Piccioni in amore, tutti li possono studiare in città

mercoledì, 11 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

La Cornell University ha lanciato un programma di scienza diffusa, accessibile a tutti, per studiare il comportamento riproduttivo dei piccioni.

Partecipare e’ facile, si scarica il kit con le istruzioni per raccogliere i dati (in inglese e spagnolo) e si può cominciare a guardare i piccioni del proprio quartiere. Bisogna poi riportare i dati specificando bene il colore degli uccelli osservati e il loro comportamento. (Ad esempio: oggi alle 10:30, in via Settembrini a Milano, un piccione nero corteggiava una rossa)

Le osservazioni possono essere fatte in qualsiasi ambiente, in qualsiasi momento dell’anno (i piccioni non hanno una stagione riproduttiva fissa come gli altri uccelli, ma si corteggiano in continuazione) e non servono conoscenze ornitologiche avanzate (insomma, sappiamo tutti distinguere un piccione da un passerotto o da un merlo, vero?).

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“Pane e Bugie” di Dario Bressanini

sabato, 5 novembre 2011 a cura di Francesca Casiraghi
in: Salute e alimentazione, Scienza e tecnologia

pane e bugieSono sempre stata convinta che lo zucchero di canna fosse più nutriente dello zucchero bianco, che il glutammato nel dado fosse da evitare, che il biologico fosse eticamente preferibile dell’agricoltura tradizionale. Poi ho letto questo libro e ho iniziato a guardare le cose con un’altra prospettiva.

Estraggo alcuni dei temi che vengono trattati:

 

Cosa non è OGM?

Bressanini è un chimico e basa tutto il suo libro sulla scienza e sul principio che una persona può parlare di certi argomenti e lanciare giudizi solo se ha la competenza per farlo.

Un argomento cardine del libro sono gli OGM. Qual è il confine tra OGM e non OGM? La definizione che dà l’UE comprende “solo gli organismi che derivano da modificazioni mirate effettuate attraverso la tecnica del DNA ricombinante” (p.10). Con questa definizione, una persona che non ha le competenze necessarie, può immaginarsi solo a grandi linee cosa significhi. Però, questa persona qualsiasi, non sa che il resto del cibo che viene venduto e che non ricade nella definizione di OGM viene comunque trattato con radiazioni nucleari: raggi gamma, raggi X, raggi alfa, raggi beta, fasci di neutroni lenti.

Riporto qui sotto un esempio, quello del pompelmo rosa:

p. 15 «Il pompelmo rosa non è sempre esistito. Dopo la seconda guerra mondiale iniziarono i cosiddetti “usi pacifici dell’energia atomica”. Nella nazioni più avanzate e in quelle in via di sviluppo molti giovani ricercatori cominciarono a utilizzare le radiazioni nucleari con l’obiettivo di modificare le caratteristiche delle piante esistenti. […] Ma la varietà di maggior successo commerciale è sicuramente un tipo di pompelmo che tutti voi conoscete: lo Star Ruby dalla polpa rosata. Insomma, il pompelmo rosa non e sempre esistito! La prima varietà è stato il Ruby Red derivato da una mutazione spontanea scoperta in Texas nel 1929. Tuttavia il colore rosso sbiadiva all’avanzare della stagione e il succo non aveva un colore gradevole. I semi di pompelmo furono quindi irradiati con fasci di neutroni lenti, e nel 1970 venne introdotta in commercio la varietà Star Ruby, senza semi e dalla polpa rossastra. Ulteriori irradiazioni generarono nel 1984 la varietà Rio Red, con rese migliorate. I frutti di entrambe le varietà mutanti, vendute con il nome di Rio Star, coprono il 75% della produzione texana di pompelmo. »
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Più ricchi quelli che abitano vicino ai parchi

mercoledì, 7 settembre 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

aree protette e sviluppo sostenibileVicino al Parco nazionale della foresta di Kibale si vive meglio che altrove e la gente non arriva alla disperata scelta di vendere la terra per sopravvivere alla miseria.

Tra il 1996 e il 2006 la foresta protetta dal parco ha mantenuto la sua copertura forestale, la sua biodiversità arborea e le sue popolazioni di primati, mentre questi indicatori sono scesi drasticamente nelle aree circostanti. Dove manca la protezione di un parco, le foreste vengono tagliate, le terre cedute e gli spazi per l’agricoltura di sussistenza spariscono.

Lisa Naughton-Trevesa, del dipartimento di geografia dell’università del Wisconsin, e Colin A. Chapmanc, del dipartimento di antropologia della McGill University di Montreal hanno seguito 252 famiglie per capire se i divieti dei parchi avevano un effetto sulla vita di chi vi abita vicino.

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La mappa mondiale delle foreste sacre

martedì, 2 agosto 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

biodiversità nelle foreste sacreIl Biodiversity Institute della Oxford Martin School ha intenzione di mappare tutte le zone ritenute sacre dalle varie religioni del mondo. Queste zone sono spesso dei punti caldi per la biodiversità, visto che sono state rispettate attraverso i secoli.

Ad essere mappati saranno, per esempio, i templi shintoisti in Giappone, le foreste gestite dalla Chiesa Ortodossa in Etiopia, i boschi sacri dell’India e, per citare un caso vicino a noi di gestione già congiunta, il sistema dei Sacri Monti del Piemonte, dove sono degli Enti parco a gestire anche il turismo religioso e la conservazione artistica delle cappelle.

La mappatura dovrebbe essere il primo passo per avviare una collaborazione attiva nella gestione del territorio tra comunità locali ed organismi dediti alla protezione ambientale.

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Fauna selvatica in città: convivenza e rispetto a Zurigo

mercoledì, 18 maggio 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Durante il viaggio stampa offerto da Zurigo Turismo a Ecowiki abbiamo potuto apprezzare i risultati della gestione ambientale di Zurigo. Eccovi alcuni esempi.

E’ possibile vedere le lucciole danzare in centro città nel parco Kloppstockwiese. Il parco era un tempo una fattoria con vigneto, oggi ci ci sono aree con erba rasata, dove si allenano varie squadre sportive, zone con erba alta dove gli insetti trovano rifugio e nutrimento, cespugli e alberi dove le femmine di lucciola possono salire durante il periodo del corteggiamento. Le lucciole sono un ottimo bioindicatore di qualità ambientale: hanno bisogno di biodiversità e di “sicurezza alimentare”, ovvero di trovare chiocciole e limacce non avvelenate dai fitofarmaci.

Che il sistema di depurazione delle acque di Zurigo funzioni bene si vede dalle specie rare di pesci che vivono nelle acque cittadine e nel lago. L’acqua e’ di qualità potabile, il pesce pescato fresco si mangia nei migliori ristoranti della città (e nei prossimi giorni vi parleremo anche di come ci hanno viziato a tavola!) Il fossato delle vecchie mura e’ oggi un placido corso d’acqua, usato sia per sport che per osservazioni naturalistiche.

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Un futuro diverso: la biodiversità in mostra a Torino

lunedì, 11 aprile 2011 a cura di smilingfrogs
in: Comunicazione e cultura

Un futuro diversoIl Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino racconta la Biodiversità del nostro pianeta in una mostra davvero suggestiva, aperta fino al 12 giugno 2011, dal titolo Un futuro diverso. Il messaggio principale che portano a casa i visitatori è preoccupante: la diversità di specie ed ecosistemi sulla Terra è vastissima ma anche estremamente fragile.

Una sequenza di immagini, numeri e grafici investe chi entra nella sala dedicata all’introduzione alla mostra e racconta gli ultimi dati rilevati sulla Biodiversità. Fino al 1986 l’uomo ha consumato solo la quantità di risorse naturali rigenerabili e successivamente ha cominciato ad utilizzare le riserve. Secondo i calcoli fatti, oggi l’uomo ha bisogno di quasi un pianeta e mezzo per sopravvivere. Ogni anno scompaiono 7 milioni di ettari di foreste e le barriere coralline sono in netta riduzione. Continua a leggere: Un futuro diverso: la biodiversità in mostra a Torino

Correlazione tra perdita di biodiversità ed estinzioni di massa

martedì, 4 gennaio 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

estinzione catastrofica nel Devoniano superiore e perdita di biodeversità L’arrivo di specie aliene blocca l’evoluzione e un declino della biodiversità pone le basi per le grandi estinzioni. E’ successo alla fine del Devoniano, quando si estinsero il 60% delle specie viventi. L’attuale tasso di estinzione e la perdita di biodiversità sono maggiori oggi rispetto alle grandi crisi viste dal nostro pianeta nelle ere geologiche passate.

Alycia Stigall, professoressa associata di paleontologia all’università dell’Ohio, ha correlato l’estinzione di massa del Devoniano ad una precedente perdita di biodiversità e avverte che il fenomeno potrebbe ripetersi nel prossimo futuro.

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Una proposta di legge per la biodiversità agroalimentare

giovedì, 20 maggio 2010 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

biodiversità Un’anagrafe della biodiversità agroalimentare, una Rete nazionale del germoplasma e dei coltivatori custodi, programmi per la conservazione delle razze locali, un Fondo per danni da Ogm. Queste solo alcune delle azioni concrete previste dalla proposta di legge n. 2744 per la biodiversità agraria e alimentare presentato oggi alla Camera dalla deputata (PD) Susanna Cenni.

Proprio nel corso della Settimana e dell’Anno della Biodiversità arriva questo disegno di legge che ha lo scopo, non soltanto di fissare obiettivi, già ampiamente condivisi da atti internazionali in materia di biodiversità (vedi ad esempio alcuni documenti della Conferenza di Rio o della FAO), soprattutto di avanzare proposte concrete. Vediamo di esaminarlo articolo per articolo. “La proposta – ha commentato la deputata – ha avuto numerose adesioni non solo dai banchi del Partito Democratico, ma anche da IDV, UDC e PDL, rappresentando un auspicio per una pronta discussione in Commissione Agricoltura della Camera”.

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Specie in via di estinzione: crisi globale

martedì, 3 novembre 2009 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

specie incluse nella lista rossa

Il nuovo rapporto dell’IUCN sulle specie da includere nella lista rossa (quelle in via di estinzione) parla chiaro: il 70% delle piante e il 30% delle specie animali (media grossolana) sono a rischio. A mio avviso vi sono sia ragioni biologiche che culturali per questa sproporzione. A parte le piante, appare evidente che gli animali più in pericolo sono quelli che la gente comune conosce di meno: invertebrati, pesci, rettili e anfibi.

Gli uccelli sono in grado di colonizzare rapidamente nuovi territori, ispirano nobili idee per il fatto di saper volare e godono del sostegno di associazioni di appassionati, mentre le altre specie sono legate più strettamente al destino del loro habitat e le proposte di safari fotografici sugli anfibi o i capanni di avvistamento rettili scarseggiano.

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I fertilizzanti riducono la biodiversità

martedì, 5 maggio 2009 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

l'eutrofizzazione aumenta la competizioneAd approfittarsi dei nutrienti aggiunti al suolo sono solo le specie a crescita più veloce. A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell’università di Zurigo che hanno indagato le cause di un fenomeno conosciuto da tempo ma ancora inspiegato: intorno ai campi coltivati la biodiversità e’ minore che altrove.

Le piante a più rapida crescita ombreggiano le altre, impedendo loro di trarre vantaggio dalla presenza dei fertilizzanti. In passato si pensava che fossero gli elementi nel suolo ad agire come fattore limitante e che, aumentandone la disponibilità, si sarebbe registrata una migliore crescita per tutte le specie presenti, senza modificare la composizione floristica. In pratica il nuovo fattore limitante e’ la luce e la maggior disponibilità di nutrienti accentua la competizione tra le specie per accaparrarseli: solo i vincitori ne traggono beneficio.

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