venerdì, 26 febbraio 2010
a cura di PiccoloSocrate
in: Auto e trasporti

La General Motor ha cercato di vendere il suo marchio Hummer per quasi due anni: il pre-accordo siglato con la società cinese Sichuan Tengzhong Heavy Industrial Machines, non si è mai trasformato in un atto di vendita vero e proprio perché l’azienda cinese non ha mai fornito tutti i documenti (finanziamenti e piano degli sviluppi futuri) con cui il Governo di Pechino avrebbe dovuto dare il suo benestare.
Non è ancora stata pianificata la chiusura definitiva della divisione dei bestioni inquinanti della GM e c’è sempre la possibilità che spunti un’offerta, ma considerando che il marchio non è stato venduto come “marchio pregiato” finora, è alquanto impossibile che venga svenduto come marchio di bassa fascia.
Continua a leggere: Addio Hummer, GM non trova compratori per il marchio dei SUV
lunedì, 30 marzo 2009
a cura di PiccoloSocrate
in: Appuntamenti

L’Earth Hour 2009 è passata da qualche giorno. Non ci aspettavamo risultati strabilianti in bolletta visto che il periodo di tempo in cui si è concentrato il risparmio energetico mondiale si è limitato ad un’ora per ogni fuso orario.
Nella sezione del giornale americano Boston.com The Big Picture, curata da Alan Taylor, vi segnaliamo la suggestiva fotogallery dell’Earth Hour 2009 con scatti ad alta risoluzione delle maggiori città per l’evento mondiale dedicato al risparmio energetico.
Visitando la fotogallery, cliccate sulle foto per vedere il “prima” ed il “durante” l’Earth Hour. Ovviamente poi non pensate a quanto si spreca ogni giorno altrimenti vi rovinate la giornata.
Parole:
Australia,
Cina,
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Svizzera,
Sydney,
Taipei
mercoledì, 21 gennaio 2009
a cura di PiccoloSocrate
in: Politica ed economia
Nei paesi emergenti del BRIC (Brasile, Russia, India & Cina) sta crescendo la richiesta di prodotti e servizi ecosostenibili: ad affermarlo è Accenture in uno studio pubblicato recentemente sulle pagine del Sole24ore.
I nuovi consumatori cinesi (si dicono) sensibili al problema dei gas serra e cercano di diminuire le ore in cui accendono i termosifoni; gli indiani provano a lasciare il più possibile l’auto a casa oppure non acquistano prodotti prodotti a migliaia di km mentre i russi, a causa del clima, puntano a migliorare il livello di isolamento termico delle loro abitazioni.
Secondo lo studio Accenture, i nuovi consumatori sono addirittura più attenti ai consumi ecocompatibili rispetto a noi delle aree di vecchia industrializzazione: più preoccupati quindi più disposti a spendere per prodotti/servizi dotati di certificazione di minimo impatto sul clima. Dai sondaggi risulta che solo il 24% dei consumatori delle economie più mature cambierebbe fornitore di energia per sceglierne a parità di prezzo uno a basso impatto di Co2 contro un 61% dei consumatori “emergenti”. Continua a leggere: La domanda di beni e servizi ecologici aumenta nei BRIC
giovedì, 30 ottobre 2008
a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia
La Cina ha cambiato strategia politica nei confronti del cambiamento climatico, ammettendo il proprio ruolo come grande emettitrice di gas serra. La Cina riconosce che le sue emissioni sono dovute alla richiesta energetica dovuta alla grande produzione di beni (molti dei quali esportati in occidente). Il governo cinese pone sul tavolo delle trattative la difficoltà di abbandonare il carbone in tempi brevi e chiede aiuti tecnologici per “inverdire” la sua produzione.
La Cina, in questo momento di crisi, ha acquisito dei vantaggi nei nostri confronti. I prodotti a basso costo cinesi sono quelli maggiormente ricercati dalla gente che tira la cinghia: i governi avranno maggiori difficoltà di prima a imporre dazi protezionistici. I dazi hanno aiutato le industrie europee, ma comportano anche un aumento dei prezzi dei beni sul mercato che la popolazione e’ ora meno disposta ad accettare.
Continua a leggere: La Cina chiede teconologia per ridurre le emissioni
lunedì, 21 luglio 2008
a cura di la vivi
in: Auto e trasporti, Natura ed ecologia
Mancano pochi giorni alle Olimpiadi di Pechino, e i cinesi ancora non si arrendono a presentare una città fortemente inquinata al mondo. Da mesi il governo ha cercato con varie misure di abbattere e diminuire la forte coltre di smog che rende irrespirabile l’aria della capitale e che rischia di compromettere le prestazioni degli atleti. Qualche risultato l’hanno anche ottenuto, come un numero maggiore di “giorni a cielo sereno”, ma ancora non è sufficiente. E ora scattano le ultime drastiche misure.
Per limitare il numero di macchine che attraversano Pechino, da ieri sono in vigore le targe alterne fino a settembre, ovvero per tutto il periodo delle Olimpiadi e delle Paraolimpiadi. In questi giorni sono state aperte le nuove linee della metropolitana costruite a tempi record negli ultimi mesi, con incentivi sui prezzi dei biglietti. Già da inizio mese è vietata la circolazione per i mezzi più inquinanti, ovvero per quelli che dalle nostre parti non rispetterebbero gli standard Euro I.
Ultima misura drastica, dopo aver delocalizzato nei mesi scorsi una serie di attività produttive, ora si sta procedendo alla chiusura di fabbriche altamente inquinanti nei d’intorni della capitale. 40 fabbriche chiuse della città di Tianjin, un porto a est di Pechino, tra cui due cementifici, saranno chiuse dal 25 luglio al 20 Settembre. A Tangshan, città industriale a 150 km est da Pechino, saranno addirittura 300 le fabbriche in vacanza forzata. Nessun accenno ai danni economici portati da questo provvedimento, che però possiamo immaginare ingenti.
E che si vanno a sommare agli oltre 43 miliardi di dollari spesi finora nella battaglia contro l’inquinamento. Ce la faranno l’8 agosto a mostrare al mondo un cielo pulito, una Pechino pulita, delle Olimpiadi pulite?
Via | Gforse
Foto | JuVlai
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Non l’ho provato in lavastoviglie, ma a mano è più laborioso dei comuni...
Cara Valeria, per averlo provato personalmente mi permetto di dissentire… I piatti...
Ciao Lumachina, devo dire che questa volta non mi trovo d’accordo con la tua analisi. Il terzo...
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