Risultati della conferenza sul clima di Poznan

lunedì, 15 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

Alla conferenza sul clima di Poznan i rappresentanti di 190 Paesi hanno riconosciuto l’urgenza di fare qualcosa per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma di risultati concreti se ne sono visti pochi.

L’IPCC aveva suggerito un taglio del 25-40% delle emissioni entro il 2020, forse si arriverà al 20. Gli USA erano ancora rappresentati dalla delegazione di Bush, contrario al protocollo di Kyoto, non c’era quindi la possibilità di negoziare davvero. Barak Obama punta a ridurre le emissioni degli USA ai livelli del 1990 entro il 2020, ma sarà investito dell’autorità necessaria solo il prossimo gennaio. L’Australia ha annunciato una riduzione del solo 5% entro il 2020. L’Europa vorrebbe arrivare al 20% in meno dei livelli del ’90, considerando l’ipotesi di ridurre fino al 30% se anche altri Stati aderiranno al programma.

Il commissario europeo all’ambiente, Stavros Dimas, ha sottolineato come ci siano ora a disposizione 10 miliardi di Euro in meno, rispetto a quanto programmato, cosa che rende tutto ancora più difficile. La delegazione boliviana ha ricordato a tutti che in soli tre mesi i paesi ricchi hanno versato migliaia di miliardi di dollari per la crisi finanziaria, spendendo 300 volte di più di quanto destinato alla crisi climatica.

Ora non resta che aspettare il prossimo appuntamento, nel 2009 a Copenaghen.

22 milioni di Euro per energia verde in Asia e Africa

venerdì, 12 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti, Politica ed economia

L’Africa sub sahariana e l’India sono state scelte per ricevere i 22 milioni di Euro del GEEREF (Global Energy Efficiency and Renewable Energy Fund) per lo sviluppo delle tecnologie energetiche pulite e la lotta alla povertà. L’annuncio e’ stato dato dal commissario europeo per l’ambiente, Stavros Dimas, a Poznan, durante la conferenza delle nazioni Unite sul clima.

I progetti finanziati saranno eolici, piccoli impianti idroelettrici, recupero di metano e di biomasse. Il GEEREF darà priorità ai piccoli progetti che sono in larga parte ignorati dai grandi investitori privati. Questa e’ la risposta europea alle richieste dei Paesi poveri di aiuti per lo sviluppo sostenibile.

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Anche il Terzo Mondo deve ridurre le emissioni di CO2

mercoledì, 10 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

forno a legna in AfricaI Paesi in via di sviluppo dovranno fare la loro parte per evitare i danni dei cambiamenti climatici perché i soli sforzi (se ci saranno) dei Paesi ricchi non saranno sufficienti. Alla conferenza sui cambiamenti climatici in corso a Poznan, in Polonia, il Third World Network ha commentato uno studio in cui si vede come per limitare a due gradi e mezzo il riscaldamento del pianeta sia necessario anche un taglio delle loro emissioni.

La riduzione necessaria per i Paesi poveri è ora del 23% e permetterebbe, nel 2050, di arrivare ad emettere il 50% dei livelli del 1990, presi come riferimento mondiale e dato per scontato il rispetto degli impegni presi dal resto del mondo. Il problema è che la popolazione in queste zone del mondo è in crescita e, quindi, la riduzione pro capite ricalcolata dovrà arrivare al 60%.

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Italia a Poznan vince “fossile del giorno”

domenica, 7 dicembre 2008 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

Il premio “fossile del giorno” viene assegnato al Paese che si distingue per la peggiore politica nei confronti dei combustibili fossili e l’Italia l’ha appena vinto alla conferenza sul clima di Poznan.

Il premio ci è stato dato perché i nostri rappresentanti stanno ostacolando il raggiungimento di un accordo sulle politiche per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Ad assegnarci il premio è stato il CAN (Climate Action Network), di cui vi avevamo presentato un filmato sul clima qualche giorno fa. Il CAN raccoglie 400 ONG di tutto il mondo civile, abbiamo fatto proprio una figuraccia a livello planetario.

Tempo di agire contro il Global Warming

giovedì, 4 dicembre 2008 a cura di Alberto Marzetta
in: Politica ed economia

Greenpeace, WWF, Friends of Earth Europe e Climate Action Network Europe attraverso la campagna Time to Lead offrono l’opportunità di fare pressione ai delegati che in queste giornate, e fino al 12 dicembre, sono impegnati nella 14esima Conferenza ONU sul clima in corso a Poznan, Polonia.

La campagna ha l’obiettivo di richiedere ai delegati, tramite un invio di e-mail, il mantenimento della soglia di aumento del riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi.
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Obama assente alla conferenza sul clima in Polonia

martedì, 18 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Redefining Progress offre consigli di politica ambientale al neoeletto presidente USA Sarà George W. Bush a rappresentare gli USA il prossimo dicembre alla conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che si riunirà a Poznan, in Polonia. Ad annunciare l’assenza di Barack Obama, prossimo presidente da cui il mondo si aspetta una svolta verso il verde nella politica statunitense, e’ stato Yvo de Boer, capo dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), a divulgare la notizia.

In preparazione alla conferenza di Poznan, Arnold Schwarzenegger, governatore della California, ha riunito a Beverly Hills esperti e politici Al Governor’s Global Climate Summit. Si parlerà di come un New Deal verde potrebbe aiutare l’economia, sia dal punto di vista del risparmio energetico che da quello dello sviluppo tecnologico. L’Università della California ha calcolato che la California spenderà circa 23 miliardi di dollari all’anno per via dei danni ambientali riconducibili ad una cattiva politica. La Commissione Europea ha stimato che applicare il pacchetto clima ed energia in Italia non sarebbe un costo, ma porterebbe un risparmio.

Secondo quanto contenuto nell’ultimo rapporto dell’UNFCCC sulle emissioni di gas serra dal 1999 al 2006, quelle prodotte dall’Italia sono aumentate del 9,9%. I maggiori aumenti in Europa sono stati registrati in Austria (15%), Portogallo (39,9%) e Spagna (50,6%). La Turchia, di cui dovremmo cominciare a tenere conto, le ha aumentate del 95%. Tra i Paesi europei che si sono attivati per tempo, la Francia ha ottenuto riduzioni del 3,5%, la Gran Bretagna del 15% e tutti i Paesi del blocco sovietico, Russia compresa sono scesi del 34%.

Foto | Redefinig Progress

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