Trasformare le bottiglie di plastica in fiori e’ facile e veloce.
Se volete provare, portate forbici, plastica e voglia di lavorare sabato 3 dicembre al Broletto di Novara e per tutto il pomeriggio potremo fare esperimenti di riciclo creativo.
Nella gallery potete vedere tutti i passaggi necessari, dal taglio della bottiglia fino all’assemblaggio del fiore. La candela (o la fiamma dell’accendino o il soffio di aria calda di un asciugacapelli) rendono morbida la plastica. C’è da stare attenti a non farla bruciare, che una bella dose di diossina non e’ esattamente ecologica.
Invece di buttare in discarica le bottiglie di plastica, in Nigeria ci hanno costruito una casa ecologica, economica e innovativa.
Le bottiglie vengono riempite di sabbia e tappate. Vengono allineate in piani sovrapposti, sono tenute in posizione da una fitta rete di cordini ed infine i vuoti tra l’una e l’altra sono riempiti da un misto di fango e cemento. Per la casa dimostrativa ne sono servite 14mila, donate da alberghi, ristoranti e ambasciate.
La costruzione di una casa pilota da 58 metri quadri e’ iniziata lo scorso giugno e, una volta ultimata, verrà usata come modello da mostrare alle maestranze locali. L’energia elettrica viene prodotta da pannelli fv sul tetto e in parte da un generatore a metano alimentato da scarti umani e bovini.
Lo spot degli scarponcini Timberland ha per protagonista un bel ragazzo che si esibisce in acrobazie per recuperare una bottiglia di plastica, ovviamente assistito dalle sue scarpe. Un eroe positivo, che fa quello che farebbe il protagonista di un film d’azione per recuperare una bomba in grado di distruggere il mondo.
Il recupero della bottiglia e’ così importante da giustificare inseguimenti, salti su treni in corsa e tuffi nei torrenti. E’ figo e suda per una giusta causa. Il messaggio pubblicitario e’ semplice: comprati le Timberland, sono eco e gli eroi eco le usano. Poi, per favore, regalaci le bottiglie che hai comprato in modo che noi possiamo rivenderti una scarpa fatta con cose che hai già pagato una volta.
Il cinese Weiguo Li ha costruito una bici anfibia riciclando materiali molto facili da trovare.
8 boccioni dell’acqua fungono da galleggianti, collegati al telaio della bicicletta attraverso estensioni delle forcelle. Non interferiscono con gli spostamenti a terra perché sono sollevati dal suolo e possono essere fissati in due posizioni differenti, in basso quando si va in acqua e più in alto quando la bici viaggia su strada. Le pale sono state inserite tra i raggi della ruota posteriore.
Perché noleggiare un pedalò o usare i ponti quando potete modificare la vostra bici e proseguire la pedalata sull’acqua?
In Italia il commercio di acqua in bottiglia, si attesta attorno ai 3,2 miliardi di euro, ovvero circa 11.200 mila litri di acqua l’anno, pari a circa 7.467 mila bottiglie l’anno. Produrre un chilo di Polietilene tereftalato (PET) significa consumare 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, ed immettere in atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, a cui va aggiunto anche l’inquinamento per il trasporto.
Una possibile risposta sostenibile è Bio Bottle, una bottiglia “quasi” 100% vegetale. Dico quasi poiché il tappo in realtà è fatto di polietilene, un derivato del petrolio e come tale non biodegradabile. In realtà la bottiglia 100% vegetale di Sant’Anna era già stata presentata nel 2007, ma l’azienda ha pensato bene di “riciclarla” in occasione di Biopolpack, il congresso nazionale sugli imballaggi in polimeri biodegradabili che si è tenuto all’Università di Parma il 15 e 16 aprile.
406mila Sterline, ovvero 473mila Euro spesi ogni anno per bere dalle bottiglie invece che dal rubinetto. I britannici hanno chiesto alla loro TV di stato di quantificare e giustificare la spesa annuale per l’acqua in bottiglia e ne sono rimasti scandalizzati.
La BBC si e’ difesa adducendo la scusa che l’acqua in bottiglia serve a “mantenere idratati i suoi dipendenti” al che le e’ stato fatto notare come lo stesso scopo si possa ottenere con ampio risparmio di fondi pubblici e acqua del rubinetto. La BBC ha ribattuto evidenziando la salubrità delle bottiglie e gli inglesi le hanno riso dietro.
Vendere acqua nel cartone tetrapak sarebbe più ecologico che in bottiglia. A questa conclusione sono arrivati alcuni giovani imprenditori del Michigan che hanno lanciato la Boxed Water (Acqua in scatola).
Il 90% di un cartone per alimenti e’ composto da materiali naturali rinnovabili, mentre il 100% di una bottiglia di plastica non lo e’. Certo, l’ideale resta sempre la brocca e il rubinetto, ma per quei pochi che l’acqua del rubinetto non la possono bere, averla in cartone potrebbe essere comodo.
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...