrebbe essere del 10%.

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7 modi eco di impacchettare regali di Natale

lunedì, 2 novembre 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

idee per festeggiamenti a basso impatto ecologicoImpacchettare i regali serve a conservare la sorpresa, ma richiede un notevole spreco di carta da regalo. Rinunciare completamente all’impacchettamento in nome dell’ecologia mi pare una soluzione troppo “nuda e cruda”. Spacchettare fa parte dell’emozione dell’evento e ci sono modi intelligenti e creativi per conservare questo bel momento senza produrre tonnellate di rifiuti.

  1. Le scatole Non sarebbe più divertente usare delle scatole per nascondere i regali fino al momento di aprirli? Le si potrebbe riutilizzare anno dopo anno, magari anche personalizzandole. Buone praticamente tutte quelle di cartone che si possono aprire e rovesciare. Ottime quelle da scarpe da colorare o decorare con il decoupage, già decorate quelle dei panettoni, tradizionali quelle di latta.
  2. La stoffa Invece della carta da regalo si possono usare pezzi di stoffa. Tovaglioli, canovacci, foulard, scialli o coperte a seconda della dimensione della cosa da impacchettare. Possono poi essere loro stessi un dono oppure essere ritirati dal donatore per tornare alla loro funzione originaria.
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Animali domestici che consumano energia

venerdì, 30 ottobre 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

mangiare il caneIl consumo di energia (cibo) di un cane e’ paragonabile al consumo di un SUV (benzina). Lo hanno calcolato due architetti neozelandesi, Robert e Brenda Vale, in un libro in cui dispensano suggerimenti per vivere in modo sostenibile intitolato “Time to eat the dog?“.

A loro giudizio non e’ ancora il momento di mangiare il cane (cosa che da noi capitava in tempo di vera fame), ma e’ il momento di valutare l’impatto ambientale dei propri passatempi. Potendo scegliere, meglio avere come animale da compagnia un gatto (sempre carnivoro, ma di mole minore) o un coniglio (erbivoro). meglio ancora sarebbe, secondo i Vale, se gli animali domestici entrassero in un ciclo, mangiando gli avanzi, cacciando i topi o diventando cibo essi stessi, come accadeva per gli animali da cortile.

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Una settimana di intensa ecologia 2.0

sabato, 3 ottobre 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Vuoi tempo libero, soldi, salute, divertimento e una coscienza più pulita? Prova a cambiare vita per una settimana e poi decidi se continuare. Il No Impact Project consiste nel vivere a basso impatto per sette giorni, a partire dal 18 ottobre, ovviamente condividendo l’esperienza sui social media (blog personale, facebook e twitter).

Si parte facendo un test di ingresso per quantificare il proprio stile di vita da un punto di vista ecologico. Si seguono poi i consigli, giorno per giorno, su come migliorare le proprie abitudini. Basta spegnere la TV per avere 2-3 ore in più al giorno, ridurre lo zucchero nella dieta per stare meglio, andare al lavoro condividendo il viaggio con altri per togliere stress e aggiungere socialità alla giornata. Colin Beavan, che ha vissuto per un anno seguendo questi principi, si e’ ritrovato più sano, più felice e più ricco di prima (anche grazie al libro in cui racconta la sua esperienza).

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Hohm, microsoft ti misura l’energia in casa

venerdì, 26 giugno 2009 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti

MShOHMbetaHohm è un sito web da cui si possono controllare i consumi dei propri elettrodomestici, lo propone microsoft in risposta al power meter di Google. Non è ancora attivo, permette solo di registrarsi nella community (facebook, twitter o mailing list) e si propone di raccogliere volontari per la messa a punto del sistema.

L’utente deve essere dotato di contatore dell’energia di nuova generazione, altrimenti deve, manualmente, inserire i valori di consumo (cosa per la quale basterebbe un banale foglio di calcolo privato) che saranno poi trattati per restituire consigli su come risparmiare energia.

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10 trucchi per vivere senza stirare

lunedì, 23 marzo 2009 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

stirareUna donna italiana media spende due ore a settimana per stirare. Io no.
Non stiro da circa 6 anni.

Oltre al risparmio di tempo personale, c’è anche il risparmio energetico di cui, volendo, potrebbero godere in molti. Se volete liberarvi dalla schiavitù del ferro da stiro, iniziate gradualmente acquistando capi che non devono essere stirati. Sembra ovvio, ma ci vuole tempo per adeguare un guardaroba, specie se non volete cambiare di botto tutto quello che avete.

Ci sono poi alcuni trucchi che mi hanno permesso di mantenere un aspetto decoroso in tutto questo tempo: eccoveli!

  1. Capi “spiegazzati” come le gonne o le sciarpe che devono asciugare non stese ma attorcigliate sono un ottimo inizio. Facile e prêt-à-porter.
  2. Pile, tessuti tecnici per lo sport e capi di lana come golfini e scialli non si stirano e per la stagione fredda siete a posto. Le T-shirt in tessuto traspirante per fare sport sono ideali per l’estate.
  3. Capi di tessuto a fibra grossa si spiegazzano meno di quelli a fibra fine. Pensate ad un paio di pantaloni militari o in cordura e paragonati ad un paio di lino (i pantaloni di lino sono tremendi!). Per l’estate basta metterli corti e si sta freschi ugualmente.
  4. Capi elasticizzati, come maglie a collo alto, pantaloni aderenti, calzini… si adeguano alla forma del vostro corpo e le pieghe che vedete sul capo non stirato spariscono al momento di indossarli.

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7 modi per riciclare i regali di Natale

lunedì, 29 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Cambiare i regali sbagliati, inutili o doppi è cosa buona e giusta. E’ ecologico perché riduce i doppioni (non vi comprate il maglione verde se potete averlo dando indietro quello blu), riduce lo spazio occupato (non vi servirà un armadio più capiente, da mettere in una casa più grande, se darete via quello che vi ingombra senza esservi utile) e limita i rifiuti (ok, non vi piace, ma è nuovo! Non ha senso buttarlo via!).

L’ostacolo più grosso è la paura di offendere chi vi ha fatto il regalo sbagliato. Giusto mettere i rapporti umani prima dei capricci, ma sarebbe altrettanto giusto mettere l’onestà alla base dei rapporti umani, magari aiutandosi con un pizzico di diplomazia: “Cara, il maglione blu che mi hai donato era perfetto per la taglia e di ottima lana. Il modello era proprio quello che volevo e ti ringrazio per aver azzeccato il regalo. L’ho cambiato con uno verde solo per abbinarlo alla camicetta che ho ricevuto dalla zia Carmelina.”

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Come e dove ripiantare l’albero di Natale

sabato, 13 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Se state pensando di piantare da qualche parte il vostro alberello, per prima cosa dovreste controllare che specie di albero di Natale avete davanti. Ci sono gli abeti rossi, che in Italia crescono generalmente sopra i mille metri e sviluppano le radici in orizzontale, che soffrirebbero un po’ se messi in terra in riva al mare. Ci sono poi gli abeti del Nord e dell’Est Europa, o gli alberi di IKEA, originari di una piccola zona del Caucaso, che sarebbero specie aliena, infestanti e sgradite, da noi.

Posto che abbiate comprato una specie adatta alle vostre condizioni climatiche e geneticamente compatibile con le popolazioni locali, si dovrebbe anche pensare a quando l’albero crescerà in altezza e in larghezza. Un peccio raggiunge i 60 metri, quanto un palazzo di 20 piani. Sotto le sue fronde troverete aghi, resina e poco altro (meglio evitare di piantarlo in un parcheggio perché vi trovereste le macchine appiccicose!)

Foto | krisdecurtis

Le lampadine ionizzanti aiutano la salute?

domenica, 16 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

lampadina fluorescente e ionizzatriceLe lampadine ionizzanti oltre alla luce emettono ioni negativi, in particolare ioni di ossigeno. Le consigliano agli allergici per migliorare la qualità dell’aria in ambienti chiusi e le consigliano agli anemici per stimolare la produzione di globuli rossi, imitando l’atmosfera di montagna. Gli ionizzatori abbattono gli odori e pare abbiano anche un effetto antidepressivo.

La ionizzazione produce aggregazione delle particelle sospese, ovvero la caduta della polvere, che quindi se da una parte non viene respirata, dall’altra si deposita ovunque trovi qualcosa su cui appoggiarsi. I virus contenuti nell’aeroplancton cadono a terra e ne viene diminuita la capacità di infettare gli organismi bersaglio, tanto che si usano ionizzatori negli allevamenti di polli e nei reparti grandi ustionati degli ospedali, per motivi sanitari.

La ionizzazione negativa dell’aria aiuterebbe gli sportivi a smaltire l’acido lattico e ne aumenterebbe le prestazioni, secondo il Centro di Ricerca in Bioclimatologia medica dell’Università degli Studi di Milano.

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1001 modi per salvare il pianeta

sabato, 1 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

consigli di ecologia spicciola di Joanna Yarrow1001 modi per salvare il pianeta e’ una agile collezione di consigli da applicare nella vita quotidiana. Si legge facilmente, i consigli sono interessanti e la grafica colorata aiuta a digerire la mole di idee condensate in questo volumetto dalla tenda da doccia in canapa, allo spegnere l’orologio del microonde, che usa più corrente per dirti l’ora che per cuocere.

Ogni consiglio occupa un paio di righe, ottimo per chi sa ricercare on line le informazioni che gli interessano, appena accennate nel testo. Ad esempio il consiglio 770 parla delle differenze chimiche dei liquidi antigelo per auto: cita il glicol etilenico e il glicol propilenico.

1001 modi per salvare il pianeta e’ la traduzione in italiano di 1001 ways you can save the planet, di Joanna Yarrow. Joanna e’ nel gruppo Beyond Green e promuove stili di vita sostenibili con eleganza e femminilità. Il libro e’ stampato su carta proveniente da foreste coltivate in modo sostenibile (ma non certificate), con inchiostri vegetali e in cartiere certificate ISO 14001. Costa 12,50 Euro e direi che e’ da mettere nella lista degli eco-regali di Natale. Lo si compra on line da Copper Editore.

Risparmi con i detersivi alla spina in Puglia

mercoledì, 15 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

meno rifiuti da imballaggio con la vendita alla spinaIn tempi di rincari sulla spesa alcune iniziative ecologiche sono meglio viste che in altri momenti: i detersivi alla spina, che permettono di ricomprare solo il detersivo utilizzando la stessa bottiglia per più acquisti, si stanno diffondendo e ora sono disponibili anche alla Coop Estense pugliese.

Si risparmia il 20%, rinunciando a comprare ogni volta anche un flacone di plastica, insieme al detersivo. Oltre al risparmio economico si riducono i rifiuti, l’inquinamento dei mezzi di trasporto necessari alla loro raccolta e quello del loro smaltimento. Il servizio distribuisce quattro prodotti: il detersivo per lavatrice, l’ammorbidente, il detersivo per lana e delicati e quello per piatti.

Il servizio sarà attivato negli Ipercoop di Bari Santa Caterina, Taranto, Lecce e Foggia. Era stata lanciata la settimana scorsa la distribuzione alla spina nella provincia di Modena, terra d’origine della Coop Estense, appartenente alla Lega delle Cooperative.

Via | Il Grecale
Foto | kimberlyfaye

Palle al piede ecologiche: un sondaggio

mercoledì, 15 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

lumachina e i suoi problemi ecologiciQuali sono le limitazioni, gli ostacoli e le difficoltà che impediscono alla gente di vivere bene? Domenica scorsa ad Arona abbiamo provato a chiederlo alla gente e ne abbiamo ricavato una serie di foto di impedimenti ecologici.

Traffico, costo della vita, troppa pubblicità di cose inutili e difficoltà a disfarsi delle cose che non si usano più sono state tra le scelte più frequenti delle persone che hanno risposto al nostro sondaggio. Le mie palle al piede sono l’assemblea di condominio che si oppone alle rastrelliere per le bici, il troppo tempo passato al computer a lavorare e i pochi soldi per costruire la mia casa ecologica dei sogni.

Curioso, nella maggior parte di coloro che hanno risposto al volo senza fermarsi a parlare con noi, che molti abbiano citato persone di famiglia: dal partner ai figli. Lo hanno detto come battuta, ma a noi ha messo una gran tristezza sentire che il primo ostacolo al vivere bene che salta in mente sono le persone con cui si passa la vita.

A voi, che cosa impedisce di essere gli ecologisti felici che vorreste essere?

Lavatrice Sanyo che ricicla l’acqua

domenica, 21 settembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Sanyo AquaLa nuova lavatrice progettata dalla Sanyo prende l’acqua di scarico dal vano doccia (o vasca), la purifica, aggiunge ozono e la usa per lavare e deodorare i vestiti. In questo modo si accoppiano le due funzioni che fanno il maggior uso di acqua in bagno e si risparmia acqua potabile.

Le lava-asciuga a ozono erano state inizialmente progettate per gli ospedali, che richiedevano un trattamento antibatterico extra. Il lavaggio ad aria (ozono) permette di estrarre gli indumenti asciutti e puliti, e’ quindi una buona scelta quando si vuole solamente eliminare gli odori (a componente organica, che viene ossidata), senza perdere tempo.

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L’acqua calda fa sparire le coste

sabato, 30 agosto 2008 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

mug per spiegare la dilatazione termica degli oceaniPotete vedere le coste che saranno sommerse dalla dilatazione termica degli oceani disegnate sulla tazza proposta dalla The Unemployed Philosophers Guild (Gilda dei filosofi disoccupati). Pochi secondi dopo aver messo qualcosa di caldo nella tazza, le coste spariscono (sono dipinte con vernice termosensibile). Ho comprato questa tazza in Canada, l’ho provata e funziona davvero.

Il concetto e’ molto semplice, l’acqua calda occupa un volume maggiore dell’acqua fredda quindi, se il pianeta si riscalda, l’acqua dei mari e degli oceani si riscalda, si dilata e sommerge le coste e le pianure costiere. L’altro concetto, meno semplice da afferrare e’ che sono le azioni quotidiane di miliardi di persone che influiscono su questo processo. Azioni quotidiane come farsi il te’.

Una volta afferrato il concetto, sta alla sensibilità di ognuno decidere il modo a lui più congeniale di approcciare il problema: riciclare la tazza, scegliere una fonte di energia rinnovabile per scaldare l’acqua, scegliere erbe locali invece delle miscele esotiche, usare l’infusore invece della bustina usa e getta, aggiungere miele locale invece dello zucchero di importazione…

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