Che aria respiriamo in bici? Come possiamo difenderci?

martedì, 4 maggio 2010 a cura di Enrico Pascucci
in: Auto e trasporti

Per chi vive in città su una bici, le auto sono la prova che l’uomo si è abbandonato alle lusinghe del demonio.
Sempre costretti a mantenere allenati i riflessi per sopravvivere a chi parla col cellulare mentre guida incapsulato in un mezzo che pesa (nei casi migliori) come 15 uomini e che produce la forza di 3000 atleti, si vive in strada in un costante stato di ansia e nervosismo.
C’è però un nemico che con tutta la nostra bravura e tutta la nostra attenzione non possiamo evitare: lo smog.

Mentre un ciclista immette nell’atmosfera soltanto un minimo di anidride carbonica e al limite un po’ di sudore, l’orda di mostri meccanici che lo circondano appestano l’aria con svariati tipi di carburante incombusto, prodotti nocivi dovuti a combustione parziale e, ancora peggio, micro e nanoparticelle risultanti dal lavoro dei catalizzatori e dai filtri anti-particolato.

Se questi sono tutti buoni motivi per odiare le auto che vi circondano, la lettura di un interessante studio pubblicato sul sito della FIAB vi darà anche qualche buon motivo per gongolare.
Secondo degli studi commissionati dall’UE chi viaggia in macchina respira una quantità di sostanze inquinanti doppia rispetto a chi viaggia in bici e questo nonostante il ritmo respiratorio di chi pedala sia decisamente più sostenuto rispetto a quello di chi poltrisce in auto.
Resta sempre il fatto che, se pur in maniera minore, siamo pur sempre bersaglio di una gran quantità di patogeni che non abbiamo scelto noi di immettere nell’atmosfera, ma con poca spesa possiamo fare molto per difenderci. Continua a leggere: Che aria respiriamo in bici? Come possiamo difenderci?

ECOGadgets: ecco a voi la Yike Bike, l’evoluzione della bici urbana

giovedì, 3 settembre 2009 a cura di pentolaccia
in: Auto e trasporti

yike bike

La Yike Bike non sembra proprio una bici. Non ha pedali, il manubrio e il sedile sono la stessa cosa e la forma ricorda vagamente una versione per nani da giardino delle prime biciclette dell’800. Al contrario della sua pro-pro-prozia la Yike Bike non è azionata dai muscoli ma dall’energia elettrica di una batteria. Siamo dunque difronte ad un mini-veicolo elettrico più simile (come concetto) ad un Segway, che, al contrario del popolare gingillo giroscopico, ha un asso nella manica non da poco: è completamente ripiegabile in una sacca poco più grande di una 24ore; niente problemi di parcheggio dunque! Vedere per credere il video nella seconda parte.

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