Temperatura più alta, raccolti più scarsi

martedì, 24 maggio 2011 a cura di Francesca Casiraghi
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

cambiamenti climatici e prezzo degli alimentiNonostante nei supermercati abbondino e li consideriamo alimenti poveri, i cerali diventeranno nel prossimo futuro i protagonisti di una delle tante sfide globali che ci attendono.

Il climate change sta già minacciando la produzione agricola, lo dice un articolo pubblicato su The Economist del 5 maggio scorso “Hindering harvests”. Tre ricercatori, D. Lobell, J. Costa-Roberts della Stanford University e W.Schlenker della Columbia University hanno potuto concludere che l’aumento delle temperature e l’abbassamento delle precipitazioni (il mondo in generale è sì diventato più umido, ma le pioggia sono sempre meno abbondanti in molti territori pianeggianti dedicati all’agricoltura) si possono già dichiarare cause dirette dell’abbassamento della produzione agricola. Continua a leggere: Temperatura più alta, raccolti più scarsi

Come nutrire un mondo affamato?

lunedì, 9 maggio 2011 a cura di Francesca Casiraghi
in: Politica ed economia, Salute e alimentazione

agricoltura e fame nel mondoLa vera sfida dei prossimi decenni sarà capire come incrementare fortemente l`offerta agricola senza espandere gli ettari di terra utilizzata. Si stima che il mondo ospiterà più di 9 miliardi di persone entro il 2050, una previsione che potrebbe essere disattesa dalla variabile “cambiamento climatico” che porta un certo grado di incertezza nelle proiezioni sull`offerta agricola. Occorre una rivoluzione.

Una rivoluzione che ristabilisca le priorità nella ricerca agricola, come il bisogno di nuove varietà di colture che crescano con meno acqua e con meno fertilizzanti, oppure che siano più resistenti al caldo e agli insetti.

Ugualmente importante è la ricerca riferita alla rotazione delle colture, alla gestione del terreno e alla riduzione degli sprechi. Ma tutto questo richiede soldi: la FAO stima che per raggiungere questi obiettivi di ricerca e per poterli esportare nei paesi in via di sviluppo entro il 2050 sono necessari investimenti pari a 83 miliardi di dollari US all`anno.

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Gabinetti per maiali: risparmio di acqua ed energia

lunedì, 31 gennaio 2011 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

liquami allevamento suinoSe tutti i sei milioni di maiali di Taiwan usassero il gabinetto, il consumo di acqua per le pulizie si dimezzerebbe. Per questo il governo ha lanciato un programma di sensibilizzazione per gli allevatori di suini.

Insegnare ad un porcello a fare i suoi bisogni in un punto preciso non e’ molto difficile. I maiali già di natura tendono a concentrare gli escrementi in un unico punto del porcile. Basta quindi delimitare un’area (sbarre metalliche sporgenti per 20 cm dal suolo) sovrastante una grata, pulire tutto intorno e lasciare un po’ di “buon esempio” nel posto per avviare il processo. L’accumulo viene poi aspirato via da sotto i piedi dei maiali.

Il tasso di sopravvivenza degli animali che usano la toilet e’ passato dal 70 al 90%. Non occorre lavare tutto lo spazio tutti i giorni e quindi gli animali non si bagnano e non prendono freddo. Un’altra fonte di guadagno da questa buona pratica e’ l’utilizzo di concime. Avendolo concentrato e non mischiato con il resto della lettiera e’ possibile rivenderlo ad un prezzo maggiore.

Via | Reuters
Foto | phoenix hill

Non servono gli ogm, basta uno spry

venerdì, 1 ottobre 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

Effetto della siccità sulle piantePer sopravvivere alla siccità non servono piante geneticamente modificate, basta uno spray che le aiuti a fronteggiare il momento difficile.

La sostanza magica e’ un ormone naturalmente presente nelle piante, che lo usano per controllare la chiusura dei pori o per far cadere le foglie: l’acido abscissico. Gli scienziati hanno trovato varie molecole sintetiche che stimolano la stessa reazione, attivando gli stessi recettori.

Jian-Kang Zhu e i ricercatori del VARI (Van Andel Research Institute) ritengono che spruzzare le piante con queste sostanze sia un modo più semplice, più economico e meno dannoso per l’ambiente che modificare il patrimonio genetico delle specie coltivabili per includerci la resistenza ad una eventuale siccità. Il rimedio si usa solo se, dove e quando serve.

Via | Science Daily
Foto | IRRI Images

Identification and mechanism of ABA receptor antagonism on Nature

Perché giochi a FarmVille?

venerdì, 13 novembre 2009 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

farmville

56 milioni di persone giocano a Farm Ville su Facebook. L’inventore del gioco ha guadagnato 150 milioni di dollari (veri, reali) vendendo trattori e piante virtuali ad agricoltori virtuali. Karl Burkart si chiede la ragione di tale successo ipotizzando che il motore di tutto sia il piacere di vedere crescere qualcosa e di sentirsi a contatto con la Natura.

Io non ho mai giocato a FarmVille, ma conosco bene il piacere di coltivare piante e allevare animali (anche se al momento mi limito ad accogliere chiocciole selvatiche sul mio balcone di un metro e mezzo quadrato). Guardare le piante cambiare, le gemme aprirsi, capire di che cosa hanno bisogno dal colore delle foglie o aspettare che un frutto cambi colore sono dei piaceri veri e profondi, che immagino possano essere parzialmente riprodotti in un videogioco.

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Fame nel mondo e cibi gm nella politica USA

giovedì, 2 aprile 2009 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

fame nel mondo, agricoltura insostenibileIl dato di fatto e’ che la popolazione mondiale consuma più risorse di quelle che il pianeta e’ in grado di rigenerare.

L’interpretazione di questo fatto proposta da Nina Fedoroff, consigliere scientifico del governo USA, e’ che “ci sono troppe persone, quindi dobbiamo ridurle, e non c’è cibo per tutti, quindi dobbiamo sdoganare gli alimenti geneticamente modificati”. La strategia suggerita consentirebbe all’industria biotech statunitense di vendere sementi gm e medicinali per il controllo delle nascite in un nuovo mercato.

Un rapporto della FAO dice che oggi produciamo cibo sufficiente per 12 miliardi di persone, quasi il doppio degli essere umani che popolano il pianeta. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità dice che al mondo ci sono più obesi che gente sottopeso. Ora, quello che leggo io in questi dati e’ che quello che manca nel sistema non e’ la manipolazione genetica, ma la distribuzione.

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New Holland NH2: trattore a idrogeno

mercoledì, 11 marzo 2009 a cura di lumachina
in: Auto e trasporti

Il trattore a idrogeno progettato dalla New Holland ha lo scopo di rendere energeticamente indipendenti gli agricoltori. L’idrogeno delle celle a combustibile può essere prodotto con energie rinnovabili, direttamente in fattoria.

Zero emissioni, 75 kW (106 hp) un trattore T6000 di partenza. L’idea della New Holland e’ di aiutare gli agricoltori ad autoprodurre quello di cui hanno bisogno in modo pulito e sostenibile. Il problema di questi primi modelli e’ l’autonomia, per adesso ridotta ad un paio d’ore, su cui si sta lavorando per estenderla.

Le coltivazioni che raffrescano il clima

venerdì, 16 gennaio 2009 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

Scegliere varietà di piante che riflettono la luce solare potrebbe far scendere la temperatura dell’aria fino ad un grado centigrado. Un gruppo di ricerca dell’università di Bristol guidato da Andy Ridgwell (non Ridgell come scrive La Stampa) ha calcolato l’effetto dell’albedo dei campi, ovvero ha misurato la quantità di luce riflessa dalle
piante coltivate.

Esistono varietà della stessa pianta in grado di riflettere una maggior quantità di luce che altrimenti sarebbe assorbita e trasformata in calore. Sono la struttura della superficie fogliare e la disposizione delle foglie a determinare questo parametro. Dando la preferenza a queste varietà, in Europa e in Nord America la temperatura media nei mesi estivi potrebbe scendere di un grado centigrado.

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Le terre del pianeta diventano sempre più saline: l’agricoltura si ingegna

martedì, 9 dicembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

“La salinizzazione del pianeta è irreversibile”. Questa l’opinione del professore Jelte Rozema del Dipartimento di Ecologica della Libera Università di Amsterdam. Assodata questa conseguenza dei cambiamenti climatici in atto, il genere umano deve interrogarsi non solo sul come fermare il riscaldamento globale, ma anche su come adattarsi alle nuove condizioni ambientali. “Presto o tardi – prosegue Rozema – il genere umano dovrà accettare il fatto che il mondo sarà sempre più salino”.

La progressiva salinizzazione del pianeta determinerà, infatti, notevoli problemi al settore agricolo. Cosa fare? Per il professore olandese la soluzione potrebbe trovarsi nel coltivare nelle acque saline: “Dovremo cominciare a pensare alle acque salmastre e marine come delle risorse”. Secondo molti scienziati si dovrebbe lavorare con incroci su piante selvatiche per poter ottenere dei veri e propri raccolti.

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Alberi di Natale coltivati

martedì, 25 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

ecologia a NataleGli alberi di Natale che troveremo in vendita nelle prossime settimane sono in buona parte coltivati in Toscana (nelle province di Arezzo e Pistoia) e in Veneto, oppure vengono dall’Europa dell’Est. La nostra forestale spiega come questa coltivazione avvenga in zone marginali e in terreni che altrimenti non potrebbero essere economicamente interessanti. Comprare un albero italiano significa, quindi, aver dato lavoro a qualcuno che ha deciso di restare a vivere in collina o in montagna.

Le attività economiche in collina o in montagna rallentano lo spopolamento e permettono una migliore sorveglianza del territorio. Coldiretti aveva calcolato che per gli alberi di Natale si spendono in Italia circa 140 milioni di Euro. L’abbandono delle zone marginali favorisce la rinaturalizzazione, ma talvolta a prezzo di dissesti. La Natura ha bisogno di tempo per raggiungere un nuovo equilibrio e sui versanti un tempo coltivati, nell’intervallo di tempo tra l’abbandono e il ritorno del bosco, capitano smottamenti i cui danni vengono pagati da chi vive più a valle.

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Ogm, al via al “sotterraneo” iter autorizzativo per la sperimentazione in campo aperto

mercoledì, 19 novembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

coltivazione di specie geneticamente modificate Domani, 20 novembre, la Conferenza Stato Regioni si pronuncerà su 9 protocolli per la sperimentazione delle coltivazioni Ogm. Ne danno notizia i vari commenti di chi è contrario all’introduzione in Italia della sperimentazione. Difficile trovare in giro altre informazioni.

Ieri il ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, in una conferenza stampa si è autocelebrato gran difensore dei consumatori presentando le novità in materia di etichettatura obbligatoria di origine negli alimenti. Tanto di cappello al ddl approvato lo scorso 31 ottobre dal Governo che permetterà a tutti noi di sapere da dove viene il cibo che mangiamo. Nulla però è stato detto sui 9 protocolli sulla sperimentazione in campo aperto di Ogm che il Ministero ha approvato e inviato alla Conferenza Stato-Regioni. Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, parla giustamente di una “ sotterranea approvazione”. A prescindere dalle posizioni soggettive in materia di Ogm, i cittadini e i consumatori hanno diritti di essere informati su decisioni importanti come questa, che riguardano la nostra salute e la tutela della biodiversità.

Quali i rischi di un via libera a questa sperimentazione? Secondo Ferrante “lcune varietà ortofrutticole tra cui vite, ulivo, fragole e ciliegie nostrane, saranno a rischio. ”I protocolli di ricerca – ha invece spiegato Loredana De Petris, responsabile agricoltura dei Verdi – sono inadeguati dal punto di vista della sicurezza ambientale e non prevedono nemmeno l’obbligo di assicurazione contro il danno e di notifica ai confinanti. Sono gli stessi protocolli tecnici – prosegue De Petris – che una forte mobilitazione del mondo agricolo e ambientalista ed il parere negativo del Ministro Pecoraro Scanio  avevano bloccato nel giugno del 2007”.

Fonte | Legambiente, Verdi
Foto | eli&ringo

Padania dipendente dai fertilizzanti nei dati Istat

mercoledì, 12 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Statistiche sui fertilizzanti usati in agricoltura nel 2007

La vendita di fertilizzanti maggiore avviene in Val Padana, con il 59,8% del totale nazionale, il 16,1% nel Centro e il restante 24,2% nel Mezzogiorno. Analizzando nei dettagli si nota come al Nord si venda il 56,4% dei concimi, il 68,2% degli ammendanti e il 91,4% dei correttivi. La perdita di fertilità della Pianura Padana si nota anche nel suo bisogno di sostanza organica 180 Kg per ettaro mentre quella distribuita nel Mezzogiorno è di soli 32,5 kg.

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In vigore i nuovi limiti per i residui di pesticidi

lunedì, 1 settembre 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

pesticidi_fitofarmaci_frutta_verdura Entra oggi in vigore il Regolamento 149 del 2008 chi fissa i nuovi limiti per i residui di fitofarmaci negli alimenti (LMR). La nuova normativa desta particolare preoccupazione perché i nuovi limiti massimi europei sono superiori a quelli precedenti. Come spiega Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente “Il criterio seguito dalla Commissione europea è pericolosissimo: si è individuato il paese europeo che aveva il limite più permissivo per ogni pesticida e si è esteso questo alto livello a tutti i paesi membri. I consumatori europei adesso avranno una ben minore protezione rispetto alla loro quotidiana esposizione alimentare alle migliaia di pesticidi presenti sul mercato”.

Andando a comprare la frutta e verdura mi piacerebbe sapere quali sono i limiti fissati da ogni paese così da poter decidere se comprare arance spagnole, piuttosto che limoni argentini o prodotti italiani. Con il biologico il problema non si porrebbe.

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Diventare pastore a distanza

giovedì, 5 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

agricoltura_allevamenti_formaggio

“Adotta una pecora, difendi la natura” è il titolo dell’iniziativa che il bioagriturismo La Porta dei Parchi (ad Anversa in Abruzzo) promuove da vari anni: versando una quota annuale si “adottano” una delle pecore allevate dall’azienda contribuendo così alla sostenibilità dell’allevamento. In cambio si riceveranno una serie di prodotti del bioagriturismo ad un prezzo vantaggioso. Una marca auricolare individuerà l’animale adottato anche in modo nominativo.

Si possono così acquistare prodotti biologici certificati, mentre la filiera corta permette un’offerta meno costosa e più trasparente dal punto di vista della produzione e delle tecniche di allevamento e di trasformazione. L’azienda ha anche una struttura ricettiva e può quindi essere facilmente visitata.

Si tratta quindi di un sistema simile a quello dell’adozione a distanza e dei gruppi di acquisto che ha obiettivi che vanno oltre quello dell’offrire prodotti a prezzi tagliati al consumatore. L’iniziativa – spiega l’azienda stessa – intende richiamare interesse e attenzione sui problemi tanto sentiti da chi, come noi, forse controcorrente, ha scelto di dedicare la propria vita alla salvaguardia di attività tanto nobili quanto difficili e dolorose. Il tentativo mira inoltre a riavvicinare persone sensibili e attente alle problematiche ambientali e culturali al mondo pastorale, alla sua ricchezza di valori, di sensazioni, di sentimenti di azioni materiali, di gesti rituali ed umili.

Fonte | www.adottaunapecora.com

Foto |luisa.bifulco

L’Atlante europeo dei fertilizzanti

mercoledì, 4 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia, Salute e alimentazione

Europa_fertilizzanti_agricoltura

Il Centro Comune di Ricerca della Commissione europea ha messo a punto un Atlante dove sono individuate le zone d’Europa con i più alti livelli di inquinamento da nutrienti per il suolo. La concimazione chimica eccessiva invece di nutrire le nostre terre le intossica. Per non parlare poi dei rifiuti liquidi di industrie e impianti di depurazione di acque reflue.

Ci sono grandi differenze tra i vari paesi europei. In Olanda, ad esempio, si riscontrano valori fino a 200 kg/ha e in Italia fino a 40 kg/ha. E ancora: la  Francia presenta un eccesso di azoto di 50 kg/ha, mentre nella sola Bretagna si rilevano concentrazioni superiori a 120 kg/ha.

La buona notizia è che secondo gli scienziati la colpa è soprattutto della concimazione eccessiva: ne deriva quindi una facile azione di prevenzione. Basta ci sia la volontà!

>> Atlante Europeo dei fertilizzanti

Foto | matteo.informatico

Ecowiki.it