Dilemma dell’automobilista ecologista: viaggio con il finestrino aperto o con l’aria condizionata?

mercoledì, 8 luglio 2009 a cura di PiccoloSocrate
in: Auto e trasporti, Buone pratiche e consigli

Aria condizionata a palla? L’intento è quello d’inquinare il meno possibile: quando proprio non possiamo fare a meno dell’automobile per gli spostamenti, quale comportamento permette di consumare meno carburante in estate? Oltre al controllo sullo stile di guida e sulla vettura, la scelta è tra due alternative: viaggiare con i finestrini chiusi e l’aria condizionata oppure finestrini spalancati?

Sembra passata un’epoca da quando le automobili non avevano di serie l’aria condizionata. Dieci anni fa i modelli dotati di questo comfort imperdibile erano delle auto di lusso (o comunque parecchio costose). Oggi invece la diffusione dei condizionatori è totale ed appena la temperatura esterna sale, si preme il tasto e via con i 16 gradi.

Eppure qualche tempo fa ci pensava Madre Natura a dare sollievo agli automobilisti. Chi rimaneva imbottigliato nel traffico aveva la ventola, sistema molto meno energivoro dei condizionatori attuali. Continua a leggere: Dilemma dell’automobilista ecologista: viaggio con il finestrino aperto o con l’aria condizionata?

La crisi automotive cambia i concencessionari auto: vendono bici elettriche e fanno car sharing

giovedì, 14 maggio 2009 a cura di PiccoloSocrate
in: Auto e trasporti

In concessionaria anche il car-sharing !

Da venditori di automobili a venditori di mobilità a causa della crisi del settore automobilistico mondiale. Mai più solo automobili inquinanti spacciate per auto ad emissioni ridotte: le innumerevoli iniziative statali per l’incentivazione dei consumi e la concorrenza agguerrita hanno compresso i margini di guadagno per questo le concessionarie diversificano le vendite. Auto, ricambi e polizza assicurative? Non solo – organizzare il car-sharing rende bene così come la vendita biciclette elettriche. Prodotti e servizi con margini di profitto più elevati.

Il mercato auto italiano è saturo e per questo le piccole imprese di distribuzione che vogliono rimanere competitive nel settore sperimentano nuove vie. La razionalizzazione dell’uso dell’auto e l’esplosione delle vetture a noleggio per il fine settimana hanno contribuito al rinnovamento della rete di distribuzione. In Italia l’indotto delle quattro ruote costituisce il 10% del Pil ed i concessionari rappresentano 2.500 piccole imprese che reagiscono con opportune contromisure alla congiuntura economica.

D’altronde con il petrolio che risale oltre i 60 dollari al barile – la corsa del prezzo della benzina non si arresterà e si potranno prevedere ulteriori spinte inflazionistiche. Cambiano le abitudini di spesa delle famiglie italiane, cambiano i venditori. Quando cambieranno paradigma i produttori?

Marketing auto e pirateria stradale, c’è un nesso?

giovedì, 24 luglio 2008 a cura di Giancarlo
in: Auto e trasporti, Comunicazione e cultura

La pubblicità delle industrie automobilistiche promuove quasi esclusivamente i modelli più potenti e che emettono più CO2, andando così contro l’obiettivo comunitario che prevede la riduzione delle emissioni a 120 grammi di anidride carbonica al chilometro entro il 2012. Erano questi i risultati della prima indagine nazionale sul ruolo del marketing pubblicitario delle auto nella riduzione di emissioni di CO2, recentemente presentata da Amici della Terra e Wwf.

L’indagine analizza le pratiche di marketing pubblicitario messe in atto dalle case automobilistiche su giornali e televisioni, con riferimento al tema delle emissioni di CO2 dei modelli auto. Dai risultati emerge che la leva emozionale più utilizzata per la carta stampata è la convenienza economica (nel 67% dei casi), mentre per la tv si riscontrano più leve emozionali nello stesso messaggio, con una maggiore attenzione verso gli aspetti qualitativi dell’uso dell’auto rispetto a quelli economici: sicurezza (96%), prestazioni (93%), piacere di guida/comfort (93%). La leva ecologica è sistematicamente all’ultimo posto, con il 27% dei messaggi nel caso della televisione e l’8% sui giornali, dove l’informativa sui consumi e sulle emissioni di CO2 dei modelli appare in formati illeggibili e in scarsa evidenza rispetto alla comunicazione commerciale. Un risultato è che sette nazioni (tra cui l’Italia) saranno soggette a verifiche della Commissione Europea per (possibili) inadempienze degli organismi preposti all’attuazione della legge sull’informativa obbligatoria dei consumi e delle emissioni di CO2 nella pubblicità delle auto.

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