venerdì, 19 novembre 2010
a cura di smilingfrogs
in: Natura ed ecologia
I più grandi tra i nostri lettori ricorderanno con un sussulto improvviso l’esplosione della petroliera Haven, l’11 aprile 1991, ad Arenzano, seguita dalla dispersione in mare di decine di migliaia di tonnellate di greggio.
Tempestivi gli interventi per limitare i danni e in pochissimo tempo sembra che l’emergenza sia terminata. Lo scetticismo degli esperti, secondo i quali occorre fare ricerche più approfondite, viene sopraffatto dalle apparenti buone condizioni della costa e del mare. Siamo certi che il petrolio sia “sparito”, sia stato totalmente digerito dalle acque? No, naturalmente, ma le apparenze sono la cosa che conta di più a quanto pare, e la superficialità, unita a un buon risparmio di denaro e probabilmente a un “Speriamo che quel greggio non salti fuori mai più”, vince.
Negli anni che seguono si scopre che il greggio non è affatto scomparso, come si sperava, ma c’è, depositato sui fondali. Questo, oltre a provocarci una smorfia di disgusto sul viso, al pensiero del nostro corpo immerso in acqua e catrame, ci deve preoccupare non poco! Continua a leggere: Il petrolio della Haven nei pesci della Liguria
mercoledì, 5 maggio 2010
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Che cosa spargono gli aerei sulla enorme chiazza oleosa davanti alle coste della Louisiana? Non si sa. I prodotti sono coperti da segreto industriale.
Dicono che sia un “disperdente per il petrolio” ovvero un solvente o una sostanza che rompe la tensione superficiale delle chiazze oleose e che favorisce la formazione di goccioline piccole ed indipendenti. Goccioline che non spariscono, ma restano in circolo.
Ha senso aggiungere altri prodotti chimici in una zona inquinata quasi a morte? Che effetto ha il disperdente sugli organismi marini? Se lo scopo fosse ecologico, avrebbe senso anche divulgare la composizione chimica esatta dei prodotti usati, in modo da poter trattare adeguatamente gli intossicati o prevedere il bioaccumulo lungo la rete trofica. Il segreto industriale e’ più forte del bene comune, quindi la sostanza resta segreta.
Continua a leggere: Chi ci guadagna a disperdere il petrolio?
giovedì, 29 aprile 2010
a cura di lumachina
in: Energia e carburanti, Natura ed ecologia

Dar fuoco al petrolio nel Golfo del Messico potrebbe evitare guai peggiori alle coste della Louisiana, dove si trova anche l’area protetta del delta del Mississippi. Con incendi controllati si potrebbe bruciare tra il 50 e il 95% del petrolio galleggiante. Attualmente la chiazza ha un perimetro di 970 km, immaginate quindi i problemi logistici posti dal suo contenimento. Che cosa possono fare le 50 unità navali al lavoro nella zona?

Il petrolio disperso in mare tende a venire a galla, essendo più leggero dell’acqua, ma questa migrazione verticale e’ rallentata dalle correnti e dalle stratificazioni termiche dell’acqua. Quando raggiunge la superficie, crea uno strato impermeabile agli scambi gassosi e, in pratica, soffoca gli organismi che vivono sott’acqua. Quelli che non muoiono soffocati pagheranno le conseguenze del bioaccumulo, ovvero del concentrarsi delle sostanze tossiche e cancerogene nella catena alimentare. In mare aperto vivono meno organismi di quanti abitino le coste, per questo si cerca di fermare la chiazza prima che arrivi a terra.
Continua a leggere: Bruciare il petrolio sul mare: difficile a farsi
mercoledì, 24 febbraio 2010
a cura di PiccoloSocrate
in: Energia e carburanti, Natura ed ecologia

Un atto doloso per il più recente crimine ambientale italiano: nella notte tra lunedì e martedì ignoti hanno distrutto le valvole delle tre cisterne stracolme di idrocarburi dell’ex-raffineria Lombarda Petroli, che non avrebbe neppure dovuto contenerli.
Adesso son tutti in allerta per l’ennesimo disastro naturale causato da un’ondata di gasolio ed oli combustibili riversati nelle acque del fiume Lambro, in Lombardia. Ai carabinieri della Procura di Monza non rimane che indagare, avendo a disposizione i filmati di telecamera a circuito chiuso dell’azienda di Villasanta e le deposizioni dei due titolari, i fratelli Tagliabue.
Continua a leggere: Petrolio nel Lambro: il peggior disastro naturale in Lombardia
Parole:
anatre,
Arpa,
crimini ambientali,
disastri ambientali,
germani reali,
inquinamento Lambro,
Lombardia,
oli combustibili,
Parma,
Piacenza,
Po,
Reggio Emilia,
stragi animali
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...