Anche leggere libri può far male all’ambiente. Soprattutto se la carta con cui sono stati prodotti ha contribuito senza responsabilità all’abbattimento di ettari ed ettari di foreste. Non volendo diventare noi tutti degli ignoranti e non volendo abbandonare il piacere della lettura un modo per frenare questo massacro ce lo suggerisce Greenpeace. L’associazione ha infatti stilato una classifica degli editori “buoni” e “cattivi”. L’occasione è stata il Salone Internazionale del Libro in corso a Torino fino al 17 maggio.
Per realizzare la graduatoria Greenpeace ha chiesto agli editori italiani informazioni sull’origine della carta che impiegano per produrre i loro libri. Purtroppo soltanto il 18% ha dichiarato di acquistare solo ed esclusivamente carta sostenibile aderendo al progetto dell’associazione “Editori amici delle foreste”. Da tempo infatti Greenpeace sta contattando in tutto il mondo scrittori e le loro aziende invitandoli a farsi portavoce della difesa dei polmoni della terra e a spostare tutta o parte della loro produzione su carta riciclata o su carta certificata Forest Stewardship Council (FSC). Ecco i nomi di questo 18% virtuoso: Bompiani, Dindi, Fandango, Foglio Clandestino, Gaffi, Hacca Edizioni, Il rovescio, Lonely Planet, Prospettiva, Edizione Ambiente e La Coccinella.
Dalle bucce di banana sarebbe possibile ricavare dei mattoncini da bruciare per cucinare o per illuminare le abitazioni la sera, in Africa. L’idea e’ venuta a Joel Chaney, dell’università di Nottingham, che ha provato con successo a mischiare segatura di legno e i resti delle banane.
Le bucce sono state sminuzzate con un tritacarne a mano, mischiate alle foglie di banana, compresse con un sistema a bassa tecnologia e fatte seccare al sole. La banana e’ un ottimo collante e dopo due settimane si ottengono dei mattoncini che bruciano con costanza e con una buona resa calorica, meglio delle bucce secche.
In Rwanda si producono già vino e birra dalle banane, l’idea di utilizzare anche le bucce chiude bene il ciclo e alleggerisce il carico di lavoro della raccolta della legna. Oltre a permettere alle donne di usare in modo differente parecchie ore al giorno, il riutilizzo di questi scarti riduce la domanda di legname e la conseguente deforestazione.
Greenpeace usa uno spot divertente per dire stop alla deforestazione.
Lo spot, proiettato alla Notte dei Pubblivori il 24 e 25 ottobre scorso a Milano, è di Greenpeace Messico e ci mostra un boscaiolo che torna a casa dopo una giornata passata ad abbattere alberi e, classica delle scene, per fare una sorpresa alla compagna, entra in casa senza far rumore. Ma la sorpresa la fa lei a lui, è a letto con un… orso! Il video sicuramente ci fa fare una risata per poi condurci diretti, attraverso il colpo di scena finale, al messaggio: un albero tagliato che reca offesa alla Natura è come una donna non amata: è in grado di prendersi le proprie rivincite e di farci soffrire! Continua a leggere: Contro la deforestazione Greenpeace sceglie il sorriso (anche)
5 miliardi di servizi ambientali persi ogni anno per via della deforestazione sono un danno peggiore della crisi della finanza mondiale, che al massimo ne ha bruciato uno e mezzo. Lo dice un economista della Deutsche Bank, Pavan Sukhdev, a capo del progetto TEEB.
Il programma di studio TEEB (The Economics of Ecosystems & Biodiversity) è stato lanciato per avere dei dati su cui i governi possano confrontarsi nel 2010, quando si discuteranno le misure da adottare per fermare la perdita di biodiversità in atto in tutto il mondo.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...