lunedì, 17 ottobre 2011
a cura di Roberto Cocci
in: Buone pratiche e consigli
Con i nostri scarti si possono anche creare posti di lavoro eco-solidale e fare beneficenza. Per la precisione dalle cose del guardaroba che non usiamo più.
Capi d’abbigliamento, accessori, biancheria. A trasformarli, seguendo una logica antispreco che, tra l’altro, promuove l’occupazione femminile è, per citarne una delle tante, la statunitense Reknit. Con sede a Boston e con l’omonima interfaccia siglata www.rekn.it l’azienda propone questo: avete una vecchia maglia di maglia nell’armadio? Non buttatela via. Speditela, dopo aver compilato il modulo online, alla designer Haik Avanian, responsabile del progetto. Indicate l’accessorio nel quale intendete mutarla: guanti, calze, sciarpa.
Si invia la quota richiesta per la lavorazione e si attende che la vostra maglia, a mezzo posta, torni a casa sotto forma di qualcos’altro. A effettuare concretamente la trasformazione sono le cosiddette Mamme, donne che vengono reclutate attraverso un recruiting online nella homepage aziendale che conferisce all’attività un connotato eco-solidale unitamente a un riconoscimento nel settore dell’occupazione. Le Mamme disfano il filato recuperato creano guanti, sciarpe, custodie per iPad. Ogni mese su Reknit viene postato un progetto diverso di maglia & crochet.
Continua a leggere: Quando riciclare il guardaroba crea lavoro eco-solidale e beneficenza
giovedì, 30 dicembre 2010
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia
Se abitate in una zona non adatta agli abeti, eccovi alcuni consigli per evitare di mandare in discarica il vostro albero di Natale.
Decorato con cibo per uccelli selvatici, invece che con palline e ghirlande di plastica, l’albero di natale può finire i suoi giorni all’esterno, offrendo un gradevole spettacolo naturale.
Continua a leggere: 5 idee per riciclare gli alberi di Natale
giovedì, 21 ottobre 2010
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli
Compostare gli avanzi di cibo, per chi abita in condominio e’ problematico. Con il NatureMill, un piccolo elettrodomestico che accelera il processo, diventa facile e possibile.
Lo scatolotto e’ grande come il bidoncino dell’umido, va collegato alla corrente e si occupa di rimescolare le bucce, gli scarti di verdura e tutta la frazione biodegradabile prodotta quotidianamente. Non produce cattivi odori (l’ho annusato ad una fiera), non attira insetti, può lavorare a diverse velocità a seconda delle necessità (ad esempio pranzo di Natale o settimana di digiuno…).
In un mese il NatureMill riesce a lavorare fino a 50 kg di materiale, riducendo del 70% il peso (principalmente per perdita d’acqua). Nell’arco della sua vita e’ in grado di evitare il conferimento in discarica di circa 2 tonnellate di rifiuti, trasformandoli in terreno da giardinaggio immediatamente utilizzabile. Continua a leggere: Compostare in cucina, sotto il lavello
martedì, 14 settembre 2010
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Il modo più veloce per far uscire un pipistrello da una stanza e’ spalancare la finestra, spegnere le sorgenti di rumore (radio, tv, elettrodomestici vari…) e uscire dalla stanza. Prima il pipistrello si tranquillizza, prima esce.
Se trovate un pipistrello addormentato in casa vostra e fuori splende il sole, sarebbe meglio lasciarlo in pace fino a sera.
I pipistrelli NON si attaccano ai capelli.
I pipistrelli europei NON succhiano il sangue.
Urlare e sbracciarsi NON serve, ma spaventa e disorienta la bestiola.
Se proprio proprio volete liberarvene, ricordatevi che sta dormendo e che potrebbe “svegliarsi di cattivo umore” se preso a scopate! La cosa migliore da fare e’ mettersi i guanti (le bestiole hanno denti molto piccoli ma aguzzi) e cercare di chiudere il pipistrello in una scatola di cartone (una da scarpe va bene, fategli dei buchini per respirare) o in un sacchetto di tela traspirante (cotone, lino, juta), per poi liberarlo all’aperto dopo il tramonto. Non prendetelo MAI per le ali e non strizzatelo con pinze e oggetti appuntiti!
Continua a leggere: Che fare quando entra un pipistrello in casa
mercoledì, 30 giugno 2010
a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione
Il Barilla Center for Food & Nutrition ha presentato la doppia piramide alimentare dove, alla tradizionale piramide con tanta frutta e verdura alla base e poca carne in cima, se ne affianca una dei costi ambientali di ogni alimento. In soldoni: costa poco (poco terreno, poca acqua, poca energia,…) produrre vegetali e costa tanto produrre bistecche.
Barilla ha usato bellissime foto dall’archivio del National Geographic per illustrare il suo programma, io mi sono limitata a fotografare i fatti. I fatti in questione sono i piatti al buffet del convegno della Barilla “Alimentazione e ambiente” dove si vede bene la distanza tra la pubblicità alla dieta mediterranea e la messa in pratica dei concetti ecologici usati per rafforzare l’immagine del marchio.
Sotto ogni piatto, gadget e grafico troverete le mie considerazioni e quelle dei relatori intervenuti. Le slide del convegno spiegano con maggiore dettaglio i vantaggi ecologici della dieta mediterranea in termini di water footprint, carbon footprint e life cycle assessment.
lunedì, 28 giugno 2010
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione
Entrare in una cucina piena di vapore caldo, d’estate, fa passare l’appetito. Ecco perché abbiamo raccolto per voi 5 idee per evitarlo, conservando il piacere di sedersi a tavola.
1) provate ricette crudiste. Molti piatti si possono preparare senza accendere i fornelli, non solo insalate e panini. Provate crudismo.com oppure googlate “ricette crudiste” e scoprirete zuppe fresche, creme, spezzatini croccanti, biscotti e involtini da preparare mantenendo fresca la vostra cucina.
2) mangiate piccante. Molte ricette del Sud Italia contengono sostanze piccanti che, favorendo la vasodilatazione, aiutano a dissipare il calore corporeo. Sfruttate questa perla di saggezza popolare per godervi l’estate, ma non esagerate con i peperoncini se avete la pressione bassa: mangiare piccante ve la farà scendere sotto i piedi!
Continua a leggere: 5 trucchi per stare freschi a tavola (senza condizionatore)
venerdì, 25 giugno 2010
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli, Energia e carburanti
Andare a dormire un’ora prima, per risparmiare energia, e’ il suggerimento del ministero dell’ambiente giapponese a tutti coloro che si attardano a guardare la TV fino alle ore piccole. Alzandosi un’ora prima al mattino si avrebbe tempo e luce naturale per fare una colazione migliore, correre o fare yoga in un parco, dedicarsi ad un hobby…
Il concetto e’ lo stesso del passaggio da ora solare ad ora legale, con il vantaggio che l’abitudine non verrebbe spezzata al cambio di stagione ma resterebbe immutata nel corso dell’anno. Lo stesso ministero aveva lanciato, cinque anni fa, la campagna Cool Biz in cui si invitavano gli impiegati ad indossare maniche corte e a lasciare a casa la cravatta per poter sopportare meglio le temperature estive senza ricorrere eccessivamente all’aria condizionata.
Continua a leggere: Giapponesi a nanna presto per risparmiare energia
venerdì, 18 giugno 2010
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
I prodotti esfolianti contengono microsfere di polietilene che, indistruttibili, si fanno il giro del mondo per tornarci in casa nel pesce che mangiamo.
La schiuma piena di microsfere esfolianti scivola giù nello scarico del lavandino, viaggia per qualche chilometro di tubature, passa (qualche volta) nei depuratori e finisce in mare, dove viene mangiata da molluschi, crostacei e altri animali che la scambiano per appetitoso plancton.
Le microsfere non apportano nutrimento, ma si possono accumulare nell’apparato digerente e possono anche migrare nei tessuti, portandosi appresso sostanze tossiche idrofobe. Una di queste sostanze, il fenantrene, e’ cancerogeno e in questo modo arriva ben concentrato fino alle balene, ai delfini e a noi.
Continua a leggere: Microsfere esfolianti: dalla tua crema al tuo piatto di pesce
lunedì, 3 maggio 2010
a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli
E mentre Ercole ha dovuto affrontare 12 fatiche per imparare a “dominare la vita che ci incatena e giungere alla radianza”, a noi basta seguire 12 buone azioni per “dominare” i consumi riducendo così gli sprechi, i rifiuti e l’inquinamento. A guadagnarci non è solo l’ambiente, ma anche il nostro portafoglio; questo è il messaggio che lancia Fare Verde onlus, un’ associazione di protezione ambientale, che ha redatto un opuscolo con cui invita le famiglie italiane a trasformarsi in famiglie ecologiche.
All’interno dell’opuscolo (Scarica il PDF) sono state segnalate 12 “buone pratiche” da seguire; secondo i calcoli effettuati dall’associazione una famiglia “ecologica” può arrivare a risparmiare fino a 5.000,00 euro all’anno. Non male vero?
Continua a leggere: Le 12 azioni di una famiglia ecologica
martedì, 29 dicembre 2009
a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

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Ci sono persone che ancora non hanno sostituito le lampadine, che lasciano la luce accesa in una stanza vuota e che non chiudono l’acqua mentre si spazzolano i denti. Per limitare i consumi occorre cambiare questi comportamenti e, quindi, esercitare una pressione sociale su queste persone. La pressione si traduce in spot, volantini, campagne e libri che ripetono da anni le stesse cose.
Non so voi, ma io alla ventesima volta che leggo le stesse cose, per quanto giuste e necessarie, un po’ mi annoio e spengo il cervello.
Quali sono gli eco-consigli che siete stufi di sentire?
Siete stufi perché già fate da anni quella cosa o perché, pur sapendo che andrebbe fatta, non la fate e vi sentite pungolati?
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...