La nuova bioplastica arriva dai campi di barbabietole

lunedì, 5 settembre 2011 a cura di smilingfrogs
in: Scienza e tecnologia

plasticaPlastica biodegradabile al 100% in tempi molto brevi: non è un sogno ma quanto è stato effettivamente realizzato da Bio-on, azienda bolognese nata nel 2007 e operante nel settore delle moderne biotecnologie per dare vita a prodotti naturali ottenuti da fonti rinnovabili o da scarti dell’agricoltura.

Questa azienda ha iniziato ad utilizzare gli scarti della barbabietola da zucchero per produrre ottima plastica (poliesteri lineari) biologica e biodegradabile sia in acqua sia su terreno in soli 80 giorni (rispetto ai 400 anni necessari per smaltire la plastica ottenuta da petrolio).

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Il legno ci emoziona, la plastica no: emozioni diverse sui rifiuti

mercoledì, 12 maggio 2010 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

materiali che emozionano e che vengono riciclatiLa gente si sente un po’ in colpa ogni volta che getta qualcosa, sapendo che finirà a marcire in discarica. Dare a qualcuno, scambiare, o gettare un oggetto nel bidone dei riciclabili chiude in modo più positivo ed “emozionalmente appagante” la relazione materiale tra uomo e oggetto.

Shayne Beaver, della Queensland University of Technology in Australia, ha studiato le risposte di una trentina di persone (troppo poche per avere dati statisticamente significativi) scoprendo che il legno e’ il primo dei materiali amati dalla gente perché e’ relativamente facile prendersene cura. Un oggetto di legno può essere dipinto, scartavetrato, inchiodato e incollato, oltre che bruciato o decomposto, mentre con uno di vetro o plastica tutto questo e’ più difficile o impossibile.

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Sedicenne trova il modo di degradare la plastica

mercoledì, 19 agosto 2009 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

sacchetto di plastica degradato dai batteriDaniel Burd era stufo di avere a che fare con gli indistruttibili sacchetti di plastica e ha trovato dei batteri in grado di decomporli molto rapidamente. La plastica viene decomposta in settimane, invece che in secoli, e il processo avviene a temperatura ambiente.

Il primo esperimento e’ stato veramente banale: ridurre la plastica in polvere, aggiungervi acqua di rubinetto, lievito, un po’ di sporcizia da discarica e lasciare il tutto a 30 gradi per qualche tempo. I microrganismi si riprodussero e dopo qualche settimana Daniel aveva delle colture batteriche con cui lavorare.

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