Le flatulenze dei dromedari australiani sono state esagerate per fini commerciali, senza basi scientifiche solide, e la stima del numero dei dromedari in libertà e’ molto discutibile.
Questa, in sintesi, la risposta della International Society of Camelid Research and Development (ISOCARD) alla proposta di abbattere dromedari per ridurre le emissioni di CO2.
ISOCARD ha fatto notare come la Northwest Carbon abbia stimato le emissioni dei dromedari estrapolandole dalle emissioni delle vacche. I dromedari hanno una efficienza metabolica più alta delle mucche: mangiando il 20% di cibo in meno riescono a produrre il 20% di latte in più. Il loro apparato digerente e’ diverso, più simile a quello dei maiali che ai ruminanti classici, e riescono ad approfittare di pascoli magri.
In parole povere, i dromedari fungono da capro espiatorio per una nazione che trae la sua energia da centrali a carbone.
Il commercio delle emissioni non ridurrà la CO2 perché e’ stato inventato da chi ha creato il problema (Enron e Goldman Sachs) con lo scopo di fare soldi facili. Oltre alle frodi scoperte in Germania con una quarantina di aziende che si sono intascate centinaia di milioni di Euro trafficando con i certificati di emissione, ci sono altre incongruenze come i sussidi per la deforestazione. Chi taglia la foresta e ci pianta palme da olio riceve le sovvenzioni per l’assorbimento dell’anidride carbonica che le palme fisseranno, senza pagare i danni per quella liberata dagli alberi abbattuti.
Si litigava sui soldi che pioveranno sugli alberi, al congresso mondiale delle foreste a Buenos Aires della settimana scorsa. Secondo Salvaleforeste, FAO e Banca Mondiale darebbero anche alle piantagioni arboree (pioppeti da carta e bananeti, per intenderci) le sovvenzioni destinate a premiare l’assorbimento di carbonio dall’atmosfera e il successivo stoccaggio in legno vivente. Associazioni ambientaliste come il World Rainforest Movement e la Global Forest Coalition fanno notare che per far posto a queste coltivazioni si abbattono le vere foreste. Se poi lo spazio si crea col taglia e brucia, allora gli sforzi di fissare la CO2 vanno letteralmente in fumo.
Questo stride un po’ con le dichiarazioni di apertura di Jan Heino, vice direttore generale della FAO del Dipartimento Foreste, che ha auspicato l’adozione di pratiche agricole, zootecniche e di gestione del territorio più efficaci. “Considerato che il cambiamento di destinazione d’uso della terra a fini agricoli, per esempio la deforestazione, incide per circa un terzo sul totale delle emissioni di gas serra, il ruolo che questi settori possono avere nel mitigare l’impatto del cambiamento climatico è enorme”.
Il miliardario George Soros ha annunciato un investimento faraonico per finanziare lo sviluppo delle tecnologie verdi. I criteri per accedere al finanziamento saranno stretti: le idee dovranno avere sia un impatto positivo sul clima che un ritorno economico.
Soros e’ il 29esimo uomo più ricco del mondo (secondo Forbes) ed e’ stato portato ad occuparsi di ecologia da Al Gore. Soros, pur ammettendo di difettare di tutta la scienza necessaria per capire bene i problemi globali, ha dichiarato di saper muovere i soldi in modo efficace e, quindi, si e’ messo al servizio di questa causa.
I prezzi delle quote di emissione di CO2 potrebbero scendere a 17 Euro la tonnellata nel 2009, rispetto ai 25 del 2008, secondo una proiezione della Deutsche Bank. I prezzi risentono della crisi e dell’ammorbidimento delle tappe di diminuzione delle emissioni di gas ad effetto serra. La domanda cala man mano che le industrie chiudono o riducono la produzione. Ci sono industrie che hanno bisogno di liquidità e quindi rivendono le quote che avevano acquistato in precedenza e industrie che avrebbero dovuto iniziare ad acquistare quote si sono viste regalare un bonus ancora per qualche anno.
La Deutsche Bank prevede che le emissioni della Germania si ridurranno del 10% rispetto al 2007 grazie alla chiusura di industrie dovuta alla crisi finanziaria. Probabilmente qualcosa di simile avverrà anche altrove, ma in Italia si stanno costruendo nuovi inceneritori, grandi emettitori di CO2, e la domanda di energia, prodotta bruciando di tutto, sembra voler continuare a crescere. Considerate anche che i prezzi di carbone e petrolio sono scesi, rendendo più allettante l’idea di bruciarli per ricavarne energia.
Obama ha vinto stanotte e già gli stanno arrivando consigli e richieste per governare in modo ecologico e lungimirante. Andrew Hoerner, direttore del programma di economia sostenibile di Redefining Progress, parla di come siano necessari i giusti indicatori, i giusti finanziamenti e i giusti principi di giustizia per rendere sostenibili i settori finanziario, della salute pubblica e della produzione di energia.
Abbandonare la chimera del carbone pulito, che spreca il 25% dell’energia per il funzionamento del processo di produzione e che emette gas serra, polveri e inquinanti in quantità abnormi, e’ il primo dei consigli sulla gestione del problema energetico. Il secondo e’ rivedere i meccanismi del commercio delle emissioni, che RP stima stia incanalando enormi flussi di denaro nelle tasche del super-OPEC in nome dell’efficienza energetica.
Si passa poi a discutere della compensazione, che preserva quantità di CO2 stoccata nella biomassa di foreste messe sotto protezione. RP fa notare che se la domanda di legname a livello globale non scende, allora tagliare una foresta in un posto invece che in un altro non cambia il bilancio globale della CO2.
Il California Air Resources Board, che si occupa di tenere sotto controllo la qualità dell’aria nello Stato della California, ha studiato un nuovo piano per ridurre del 30% le emissioni entro il 2020. Saranno le misure più stringenti di tutti gli States e saranno tre volte più stringenti della Regional Greenhouse Gas Initiative.
Le nuove norme prevederanno limiti di emissione per le abitazioni e gli autoveicoli oltre ad un sistema di quote per le industrie con la relativa possibilità di commercio. L’efficienza energetica sarà incrementata con facilitazioni fiscali per chi decidesse di installare pannelli solari sul proprio tetto grazie alla Million Solar Roofs initiative.
Nel piano trasporti e’ previsto di diminuire il numero di auto circolanti mettendo in funzione una nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Altro punto di interesse, nel Low Carbon Fuel Standard lo Stato della California chiede alle sue aziende petrolifere di produrre localmente e in modo ecologico i carburanti da mettere a disposizione dei californiani.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...