Il marketing dell’invidia in tempo di crisi economica

mercoledì, 18 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

Durante una crisi economica diminuisce l’invidia per i vicini e il proprio sentimento di inadeguatezza si smorza. Scende quindi il bisogno di spendere per stare al passo, o un passo avanti, ai propri “competitori” sociali.

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Dal gossip sugli oggetti a quello sulle persone

lunedì, 2 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

Il gossip non fa male. Parlare delle conoscenze in comune e’ tipico degli esseri umani, fa circolare informazioni utili al funzionamento della società e stringe i legami tra le persone, ma il gossip dovrebbe esse epurato dei confronti e dei commenti sugli oggetti.

La pubblicità coltiva attentamente le nostre insicurezze e ci spinge a placarle comprando oggetti, ricordandoci continuamente che gli altri ci guardano e che non dobbiamo sfigurare. Il mio bucato deve essere più bianco, la mia erba più verde, il mio telefono più smart. Il disagio che proviamo paragonandoci agli altri e’ reale, ma la convinzione che un oggetto ci possa far stare bene e’ una bufala enorme.

Quasi ci vergogniamo a dire che siamo sazi e che i nostri armadi sono pieni di vestiti e di oggetti. Ci lamentiamo a parole per non suscitare invidia e per ricevere benevolenza. Vogliamo l’approvazione degli altri e la cerchiamo esibendo oggetti, d’altro canto vogliamo essere benaccetti e quindi mettiamo in ombra i giocattoli nuovi evidenziandone i difetti.

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i-wood: il tecno regalo davvero sostenibile e social

martedì, 20 dicembre 2011 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

i-wood: il tecno regalo davvero sostenibile e sociali-wood e’ il nuovo tecno-giocattolo da regalare a chi e’ già on line 24/24.

Le applicazioni sono un toccasana per menti drogate da app e connettività: toccare il tasto home ti rassicura, puoi stupire i tuoi amici pescando delle cose dalla tua memoria senza averle appena cercate in internet e fantasy world ti scollega dal mondo reale e ti trasporta in un universo a tua scelta.

L’i-wood e’ fatto di legno, bamboo per la precisione, colorato con inchiostri a base d’acqua e impacchettato in carta biodegradabile. Il suo consumo di energia e’ trascurabile, tanto e’ basso.

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Space clearing, un libro sui benefici dell’ordine

lunedì, 5 dicembre 2011 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

eliminare il disordine e vivere feliciIn questo libro si spiega passo passo come liberarsi di tutte quelle cianfrusaglie che ci ingolfano la casa e la vita.

L’autrice, Lucia Larese, racconta come il disordine degli ambienti in cui si vive (casa, auto, ufficio…) sia una manifestazione di un disagio emotivo. L’affrontare quello che si e’ accumulato negli armadi, dietro le porte o sotto il letto, l’azione di fare ordine e il godimento dello spazio pulito e alleggerito sono un’ottima terapia “comportamentale” i cui benefici si rispecchiano nel benessere interiore.

Lucia Larese applica principi di Feng-shui e ho particolarmente apprezzato il suo approccio pragmatico. Nella quinta lezione presenta i metodi per individuare le aree sensibili della zona da trattare: potete cercare riferimenti ai cinque animali della scuola della forma, oppure potete mettervi al centro della casa e orientarvi con la bussola, altrimenti potete partire dalla porta e applicare la griglia (Ba-Gua o Pa-Kua a seconda che preferiate la pronuncia sonora o sorda del metodo).

Far spazio al nuovo significa accettare che il passato sia passato e disporre il proprio animo in atteggiamento di apertura. Il metodo cartografico scelto non invalida i risultati perché l’importante e’ focalizzare l’attenzione sul risultato che si vuole ottenere. Chi desidera un miglioramento sentimentale deve liberarsi dei fardelli delle vecchie relazioni, siano essi foto appese all’ingresso, spazzolini dimenticati in bagno o cuscini ancorati in salotto.

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Giocare di più e mangiare di meno a Natale

giovedì, 24 novembre 2011 a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione

I bambini si ricordano i giochi e le attività molto più del cibo che hanno mangiato. E’ inutile imbandire una tavola con cibi grassi e zuccherosi se lo scopo e’ passare delle belle giornate di festa in famiglia.

Quello che ci vuole, secondo gli psicologi dell’università del Missouri, e’ una alternativa piacevole e sociale al pranzo che traborda nel pomeriggio o alle maratone in tv. Qualcosa come un gioco, una attività all’aperto, la costruzione di qualcosa (gli americani suggeriscono le recite o le decorazioni per il thanks giving, noi potremmo tenere in caldo questo consiglio e applicarlo alle feste di Natale).

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Quando riciclare il guardaroba crea lavoro eco-solidale e beneficenza

lunedì, 17 ottobre 2011 a cura di Roberto Cocci
in: Buone pratiche e consigli

guardaroba-riciclabileCon i nostri scarti si possono anche creare posti di lavoro eco-solidale e fare beneficenza. Per la precisione dalle cose del guardaroba che non usiamo più.

Capi d’abbigliamento, accessori, biancheria. A trasformarli, seguendo una logica antispreco che, tra l’altro, promuove l’occupazione femminile è, per citarne una delle tante, la statunitense Reknit. Con sede a Boston e con l’omonima interfaccia siglata www.rekn.it l’azienda propone questo: avete una vecchia maglia di maglia nell’armadio? Non buttatela via. Speditela, dopo aver compilato il modulo online, alla designer Haik Avanian, responsabile del progetto. Indicate l’accessorio nel quale intendete mutarla: guanti, calze, sciarpa.

Si invia la quota richiesta per la lavorazione e si attende che la vostra maglia, a mezzo posta, torni a casa sotto forma di qualcos’altro. A effettuare concretamente la trasformazione sono le cosiddette Mamme, donne che vengono reclutate attraverso un recruiting online nella homepage aziendale che conferisce all’attività un connotato eco-solidale unitamente a un riconoscimento nel settore dell’occupazione. Le Mamme disfano il filato recuperato creano guanti, sciarpe, custodie per iPad. Ogni mese su Reknit viene postato un progetto diverso di maglia & crochet.

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Chi pensa troppo ai soldi gode di meno

giovedì, 13 ottobre 2011 a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione

sposarsi e vivere feliciBuone notizie per i decrescenti: le coppie che danno meno importanza ai soldi e ai beni materiali hanno un 10-15% di probabilità in più di rimanere soddisfatte del proprio matrimonio.

Alla Brigham Young University hanno chiesto a più di 1700 coppie sposate di valutare la propria attitudine verso i beni materiali e l’appagamento ricevuto dalla propria vita relazionale. Hanno scoperto che quando uno dei due pone molta importanza “nell’avere soldi e tante cose” allora iniziano a degradarsi la disponibilità verso il partner, la qualità della comunicazione e la capacità di risolvere i conflitti.

In una coppia su cinque entrambi i partner ammettono di aver un forte interesse per il denaro. Sebbene talvolta queste coppie siano messe economicamente meglio, i problemi che la gestione dei soldi comporta superano i benefici: tutti gli altri indicatori di benessere psicologico scendono. Insomma, preoccuparsi dei soldi fa diminuire l’amore.

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Recensione del libro “Io non compro”. L’esperienza di Judith e Paul

venerdì, 7 ottobre 2011 a cura di ecowiker
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura

Judith e Paul – coppia di liberi professionisti con due case di proprietà, abitudini e passatempi da benestanti e nessun tipo di limitazione economica – il 1° gennaio 2004 si sono detti che non avrebbero comprato più nulla per un anno, se non quanto necessario per la sussistenza, la salute e il lavoro. Perché?

Non per arrivare alla fine del mese. Non per essere più clementi con l’ambiente ed evitare gli sprechi, per quanto sensibili a queste argomentazioni; nemmeno per farsi promotori di una vita diversa, più leggera e quindi più felice.

Quello di Judith e Paul è partito e si è rivelato un vero e proprio esperimento sociale, di riscoperta del sé: in un’epoca in cui infatti i destini delle nazioni sembrano risiedere nelle mani e nei desideri dei consumatori, riscoprire la propria identità come un qualcosa di non necessariamente connesso alle proprie scelte d’acquisto è una presa di coscienza rivelatoria. Preziosa quanto faticosa. Se non rivoluzionaria. Per Judith e Paul, il cui percorso di vita è poi proseguito ancora diversamente, è stato così.

Judith Levine, “Io non compro“, Ponte delle Grazie, 2004. Pagg. 243, Prezzo Euro 14,00

“Prepariamoci” di Luca Mercalli

domenica, 28 agosto 2011 a cura di Francesca Casiraghi
in: Buone pratiche e consigli

prepariamoci_mercalliCon lo stesso linguaggio semplice e immediato che usa quando appare in tv, Luca Mercalli dà un chiaro quadro di quello che ci aspetta nei prossimi anni e di quali sono i grandi problemi che l’umanità dovrà affrontare.

In un contesto pieno di incertezze, ci sono quattro grandi certezze per il nostro futuro: l’aumento della popolazione, più conflitti per accaparrarsi le risorse, lo spostamento del potere economico in Asia e l’accesso universale delle informazioni. In questa prospettiva, Mercalli lancia un monito: il futuro ci chiede di prepararsi “a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… e forse più felicità” come recita il sottotitolo del libro.

Ma il suo non è un atto di terrorismo psicologico, piuttosto un appello a prendere coscienza di quello che sta accadendo (“… è proprio la consapevolezza e l’interiorizzazione della catastrofe a permetterci di evitarla.”, p.38) e considerare la via della sostenibilità come una strada percorribile non solo da un’élite ma da tutti. Continua a leggere: “Prepariamoci” di Luca Mercalli

Perché donare oggetti rotti per beneficenza?

lunedì, 22 agosto 2011 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

declutter, grandi pulizie e beneficenzaCapita che tra i mucchi di oggetti donati in caso di catastrofe o nei momenti di cambio di stagione ci siano giocattoli rotti e biancheria intima usata. Montagne di roba come decorazioni natalizie ingombranti che tolgono spazio nei magazzini degli enti caritativi, richiedono tempo per essere separate dal resto e che non hanno una utilità pratica.

Perché qualcuno regala il proprio ciarpame in beneficenza invece di buttarlo via (riciclandolo correttamente)? Se lo sono chiesto su Psycology today suggerendo che donare in beneficenza ci faccia sentire persone migliori rispetto al gettare/riciclare.

L’immagine di noi stessi come consumisti che buttano via oggetti vecchi ci mette a disagio e quindi elaboriamo una strategia per evitare il confronto con il fatto che possediamo più roba di quella che davvero ci serve. Non siamo consumisti pieni di roba, siamo dei generosi possidenti che aiutano il prossimo.

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